di Aldo Grasso
Corriere della Sera, 25 settembre 2025
Il documentario di Pietro Perone andrebbe adottato dalle scuole di giornalismo come libro di testo. Anche nella vita della televisione ci sono momenti di cui si ha bisogno: ricordare Giancarlo Siani non è solo un tributo ai 40 dalla scomparsa, è qualcosa di più. Qualcosa che riguarda il mestiere di chi scrive, i legami familiari e professionali, la lotta contro la criminalità organizzata, il dovere di ricordare un ragazzo stroncato nel pieno della vita e degli affetti. “Quaranta anni senza Giancarlo Siani” è un documentario firmato da Pietro Perone, giornalista del Mattino e testimone diretto di quegli anni, insieme a Filippo Soldi, regista (Rai3).
di Rita Bernardini
L’Unità, 25 settembre 2025
È morto il professore Giuseppe Di Federico. Per Pannella e i radicali una risorsa inestimabile. Falcone lo incaricò di monitorare l’applicazione del nuovo codice di procedura penale. Ogni anno e per oltre 30 anni, puntuale come un orologio svizzero, il Prof. Giuseppe Di Federico, varcava la soglia della sede di via di Torre Argentina a Roma e mi veniva a cercare per consegnarmi l’assegno (davvero sostanzioso) per l’iscrizione a tutti i soggetti dell’area Radicale. Compilava e firmava l’assegno davanti a me in modo solenne. Era amico di Marco Pannella; insieme condividevano l’abruzzesità e, quando s’incontravano facevano lunghe chiacchierate in dialetto ognuno per testare nell’altro quanto dell’origine culturale territoriale resistesse al tempo della vita che continuava a scorrere inesorabile.
di Don Antonio Mazzi
Oggi, 25 settembre 2025
Venti giovani della Carovana di Exodus sono andati a Ventotene. Per chiedere ai vertici del Parlamento europeo una politica più attenta a chi cade nelle dipendenze. “Siamo venti giovani che stanno vivendo un cammino di rinascita dopo esperienze di dipendenze, carcere, fragilità, isolamento”. Inizia così la lettera-appello inviata alla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, e alla sua vice, Pina Picierno, dai miei ragazzi in occasione della prima Conferenza Europea su Libertà e Democrazia che si è tenuta nei giorni scorsi a Ventotene”.
di Annalena Benini
Grazia, 25 settembre 2025
Le chiamano “maranzine”, sono le adolescenti delle baby gang che rubano, si drogano e dipendono dai coetanei maschi. Spesso finiscono in carcere, mentre invece sono giovani che avrebbero bisogno d’aiuto. “Giovani che si avvicinano l’uno all’altro perché motivati da un’intensa infelicità: tante infelicità messe insieme e condivise si trasformano in una piccola felicità. Come pezzi di un mosaico frantumato, provano a costruirsi un’identità. Anime confuse, spezzate, accomunate da dolori silenziosi che, aggregandosi, sperano di trovare un senso di appartenenza”.
di Roberto Ciccarelli
Il Manifesto, 25 settembre 2025
L’analisi e le proposte dell’Alleanza contro le povertà: “Disinvestiti complessivamente 3,2 miliardi, con il riarmo si rischia di eliminare altre risorse al sociale”. Giorgetti rivendica la stabilità e chiede alle banche un “sollievo fiscale”. Meloni: “Con gli istituti di credito di vuole il dialogo”. Quello che manca con le questioni sociali. Tra riduzione degli stanziamenti e i risparmi sulla spesa sociale, il governo Meloni ha ridotto le risorse per finanziare le misure per il contrasto alla povertà di circa 3,2 miliardi di euro. Nella prospettiva di un aumento progressivo della spesa militare, sottoscritto dal governo Meloni con la Nato (fino al 5% del Pil entro 10 anni), e Bruxelles (il piano “RiarmUe”), altre risorse possono essere dirottate da un Welfare disastrato.
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 25 settembre 2025
Palestina tra azioni e intenzioni. Rischia di essere un pio desiderio degli europei l’idea di creare un domani migliore per i due popoli in conflitto. La causa palestinese pare esercitare sui giovani occidentali un fascino simile a quello del Vietnam sulla generazione dei nonni. E sarebbe sbagliato ridurre le motivazioni di tanti idealisti alla vergognosa stupidità di chi l’altro giorno ha messo a ferro e fuoco Milano, devastandone la stazione Centrale nel nome di Gaza. Del resto nella Striscia martoriata si trascina da due anni la più classica delle guerre asimmetriche, come insegna Michael Walzer. In questo tipo di conflitto si affrontano un combattente iper tecnologizzato, spesso indifferente ai danni collaterali, e uno che usa quale arma ibrida la propria stessa popolazione, nascondendosi fra le donne e i bambini e facendo così ricadere sul nemico l’onta della loro morte.
di Marco Galluzzo
Corriere della Sera, 25 settembre 2025
La premier negli Usa torna a parlare di odio: c’è chi mi chiama assassina, qualcuno che ha le rotelle fuori posto potrebbe risolvere il problema. “Stiamo facendo le nostre indagini per avere certezze sulle responsabilità, il ministro Crosetto ha autorizzato l’invio di una nave militare per proteggere e assistere, anche se non è autorizzato l’uso della forza, chiaramente la mia condanna è totale”. In una sala privata dell’hotel Peninsula, nel cuore di Manhattan, Meloni si ferma un attimo, per un secondo sembra prendere fiato, ma lo fa per cambiare rotta e puntare l’indice contro gli organizzatori della Flotilla.
di Giacomo Gambassi
Avvenire, 25 settembre 2025
Nella Nota approvata dal Consiglio permanente la Cei ribadisce anche la necessità che “siano liberati gli ostaggi” e appoggia la soluzione dei due Stati. Baturi andrà a Gerusalemme. “Violenza inaccettabile contro un intero popolo”. “Esilio forzato della popolazione palestinese”. “Inutile strage”. Sono parole inequivocabili quelle che arrivano dai vescovi italiani sulla tragedia di Gaza. Contenute nella Nota approvata dal Consiglio permanente che per tre giorni si è riunito a Gorizia, la terra che racconta una riconciliazione possibile oltre gli scontri, le guerre, i nazionalismi e le ideologie. Una Nota targata Cei che è prima di tutto una “denuncia”, come si legge nel testo diffuso oggi. “Perché la vicinanza della Chiesa all’uomo di ogni tempo comporta anche la denuncia di situazioni incompatibili con la sua dignità”, spiega il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, l’arcivescovo Giuseppe Baturi, nella conferenza stampa in cui presenta il documento.
di Roberta Polese
Corriere del Veneto, 25 settembre 2025
Consegnate le lettere dei genitori. Oggi sono 313 giorni che il cooperante veneziano Alberto Trentini è detenuto a Caracas, ma nelle ultime ore è arrivata una notizia che apre un varco di speranza. Dopo oltre 10 mesi di silenzio, l’ambasciatore italiano in Venezuela, Giovanni Umberto De Vito, ha incontrato Alberto per la prima volta. La visita, autorizzata il 23 settembre, è stata confermata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani all’Onu a New York. Insieme a Trentini, l’ambasciatore ha incontrato anche Mario Burlò, imprenditore italiano anche lui detenuto in Venezuela, sotto processo a Torino per reati fiscali, arrestato senza accuse il 10 novembre scorso, 5 giorni prima di Alberto e con lui nello stesso carcere El Rodeo I, nello stato di Miranda, a circa 30 chilometri da Caracas. Si tratta delle strutture penitenziarie più dure del Paese, spesso al centro di denunce da parte di organizzazioni umanitarie.
di Gloria Ghiara
Elle, 25 settembre 2025
Valery Zevallos non si limita a creare abiti, ma con il suo brand “Estrafalario” ricuce storie e vite delle donne in carcere che, grazie alla moda, possono riscrivere il proprio futuro. La prima idea di libertà è racchiusa in una cucitura. È così che, tra le alte mura di un carcere femminile di Lima, in Perù, dove le ore sono scandite da chiavi, sbarre e corridoi e dove il tempo scorre pesante, un nuovo ritmo prende il sopravvento: è scandito dal sussurro dell’ago e del filo che attraversano i tessuti, dal rumore metallico di forbici che indovinano la loro linea, dal ronzio delle macchine per cucire.











