La Nuova Sardegna, 17 settembre 2025
Il ministro: “Nessuna decisione definitiva”. La presidente: “Avviato un dialogo costruttivo”. Nessuna decisione definitiva sul trasferimento di detenuti ristretti al 41-bis nelle carceri sarde. Lo ha dichiarato il ministro di Giustizia Carlo Nordio nell’incontro avuto questa mattina 16 settembre con la presidente della Regione Alessandra Todde. “La riunione con il Ministro Nordio - ha dichiarato la Presidente Todde - è stata utile e costruttiva e ha consentito di gettare le basi per un dialogo continuativo tra Regione e Ministero, nel pieno rispetto delle posizioni e dei ruoli istituzionali.
di Gianluca Ottavio
giornalelavoce.it, 17 settembre 2025
Dopo l’arresto di un presunto jihadista, il sindacato penitenziario denuncia strutture fragili e personale impreparato, chiedendo programmi mirati e rinforzi. L’arresto a Torino di un cittadino tunisino, accusato di partecipazione a un’organizzazione terroristica jihadista, riaccende i riflettori su un tema che da tempo preoccupa sindacati e osservatori della sicurezza: il rischio di radicalizzazione islamica nelle carceri italiane. A dirlo è Aldo Di Giacomo, segretario del sindacato F.S.A.-C.N.P.P.-S.PP., che parla di “un nuovo campanello d’allarme da non sottovalutare”.
di Vera Mantengoli
Corriere del Veneto, 17 settembre 2025
Stop dallo scorso 28 agosto, gli arrestati “dirottati” a Padova. Il direttore: disinfestazione in corso. Non si è ancora risolta l’emergenza sanitaria in diverse sezioni del carcere maschile di Venezia, tanto che dallo scorso 28 agosto non si accolgono più nuovi detenuti, che vengono “dirottati” a Padova. Il problema riguarda l’invasione di cimici da letto e va avanti da due mesi. Già lo scorso luglio molti detenuti avevano riportato i morsi dell’insetto, difficile da debellare perché si riproduce velocemente. La direzione aveva avviato specifici interventi che però non hanno portato i risultati sperati, come conferma il recente divieto di portare nuove persone a Santa Maria Maggiore, scritto in una circolare inviata dal Provveditorato regionale del Veneto che avvisa della momentanea sospensione della ricezione di nuovi arrestati al maschile “per emergenza sanitaria”.
di Luigi Ferrajoli
Il Manifesto, 17 settembre 2025
Un contributo del giurista e filosofo del diritto che sarà domani protagonista delle Salvatore Veca Lectures organizzate dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli con un intervento dal titolo “Dalla crisi alla cura. Una democrazia planetaria per il nostro mondo comune”.
di Sergio Segio
Il Manifesto, 17 settembre 2025
Si è tenuto dal 12 al 14 settembre il seminario nazionale "Gli spazi del dissenso. Leggi criminogene e restringimento della dialettica democratica". Organizzato dalla Società della Ragione presso la Sala del Consiglio comunale di Paluzza (Ud), è il primo che si è svolto in assenza di Grazia Zuffa, scomparsa il 9 febbraio scorso, che dell’associazione impegnata per la difesa delle libertà e dei diritti dei cittadini e delle cittadine era stata, con Franco Corleone, anima e fondatrice. Il suo ricordo e il suo pensiero critico hanno però traversato gli interi lavori e sono stati richiamati in diversi dei tanti interventi, di cui è qui impossibile dare conto rimandando all’ascolto sul sito della SdR.
di Mons. Matteo Zuppi*
L’Unità, 17 settembre 2025
Non è facile vivere questo tempo contrassegnato da fragilità, individualismo, paure e indifferenza. Ciascuno si affanna per salvarsi da solo, credendo - e dimenticando - le dolorose lezioni contrarie a perché questo sia possibile. Non ci si salva da soli e, anche, non c’è futuro senza accoglienza. Nella polarizzazione colpevole e ignorante, alimentata nei dibattiti pubblici e in particolare sul tema dell’emigrazione, si creano luoghi comuni distorcenti, pericolosi perché non permettono di comprendere i veri rischi, fanno perdere l’umanità e il rispetto per qualsiasi vita, fondamento del cristianesimo, ma anche dell’umanesimo che da questo è scaturito.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 17 settembre 2025
Vogliamo scrivere la storia del Mediterraneo. Quella di vittime e testimoni. A Gaza si uccidono i giornalisti, in mare si mandano via soccorritori che mostrano cosa accade. Luca Casarini, capomissione di Mediterranea: come parteciperete all’incontro dei movimenti popolari interno al Giubileo? Già dai tempi di Papa Francesco Mediterranea ha sostenuto questa Assemblea permanente dei movimenti popolari delle tre T: terra, tetto e trabajo (lavoro, ndr). Nella prima fase di criminalizzazione di Mediterranea Bergoglio ha voluto che la nostra organizzazione entrasse nel coordinamento di questa rete. Dentro ho ritrovato tanti, come i Sem terra brasiliani, che avevo conosciuto ai tempi del Forum di Porto Alegre. Così, soprattutto insieme a Don Mattia, abbiamo lavorato su questo percorso.
di Claudio Dionesalvi
Il Manifesto, 17 settembre 2025
L’odissea di un giovane camerunense accolto nella comunità arbëreshë di Acquaformosa, scampato a tutto tranne che alle difficoltà per ottenere la protezione internazionale. È una drammatica simulazione d’esame quella che si svolge in una stanzetta dell’associazione “Don Vincenzo Matrangolo” a Acquaformosa, in provincia di Cosenza. Due giovani donne di origini arbëreshë preparano un ragazzone camerunense che tra pochi giorni sarà chiamato a ricostruire la propria esistenza davanti alla Commissione territoriale per il riconoscimento della Protezione internazionale. Di prassi il colloquio propedeutico tra l’operatrice e interprete Lucia Anna Grillo, l’avvocata Lidia Vicchio e il 28enne Justin dovrebbe durare al massimo un’oretta. Invece il tempo si ferma e per un’abbondante mezza giornata gli sguardi a volte cercano riparo verso il soffitto; lacrime sgorgano, labbra si contraggono in espressioni di sconforto.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 17 settembre 2025
Da almeno una quindicina d’anni, ma con accelerazione estrema a partire dal Covid, si è sempre più diffusa una modalità di confronto, anzi in realtà di conflitto sempre meno latente, che non ammette il riconoscimento reciproco delle parti in causa. Forse, più che di esagerazione calcolata a freddo, si tratta di riflesso condizionato: quando si parla di violenza politica, in Italia, è obbligatorio evocare gli anni 70. Così il ministro Ciriani se ne esce come se nulla fosse con le Brigate rosse, riferendosi peraltro alle parole di un parlamentare neppure di sinistra ma di Italia Viva, moderato e centrista. Così il collega Tajani chiama in causa la campagna martellante contro il commissario Calabresi, poi ucciso in uno dei primi attentati non indiscriminati degli anni di piombo.
di Domenico Quirico
La Stampa, 17 settembre 2025
La non belligeranza italiana e le bugie che portano al fronte. Quelle similitudini con il 1939. Siamo diventati da poco orfani di una bugia. Purtroppo. Perché era una bugia utile, che ci ha miracolato da un abisso, bugia condivisa tra nemici e quando le bugie sono così diventano quasi pseudoverità che si possono far bere ai sudditi facendole gestire da manichini parlanti sugli schermi. Se l’interesse reciproco lo richiede il bianco può persino diventare nero. Lo rimpiangeremo questo “adminiculum” un po’ losco che permetteva di socchiudere gli occhi sulle cose sconvenienti. Hanno strappato il velo alla guerra europea: è ufficiale, dichiarato, garantito: siamo, noi, in guerra con la Russia.











