lapressa.it, 2 febbraio 2026
“La commistione tra detenuti psichiatrici, detenuti comuni e persone con dipendenze rende la gestione quotidiana difficilissima”. “Oggi sono andata nel carcere di Modena insieme a Massimo Bonora e Barbara Moretti, e non è stata una visita facile. Il sovraffollamento è il nodo più evidente, 570 persone detenute a fronte di una capienza di 372, con una grave carenza di personale. A questo si sommano problemi strutturali pesanti: impianti idraulici ed elettrici inadeguati, muffa, un vecchio capannone fatiscente, spazi inutilizzati e assenza di risorse per una manutenzione costante”. Così Stefania Ascari, parlamentare M5s.
abruzzolive.it, 2 febbraio 2026
L’Onorevole Luciano D’Alfonso ha inviato una lettera ufficiale al Presidente della Fondazione PescarAbruzzo, Nicola Mattoscio, chiedendo l’attivazione urgente di un progetto di inclusione sociale e lavorativa per i detenuti della casa circondariale di Pescara. La proposta, battezzata “Percorso 27” in omaggio all’articolo della Costituzione sulla rieducazione della pena, mira a combattere l’altissimo tasso di recidiva e il sovraffollamento che affligge la struttura pescarese. D’Alfonso sottolinea come la detenzione non debba risolversi in un semplice isolamento: “Quella persona che sicuramente ha sbagliato non può essere semplicemente abbandonata all’interno di uno spazio di 3 metri quadrati per scontare la propria pena, per poi magari ritrovarsi dopo anni fuori da quelle mura senza né arte né parte”. Secondo l’esponente politico, lo Stato ha il dovere di sostenere il recupero umano e professionale del condannato, aiutandolo a “rimettere insieme i pezzi del puzzle del proprio futuro”.
romagoodnews.it, 2 febbraio 2026
Intervista con Andrea Paolantoni, rappresentante della quarta generazione dello storico gruppo romano di ristorazione e catering che offre formazione e lavoro a detenuti che scontano la pena presso il carcere di Rebibbia. Dare una nuova possibilità di riscatto ed una nuova vita a chi in passato ha commesso degli errori ma vuole rientrare a pieno titolo nella società attraverso il lavoro. È l’obiettivo della partnership tra il Gruppo Palombini, storica realtà romana leader nel settore del catering, con particolare specializzazione negli eventi sportivi di rilievo internazionale, come la Ryder Cup e gli Internazionali di Tennis e l’associazione non profit Seconda chance, nata nel 2022 da un’idea della giornalista del TgLa7 Flavia Filippi e che si occupa di migliorare la condizione della popolazione carceraria.
Il Denaro, 2 febbraio 2026
Venerdì 6 febbraio, nei saloni di Palazzo Ischitella a Napoli, sarà presentato il progetto di intervento basato sulla Dialectical Behavior Therapy (Dbt) per adolescenti: ideato dalla Fondazione I Figli degli Altri e dalla sua presidente, la psicologa e psicoterapeuta Rosetta Cappelluccio, e realizzato, per la prima volta in Italia, nell’Istituto Penale Minorile di Nisida, dove il team di psicologi, capitanato dalla Cappelluccio, ha già realizzato un primo ciclo di incontri, terminato lo scorso luglio, ed è attualmente impegnato con il secondo.
di Rachele De Cata
cosmopolitan.com, 2 febbraio 2026
La storia di 2Shot, due gemelli ventenni detenuti che con l’aiuto dell’associazione CCO e del rapper Lucariello hanno pubblicato il loro primo singolo, “Petite”. Fare musica per riscattarsi e scrivere un futuro diverso. Per trovare sollievo dalle prove della vita, e dimostrare che un’alternativa è sempre possibile. C’è del buono nel progetto CCO - Crisi come opportunità, che da oltre dieci anni porta speranza negli istituti penitenziari minorili, organizzando laboratori musicali, progetti teatrali, festival. Un presidio culturale permanente che ora diventa una piccola label, una casa di produzione pronta a sostenere il talento di chi - toppo giovane per rendersene conto davvero - ha commesso un passo falso. Ma vuole cambiare, anche attraverso la musica. È il caso di 2Shot, nome d’arte di due gemelli ventenni detenuti nell’IPM di Airola (Benevento) che grazie a questo progetto hanno pubblicato il loro primo singolo “Petite”.
di Giulia Caminito
Il Domani, 2 febbraio 2026
Il nuovo romanzo di Mattia Insolia, L’età giovane (Mondadori) prosegue la sua capillare indagine generazionale. Il suo racconto incentrato su un gruppo di amici è pervaso da una tristezza opaca. Nel linguaggio medico la parola “crisi” è riferita a uno stato di alterazione della malattia, uno squilibrio le cui conseguenze non sono per forza negative, ma di certo dirompenti. Nei vari significati della parola ricorrono vocaboli come “perturbazione” e “sconfitta” e nel linguaggio economico quando parliamo di crisi ci riferiamo a un “passaggio rapido dalla prosperità alla depressione”. Ma cosa accade quando la crisi diventa uno stato permanente, da cui non sembra che si riesca a uscire né a livello collettivo né a livello personale? Questa è una delle domande che si pone lo scrittore Mattia Insolia, classe 1995, nel suo nuovo romanzo La vita giovane (Mondadori, 2026).
di Giulio Sensi
Corriere della Sera, 2 febbraio 2026
Entro giugno vanno usati i fondi del Pnrr. In 660 strutture attivo almeno un servizio, ma l’obiettivo del piano è ancora lontano. C’è scarsa attenzione ai bisogni sociali. E il Terzo settore troppo poco coinvolto. Gli ingredienti per una rivoluzione silenziosa della sanità italiana sono stati messi sul piatto da diversi anni, prima da un decreto-legge del 2020 poi dal Pnrr che ha reso disponibili due miliardi di euro per realizzare buona parte delle 1.723 nuove strutture chiamate Case della Comunità e programmate dalle Regioni. Sono spazi dove chi ha bisogni assistenziali può andare e trovare una soluzione ai suoi problemi. I due miliardi devono servire a sistemare e adeguare le strutture pubbliche, ma le cucine dove queste ricette possono essere preparate funzionano lentamente: a giugno 2026 scadono i termini per utilizzare i fondi del Pnrr e gli ultimi dati di settembre scorso di Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, parlano di solo 660 strutture dove è possibile trovare almeno un servizio attivo, 172 Case della Comunità con tutti i servizi obbligatori attivi e 46 dove sono presenti anche medici e infermieri. Salvo poche eccezioni quello delle Case della Comunità rimane ancora un bel libro dei sogni.
di Giuliano Foschini
La Repubblica, 2 febbraio 2026
Parla il cooperante liberato a Caracas a gennaio: “In cella sparisce la percezione del tempo. Anche la mia famiglia ha perso più di un anno di vita. “Al Rodeo 1 la prima cosa che perdi è la percezione del tempo. In quelle celle minuscole, tra scarafaggi e zanzare, con l’acqua contingentata, i carcerieri incappucciati, non sai mai se e quando finirà”. Alberto Trentini è qui. È finita ed è questa la notizia più bella. È tornato libero dopo 423 giorni di detenzione nel più tremendo carcere del Venezuela sotto il regime Maduro, “El Rodeo”, una “Alcatraz in salsa tropicale” la definisce lui. Quello che ha vissuto, il racconto delle sue prigioni, non è soltanto memoria personale: è un monito. Perché ciò che è accaduto possa - e debba - non accadere più. Perché quei luoghi, quelle pratiche, quella sospensione sistematica dei diritti non scivolino nell’abitudine, nell’oblio, nella normalità.
di Samuele Ciambriello*
Ristretti Orizzonti, 1 febbraio 2026
“Due suicidi di persone detenute nel carcere Due Palazzi di Padova nell’arco di 36 ore: il primo in Alta Sicurezza il 28 gennaio, in concomitanza e in conseguenza della chiusura di quella sezione e del trasferimento di tutte le persone ristrettevi da anni (o decenni, come nel caso in oggetto, una persona di 73 anni, ergastolano in detenzione da più di tre decenni); il secondo, la sera del giorno successivo: un giovane di 33 anni detenuto in una sezione chiusa della Media Sicurezza. Due tragici eventi che ci interrogano sulle condizioni in cui versano i nostri istituti penitenziari, anche i migliori, e sul senso e sulle modalità con cui avvengono queste operazioni decise dal DAP, che ridisegnano il sistema lasciando però terra bruciata.
La Repubblica, 1 febbraio 2026
L’analisi del Garante dei detenuti del Lazio. Organizzata, assieme a “Nessuno tocchi Caino”, un’assemblea pubblica per il prossimo 6 febbraio. Stefano Anastasia, in quanto Garante dei diritti delle persone detenute nella Regioni Lazio dal 2021, racconta - sul sito di Nessuno Tocchi Caino - di aver toccato con mano cosa vuol dire la parola sovraffollamento, e non solo sulle condizioni di vita dei detenuti. Il sovraffollamento è la vera spada di Damocle che pende sull’intero sistema penitenziario del nostro Paese. Oggi abbiamo circa 64.000 detenuti, lo stesso numero che nel 2013 portò alla condanna dell’Italia nel caso Torreggiani emessa dalla Corte Europea dei Diritti Umani accusando l’Italia per la violazione dell’Articolo 3 della Convenzione Europea che si riferisce ai trattamenti inumani o degradanti, determinati del cronico sovraffollamento carcerario.
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