di Sergio D’Elia
L’Unità, 28 gennaio 2026
Aveva 64 anni, quasi una vita passata in prigione, alle spalle un tumore al colon e altre malattie serie. Da tempo, il suo corpo stava lanciando nuovi segnali di allarme, ma sono rimasti senza risposta. Quello di cui aveva urgente bisogno non era più un beneficio penitenziario, ma un atto di umana pietà. Invece è morto solo come un cane. Giosuè veniva sempre ai laboratori di Nessuno tocchi Caino nella cappella del carcere di Secondigliano. Si sedeva sulla panca di legno davanti all’altare: ascoltava, raramente parlava, a volte leggeva una poesia, a suo modo pregava. Pregava il Signore in cui aveva fede. E pregava anche noi in cui credeva, perché ci vedeva, come i Blues Brothers, “in missione per conto del Signore”, sempre in prima linea nell’opera di misericordia corporale del “visitare i carcerati”, l’incarnazione della speranza al di là di ogni speranza.
di Gianni Alemanno e Fabio Falbo
Il Dubbio, 28 gennaio 2026
Oggi vi vogliamo raccontare la storia di Giorgio P., compagno di cella di Gianni, perché è veramente emblematica di come funziona non solo il sistema penale ma anche l’assistenza sociale in Italia. Giorgio ha 62 anni, arrestato il 23 dicembre scorso, è stato scaricato nello “stanzone della vergogna” del G8, cioè la saletta per la socialità trasformata (per il sovraffollamento) in cella comune, dove vivono una decina di persone detenute, con un solo bagno e senza armadietti e mobilio. Michele, l’irrequieto “fanciullo” liberato la settimana scorsa, l’aveva individuato e segnalato a Gianni che cercava una persona per riempire un posto rimasto libero nella sua cella (mai lasciare posti vuoti: non si sa mai chi può arrivare…).
ansa.it, 28 gennaio 2026
“La grave carenza di personale sanitario nella Casa Circondariale di Cagliari-Uta rischia di non poter garantire i livelli essenziali di assistenza ai detenuti, già messi a dura prova. La situazione sembra destinata a precipitare con l’ormai imminente arrivo dei detenuti al 41bis”. Lo sostiene Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” facendosi carico delle “preoccupazioni, per l’eccessiva presenza di detenuti, rappresentate da diversi familiari delle persone ristrette nell’Istituto cagliaritano e sottolineando la scelleratezza del progetto”.
di Alessandro Salemi
Il Giorno, 28 gennaio 2026
Un sanitario mancante ha ritardato di qualche giorno l’avvio del servizio, ma ora il traguardo è vicino. Alla Casa circondariale di Monza sta per diventare operativa la “stanza dell’affettività”, uno spazio dedicato agli incontri tra i detenuti e i loro partner o familiari, pensato per tutelare la dimensione affettiva e relazionale anche all’interno della detenzione. Un segnale concreto di cambiamento che incontra la soddisfazione di Paolo Piffer, professionista impegnato da anni nei percorsi di rieducazione in carcere e consigliere comunale di Civicamente. “Con la stanza dell’affettività il carcere di Monza compie un passo ulteriore verso l’umanizzazione della pena, nel solco della Costituzione e dei diritti umani”, spiega Piffer.
di Manuel Colosio, 28 gennaio 2026
Corriere della Sera
Martedì i tecnici hanno effettuato alcuni rilievi per le volumetrie, passaggio indispensabile per stendere il progetto preliminare. A Verziano si iniziano a prendere le misure in vista del carcere che verrà. Letteralmente. Nella giornata di martedì, infatti, i tecnici si sono presentati alla casa di reclusione per avviare le rilevazioni volumetriche propedeutiche alla redazione del progetto preliminare, che successivamente dovrà essere messo a gara. La conferma arriva dalla parlamentare di Fratelli d’Italia Cristina Almici. Si tratta però di un passo piccolo, piccolissimo, che offre una sola certezza: vedere l’opera conclusa nel 2029, come annunciato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio nell’aprile 2025 rispondendo a un’interpellanza della senatrice bresciana Mariastella Gelmini, appare ormai quasi impossibile.
di Walter Medolla
Il Manifesto, 28 gennaio 2026
Nel quartiere di Napoli e nel carcere di Santa Maria Capua Vetere a Caserta il progetto formativo IeFP della Fondazione Isaia ed Eitd. Dallo studio dei tessuti alla rifinitura a mano. C’è un momento esatto in cui un percorso formativo smette di essere un insieme di ore d’aula e diventa una reale possibilità di riscatto e di futuro. A Napoli, nel popoloso quartiere di Scampia, questo momento ha un nome e si chiama IeFP (acronimo di Istruzione e Formazione Professionale), progetto nato dalla visione della Fondazione Isaia ed Eitd, e sostenuto dalla Regione Campania, e si muove tra le strade del quartiere a nord di Napoli e le mura del carcere di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta.
notiziediprato.it, 28 gennaio 2026
Appuntamento venerdì prossimo a palazzo Banci Buonamici per affrontare un tema di stretta attualità come quello degli spazi detentivi spesso ristretti e insufficienti che producono il riconoscimento del danno al recluso. Alternative e soluzioni al centro del dibattito. Riduzioni di pena, risarcimenti e trasferimenti per detenuti costretti a vivere in celle che non rispettano i parametri minimi di legge. È questa una delle conseguenze concrete del sovraffollamento carcerario, tema al centro dell’incontro in programma venerdì 30 gennaio, a partire dalle 15.30, nella sala del Gonfalone di palazzo Banci Buonamici, a Prato (ingresso libero e gratuito).
Corriere del Mezzogiorno, 28 gennaio 2026
Nuove repliche in programma a fine gennaio per “Traggiche criature o della sostanza dei sogni”, dopo il grande riscontro di pubblico al debutto di novembre. La Compagnia della Sala Prove, composta da giovani detenuti attori dell’Istituto Penale per i Minorenni “Fornelli” di Bari, sarà nuovamente in scena da questa sera fino a venerdì (ore 20.30) con lo spettacolo scritto e diretto da Lello Tedeschi, curatore da oltre 25 anni di Sala Prove, centro stabile di formazione, produzione e ricerca teatrale per e con i giovani detenuti dell’Ipm, e promosso dal 1998 da Teatri di Bari/Teatro Kismet con il Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia. L’evento rientra nel progetto nazionale “Per Aspera ad Astra riconfigurare il carcere attraverso la bellezza”, promosso da Acri, che prevede oltre al percorso formativo alla pratica di scena, anche corsi di illuminotecnica, scenotecnica, audiovisivo.
di Valerio Callieri
illibraio.it, 28 gennaio 2026
Sta per uscire il romanzo, AS3, ma è anche e, soprattutto, il trentennale di Infinite Jest di David Foster Wallace. La prima casa editrice al mondo a pubblicarlo, al di fuori degli Stati Uniti, è stata Fandango. AS3 è un romanzo edito da Fandango. È con questo sillogismo sdrucciolevole che voglio accompagnarvi dentro la sezione di Alta Sicurezza 3 di Rebibbia da cui nasce il mio romanzo. È qui che ho condotto un lungo laboratorio di scrittura per conto della Fondazione Severino. Prendendo l’abbrivio dall’incipit di un brano di Infinite Jest, voglio suggerirvi quello che ho sentito e che troverete nella storia. Se in virtù di carità o disperazione doveste mai trovarvi rinchiuse nella sezione femminile AS3 del carcere di Rebibbia verrete a sapere molte cose nuove e curiose. Scoprirete che non importa quante volte metterete una crocetta accanto a “Yogurt alla fragola” sul vostro modulo spesa, arriverà sempre quello ai mirtilli.
di Paolo M. Alfieri
Avvenire, 28 gennaio 2026
Nel 2024 sono state censite 167 azioni legali temerarie in Europa. Ventuno arrivano dall’Italia, che per il secondo anno consecutivo è il Paese più colpito. Un segnale allarmante sulla contrazione dello spazio civico e sui limiti della nuova normativa europea anti-SLAPP. Non servono censure esplicite, né redazioni chiuse con la forza: oggi il silenzio si può ottenere per via giudiziaria, a colpi di querele milionarie e minacce legali capaci di fiaccare anche le voci più solide. È quanto emerge dal nuovo rapporto della Coalition Against SLAPPs in Europe e della Fondazione Daphne Caruana Galizia. Un’Europa dove chi indaga, denuncia o critica il potere viene sempre più spesso trascinato in tribunale non per cercare giustizia, ma per essere intimidito. Nel 2024 le azioni legali temerarie censite sono state 167, una in più rispetto all’anno precedente. Un numero che, isolato, può sembrare marginale. Ma il dato diventa allarmante se letto in prospettiva. Dal 2010 a oggi le SLAPP (Strategic Lawsuit Against Public Participation) documentate salgono a 1.303, in netto aumento rispetto alle 1.049 rilevate fino al 2023. Non episodi sporadici, ma una dinamica strutturale che accompagna la progressiva contrazione dello spazio civico europeo.
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