di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 18 settembre 2025
L’allarme lanciato dal Garante campano delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello, sulla drammatica situazione della salute mentale nelle carceri trova conferma, in parte, nelle recenti ammissioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Due facce della stessa medaglia che raccontano un sistema al collasso, dove le persone fragili vengono troppo spesso abbandonate al loro destino.
di Katiuscia Guarino
Il Mattino, 18 settembre 2025
L’attivista ha presentato il libro “Pucundria” della scrittrice e sceneggiatrice Maria Rosaria Selo. L’attivista per i diritti Francesca Pascale fa tappa nel carcere di Avellino per lanciare il suo appello alla politica: “Bisogna trovare subito soluzioni concrete per rendere più dignitosa la vita dei detenuti e garantire misure che evitino l’isolamento dei reclusi dalle famiglie”. Ieri mattina la visita nella casa circondariale di Bellizzi Irpino in occasione della presentazione del libro “Pucundria”, della scrittrice e sceneggiatrice Maria Rosaria Selo.
rainews.it, 18 settembre 2025
Nel teatro del carcere va in scena la finale del primo talent penitenziario. In giuria Rossella Brescia e Luca Guadagnini. A Velletri i detenuti sono protagonisti di “Prison Got Talent”, il primo talent show mai organizzato all’interno di un penitenziario. La finale si terrà domani, 18 settembre, alle ore 15 nel teatro “Enzo Tortora” della casa circondariale. La manifestazione è stata ideata dalla direttrice del carcere, Anna Rita Gentile, con il supporto della Polizia penitenziaria e dell’area giuridico-pedagogica dell’istituto.
di Luciana Castellina
Il Manifesto, 18 settembre 2025
“Perché ero ragazzo”, il libro di Alaa Faraj per Sellerio. Oggi la presentazione a Roma. Palermo, Casa di reclusione Ucciardone, 9 marzo 2024. “Carissima amica mia Ale, ti mando l’inizio del nostro libro. Mi devi dire solo la verità se va bene o no, ti prego. Ti ricordi? L’altro giorno ti dicevo che faccio sempre la stessa domanda: ‘Perché a me?’ Posso dire dopo 8 anni e 7 mesi di carcere ingiustamente, ancora io cerco il senso di questa ingiustizia. Ma tu non devi sentire la responsabilità di questo mondo così brutto e ingiusto. Non puoi salvarlo. Alessandra, io spero un giorno fuori con te e tutti gli altri potremmo portare 1% di umanità e un poco di diritti umani in Libia”.
di Serena Sileoni
La Stampa, 18 settembre 2025
Anche se moralmente sbagliate non possono mettere in pericolo la pacifica convivenza. Pini Zorea, professore di una università israeliana ospite del Politecnico di Torino per un corso di dottorato, è stato sospeso dall’attività didattica per aver affermato in aula che l’esercito israeliano è il più corretto al mondo. Ognuno si farà da sé un’opinione su quanto possa essere sbagliata l’esternazione. È però certo che - in una Repubblica dove “l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento” - essa non può essere, come l’ha definita il rettore del Politecnico, “inaccettabile”.
di Maurizio Delli Santi
Avvenire, 18 settembre 2025
La Commissione Onu fissa un punto fermo: quanto sta accadendo a Gaza si avvicina drammaticamente alla definizione di genocidio sancita dalla Convenzione del 1948. Il rapporto della Commissione d’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite, guidata da Navi Pillay, non è solo un documento giuridico: è uno specchio nel quale la comunità internazionale è chiamata a riconoscere la propria immagine. Settantacinque pagine fitte di testimonianze, dati e analisi che, senza avere, al momento, forza giuridica vincolante, fissano però un punto fermo: quanto sta accadendo a Gaza non può più essere ridotto a “conseguenza inevitabile” della guerra, ma si avvicina drammaticamente alla definizione di genocidio sancita dalla Convenzione del 1948. La forza del dossier sta proprio nella sua essenzialità. Non proclami, ma un elenco puntuale di atti che corrispondono ai criteri della norma internazionale: i riscontri parlano di uccisioni diffuse, inflizione di sofferenze fisiche e psicologiche, distruzione deliberata di condizioni di vita essenziali, impedimento all’accesso ad acqua, cibo e cure, devastazione di ospedali e strutture sanitarie.
ilpost.it, 18 settembre 2025
In Colombia, per crimini commessi durante la guerriglia: non andranno in prigione ma dovranno impegnarsi in progetti a favore delle vittime. Martedì un importante tribunale colombiano, la Giurisdizione speciale per la pace (JEP), ha emesso la sua prima sentenza contro sette ex membri del segretariato militare delle FARC, una forza paramilitare che combatté contro il governo dalla metà degli anni Sessanta fino al 2016. La sentenza è relativa a crimini commessi tra il 1993 e il 2012, ed è un po’ particolare: si basa sulla giustizia riparativa, non prevede il carcere ma l’obbligo di partecipare a progetti a favore delle vittime.
a cura di Ornella Favero e Redazione di Ristretti Orizzonti
Il Riformista-PQM, 17 settembre 2025
Le storie di chi ha vissuto la custodia cautelare come punizione anticipata. Nel mirino finisce chi è già stigmatizzato, di Elton Kalica
Il termine malagiustizia è spesso evocato per denunciare casi eclatanti di condanne ingiuste. Tuttavia, parlando di questo argomento in carcere, è emersa una questione importante che merita riflessione. Molti detenuti hanno avuto esperienze personali di questo tipo di malagiustizia: sono stati raggiunti da provvedimenti di custodia cautelare mentre si trovavano già in carcere e, al termine del procedimento penale, sono stati prosciolti. Durante una discussione nella redazione di Ristretti Orizzonti, mi sono tornate in mente alcune scene vissute ormai trent’anni fa, quando ero detenuto in attesa di giudizio. Ogni mattina, all’arrivo dell’ufficiale giudiziario, nel reparto detentivo calava un silenzio gelido: si attendeva di scoprire chi sarebbe stato chiamato. Poi, quando le persone convocate tornavano con il foglio in mano, bastava osservare la loro espressione per capire se si trattava di una convocazione per una camera di consiglio o di un mandato di cattura.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 17 settembre 2025
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Dm Giustizia 24 luglio 2025, n. 128 che crea un elenco delle strutture disponibili ed i requisiti soggettivi che devono avere i detenuti per proporre istanza. Dal prossimo 30 settembre gli avvocati potranno avviare il procedimento per permettere ai propri assistiti, detenuti senza possibilità di godere di misure alternative per l’assenza di un domicilio, di fare domanda per l’accoglienza in una struttura residenziale volta al reinserimento sociale. È stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 214 del 15 settembre scorso, il D.M. Giustizia 24 luglio 2025, n. 128, che introduce per la prima volta una cornice organica per le case di accoglienza stabilendo criteri uniformi per iscrizione, vigilanza, accesso e sostenibilità.
di Gianni Alemanno e Fabio Falbo
Il Dubbio, 17 settembre 2025
Pacche sulle spalle, battute al vetriolo, litigi goliardici per una partita di calcio o di tennis, cazzeggio continuo: la vita delle persone detenute non è improntata alla tristezza, ma a una rozza e virile sfida alle avversità della vita e alle difficoltà carcerarie. Non tutti: ci sono anche i “morti viventi”, quelli che hanno gettato la spugna e vivono in uno stato quasi vegetativo, buttati sulle brande o seduti davanti alle loro celle. Parlano a stento, se non per qualche vago lamento, sono passivi e inespressivi. Ma la maggioranza ride e scherza, a volte fanno i duri e i menefreghisti, per dimostrare, innanzitutto a sé stessi, di essere più forti di ogni dolore.
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