L’Adige, 6 febbraio 2026
Attraverso attività culturali e scientifiche, le persone coinvolte potranno sviluppare competenze e sperimentare un contatto concreto con il mondo esterno, con l’obiettivo di sostenere il percorso di rieducazione e favorire un futuro reinserimento nella società. La cultura come strumento di riabilitazione e il museo come spazio di possibilità. È stato presentato oggi, 5 febbraio, al MUSE il progetto “Articolo 27. La cultura che crea opportunità”, un percorso di reinserimento sociale rivolto a detenute e detenuti della Casa circondariale di Trento, realizzato insieme all’istituto penitenziario e alle associazioni Crvg e Apas.
Il Resto del Carlino, 6 febbraio 2026
Da oggi a domenica le installazioni di Anila Rubiku: un legame tra il dentro e il fuori per una seconda possibilità. Per la prima volta l’arte contemporanea entra dentro la casa circondariale Rocco D’Amato, trasformando il carcere della Dozza in un luogo di dialogo e di partecipazione culturale. L’iniziativa nell’ambito di Art City, in collaborazione con la direzione del carcere, invita la cittadinanza ad entrare simbolicamente in uno spazio di soglia tra arte, vita e giustizia sociale. All’interno del carcere, da oggi a domenica, l’Associazione Acrobazie presenta l’installazione “L’arte messa alla prova: Anila Rubiku. Im still standing” dell’artista italo-albanese Anila Rubiku, a cura di Elisa Fulco.
di Giulietta De Luca
La Stampa, 6 febbraio 2026
Ha insegnato per tre anni ai detenuti: “È come accendere una luce dentro le persone”. Il volume sarà presentato oggi pomeriggio alla Biblioteca di Chivasso assieme a Pietro Buffa, ex direttore del carcere delle Vallette. “Insegnare in carcere qualche volta è come accendere una luce sopra e dentro le persone”. Tazio Brusasco, torinese classe 1981, negli ultimi tre anni ha insegnato Italiano e Storia nella sezione carceraria dell’I.I.S. Giulio dentro al Lorusso e Cutugno. Lo racconta nel libro “Voci lontane” (Editrice Tipografia Baima Ronchetti), in cui riflette sui rapporti umani e i bisogni che sbocciano “tra grate e cemento”. Il volume sarà presentato oggi pomeriggio - venerdì 6 febbraio - alle 17.30 alla Biblioteca civica Movimente di Chivasso assieme a Pietro Buffa, ex direttore del carcere delle Vallette.
di Franco Corleone
L’Espresso, 6 febbraio 2026
Alle elezioni politiche del 1976 votarono anche le diciottenni e i diciottenni grazie alla legge n. 39 approvata l’8 marzo 1975, che era stata presentata nel 1968 dal deputato Bruno Lepre, un socialista friulano come Loris Fortuna, entrambi legati alla crescita libertaria del Paese. Quella proposta appartiene alla straordinaria stagione degli anni Settanta che iniziarono con l’approvazione della legge sul divorzio nel 1970, seguita nel 1972 da quella sull’obiezione di coscienza al servizio militare e nel 1975 dalla riforma del diritto di famiglia e del carcere, per finire nel maggio 1978 con la chiusura dei manicomi e l’aborto.
di Paola Balducci*
L’Espresso, 6 febbraio 2026
Il mondo minorile sta cambiando più velocemente della nostra capacità di comprenderlo. Continuare a rispondere alla criminalità minorile con soluzioni simboliche - nuove norme, più controlli, più repressione - significa non voler affrontare la radice del problema. La prevenzione vera richiede tempo, competenze, risorse. E riforme profonde che non possono essere a costo zero. Lo stesso vale per il fenomeno delle baby gang. Anche in questo caso, l’errore è leggere il fenomeno solo come devianza penale. Con un sistema che interviene tardi e male, che reprime ciò che non ha saputo educare, che controlla ciò che non ha saputo includere, che punisce ciò che non ha saputo comprendere.
di Giuseppe Culicchia
La Stampa, 6 febbraio 2026
Lo scrittore si rivolge agli autori delle scritte contro le forze dell’ordine: “Il poliziotto Sergio Bazzega è stato ucciso da mio cugino brigatista”. Voi che a Palazzo Nuovo avete scritto “+ Sbirri Morti + Vedove + Orfani” avete mai guardato da vicino il corpo di uno sbirro morto, la bocca rimasta spalancata dopo avere esalato l’ultimo respiro, avete mai parlato con la sua vedova, con il loro figlio rimasto orfano? Io uno sbirro morto non l’ho mai visto se non al cinema o in fotografia: immagino che anche per voi sia così. Però ho conosciuto la vedova di uno sbirro morto, e il loro figlio rimasto orfano. E la vedova dello sbirro morto, rimasta sola quando era una giovane donna, ha dovuto crescere quell’orfano che la mattina di dicembre in cui suo padre, lo sbirro, venne ucciso aveva appena due anni, e che di suo padre ricorda una sola immagine: lui, lo sbirro, che lo teneva per mano.
di Michele Gambirasi e Giansandro Merli
Il Manifesto, 6 febbraio 2026
La prossima settimana il ddl immigrazione. Navi interdette fino a sei mesi per le “emergenze” e migranti sbarcati in Paesi terzi. Ai due testi del “pacchetto sicurezza” licenziati ieri dal consiglio dei ministri manca un tassello, che sarà aggiunto presto. È un provvedimento interamente dedicato all’immigrazione, l’ennesimo, che verrà approvato la prossima settimana e conterrà anche le misure contro le ong che salvano vite nel Mediterraneo centrale. Qualcuno lo ha già ribattezzato “blocco navale”, ma sarebbe meglio definirlo come un dirottamento di Stato delle navi umanitarie. Verso lidi più funzionali ai progetti del governo, ovviamente.
di Gianluca Ottavio
giornalelavoce.it, 6 febbraio 2026
Dalla nuova rotta verso la Grecia ai centri di detenzione dell’Est libico controllati da Khalifa Haftar: intercettazioni in mare, espulsioni forzate e fondi europei alimentano un sistema che blocca migliaia di persone tra Bengasi e il Mediterraneo. Nel centro di detenzione di Ganfuda, alle porte di Bengasi, migliaia di persone attendono l’espulsione o un ritorno forzato. Sullo sfondo, una nuova rotta verso la Grecia, accordi controversi con l’Unione Europea (UE) e un sistema di detenzione che si è consolidato nell’Est libico.
di Andrea Lanzetta
The Post Internazionale, 6 febbraio 2026
Gruppi autorganizzati dal basso e suddivisi per quartiere. Vedette armate solo di fischietti e collegate ai social. E cittadini pronti a documentare le proteste. Con l’appoggio delle istituzioni locali. Ecco come l’agenzia anti-immigrati ha perso la partita in Minnesota. Il Bishop Henry Whipple Building è un edificio di proprietà federale situato a Fort Snelling, alla periferia di Minneapolis, e da tempo ospita il quartier generale in Minnesota della Immigration & Customs Enforcement degli Stati Uniti, l’ormai famigerata agenzia ICE agli ordini del presidente Donald Trump. Oltre a uffici amministrativi e strutture di smistamento ed elaborazione dati, al piano interrato contiene anche un centro di detenzione. Ma non è la prima volta nella storia degli Usa che questo luogo viene usato come campo di reclusione.
di Riccardo Michelucci
Avvenire, 6 febbraio 2026
Chi dice no al regime di Lukašenko mette a repentaglio la propria libertà personale e la propria vita: la repressione politica nel Paese ha portato in carcere 1.254 persone, tra cui giovani e giovanissimi. I cittadini vivono in un costante stato di allerta. Qualche giorno fa Marfa Rabkova ha compiuto 31 anni: è stato il suo sesto compleanno dietro le sbarre. Prima che la polizia di Lukašenko la privasse della libertà, era uno dei volti più noti delle proteste scoppiate in Bielorussia dopo le elezioni del 2020. Sempre presente nelle piazze di Minsk che manifestavano contro il regime, Rabkova documentava violenze e arresti arbitrari in qualità di coordinatrice dell’Ong bielorussa per i diritti umani Viasna. Finché non è stata accusata di aver organizzato disordini di massa e condannata a una lunga pena detentiva. Oggi sta scontando una condanna a quattordici anni e nove mesi di reclusione nella famigerata colonia penale femminile n. 4 della città di Homel, dove le detenute vivono in condizioni orribili, tra celle gelide, cibo scarso e lavoro forzato, e sono punite duramente anche per i motivi più pretestuosi. La sua vicenda personale è diventata emblematica della repressione del dissenso in Bielorussia e del tentativo del presidente Aleksandr Lukašenko di soffocare ogni forma di opposizione civile nel Paese.
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