di Francesco De Felice
Il Dubbio, 23 settembre 2025
Nel carcere minorile di Napoli l’anno scolastico si apre all’insegna del connubio tra istituzioni e creatività. Dal carcere minorile di Nisida, luogo-simbolo di riscatto e speranza, l’anno scolastico 2025/2026 si è aperto oggi a Napoli con un dialogo inedito tra istituzioni e musica. Qui, tra i laboratori di teatro e rap che provano a trasformare il futuro dei ragazzi, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Jovanotti hanno scelto di lanciare insieme un messaggio di fiducia e di libertà: la scuola come strumento per scoprire se stessi, la creatività come via per superare i limiti.
Il Messaggero, 23 settembre 2025
Stamattina, lunedì 22 settembre 2025, l’Università Lumsa e il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria (Prap) del Lazio, Abruzzo e Molise hanno sottoscritto un accordo di collaborazione (protocollo d’intesa) finalizzato allo sviluppo di progetti culturali di comune interesse nell’ambito della ricerca scientifica e formazione, con l’obiettivo di sensibilizzare e mettere in campo strategie di intervento sul rispetto dei diritti umani e della legalità; preparare persone impegnate e capaci di vivere e risolvere i problemi culturali e sociali; promuovere percorsi di consapevolezza e responsabilizzazione, di riflessione critica.
La Stampa, 23 settembre 2025
L’iniziativa “Back to school” è a cura della sezione locale del Telefono Azzurro: genitori e bambini insieme per una giornata. Il ritorno a scuola dei piccoli alunni figli di detenuti, è stato celebrato sabato all’interno del carcere novarese di via Sforzesca grazie a una iniziativa dei volontari della sezione locale del Telefono Azzurro, con il supporto del direttore, degli educatori e degli agenti di polizia penitenziaria.
di Tamar Pitch
Il Manifesto, 23 settembre 2025
Un’anticipazione dalla relazione della giurista che sarà al simposio di Bologna dedicato alle “Trasformazioni del controllo sociale. 50 anni di studi sulla questione criminale”. Siamo spettatori oggi di un genocidio e di una pulizia etnica, ambedue crimini contro l’umanità. C’è poi una guerra in Europa, un quasi dittatore negli Usa e uno spostamento verso le destre radicali in Italia e molti altri paesi, non solo europei. Quando cominciammo con La Questione Criminale c’era stato il golpe in Cile, c’era una feroce dittatura in Argentina, le stragi di stato e il terrorismo in Italia e Germania. Eppure, forse perché ero giovane, lo ricordo come un periodo di speranze e progetti di libertà e giustizia sociale. Dalle ricerche che si leggono, pare che non sia più così, anche se una rivoluzione l’abbiamo fatta e vinta: il femminismo.
di Mohammed El-Kurd
Il Manifesto, 23 settembre 2025
Pubblichiamo uno stralcio dello scrittore palestinese tratto dal suo saggio “Vittime perfette”, in libreria dal 26 settembre per Fandango. Due giorni dopo l’offensiva di Hamas del 7 ottobre contro le colonie israeliane che accerchiano Gaza, l’ambasciatore dell’Autorità nazionale palestinese nel Regno Unito (un opponente politico di Hamas) ha rilasciato un’intervista alla BBC a poche ore dall’uccisione di sei suoi parenti durante un’incursione aerea israeliana. “Li hanno bombardati. Hanno abbattuto l’intero palazzo”, ha detto all’intervistatore. I suoi familiari erano tra le migliaia (adesso decine di migliaia, se non centinaia di migliaia) di persone uccise nell’attacco genocidario in corso nella Striscia di Gaza, minuscola e densamente popolata, dove vivono assediati più di due milioni di palestinesi.
di Sabino Cassese
Corriere della Sera, 23 settembre 2025
I nostri governi rappresentano solo un quarto del Paese reale; negli ultimi venti anni, il numero degli uomini che si informano e discutono di politica è diminuito di quasi il 13 per cento e si attesta intorno a poco più della metà; quello dei giovani tra 18 e 24 anni non supera un terzo. Lo stato attuale di belligeranza tra maggioranza e opposizioni logora la democrazia, non la arricchisce. Competizione politica non vuol dire farsi la guerra, ma cercare maggiore seguito nell’opinione pubblica. L’interlocutore delle forze politiche, il giudice di ultima istanza, è l’elettorato. Ma questo stato di belligeranza alimenta il rifiuto: solo poco più del 63 per cento degli aventi diritto al voto si reca alle urne, con la conseguenza che i nostri governi rappresentano solo un quarto del Paese reale; negli ultimi venti anni, il numero degli uomini che si informano e discutono di politica è diminuito di quasi il 13 per cento e si attesta intorno a poco più della metà; quello dei giovani tra 18 e 24 anni non supera un terzo. L’astensionismo elettorale non è dovuto ad apatia, se si confronta il numero degli iscritti ai partiti, non più del 2 per cento della popolazione, con quello delle persone impegnate nel volontariato, stimato nel 9 per cento.
di Luca Marconi
Corriere della Sera, 23 settembre 2025
A Napoli l’inaugurazione dell’anno scolastico: “L’Intelligenza Artificiale non diventi potere contro chi la adopera, occorre capacità critica”. A Mattarella le richieste degli abitanti dell’area flegrea per la messa in sicurezza delle case. “La guerra? Purtroppo c’è il male, la cattiveria e la prepotenza, se c’è in piccolo nella vita quotidiana, c’è in grande nella politica internazionale. Ed è incomprensibile perché danneggia tutti, nessuno vince. È priva di senso e ragionevolezza. Per questo voi bambini siete importanti per fare crescere la consapevolezza in tutti che occorre allontanare questo pericolo”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rispondendo ad una domanda di uno dei bambini ricoverati nell’ospedale pediatrico Santobono-Pausilipon di Napoli. “Questa consapevolezza che manifestate - ha aggiunto - è preziosa, perché in futuro la vostra generazione sarà in grado di fare più e meglio di quanto fatto dalla mia generazione”.
di Massimo Cacciari
La Stampa, 23 settembre 2025
Senza il passato, il nostro tempo è solo presente e questo è l’humus di ogni autoritarismo. Assistiamo impotenti alla più formidabile de-costruzione di ogni forma di Diritto che sia mai esplosa in epoche di grande crisi. Si ha un bel fare gli storici disincantati. Come potrebbero nella radicale trasformazione di equilibri politici ed economici, nella metamorfosi delle stesse culture conservarsi quei principi sui quali sembrava almeno orientarsi il mondo di ieri? Non sono sempre stati sventolati come virtù europea tali principi, a gara tra cristiani e illuministi? Sì - ironizza il nostro storico disincantato - ma alle parole quando mai sono seguiti i fatti? E allora perché continuare a chiamarci europei e non, che so, Sciti?
di Laura Pennacchi
Il Manifesto, 23 settembre 2025
Il dominio delle “tecniche” neoliberiste di governo ha scatenato insicurezza, degrado di status, rabbia verso le élite che hanno fatto le fortune di forze autoritarie à la Trump. La violenza distruttiva non è un episodio, specie negli Usa, nasce dal soffiare estremistico sul fuoco delle destre. Non serve la “moralizzazione” ma la funzione aspra della critica. L’ininterrotto scatenamento di conflitti non mediati politicamente sulla scena mondiale e l’accentuata instabilità dei sistemi politici occidentali (significativo da ultimo il caso della Francia) parlano di qualcosa di più di una crisi della democrazia, qualcosa che investe più nel profondo la dimensione politica tout court.
di Massimo Nava
Corriere della Sera, 23 settembre 2025
Mentre l’ONU si spegne fra veti incrociati, inazione e tagli di risorse, si rafforzano alleanze in contrapposizione con l’Alleanza atlantica. “La Nato è in stato di morte cerebrale”. L’espressione usata dal presidente francese Emmanuel Macron in un’intervista del novembre 2019 suscitò sorpresa e sarcasmo su un’analisi che suonava come un colossale abbaglio. In realtà, la Nato - peraltro allargata - è più viva e necessaria che mai se consideriamo gli sconvolgimenti nel cuore dell’Europa seguiti all’invasione russa dell’Ucraina. Come sempre, una sentenza estrapolata dal contesto si presta a semplificazioni.











