di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 29 gennaio 2026
Non c’è altro modo per superare le gravi e costanti violazioni dei diritti, il degrado strutturale e la radicale inefficacia di questi centri. Sono istituzioni totali, come i manicomi, e la sola strada è chiuderli. Il rapporto “CPR d’Italia. Istituzioni totali” pubblicato il 28 gennaio 2026 a cura del Tavolo Asilo e Immigrazione (TAI) prosegue il lavoro iniziato con il rapporto redatto nel 2024 ponendosi in continuità con oltre vent’anni di inchieste sui luoghi della detenzione amministrativa. Non deve infatti sorprendere che tutti i rapporti, da quelli redatti in ambito accademico fino a quelli delle associazioni e dei movimenti sociali, presentano una larga convergenza di contenuti, anche al di là dei linguaggi utilizzati, riconoscendo sempre che i CPR non rappresentano una distorsione accidentale di un sistema di esecuzione coattiva delle espulsioni comunque necessario a tutelare primari interessi pubblici, né il frutto di singole cattive gestioni, bensì rappresentano un’aberrazione strutturale.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 29 gennaio 2026
Nonostante i centri non siano mai pieni, l’esecutivo vuole realizzarne di nuovi. Intanto i rimpatri dei reclusi diminuiscono. Oltre che ingiusti, crudeli e disfunzionali, i Centri di permanenza per rimpatri sono spesso vuoti. O meglio: non sono mai pieni. “La sottoutilizzazione dei Cpr è una tendenza strutturale che si consolida dal 2022, anno di insediamento dell’attuale governo”, si legge nel rapporto Cpr d’Italia: istituzioni totali che il Tavolo asilo e immigrazione ha presentato ieri al Senato. Nella nuova legislatura la capienza teorica complessiva delle strutture di detenzione amministrativa per migranti è rimasta costante, poco sopra i 1.350 posti, ma quella effettiva è scesa del 18,3% in tre anni: nel 2024, l’ultimo per cui i numeri sono completi, i posti effettivamente disponibili erano 655. A colpire ancor di più è la differenza con le presenze reali, del 20% più basse.
di Stefano Anastasia
Il Manifesto, 28 gennaio 2026
L’anno giubilare della speranza voluto da Papa Francesco si è chiuso nella serena indifferenza verso la tragedia che si sta consumando dentro le carceri italiane. Il 29 dicembre si è ucciso Christian nel carcere di Asti, il 6 gennaio Franco in quello di Cremona: finiranno in due distinte contabilità, l’una per il 2025, l’altra per il 2026, e magari anche l’anno prossimo, se per accidente il numero dei suicidi registrati sarà di qualche unità in meno che in questo, il ministro della giustizia potrà dirci che “tutto va bene, madama la marchesa”. Ma non è vero niente, madama la marchesa: il sistema dell’esecuzione penale è sull’orlo del collasso, anzi forse ci è già caduto, e il ministro non lo sa, o finge di non saperlo.
di Simona Musco
Il Dubbio, 28 gennaio 2026
Non bastava il decreto Caivano, che ha reso più semplice far finire i minori negli istituti di pena, né il futuro pacchetto sicurezza, che rischia di comprimere le garanzie dei più giovani e di stigmatizzarli. Ora c’è anche la proposta di abbassare da 14 a 13 l’età in cui i minori diventano penalmente imputabili. A presentarla alla Camera come prima firmataria è Marta Fascina, insieme ad altri 26 deputati di Forza Italia, tra i quali il capogruppo Paolo Barelli. Un intervento considerato “imprescindibile” per rispondere al “fenomeno radicato in modo trasversale in tutto il Paese”, dell’utilizzo di giovani sotto i 14 anni, anche da parte della criminalità organizzata, per commettere reati “spesso gravissimi contro la persona e il patrimonio”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 28 gennaio 2026
Ieri, davanti ai giudici amministrativi, la discussione sul ricorso con cui gli anti-Nordio puntano a far slittare il referendum. Guzzetta e Tedeschini: “Tentativo vano”. Stamattina “il glorioso comitato dei 15”, come lo ha definito il suo portavoce, l’avvocato Carlo Guglielmi, si recherà in Cassazione a depositare le 546.463 firme raccolte, per la maggior parte online, sul referendum cosiddetto ‘oppositivo’ alla separazione delle carriere. Piazza Cavour dovrà sicuramente accertare la loro validità. E poi? Dipenderà forse da quanto deciderà il Tar del Lazio in merito al ricorso con cui i 15 volenterosi hanno chiesto l’annullamento della deliberazione del Consiglio dei ministri del 12 gennaio e del successivo decreto del Presidente della Repubblica, con il quale è stata fissata per il 22-23 marzo la data di celebrazione del referendum.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 28 gennaio 2026
L’interrogatorio del poliziotto indagato per omicidio volontario: “Ho avuto paura”. In via Impastato c’era già un’altra volante. La famiglia della vittima, il 28enne marocchino Abderrahim Mansouri: “Chiediamo che sia accertata tutta la verità, perché la dinamica non convince affatto”. Si cercano testimoni e immagini delle telecamere. L’avvocato: “Legittima difesa”. Nessuna sospensione. Un colpo sparato da almeno venti metri mirando a una sagoma, una “reazione istantanea” alla vista di quella che sembrava un’arma e che poi si è rivelata essere una pistola a salve. Questa la versione data al sostituto procuratore Giovanni Tarzia dall’agente di polizia che nel pomeriggio di lunedì, in via Impastato a Milano, ha ucciso Abderrahim Mansouri, nato nel 1997, passaporto marocchino, permesso di soggiorno valido rilasciato in Spagna e precedenti per spaccio, resistenza e rapina.
di Luca Preziusi
Il Gazzettino, 28 gennaio 2026
L’ennesima tragedia al Due Palazzi è avvenuta la notte tra 27 e 28 gennaio. Oggi il sit-in di protesta. Ristretti Orizzonti: “Con questa chiusura si interrompe il percorso di rieducazione”. Non avrebbe retto all’ipotesi del trasferimento dal carcere di Padova dov’era detenuto e si è tolto la vita. È successo nella notte tra il 27 e il 28 gennaio, proprio alla vigilia della manifestazione di protesta prevista oggi (28 gennaio) alle 11 davanti al Due Palazzi in vista dell’improvvisa scelta di chiudere il settore dell’Alta sicurezza e soprattutto del trasferimento di tutti i detenuti. L’uomo è stato trovato morto nella sua cella in mattinata.
padovaoggi.it, 28 gennaio 2026
Ristretti Orizzonti: “Tragedia annunciata”. In carcere da quasi quarant’anni, frequentava il laboratorio artigianale di cucito dei volontari e viene descritto come un uomo molto riservato. Avrebbe dovuto essere trasferito in un’altra struttura penitenziaria proprio questa mattina. Avrebbe dovuto essere trasferito in un’altra struttura penitenziaria proprio questa mattina, mercoledì 28 gennaio. Classe 1952, aveva 74 anni. In carcere da quasi quarant’anni, frequentava il laboratorio artigianale di cucito dei volontari e viene descritto come un uomo molto riservato. Si è tolto la vita la scorsa notte. Per quelli di Ristretti Orizzonti si tratta di un “una tragedia annunciata”.
agenparl.eu, 28 gennaio 2026
“La scorsa notte un uomo detenuto nel carcere di alta sicurezza di Padova si è tolto la vita e questa è una tragedia frutto di un atto di violenza istituzionale: il governo ha delle gravissime responsabilità” Lo dichiarano Debora Serracchiani, responsabile Giustizia, e Alessandro Zan, responsabile Diritti nella segreteria nazionale Pd. “Nei giorni scorsi, infatti, a 25 detenuti nel carcere di Padova da almeno dieci anni, è stato annunciato all’improvviso, senza trasparenza né spiegazioni, che sarebbero stati trasferiti non si sa dove né quando. Parliamo di persone non più considerate pericolose e tutte inserite da tempo in percorsi di lavoro, formazione e reinserimento. Questa non è una misura di sicurezza: è la cancellazione deliberata della funzione rieducativa della pena. Così lo Stato distrugge in poche ore progetti costruiti in decenni, interrompe attività lavorative, spezza relazioni umane e percorsi riconosciuti e virtuosi.
di Stefano Brogioni
La Nazione, 28 gennaio 2026
Ha “fatto la corda” come aveva annunciato in un momento di alterazione e come si dice nel gergo delle celle: un detenuto marocchino di 29 anni, A.E., si è tolto la vita domenica scorsa nel carcere fiorentino di Sollicciano, impiccandosi. È il primo suicidio del 2026 dietro le sbarre del penitenziario fiorentino. Il detenuto era stato arrestato dalla polizia per una rapina al negozio Footlocker, nel centro di Firenze, lo scorso 2 gennaio. All’esito della direttissima, gli era stato applicato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Ma nei giorni successi, fermato per un nuovo controllo della polizia, aveva dato in escandescenze.
- Napoli. In cella senza cure né pietà, agonia e morte di Giosuè
- Roma. Giorgio, anziano e invalido, in cella a Rebibbia per poche monete
- Cagliari. La denuncia di Sdr: “Con 41bis a Uta impossibile garantire cure a detenuti”
- Monza. Nel carcere la stanza dell’affettività: uno spazio “libero” per i legami affettivi e intimi
- Brescia. A Verziano si prendono le misure per l’ampliamento del carcere, i tempi si allungano al 2030









