di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 22 settembre 2025
Le parole sono importanti, anche nelle sentenze. E non si stanca di ripeterlo chi lavora nei tribunali e nei centri antiviolenza, come la penalista Elena Biaggioni, già vicepresidente della rete D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza): la contattiamo per commentare la sentenza del tribunale di Torino, che ha fatto parecchio rumore per alcune espressioni usate nelle motivazioni.
di Luca Fiorucci
La Nazione, 22 settembre 2025
L’avvocato Giuseppe Caforio: “Si sono moltiplicati in queste settimane episodi di autolesionismo e di violenza nei confronti della polizia”. La presidente della Regione, Proietti: “Una sconfitta collettiva”. Continua a essere drammatica la situazione delle carceri umbre. Tensioni, personale insufficienza, carenze strutturali, una percentuale estremamente elevate di detenuti psichiatrici che non hanno adeguata assistenza e che rendono la convivenza tra la popolazione reclusa estremamente critica. E un altro suicidio. La seconda morte nelle case circondariali dell’Umbria dopo il recente decesso di un detenuto a Spoleto, presumibilmente che complicazioni legate all’uso di stupefacenti. Ieri mattina, invece, a morire, per un atto volontario, è stata una detenuta trentacinquenne della sezione femminile del carcere di Capanne, a Perugia.
perugiatoday.it, 22 settembre 2025
Lettera indirizzata a tutte le donne che scontano la pena nella casa circondariale del capoluogo. Nella mattinata di domenica 21 settembre una detenuta di 30 anni, originaria di Taranto, si è suicidata nel carcere di Capanne. Una notizia drammatica diffusa dal garante dei detenuti. La sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, ha voluto scrivere e inviare una lettera indirizzata a tutte le donne che scontano la pena nella casa circondariale del capoluogo.
di Elisa Sola
La Stampa, 22 settembre 2025
Il giovane torinese si era impiccato a Novara, aveva già provato due volte. Il pm chiede l’archiviazione: “Non c’è un divieto esplicito sulle stringhe”. Si chiamava Michael Monsolino. Si è tolto la vita in cella a 29 anni, impiccandosi con i lacci delle scarpe. Era arrivato nel carcere di Novara quattro giorni prima, il primo luglio 2023. Era un ragazzo fragile. Una vita passata a Torino, nel quartiere Barriera di Milano. È finito dietro le sbarre la prima volta a 20 anni, per rapine, ricettazioni e porto di armi. Detenuto a Torino, e poi a Vercelli, ha provato due volte a suicidarsi, nel 2021. Nel penitenziario di Novara il terzo tentativo, finito in tragedia.
umbriacronaca.it, 22 settembre 2025
Avviato nel 2024, prosegue il progetto della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve “Semi di Carità”, finanziato dall’8xMille, finalizzato a promuovere sul territorio i valori, i principi e le pratiche generative della “Giustizia Riparativa” e della “Giustizia di Comunità”. Tra gli interventi già avviati, i percorsi di accompagnamento all’inclusione sociale e lavorativa per persone detenute, city farm e laboratori di ecologia integrale per studenti di scuole dell’infanzia, primarie e del catechismo, di sensibilizzazione della comunità scolastica sulla “Giustizia Riparativa” e campagna di advocacy su “Giustizia Riparativa” e “Giustizia di Comunità”.
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 22 settembre 2025
Una storia d’amore infinito che si infrange su un muro di sofferenza. È l’estrema sintesi del romanzo scelto per la nona tappa di “Libri Liberi” nei penitenziari, rassegna di fondazione De Sanctis patrocinata dal ministero della Giustizia. Lo scorso venerdì nella biblioteca della casa circondariale di Bari, l’attore Lino Guanciale ha letto e commentato con i detenuti “Génie la matta”, romanzo postumo della scrittrice francese Inès Cagnati, con l’introduzione della scrittrice Donatella Di Pietrantonio. “Non mi stare tra i piedi”. Marie se lo sente dire spesso dalla madre Eugénie, detta Génie. L’etichetta di ‘matta’ gliela dà la comunità da cui resta esclusa, condannata dalla sua famiglia e dall’intero paese per uno stupro subito. Da quella violenza nasce Marie, la voce narrante del romanzo, affamata d’amore.
di Gianni dal Magro
cronacamilano.it, 22 settembre 2025
Una stagione, intitolata Persona, per celebrare il 30ennale del lavoro svolto da Puntozero Beccaria - struttura sostenuta dal Ministero della Giustizia (Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità) e riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, patrocinata dal Comune di Milano e inserita nel progetto Per Aspera ad Astra - Acri/Fondazione Cariplo - all’interno dell’Istituto Penale per Minorenni Cesare Beccaria, e per rilanciare sul futuro, proponendo un cartellone che prevede, oltre al meglio delle produzioni della compagnia, anche ospitalità, presentazioni, concerti.
di Cristina Pastore
La Stampa, 22 settembre 2025
Successo per la sfilata organizzata nel carcere di Pallanza. Il progetto è stato sostenuto dal Comune di Omegna. Scroscio di applausi per Michele al termine di una sfilata che ha avuto come protagonista la sua creatività e la voglia di ricominciare. Attorniato da modelle di tutte le età, e di nazionalità diverse, con gli occhi pieni di gioia trasmetteva l’entusiasmo che ha coinvolto altri due detenuti. Con lui sono i sarti del laboratorio “L’ago della libertà”, iniziativa di rieducazione e inclusione del carcere di Verbania.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 22 settembre 2025
Un numero zero che via Arenula ambirebbe ad esportare in altre carceri. Tommaso, vincitore con un rap: “Aver potuto alzare una coppa qui dentro è una cosa che non dimenticherò mai più nella vita”. Un titolo che occhieggia ai talent show del mondo di fuori, Prison got talent. Un esperimento che serve a muovere e a calmare l’aria immobile, dentro. Più l’emozione di un giovanissimo vincitore, il 38enne Tommaso, sezione “reati comuni” con i suoi compagni di detenzione a contatto con artisti e membri della giuria. Scene che dal carcere di Velletri per qualche ora sospendono - senza poter cancellare - il fardello delle condizioni inumane in cui versano i penitenziari italiani.
di Maddalena Messeri
La Repubblica, 22 settembre 2025
L’inchiesta di Raffaella Di Rosa nelle carceri minorili tra “maranza”, sogni infranti e nessuna idea di futuro. Soli, arrabbiati e senza futuro, sono questi i giovani reclusi che popolano gli istituti di pena per minorenni in Italia. Quello che un tempo si chiamava il “riformatorio” e che doveva riabilitare i ragazzi alla vita in società, è invece diventato un luogo di dolore e violenze come testimonia il libro Vite minori di Raffaella Di Rosa, edito da il Millimetro. La giornalista affronta a passo di cronaca la situazione della detenzione minorile dopo il decreto Caivano - norma che prevede l’ampliamento della custodia cautelare e la limitazione di misure alternative - mettendone in luce tutti i limiti, a partire dal sovraffollamento.











