Corriere di Bologna, 21 settembre 2025
Ci sono sette famiglie, in questo momento, in tutta la città metropolitana che stanno accogliendo un minore o un neo maggiorenne straniero non accompagnato. Ragazzi e ragazze con il peso sulle spalle di viaggi migratori spesso lunghi e dolorosi, che dopo un periodo trascorso all’interno delle comunità sul territorio, ritrovano il calore familiare, seppur lontano dal Paese di nascita. Solo sette oggi quelli che possono giovare dell’abbinamento con una famiglia bolognese che ha deciso di aprirgli le porte di casa.
di Giuseppe Sarcina
Corriere della Sera, 21 settembre 2025
Le difficoltà dell’Onu emergeranno nell’Assemblea che inizia domani. Il punto più basso dalla Guerra Fredda. Inizia domani, a New York, la sessione dell’Assemblea generale Onu. È facile prevedere che sarà una delle più meste e inconcludenti dai tempi della Guerra Fredda. Nel recente passato il grande raduno dei leader politici e delle diplomazie mondiali è stata l’occasione di negoziati, incontri dietro le quinte per risolvere controversie, prevenire l’inasprirsi delle crisi, trovare una sintesi tra posizioni diverse. Questa volta, invece, avremo la certificazione di spaccature che appaiono insanabili e, in definitiva, della crisi profonda del multilateralismo. Tutto ciò è il risultato dei crimini di guerra commessi in Ucraina da Vladimir Putin, a Gaza da Benjamin Netanyahu, nonché dei fallimenti politici di Donald Trump.
di Agnese Palmucci
Avvenire, 21 settembre 2025
Quando si esercita la giustizia “ci si pone al servizio delle persone, del popolo e dello Stato, in una dedizione piena e costante”. Stamattina, davanti a decine di migliaia di pellegrini, tra cui avvocati, magistrati, giuristi e notai, riuniti in piazza San Pietro per l’udienza del Giubileo degli operatori di giustizia, papa Leone XIV ha esortato ad impegnarsi nel proprio lavoro sforzandosi di “interpretare la legge nella misura più umana possibile”, e ponendo “al centro il valore di ogni essere umano”. La giustizia, ha ricordato con fermezza a tutti i presenti, provenienti da oltre 100 Paesi del mondo, è una “funzione indispensabile sia per l’ordinato sviluppo della società, sia come virtù cardinale che ispira e orienta la coscienza di ogni uomo e donna” e “non può essere ridotta alla nuda applicazione della legge”.
di Nicoletta Cottone
Il Sole 24 Ore, 21 settembre 2025
Papa Leone, durante l’udienza giubilare in piazza San Pietro dedicata agli operatori di giustizia, ha sottolineato che “il Giubileo invita a riflettere anche su un aspetto della giustizia che spesso non è sufficientemente focalizzato: ossia sulla realtà di tanti Paesi e popoli che hanno ‘fame e sete di giustizia’, perché le loro condizioni di vita sono talmente inique e disumane da risultare inaccettabili”. Il Pontefice ha citato Sant’Agostino: “È impossibile che si abbia il diritto in uno Stato in cui non si ha vera giustizia”. E ha sottolineato che all’attuale panorama internazionale andrebbero applicate “queste sentenze perennemente valide”. Nella delegazione in piazza San Pietro per il Giubileo degli operatori di giustizia presenti il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro.
di Marco Impagliazzo
Avvenire, 21 settembre 2025
Lo sdoganamento della mentalità bellica è iniziato col linguaggio ostile verso presunti nemici sociali e si è trasferito sul campo. Dobbiamo tornare alla cultura umanista che abbiamo dimenticato. Le parole possono essere pietre - ammoniva Carlo Levi - e le pietre possono colpire gli uomini e le donne per le loro parole. Ciò che è accaduto negli Stati Uniti con la tragica fine di Charlie Kirk è inaccettabile ed è un campanello d’allarme che riguarda le società contemporanee. Dalle parole d’odio alle pietre. Inoltre, si fa strada il rischio di strumentalizzazione nel dibattito tra forze politiche: “Gli odiatori siete voi!”, “No, siete voi!”. In realtà il linguaggio d’odio è stato utilizzato da parti differenti: oggi emerge chiaramente come l’indulgere in parole di disprezzo, razzismo e demonizzazione dell’altro, finisce in fatti di inciviltà, se non di sangue, che possono minare la qualità del dibattito pubblico e lo stesso equilibrio democratico. La questione è vasta: la società va dividendosi in “curve” di tifosi, “tribù” d’appartenenza a causa della polarizzazione, dello spaesamento e del clima bellicista diffuso in tutto l’Occidente. Si è sempre più preda di pulsioni semplificatorie e generalizzanti, che alimentano circuiti di intolleranza, esclusione, pregiudizio. La fine dei pensieri lunghi, profondi, meditati, delle parole pensate, ha significato il prevalere di schemi polarizzati, veloci, irriducibili.
di Mauro Armanino*
Il Fatto Quotidiano, 21 settembre 2025
Non basteranno i sistemi di sorveglianza più sofisticati, le aree video- controllate, le geolocalizzazioni o i controlli facciali. La vita è e rimane fragile per tutti ed è solo una questione di tempo. Una manciata d’anni o poco più. La metafora della sabbia o della polvere non sono mai fuori luogo e probabilmente più ancora laddove si cercano certezze e si finge l’impressione di perennità. Basta poco per destabilizzare piani, progetti e linearità. In questa fragilità che gli anni, le malattie, gli avvenimenti inaspettati ci impongono come ineludibile, appare qualcosa di grande che, in genere, rimane nascosto quando tutto sembra andare bene.
di Filippo Messana
giustiziainsieme.it, 20 settembre 2025
“Suicidi in carcere, un pesante fardello”. Così ha esordito il Ministro della giustizia, Carlo Nordio in Parlamento, rispondendo al question- time sempre alla stessa domanda, posta male per la verità, dato che nessuno degli interroganti ha incalzato il Ministro sulle questioni che stanno a monte dei suicidi e che ne costituiscono l’inesorabile matrice. L’indirizzo politico espresso dal Governo (sicurezza collettiva e certezza della pena) ha in realtà prodotto una proliferazione di figure di reato anche per fatti “bagatellari” (di scarsa rilevanza criminale) con costanti violazioni del principio di proporzionalità (tra condotta illecita e sanzione) costantemente richiamato dalla Corte Costituzionale e sul quale è tornato “a bomba” l’Ufficio del Massimario della Cass. nella sua recente relazione n. 33/2025, esprimendo un parere critico sul cd. “Decreto Sicurezza” e censurando anche l’emanazione di dette norme penali, in assenza dei presupposti di “necessità e urgenza” previsti dalla Costituzione come specifici presupposti necessari dell’emanazione di norme per decreto.
tgcom24.mediaset.it, 20 settembre 2025
Non sono un “liberi tutti”, ma un percorso alternativo fuori dal carcere per finire di scontare la pena. “Al momento abbiamo 63.216 persone negli istituti penitenziari, dove c’è una situazione di emergenza che ha radici negli anni. Dal 30 maggio a oggi ne sono entrate 500. Il sovraffollamento è uno dei problemi da risolvere con le misure alternative, misure che vengono concesse alla fine di un percorso, cioè quando la pena ha un residuo inferiore ai quattro, tre o due anni. È qui che bisogna incidere per poter risolvere il problema.
di Gianluca Liut*
L’Unità, 20 settembre 2025
Un teatro necessario, un atto civile, un incontro di voci e coscienze. “Le nostre prigioni. Storie di pena e speranza” è il recital che porta in scena, con pudore e lucidità, la vita invisibile che pulsa oltre le sbarre. Un viaggio nelle ombre e nelle luci del nostro Paese dietro le sbarre, dove la pena diventa racconto, la sofferenza si fa memoria, la speranza prende la forma concreta di sguardi, gesti, lacrime, parole. Protagonisti in scena Emanuele Montagna, Asia Galeotti e Martina Valentini Marinaz di CFA Colli Formazione Attori di Bologna, su testo di Dino Petralia, già a capo del Dipartimento per l’Amministrazione Penitenziaria. Cinque storie, tre interpreti e un autore per un affresco corale che attraversa l’umanità del carcere senza indulgere al sensazionalismo, cercando la verità minuta e quotidiana delle esistenze. In questa misura giusta il teatro civile compie la sua funzione di giustizia. Non assolvere, non convincere, ma mettere in condizione di vedere meglio. E, vedendo meglio, di comprendere.
garantedetenutilazio.it, 20 settembre 2025
L’evento si svolgerà la mattina del 25 settembre: diciotto le Università coinvolte in tutta Italia, ventuno gli Istituti penitenziari. Il presidente del Cnupp, Giancarlo Monina. Anche quest’anno l’European Researchers’ Night coinvolgerà cittadine e cittadini reclusi nelle tante carceri italiane dove sono presenti le università aderenti alla Conferenza Nazionale Universitaria dei Poli Penitenziari (Cnupp). La Notte nei Poli universitari penitenziari giunge alla sua quinta edizione. Diciotto le Università coinvolte, ventuno gli Istituti penitenziari: un evento corale attraverso tutta l’Italia che coinvolge ricercatrici e ricercatori, studentesse e studenti, persone recluse, dirigenti e personale dell’amministrazione penitenziaria, garanti dei detenuti.
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