di Ermes Antonucci
Il Foglio, 19 settembre 2025
Il segretario generale dell’Anm, Rocco Maruotti, critica la separazione delle carriere usando argomentazioni che nella sostanza, come ha fatto Davigo, delegittimano proprio la magistratura. Più ci si avvicina all’approvazione finale della riforma sulla separazione delle carriere e più sembra diventare chiaro che al centrodestra, per vincere il referendum, converrà far parlare i magistrati da soli, lasciando che le loro affermazioni, sempre più assurde, siano ascoltate dall’opinione pubblica. Sono le toghe, infatti, i nemici peggiori della propria categoria. La conferma, dopo le dichiarazioni incredibili di Piercamillo Davigo (secondo cui, con la riforma in vigore, i pm cominceranno a fare accertamenti patrimoniali nei confronti dei giudici che assolvono troppo, così terrorizzandoli), giunge dalle esternazioni di Rocco Maruotti, nientemeno che segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati.
di Simone Canettieri
Il Foglio, 19 settembre 2025
Il ministro dopo il sì della Camera: “A ottobre l’ultimo passaggio in Senato”. Il centrodestra vuole fare la prima mossa per mobilitare gli italiani e frenare i comitati del no. Anm in testa. “Ottobre e marzo”. Dopo il penultimo sì del Parlamento alla riforma della giustizia - con tanto di bagarre in Aula fra maggioranza e opposizione - Carlo Nordio con un discreto senso dell’umorismo si fa largo fra i cronisti: “Per la cronaca di chi ritiene che sia dedito all’alcolismo, vado a festeggiare questa bellissima giornata con uno spritz”. Al bancone della buvette di Montecitorio, che è il suo Café Procope, il ministro della Giustizia indica appunto ottobre come mese per l’ultimo sì alla riforma in Senato, prima che la manovra dalle commissioni approdi in Aula, e marzo come possibile periodo per il referendum confermativo. Sempre Nordio fa capire, mentre sorseggia il suo aperitivo con il viceministro Paolo Sisto e la capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, che sarà il governo a cavalcare la battaglia referendaria. E non a subirla. Tuttavia la faccenda non è semplice, come sembra.
di Irene Famà
La Stampa, 19 settembre 2025
Il ministro: “Se politicizzeranno la consultazione e vinciamo noi, per loro sarà un’umiliazione”. Il Guardasigilli è soddisfatto. Per lui, quei 243 “sì” alla riforma costituzionale della giustizia rappresentano “il coronamento di un impegno decennale” e ora la strada gli pare tutta in discesa. Forse per etichetta, forse per scaramanzia, a una possibile vittoria al referendum gira intorno. In un primo momento mormora: “La maggioranza schiacciante verrà confermata”.
di Gian Domenico Caiazza
Il Dubbio, 19 settembre 2025
L’approvazione in terza lettura della riforma dell’ordinamento giudiziario è ovviamente una buona notizia per chi attende da essa l’allineamento dell’Italia a tutte le più importanti democrazie occidentali. Gli avversari di questa riforma sono abili nel caricarla di significati ideologici che, semplicemente, non le appartengono. Sono piuttosto loro che dovrebbero spiegare ai cittadini la ragione per la quale l’Italia dovrebbe rimanere pressoché l’unico Paese del mondo democratico con un processo penale di tipo accusatorio e un ordinamento giudiziario a carriere unificate. Siamo nella mesta compagnia di Romania, Turchia e Bulgaria; perché la Francia ha sì le carriere unificate, ma in perfetta coerenza con il suo sistema processuale di tipo inquisitorio: l’eccezione che conferma la regola.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 19 settembre 2025
Su 500 posti disponibili per smaltire l’arretrato civile, arrivate circa 200 domande. Incentivi economici insufficienti, dubbi sul giudice naturale. Sono scaduti ieri i termini per la presentazione della domanda per partecipare alla maxi ‘ task force’ chiamata a smaltire, facendo udienza solo da remoto, i processi civili pronti per la decisione ed attualmente pendenti che rischiano di non far raggiungere gli obiettivi del Pnrr. Da quanto ha potuto apprendere Il Dubbio da fonti qualificate di piazza Indipendenza, su 500 posti disponibili le domande pervenute al Consiglio superiore della magistratura sarebbero state meno della metà, circa 200.
di Andrea Pasqualetto
Corriere del Veneto, 19 settembre 2025
Ieri il padre di Giulia Cecchettin ha commentato l’episodio del pestaggio in carcere: “Una cosa che non mi fa sentire felice”. Ci pensa, ci spera. È una speranza che corre su un filo sottilissimo che lega lui, Filippo Turetta, il carnefice, a Gino Cecchettin, il padre della vittima dell’atroce delitto, Giulia. Si chiama giustizia riparativa, un approccio diverso di espiazione della pena introdotto in Italia nel 2022 dalla riforma Cartabia che prevede il coinvolgimento diretto delle parti attraverso un percorso di pace e di ascolto e di riconoscimento della vittima e ha come fine la compensazione del danno causato.
di Carmine Paul Alexander Tedesco
lexced.com, 19 settembre 2025
Cassazione Penale Sez. 1 Num. 12849 Anno 2025. La Corte di Cassazione ha stabilito che, nel calcolo dello spazio vitale in cella a disposizione di un detenuto, l’area occupata dal letto singolo deve essere sempre sottratta, anche se questo è mobile e non ancorato al suolo. Tale ingombro, infatti, limita la libertà di movimento. Se lo spazio calpestabile scende sotto i 3 mq per persona, si presume una violazione dei diritti umani, che il giudice di merito dovrà valutare attentamente, considerando eventuali fattori compensativi.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 19 settembre 2025
La misura cautelare si giustifica anche se non vi è rischio di intimidazioni alle parti offese quando l’azione per come condotta e organizzata esprime inclinazione alla violenza e mancanza di autocontrollo. Chi conduce o partecipa all’irruzione in ospedale contro i sanitari per punirli della morte di un congiunto è passibile di applicazione della misura cautelare limitativa della libertà personale perché l’azione condotta dimostra spregio verso la convivenza civile e assenza di autocontrollo anche quando il giudice non intraveda un’occasione specifica di reiterazione del reato, ma solo una potenziale tendenza alla reiterazione di condotte violente.
garantedetenutilazio.it, 19 settembre 2025
Le istituzioni non fanno abbastanza per promuovere la conoscenza dei benefici della legge Smuraglia che favorisce l’assunzione di persone in esecuzione penale. “Su 1.788 persone alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria nel 2024, a fronte di circa 6.800 persone detenute nel Lazio, sono state 69 le persone impegnate nelle lavorazioni, un centinaio nella manutenzione ordinaria dei fabbricati in tutta la regione e altrettante nei servizi extramurari. Il resto svolge attività non qualificate all’interno degli istituti penitenziari.
salernotoday.it, 19 settembre 2025
L’uomo è morto per arresto cardiocircolatorio, vano ogni tentativo di rianimarlo. Un uomo di 58 anni è morto nella mattinata di venerdì all’interno del carcere di Fuorni. L’allarme è scattato poco dopo le 10 e sul posto sono intervenute due ambulanze del Vopi. I sanitari hanno tentato di rianimare il detenuto, ma nonostante i soccorsi l’uomo è deceduto per un arresto cardiocircolatorio.
- Santa Maria Capua Vetere (Ce). Decreto Caivano, contro un nuovo carcere minorile
- Foggia. “Situazione del carcere peggiorata e di molto rispetto allo scorso anno”
- Cuneo. Detenuto obeso senza cella adatta: “Il carcere non aiuta chi soffre di disturbi alimentari”
- Torino. La cultura che riapre il dialogo e crea ponti: arti e realtà carceraria al festival Liberazioni
- Taranto. Carceri, Unicredit investe sui giovani: aula immersiva contro la marginalità sociale











