di Silvia Morosi
Corriere della Sera, 21 settembre 2025
La scommessa Fody Fabrics, startup che prende il nome da un piccolo uccello tessitore del Madagascar. La realtà a forte vocazione sociale dà lavoro a persone con disabilità o temporaneamente svantaggiate. Trasformare gli scarti di tessuto in coperte salvavita, destinate a senzatetto e rifugiati e a ricoveri per animali abbandonati. Offrendo un’opportunità lavorativa a persone con disabilità. È questa la missione di Fody Fabrics (www.fodyfabrics.com/), fondata a Pistoia nel 2020 come progetto pilota, e dal 2022 trasformata in società benefit e startup innovativa a vocazione sociale. “Tutto nasce dall’intuizione di recuperare rimanenze tessili di alta qualità dell’industria della moda, che altrimenti sarebbero buttate, per creare prodotti utili e solidali. Con l’impiego di persone emarginate, in una società civile che punta a promuovere percorsi di carriera e talenti già formati”, spiega Luca Freschi, ceo dell’azienda. Uno degli obiettivi ambiziosi che Fody si pone, ora, è quello di arrivare a donare un milione di coperte entro il 2030, inserire in percorsi o terapie lavorativi oltre 1.000 persone con disabilità e riciclare oltre 1.000 tonnellate di scarti tessili.
di Viola Mancuso
gnewsonline.it, 21 settembre 2025
Sabato 20 settembre, Roma ha ospitato il “Giubileo degli operatori della giustizia”, un evento che ha coinvolto non solo il personale del ministero della Giustizia e i professionisti del settore legale, ma anche università, associazioni di categoria ed enti di volontariato. L’iniziativa ha l’obiettivo di aprire un dialogo trasversale sul concetto di giustizia nella società contemporanea. L’istituto di Rebibbia Nuovo Complesso è stato uno dei luoghi scelti per un momento di preghiera e di riflessione, dove volontari e detenuti del circuito di media sicurezza hanno avuto l’opportunità di confrontarsi su temi legati alla giustizia e al recupero, in un’atmosfera di solidarietà e di impegno condiviso. Guidati dai cappellani del carcere don Marco, padre Lucio e don Stefano, i volontari hanno attraversato la Porta Santa della Chiesa dell’istituto romano, inaugurata da Papa Francesco in una delle sue ultime apparizioni il 26 dicembre 2024.
arte.sky.it, 21 settembre 2025
Prenderà il via tra pochi giorni a Torino la quinta edizione del “LiberAzioni Festival”, la rassegna che punta a utilizzare arte, cinema e teatro per creare ponti culturali tra gli spazi carcerari e il mondo “fuori”. Torino si prepara ad accogliere nuovamente LiberAzioni Festival, la rassegna biennale di arti dentro e fuori il carcere organizzata dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema. Giunta alla sua quinta edizione, la manifestazione in programma dal 1° al 16 ottobre si articolerà attraverso un corposo cartellone di eventi, uniti idealmente da un obiettivo di grande valore: favorire il dialogo e il contatto culturale tra la realtà carceraria italiana e la società civile.
di Carlo Rea
giornalelavoce.it, 21 settembre 2025
Dal 2 al 5 ottobre a Torino torna “Giornate della Legalità - Spazi aperti in luoghi chiusi”: oltre 40 eventi per smontare stereotipi e pregiudizi. Invitare ad andare oltre i modi di dire che tutti conosciamo ma che, spesso, nascondono una rappresentazione distorta della realtà. È questo il fil rouge che guida la terza edizione delle Giornate della Legalità - Spazi aperti in luoghi chiusi, in programma a Torino dal 2 al 5 ottobre 2025, con un tema quanto mai attuale: “Contro i luoghi comuni”. Un festival diffuso che mette al centro la riflessione pubblica sul valore della legalità, affrontando i pregiudizi e le false credenze che possono alimentare discriminazioni, distorcere la percezione della giustizia e persino giustificare la violenza. Un’occasione per decostruire semplificazioni dannose e promuovere una cittadinanza più consapevole, responsabile e solidale.
politicamentecorretto.com, 21 settembre 2025
Il quarto appuntamento la casa circondariale Ugo Caridi di Catanzaro relativo al Progetto “La cultura rende liberi” (Ophelia’s friends Cultural Projects), ideato e diretto dalla giornalista e scrittrice Stefania Romito, si è svolto in un clima di profonda partecipazione e interesse. Ancora una volta, il percorso culturale e formativo, avviato all’interno dell’istituto penitenziario, ha dimostrato come la letteratura e la riflessione sui sentimenti possano rappresentare strumenti preziosi non solo di conoscenza, ma anche di crescita personale e di apertura verso l’altro.
Il Tirreno, 21 settembre 2025
“Com’ero buffo”. Pinocchio prende vita sul palco del carcere di Livorno, con uno spettacolo liberamente ispirato a Collodi. In scena attori detenuti e il gruppo “Teatro Galeotto” per l’evento del 6 ottobre alle 18 (ingresso del pubblico alle 17). La regia è di Maria Teresa Delogu e Lavinia Meo. Per assistere prenotazione obbligatoria entro domani, lunedì 22 settembre, inviando i dati anagrafici a:
di Fabrizio Geremicca
Corriere del Mezzogiorno, 21 settembre 2025
L’”Amato Lamberti” al regista detenuto in Israele da otto mesi. Applausi per Francesca Albanese. È detenuto a Ramallah da gennaio senza altra colpa se non quella di avere girato un documentario che denuncia le condizioni dei detenuti palestinesi i quali muoiono nelle carceri israeliane senza che i loro corpi siano neppure restituiti alle famiglie. Restano nelle celle frigorifero e diventano strumento di ricatto e di pressione da parte delle autorità israeliane. Abdallah Motan, 30 anni a novembre, ieri non ha potuto ritirare a Napoli, città dove ha vissuto e ha tenuto corsi di videomaker per i ragazzi organizzati da Gesco, il premio Responsabilità Sociale Amato Lamberti, giunto alla XII edizione.
di Beppe Severgnini
Corriere della Sera, 21 settembre 2025
La politica italiana deve mettersi in testa di avere una responsabilità, non solo interessi e convenienze. Disgusto. La politica sa come usarlo, non da oggi. Se il vocabolo vi sembra troppo forte, potete sostituirlo con risentimento, indignazione, scontentezza, insoddisfazione, frustrazione, desiderio di rivalsa. Sono questi sentimenti che spostano i voti (dove ancora si vota), scatenano le insurrezioni, creano i totalitarismi. Leggete Hannah Arendt: aveva capito tutto.
di Alessandra Ghisleri
La Stampa, 21 settembre 2025
Il 45,7% degli intervistati definisce conflittuale il clima in Italia, una tesi trasversale ai partiti. C’è un’Italia silenziosa, fatta di cittadini che osservano con crescente disagio il modo in cui si parla - e si urla - di politica. Un’Italia che, secondo gli ultimi dati di un sondaggio di Only Numbers, percepisce il clima politico nazionale come conflittuale (45,7%), teso (27,1%) e addirittura violento (10,4%). Solo un risicato 3,7% definisce il dibattito politico “sereno”. Numeri che, se non allarmano, dovrebbero almeno far riflettere. In un contesto del genere, parlare di “odio politico” non appare più un’iperbole, ma una definizione che si avvicina tristemente alla realtà.
di Maurizio Ambrosini
Avvenire, 21 settembre 2025
Migliaia di persone immigrate seguono i corsi di italiano, primo passo per la convivenza auspicabile. Servirebbero più spazi, più opportunità e più sostegni. È suonata la campanella nelle scuole di tutta Italia, e gli alunni di ogni età sono tornati sui banchi. Tra loro, fra l’altro, oltre 900.000 privi della cittadinanza italiana. Ma un altro sistema educativo ha riaperto le porte: i corsi d’italiano per stranieri. Una parte è organizzata dal sistema pubblico, mediante i Centri Provinciali per l’Istruzione degli adulti (Cpia), con oltre 200.000 iscritti nel 2023/2024. Un’altra cospicua parte invece è mandata avanti da una galassia d’iniziative associative ed ecclesiali, distribuite in tutto il Paese, con l’apporto di migliaia di volontari. A Roma e nel Lazio la rete Scuolemigranti raccoglie un centinaio di associazioni e più di 10.000 iscritti ai corsi ogni anno. A Milano e dintorni, esiste da dieci anni una rete che coordina una quarantina di scuole, giovandosi di 250 insegnanti volontari e accogliendo circa 3.000 studenti. Si è data un nome emblematico: “Scuole senza permesso”.











