di Raul Lamia
napolimonitor.it, 19 settembre 2025
Il Decreto Caivano e altre misure di recente approvazione hanno comportato un inasprimento del livello di criminalizzazione nei confronti di soggetti come i giovani delle classi popolari, dei territori più marginalizzati, dei migranti, nonché l’istituzione di nuovi reati atti a colpirli e un’impennata di condanne a pene detentive. Ma questi interventi normativi hanno anche fatto sì che emergesse la necessità di un piano di potenziamento delle strutture detentive per minori e l’apertura di nuove carceri.
Gazzetta del Mezzogiorno, 19 settembre 2025
A peggiorare ulteriormente il quadro è la permanente carenza di agenti e di personale medico e sanitario. “Se possibile le condizioni dei detenuti del carcere di Foggia sono peggiorate rispetto a quelle riscontrate un anno fa. Il problema principale resta il sovraffollamento che ne fa il secondo penitenziario italiano con un indice superiore al 210%. Ben 706 persone in una struttura che ne potrebbe ospitare 301; un terzo dei reclusi ha problemi di tossicodipendente”. Lo rimarca la Camera Penale di Capitanata “Achille Iannarelli” nel tracciare un bilancio dell’iniziativa “Ristretti in agosto” contrassegnata da visite di una delegazione degli avvocati penalisti foggiani nei tre penitenziari della Capitanata: capoluogo, Lucera, San Severo.
di Sandro Marotta
La Stampa, 19 settembre 2025
La direttrice del Centro Disturbi dell’Asl: “La sua è una patologia che può scatenarne altre”. Il detenuto di 250 chili che da quasi un mese è in ospedale perché, in quanto obeso e diabetico, non riesce a trovare una cella adeguata in tutta Italia apre a una più ampia riflessione sul rapporto tra cibo, disturbi del comportamento alimentare e carcere. Secondo Anna Maria Pacilli, direttrice del Centro Disturbi del Comportamento alimentare dell’Asl Cn1, “il problema principale è che non si adatta il piano nutrizionale alle esigenze dei detenuti con patologie particolari, come l’obesità. La cosa più frequente è la riduzione di sale nel cibo di chi soffre di ipertensione, ma non basta, servono specialisti”.
Corriere di Torino, 19 settembre 2025
Liberazioni torna a far dialogare arti e realtà carceraria. Lo farà nella sua quinta edizione dal 1° al 16 ottobre con un calendario fitto di film, spettacoli e laboratori a ingresso libero. Il festival organizzato dall’associazione Museo Nazionale del Cinema inaugura alle 18 alle Gallerie d’Italia con Tehachapi del fotografo JR. Tra gli eventi successivi, sabato 4 ottobre alle 20.30 al Teatro Don Orione, andrà in scena della compagnia Voci Erranti, composta dagli attori detenuti del carcere di Saluzzo.
Gazzetta del Mezzogiorno, 19 settembre 2025
A Taranto nasce un nuovo strumento di inclusione sociale: un’aula immersiva che unisce tecnologia, educazione e solidarietà. Il progetto, intitolato “Immersi nel mondo”, è stato realizzato presso il Centro socio-rieducativo per minori “Noi&Voi” della cooperativa sociale Kairos, nel cuore del quartiere Paolo VI, e reso possibile grazie al contributo di UniCredit tramite il Fondo Carta Etica. Proiettori interattivi e visori Meta permettono ai ragazzi del centro di viaggiare virtualmente, scoprendo il corpo umano dall’interno o visitando i più grandi musei del mondo, in un quartiere spesso segnato da marginalità sociale e devianza precoce. Qui, ogni pomeriggio, dal lunedì al sabato, la cooperativa accoglie minori offrendo pranzo, doposcuola, attività sportive e laboratori.
cataniaoggi.it, 19 settembre 2025
Unire scrittura, teatro e arti come strumenti di cambiamento. È questo l’obiettivo di “RigenerAzioni”, progetto presentato stamattina nella casa circondariale di Piazza Lanza e finanziato con fondi della Legge di bilancio 197/2022. L’iniziativa, approvata dal Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Sicilia, punta a migliorare le condizioni di vita di persone fragili - detenuti con disturbi psichiatrici o psicologici, tossicodipendenti, migranti e soggetti sottoposti a misure alternative - attraverso percorsi creativi e formativi.
percorsiconibambini.it, 19 settembre 2025
Per i minori rendere emotivamente più attraversabile lo spazio prima della visita ai genitori detenuti significa favorire una relazione di fiducia e lavorare con efficacia alla presa in carico dei bambini che si approcciano alla relazione familiare nel contesto del carcere. A Ragusa, nell’ambito del progetto “Labirinti”, hanno collaborato i Clown Dottori di “Ci Ridiamo Su” e gli operatori di “Facciamo Scuola” per supportare gli incontri tra detenuti e figli negli spazi già disponibili. “Soprattutto durante i periodi di vacanza scolastica - spiega un operatore - l’affluenza di tanti piccoli visitatori aumenta, a Ragusa dopo alcuni mesi di gestione emotiva favorita dalle attività svolte con i labirinti gialli si è creata una relazione con le famiglie e spesso i bambini vengono nell’istituto penitenziario più volentieri e spontaneamente.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 19 settembre 2025
Nel carcere di Bollate, una volta alla settimana, alcuni detenuti fanno “yoga della risata”. Angelo Ciccognani, attore, insegnante di teatro e teacher di questa pratica spiega che “anche una risata finta, recitata, produce un cocktail di ormoni che fa stare meglio, anche e soprattutto dentro il carcere. Ma la risata è contagiosa, alla fine diventa vera. Una persona mi ha detto “per un’ora dimentico dove sono”. Dalle sette alle 10 persone, a ridere di gusto per un’ora. È quello che ogni settimana succede nella casa di reclusione di Bollate grazie alle sessioni di yoga della risata che, da maggio, sono portate avanti da Angelo Ciccognani, attore, insegnante di teatro e teacher di questa pratica. “Una bellissima opportunità, potente, profonda e leggera al tempo stesso. Sono stupende le restituzioni da parte dei partecipanti alla fine di ogni incontro”.
La Repubblica, 19 settembre 2025
Attraverso la sua personale esperienza, la penalista napoletana, assieme al giornalista Antonio Vastarelli, racconta le storie di bambini che hanno conosciuto il carcere. “Vite spesso dal destino segnato per sempre”. Sono quei bambini “che hanno un destino spesso segnato per sempre dalle storie delle loro famiglie “i protagonisti del libro della penalista napoletana Annalisa Senese intitolato “Figli cancellati, storie di bambini che hanno conosciuto il carcere” (Giannini Editore) scritto con il giornalista Antonio Vastarelli. “Il libro trae spunto dalla mia esperienza professionale - racconta Senese - che mi ha fatto conoscere il mondo dei figli dei detenuti. Si tratta di bambini e bambine che finiscono dietro i cancelli nella routine dei colloqui familiari oppure addirittura negli istituti a custodia attenuata con le madri. Storie difficili ma che è indispensabile raccontare”.
di Fabio Pinelli*
Il Dubbio, 19 settembre 2025
La violenza sulle donne rappresenta una delle più gravi e diffuse violazioni dei diritti umani, addirittura oltre il tema di genere: è una questione che investe l’intera società, minando i principi di uguaglianza, rispetto e dignità della persona che sono alla base della convivenza civile. La scelta di privilegiare non solo la repressione, ma anche la prevenzione e l’educazione, testimonia una visione lungimirante e responsabile. Prevenire la violenza significa agire sulle cause profonde, promuovere il cambiamento culturale e offrire strumenti concreti per riconoscere e contrastare i segnali di disagio e rischio.
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