immediato.net, 30 gennaio 2026
Il Gup ha ammesso Regione Puglia, garante dei detenuti e associazione Yairaha onlus nel procedimento che vede 14 imputati tra agenti, medici e psicologo. La procura chiede il rinvio a giudizio per i fatti dell’11 agosto 2023, ma gli indagati respingono ogni accusa. Nel procedimento sulle presunte torture avvenute nel carcere di Foggia l’11 agosto 2023, il giudice dell’udienza preliminare Cecilia Massarelli ha accolto la richiesta di costituzione delle parti civili presentata dal garante regionale per i detenuti, dalla Regione Puglia e dall’associazione “Yairaha onlus”, impegnata nella tutela dei carcerati. Si tratta di uno dei passaggi centrali dell’udienza preliminare che riguarda 14 imputati - dieci poliziotti penitenziari, tre medici e uno psicologo - tutti in servizio nella casa circondariale, per i quali la Procura chiede il rinvio a giudizio.
doremiao.it, 30 gennaio 2026
Si è concluso venerdì 23 gennaio il progetto “Insieme in DogAia”, Educazione Assistita con i cani all’interno del carcere di Prato. Fortemente sostenuto dal personale dell’Istituto e facilitato in tutte le sue fasi da un’ottima organizzazione che ha consentito il miglior svolgimento possibile, il percorso ha previsto (oltre alle sue fasi progettuali) una serie di dieci incontri settimanali della durata di due ore ciascuno, alla presenza di uno o due cani e degli operatori dell’associazione Do Re Miao. Gli obiettivi del progetto hanno riguardato aree della sfera personale che risentono maggiormente delle restrizioni legate alla privazione della libertà, quali l’ansia e i comportamenti autolesivi e violenti.
micromega.net, 30 gennaio 2026
Un volume interamente dedicato a carcere e penalità nel XXI secolo. Che cosa significa punire? Quali comportamenti meritano di essere affidati alla sfera del penale in uno Stato di diritto? È pensabile addirittura abolire il carcere? In un tempo in cui le destre al governo ampliano il catalogo dei reati fino a criminalizzare povertà, dissenso e migrazione, MicroMega dedica il primo volume del 2026 a uno dei grandi rimossi del nostro presente: il carcere, interrogando con rigore l’idea stessa di pena e il suo senso all’interno delle società democratiche contemporanee.
fuoriluogo.it, 30 gennaio 2026
Carceri al collasso, cure negate, libertà d’informazione in caduta: il nuovo Rapporto di A Buon Diritto fotografa un arretramento che riguarda tuttə. Il 28 gennaio 2026, nella Sala Stampa della Camera, A Buon Diritto ha presentato l’aggiornamento del Rapporto sullo stato dei diritti in Italia, un monitoraggio che da oltre dieci anni prova a mettere in fila - con dati, analisi e un linguaggio accessibile - ciò che troppo spesso resta frammentato: l’erosione quotidiana delle garanzie, l’asimmetria tra diritti proclamati e diritti praticabili, la trasformazione di bisogni sociali in problemi di ordine pubblico.
di Luigi Alfonso
vita.it, 30 gennaio 2026
Parla Ugo Bressanello, il fondatore di Domus de Luna, una Fondazione che opera in Sardegna da vent’anni. Indica una delle carenze più gravi del sistema sanitario nazionale: i disturbi psichiatrici, spesso legati alle dipendenze, e i servizi destinati a donne e bambini che hanno vissuto incuria, maltrattamenti e abusi. “C’è una criticità insidiosa all’interno dell’emergenza sanitaria, in Sardegna come nel resto d’Italia. Riguarda tanti cittadini, ma non solo le fasce più fragili della popolazione. Mi riferisco al complesso mondo della psichiatria, ai problemi delle dipendenze da sostanze, alcol o gioco d’azzardo, ma anche ai servizi essenziali destinati a donne e bambini che hanno vissuto incuria, maltrattamenti e abusi”.
di Christian Raimo
Il Domani, 30 gennaio 2026
Il testo della direttiva dei ministri Piantedosi e Valditara sui metal detector nelle scuole è intriso di lessico militare e poliziesco: il disagio giovanile diventa esclusivamente un problema di ordine pubblico. I rischi pedagogici di questa operazione sono altissimi. L’uso di strumenti di rilevazione trasformerebbe la scuola in un luogo di prevaricazione educativa, la fiducia tra docenti e studenti verrebbe ovviamente lacerata. Sembra essere nato un nuovo ircocervo governativo, il ministero del Controllo e della sorveglianza, che unisce il ministero dell’Istruzione e del merito con quello dell’Interno. La direttiva congiunta emanata mercoledì 28 gennaio dai ministri Giuseppe Valditara e Matteo Piantedosi sulle misure “per il rafforzamento della prevenzione e contrasto dell’illegalità negli istituti scolastici” segna una svolta repressiva che trasforma la scuola da laboratorio di democrazia a terminale di pubblica sicurezza. Con un linguaggio burocratico e francamente prefettizio, il provvedimento ignora il mandato costituzionale della pedagogia pubblica e dell’inclusione, e privilegia una logica di commissariamento che tradisce l’essenza stessa della relazione educativa.
dossierimmigrazione.it, 30 gennaio 2026
Il nuovo “pacchetto sicurezza” presentato dal governo prevede ulteriori strette per le Ong che salvano dai naufragi, per i ricongiungimenti familiari e persino per i rinchiusi nei Cpr, strutture sempre più disumane e soprattutto inutili. Erodere gli ultimi diritti rimasti ai pochi irregolari che finiscono nella rete dei Cpr. Rendere la vita ancora più difficile a chi cerca di salvare vite umane dai naufragi. E, novità, limitare le possibilità di ricongiungersi con la propria famiglia. Potrebbero aumentare di numero le politiche italiane improntate al sadismo verso i migranti, denunciate da Idos alla presentazione Dossier Statistico Immigrazione 2025. Dipenderà dal percorso del “nuovo pacchetto sicurezza” presentato dal governo a metà gennaio e non ancora discusso in Consiglio dei ministri.
di Giota Tessi, Lola García-Ajofrín e Kim Son Hoang*
Il Sole 24 Ore, 30 gennaio 2026
Una recente sentenza europea apre il dibattito su come conciliare salute pubblica e autonomia personale nelle prigioni. Nelle discussioni sul fumo, i temi abituali sono le piazze, i ristoranti, gli uffici o i trasporti pubblici. Raramente si pensa alle carceri, eppure lì la questione assume una dimensione completamente diversa, intrecciando salute pubblica, diritto e dignità umana. Una recente sentenza del Tribunale Europeo dei Diritti dell’Uomo (Tedu) ha acceso i riflettori su un tema spesso trascurato: il divieto assoluto di fumare in carcere può violare i diritti fondamentali dei detenuti, compreso il diritto alla vita privata sancito dall’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. La decisione, presa nel caso Vainik e altri contro Estonia, mostra quanto sia sottile il confine tra tutela della salute e rispetto dell’autonomia personale in un contesto già fortemente limitato dalla detenzione.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 30 gennaio 2026
Quello del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi con il suo omologo egiziano Mahmoud Tawfik su Giulio Regeni, durante il loro incontro al Viminale di mercoledì, non era un silenzio. Era un’omissione. Il tentativo di rimediare fatto ieri dal capo della polizia Vittorio Pisani, ieri alla firma del nuovo Memorandum di cooperazione con l’accademia del Cairo, è andato addirittura oltre: è stato un elogio, quasi un ringraziamento. “La polizia di stato è stato l’organo che ha svolto le indagini sul caso Regeni - ha detto - indagini portate avanti anche con la collaborazione e l’acquisizione di documenti forniti dalla polizia egiziana. Questo sistema di cooperazione può agevolare quella cooperazione investigativa e giudiziaria affinché anche il caso Regeni giunga a una conclusione”.
di Ornella Favero*
Ristretti Orizzonti, 1 febbraio 2026
Quando stavo scrivendo l’articolo sulla difficoltà (che a volte è proprio incapacità) di molte Istituzioni di chiedere scusa quando sbagliano, mi è arrivata la notizia tragica di un suicidio “annunciato”, quello di Pietro Marinaro, una persona detenuta nella sezione Alta Sicurezza di Padova che ha scelto di togliersi la vita perché non reggeva al dolore di perdere quel poco che aveva: una detenzione decente interrotta bruscamente per un trasferimento che io definisco “feroce”. Feroce perché nel giro di poche ore è stato detto a persone che da anni, da decenni anzi erano incarcerate a Padova di mettere insieme le proprie cose e prepararsi a partire. L’articolo che avevo scritto resta, ahimè, perfino troppo vero: l’umanità pare non far parte del bagaglio di qualità richieste per essere delle buone Istituzioni.
- L’appello per diritti e umanità in carcere dopo l’ultimo suicidio: c’è un’enorme questione democratica
- Di trasferimenti e riorganizzazione dei circuiti detentivi
- In carcere la vita tecnologica è ferma a decenni fa, ma c’è un servizio di email che cerca di abbattere queste barriere
- Carceri: card. Zuppi, sì alla proposta di “indulto differito”
- Contro il crimine la pena non è tutto









