di Fabio Anselmo*
Il Domani, 25 settembre 2025
Vent’anni fa moriva “Aldro”, un ragazzo appena maggiorenne, incensurato, disarmato, che non aveva commesso alcun reato. I poliziotti imputati per la vicenda sono stati condannati a tre anni e sei mesi fino in Cassazione. Cosa racconta questa morte avvenuta nella città di Ferrara. Erano le primissime ore di quella domenica in cui il silenzio pressoché assoluto che regnava in via Ippodromo venne improvvisamente squarciato da “urla disumane”, rumori gutturali, voci per lo più non intellegibili e rumori sordi di colpi. Così veniva ucciso Aldro, un ragazzo appena maggiorenne, incensurato, disarmato, che non aveva commesso alcun reato. Non stava facendo nulla di male. Era figlio di un’impiegata comunale, Patrizia, e di un ispettore della Polizia municipale, Lino. Nipote di un maresciallo dei carabinieri.
di Andrea Galli
Corriere della Sera, 25 settembre 2025
I furti di figurine e biscotti da bambini, il carcere Beccaria, la caccia ai riflettori. Il trapper è stato arrestato la prima volta a 17 anni nel 2008, il bandito della Comasina a 15 anni nel 1965. La voglia di stare al centro dell’attenzione e quella difesa a oltranza dei complici: “Tradire mai”. L’uno smilzo e svelto, l’altro smilzo e svelto. Quantomeno a quindici e diciassette anni, l’età del primo accesso nel carcere minorile Beccaria che allora come oggi, ovvero l’anno 1965 per Renato Vallanzasca e l’anno 2018 per Zaccaria Mouhib alias Baby Gang, versava in condizioni pessime, posto sempre ai margini non soltanto geografici di Milano, una volta i “terroncelli” come ospiti (di quello che era il riformatorio e non l’attuale struttura, ma di fatto poco cambia) e adesso i “maranza”, una volta, quale provenienza, le periferie cittadine e adesso la sorta di grande geografia suburbana essa includendo le terre dei pendolari prossime alla metropoli fra treni, passanti, metrò, tangenziali, bretelle, pedemontane, autostrade; una volta l’emigrazione e adesso pure.
di Monica Guerzoni
Corriere della Sera, 25 settembre 2025
Il provvedimento di clemenza concesso anche a due donne. Il ragazzo che ammazzò a colpi di martello il padre violento, la guardia giurata che sparò al ladro in fuga e due donne, condannate per reati minori. Sono le quattro persone graziate da Sergio Mattarella, che ha firmato ieri altrettanti decreti. L’articolo 87 della Costituzione assegna al capo dello Stato la possibilità di “concedere grazia e commutare le pene”. E certo non si tratta di una decisione calata dall’alto come fosse un editto, perché l’iter prevede la richiesta dell’interessato, l’istruttoria del ministero della Giustizia e il via libera (non vincolante) del ministro.
Gazzetta di Modena, 25 settembre 2025
Un detenuto tunisino di 24 anni si è tolto la vita ieri sera - 24 settembre - nella casa circondariale di Modena. Si tratta del 62esimo recluso suicida dall’inizio dell’anno in Italia, il quinto a Modena. “Tunisino, 25 anni non ancora compiuti, si è impiccato ieri sera nella sua cella della sezione accoglienza, dov’era stato allocato da poco, della casa circondariale di Modena. Mentre al ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria si esercitano nel pestare l’acqua nel mortaio, nelle carceri si continua a soffrire, più del necessario, e a morire.
di Simona Lorenzetti
Corriere di Torino, 25 settembre 2025
Pene fino a 6 anni e mezzo. A sette poliziotti contestato il reato di tortura. “Stiamo parlando di violenze commesse da persone che indossano la divisa, persone che rappresentano lo Stato e agiscono contro detenuti che stanno scontando la loro pena. Se un agente dà uno schiaffo a un detenuto, è lo Stato che gli sta dando uno schiaffo. Il fatto che in Italia avvengano episodi di questo tipo ci dice che nel nostro Paese abbiamo un problema con i diritti umani. Il modo in cui lo Stato tratta le persone private della libertà è indice di civiltà”.
di Dario Crippa
Il Giorno, 25 settembre 2025
Numeri impietosi emergono dall’ispezione effettuata dal segretario generale di Uilpa Polizia Penitenziaria, Gennarino De Fazio. Arrivato appositamente da Roma e accompagnato dal segretario regionale Domenico Benemia. Una situazione esplosiva, un sovraffollamento insostenibile e “una infestazione da cimici endemica”. Benvenuti alla casa circondariale di via Sanquirico a Monza. Ieri l’ispezione è stata effettuata dal segretario generale di Uilpa Polizia Penitenziaria, Gennarino De Fazio. Arrivato appositamente da Roma e accompagnato dal segretario regionale Domenico Benemia, che proprio a Monza lavora.
La Provincia Pavese, 25 settembre 2025
Misura a carattere “terapeutico”, il sindacato: “Certifica fallimento sistema”. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria: “Non siamo stati messi a conoscenza”. Il carcere di Pavia, con un provvedimento della direttrice Stefania Musso, ha disposto l’acquisto e la consegna di 720 preservativi ai detenuti, un ordine di servizio motivato come misura a carattere “terapeutico”. I sindacati di polizia penitenziaria protestano: “La finalità non è chiara, ma ci sono altre priorità, tra aggressioni e sovraffollamento”.
di Manuela Marziani
Il Giorno, 25 settembre 2025
Il Dipartimento penitenziario interviene sull’ordine di servizio: non c’è stato comunicato nulla. La motivazione della dirigente: misura terapeutica. Insorgono anche i sindacati: non sono queste le priorità. La direttrice del carcere di Pavia, Stefania Mussio, ha deciso di fare acquistare e distribuire ai detenuti 720 preservativi. Una scelta motivata come misura a carattere “terapeutico”. Lo scopo di prevenzione sanitaria, però, non convince il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e i sindacati che bocciano la svolta del penitenziario lombardo. Secondo il Dap, il provvedimento è stato adottato “senza alcuna preventiva interlocuzione con gli uffici”.
di Patrizia Zucchi
laprovinciaunicatv.it, 25 settembre 2025
Grazie al progetto “Armonia senza confini” un percorso di scambio e crescita in classe nel segno dell’arte per gli studenti delle medie. Rientra nei percorsi istituzionali “Ponte scuola carcere” il progetto presentato nell’istituto comprensivo Marco D’Oggiono: è fondato sull’arte, che diventa terapia, in collaborazione con l’associazione “Armonia senza confini”, dedita a recupero e reinserimento. Alcuni detenuti del carcere di Bollate raggiungeranno la scuola secondaria di primo grado di Oggiono, per integrare con le proprie esperienze il percorso destinato a durare per l’intero anno scolastico.
centrosportivoitaliano.it, 25 settembre 2025
Ad un anno e mezzo dall’inizio del progetto, il traguardo raggiunto è di 100 detenuti che hanno partecipato, almeno una volta agli allenamenti. Il progetto non si è mai fermato, nemmeno d’estate né a Natale. Da aprile 2024, nel carcere di Cremona, ogni settimana due ore di tennistavolo hanno cambiato il volto dei pomeriggi dietro le sbarre. E oggi, a un anno e mezzo dall’inizio, il traguardo è di quelli che fanno rumore: 100 detenuti hanno partecipato almeno una volta agli allenamenti, con numeri che crescono di settimana in settimana. All’inizio erano una ventina, ora arrivano anche in 26 contemporaneamente, pur avendo a disposizione soltanto due tavoli.











