di Jack Daniel
Il Dubbio, 20 settembre 2025
In Germania, secondo i sondaggi, AfD se la batte, a livello nazionale, con il Partito di Merz, più o meno entrambi dati al 25%. In Gran Bretagna, teatro, domenica 14 settembre, di una grande manifestazione della destra di Tommy Robinson, il Reform di Farage è largamente in testa e la domanda è se, da solo, sia pari alla somma di conservatori e laburisti. In Francia, il Rn di Marie Le Pen è di gran lunga il primo partito. In comune ai tre Paesi, secondo i sondaggi, la netta opposizione a politiche che favoriscano l’immigrazione, considerato spesso il primo dei problemi, accanto, appunto, all’economia. E infatti, in tutti i Paesi, il leitmotiv di questa nuova destra (volendo anche includere Trump dall’altra parte dell’Oceano) è la riposta dura da dare alla questione, con deportazioni o espulsioni immediate.
di Antonio Polito
Corriere della Sera, 20 settembre 2025
I giudizi si polarizzano ma la possibilità di dire ciò che pensiamo è un bene che non può essere sperperato. Il “free speech” è quello dei miei amici; lo “hate speech” è quello dei miei nemici. Facile, no? Orientarsi nel dibattito pubblico americano sembra diventato maledettamente complicato (e pericoloso). Però potete usare la legge che abbiamo appena indicato come una bussola che tutto spiega. È come ai tempi delle guerre di religione: gli eretici sono sempre gli altri. La destra dice: hanno ucciso Charlie Kirk, eroe Maga e uomo libero, perché senza peli sulla lingua smontava i tabù del politicamente corretto.
di Sergio D’Elia*
L’Unità, 20 settembre 2025
È una storia tipicamente americana che affonda le radici negli usi e costumi originari della giovane Nazione: la Bibbia e il fucile, lo sceriffo e il fuorilegge, l’occhio per occhio, la forca e il linciaggio. Il piano narrativo, come in un film, è già disegnato. Tyler Robinson, un ragazzo di appena vent’anni, di buona famiglia ma senza arte né parte, se ne va in giro armato e a piede libero. Con un fucile da caccia spara un colpo secco e preciso e uccide un ragazzo di appena trent’anni, Charlie Kirk, osservante dei Dieci Comandamenti del Vangelo e del Secondo Emendamento della Costituzione americana. Amava il Signore sulla Croce, “la risposta di Dio al male” predicava, e venerava il sacro diritto costituzionale americano alle armi libere per difendersi dal male. È stato colpito dal giovane cacciatore proprio mentre parlava di fucili e armi da fuoco negli Stati Uniti.
di David Allegranti
lettera43.it, 19 settembre 2025
Mentre il ministro festeggia con uno spritz l’avanzamento alla Camera della riforma sui magistrati, l’emergenza detenuti peggiora. Il tasso di sovraffollamento è del 135,5 per cento. Da quando c’è il governo Meloni si entra di più in galera e si esce di meno. Tra suicidi, episodi di autolesionismo e mancanza di agenti di Polizia penitenziaria. Amnistia, indulto o liberazione anticipata: fate qualcosa.
di Luca Fazzo
Il Giornale, 19 settembre 2025
Esiste un certificato d’affetto? Una carta bollata che dimostri quanto un essere umano ama un suo parente, quanto gli sia legato, quanto soffra per lui? Se questo certificato esiste, V.D., detenuto cinquantaduenne, non l’ha trovato. Non ha saputo a quale anagrafe del cuore rivolgersi. E così gli è toccato restare chiuso nella sua cella del carcere di Bollate mentre suo nipote, stroncato a quarant’anni da un infarto, era in una bara nella camera ardente; e poi mentre la bara veniva chiusa, e l’uomo sepolto al termine del funerale. Il giudice di sorveglianza che doveva autorizzare il permesso gliel’ha rifiutato.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 19 settembre 2025
A inizio settembre 2025 la Digos di Torino e il Nucleo Investigativo Centrale della polizia penitenziaria, coordinati dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione, hanno notificato un provvedimento di custodia cautelare in carcere a un quarantenne di origine tunisina, già detenuto presso la casa circondariale “Lorusso e Cutugno” (Le Vallette). Secondo gli atti d’indagine, l’uomo - che in Italia avrebbe vissuto per più di dieci anni con un’identità fittizia - avrebbe fatto proselitismo tra i compagni di cella, diffondendo canti nasheed, racconti mistici e inviti al martirio; gli inquirenti collegano la sua attività ad ambienti vicini ad Ansar al- Sharia e rilevano la sua ammirazione per Osama bin Laden. Gli investigatori sostengono che l’indagato si sarebbe detto pronto a compiere un attentato una volta libero.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 19 settembre 2025
La riforma della giustizia diventa ufficialmente la bandiera del centrodestra e la vetrina della sua unità. Con il voto di ieri alla Camera in terza lettura, la separazione delle carriere è ormai pronta per arrivare davanti agli italiani. Non essendo stato raggiunto il quorum dei due terzi dei componenti in seconda deliberazione (come prevede l’articolo 138 della Costituzione), sarà il referendum a decidere, trasformando una vittoria parlamentare in un pronunciamento popolare. Formalmente manca ancora un ultimo voto al Senato, Giorgia Meloni e l’intera maggioranza sono già con la testa rivolta al referendum. Non si tratta di un semplice adempimento costituzionale: sarà una prova di forza politica, una sorta di test generale per le elezioni del 2027.
di Massimo Franco
Corriere della Sera, 19 settembre 2025
La gazzarra alla quale si è assistito ieri in Parlamento è un cattivo presagio. Non solo e non tanto per la riforma della giustizia in sé, sulla quale esistono posizioni opposte e tutte legittime. A portare a riflettere è la prospettiva che quel clima rissoso venga replicato nel Paese nella campagna per il referendum. Già il fatto di darlo per scontato perché la maggioranza sapeva che non avrebbe ottenuto i due terzi dei voti favorevoli ha indebolito qualunque volontà di dialogo con le opposizioni; e ha radicalizzato preventivamente i due fronti. In più, presentarla come una vittoria postuma di Silvio Berlusconi rischia di connotarla come una rivalsa sulla magistratura: anche se solo su quella “politicizzata”, che pure esiste.
di Riccardo De Vito
Il Manifesto, 19 settembre 2025
Alla Camera arriva il via libera alla “seconda lettura conforme” del disegno di legge di riforma della giustizia. Manca l’ultima votazione del Senato e poi sarà il momento del referendum oppositivo previsto dalla Costituzione. La discussione uscirà dalle aule del Parlamento per andare, come si diceva una volta, in mezzo al popolo. C’è da auspicare che quel tempo arrivi presto. Inutile sperare che dal secondo giro al senato arrivi qualcosa in più del clima rissoso che si è visto ieri alla camera: il testo della revisione costituzionale è stato blindato dall’accordo tra i partiti di maggioranza e non sarà l’ultimo esame del Senato a consegnarci un dibattito centrato e trasparente.
di Gabriella Cerami
La Repubblica, 19 settembre 2025
Giustizia, ci sarà il referendum costituzionale: ecco come sono andati i quattro precedenti. In attesa della quarta e ultima lettura al Senato, è già sicuro che si dovrà tenere la consultazione popolare per approvare o respingere la riforma che prevede la separazione delle carriere tra pm e giudici. Sarà il quinto referendum costituzionale. Nel 2026 si andrà al voto per approvare o respingere la riforma che prevede la separazione delle carriere tra pm e giudici, approvata in terza lettura alla Camera.
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