di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 22 settembre 2025
Marco Malvaldi si chiede: possono giudici e magistrati permettersi di ignorare la statistica nel decidere per una condanna o un’assoluzione? “Una condanna viene disposta quando la colpevolezza dell’imputato è dimostrata “al di là di ogni ragionevole dubbio”; ma il significato della parola “ragionevole” non è univoco”. Ecco. Comincia da qui il viaggio di Marco Malvaldi nella costruzione, chiamiamola così, della colpevolezza e dell’innocenza. Proprio lui, il chimico scrittore che ha firmato i fortunati Romanzi del BarLume, si prende la briga di entrare nel territorio della Giustizia e inoltrarsi, armato di calcolo probabilistico, lungo i percorsi accidentati delle prove, degli indizi, delle testimonianze, della credibilità.
di Angelo Panebianco
Corriere della Sera, 22 settembre 2025
La polarizzazione della politica rischia di esasperare le posizioni fino all’odio mettendo a rischio la democrazia. L’assassinio di Charlie Kirk ha scatenato sia in America sia in Italia scontri verbali feroci. Il fanatismo che conduce alla violenza fisica è responsabilità soprattutto della destra o della sinistra? Che rapporto c’è fra la violenza verbale e la violenza fisica? O fra il fanatismo che si manifesta attraverso messaggi di odio e quello che passa all’azione picchiando colui che si considera il “nemico” oppure uccidendolo?
di Raffaella Romagnolo
La Stampa, 22 settembre 2025
Nell’era dell’odio essere onesti non basta. Cosa succederebbe se ogni persona ne portasse in piazza un’altra e poi un’altra? Il popolo dei disarmati deve farsi sentire. Gaza (ma anche Ucraina): come reagire a quello che sta accadendo? Non intendo come dovrebbero reagire i politici o gli alti funzionari con responsabilità decisionali, dico la gente comune, quella che studia, lavora o magari è in pensione. Come dovrebbe reagire la gente comune allo scandalo di altra gente comune affamata e scacciata di casa? Ai bambini ammazzati? Alla distruzione di abitazioni per farne resort? A leader che praticano la violenza e la chiamano diplomazia? Come dovrebbe reagire la gente comune allo scandalo indicibile di leader che si candidano a boia? È una parola di origine greca, scandalo, e vuol dire inciampo, ostacolo. Di qui il significato morale: scandalo è ciò che ti obbliga a fermarti, alzare le mani e dire: “no, questo no”. E se lo scandalo è quotidiano, l’inciampo è continuo. E infatti io, che non sono un politico né ho responsabilità decisionali, continuamente mi sento così: immobile, impotente e con un unico pensiero in testa: “no, questo no, questo è troppo”.
La Stampa, 22 settembre 2025
I sindacati di base protestano per l’intera giornata. Escluso il trasporto aereo. Oltre 70 cortei nelle città. Dai treni alle scuole, dai porti al trasporto locale alla sanità. Lo sciopero generale indetto per oggi lunedì 22 settembre dalle sigle sindacali di base, in segno di solidarietà con la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza e a sostegno della Global Sumud Flotilla, sta fermando varie piazze italiane. Tutti i comparti aderiscono alla mobilitazione e le manifestazioni si svolgono in almeno 75 città, a cominciare da Roma, Milano e Napoli.
di Ileana Sciarra
Il Messaggero, 22 settembre 2025
Dopo l’assassinio di Kirk, i toni si sono accesi tra maggioranza e opposizione. C’è chi ricorda gli anni di piombo e rievoca le Brigate rosse, chi ha citato la morte del commissario Calabresi. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi invita alla calma, perché il pericolo di un “salto di qualità” dalla protesta all’azione violenta esiste.
di Elena Molinari
Avvenire, 22 settembre 2025
Dopo il “sì” di Gran Bretagna, Australia, Canada e Portogallo, sono quasi 150 i Paesi che riconoscono la Palestina. Il “no” degli Usa, l’ira di Israele. Una cerimonia dedicata all’80° anniversario delle Nazioni Unite oggi a New York apre la nuova sessione dell’Assemblea Generale dell’Onu, ed al centro della riunione si troveranno subito le tensioni che circondano la questione palestinese e la guerra a Gaza.
di Davide Mattiello*
Il Fatto Quotidiano, 22 settembre 2025
Due morti sotto bandiera Onu, nessuna verità. La credibilità delle Nazioni Unite passa dalla giustizia per Paciolla e Attanasio. Oggi entra nel vivo l’ottantesima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ed è bene sottolineare che il futuro dell’Onu passa necessariamente dalla ricerca della verità per la morte di Mario Paciolla e di Luca Attanasio, quest’ultimo assassinato insieme al carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci e all’autista Mustapha Milambo.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 21 settembre 2025
La riforma della giustizia. Parla il ministro Nordio: “Non è affatto punitiva per i magistrati. Anzi li libera dai vincoli delle correnti”. E garantisce: “Non mette a rischio l’equilibrio dei poteri”. Ministro Carlo Nordio, un ultimo sì e la sua riforma sarà legge. Per l’Anm però mette a rischio l’equilibrio dei poteri. È così? “Per nulla. L’equilibrio dei poteri costituzionali, tra legislativo e giudiziario, rimane inalterato e la magistratura requirente e giudicante mantiene intatta la sua autonomia e indipendenza”.
di Edoardo Sirignano
Il Tempo, 21 settembre 2025
“Dico a tutti: occorre maggior senso di responsabilità e consapevolezza della necessità di confrontarsi. C’è bisogno di rispetto. Non ho condiviso, ad esempio, alcuni commenti su Kirk. Quando si ammazza un uomo per le sue idee, è sempre un lutto per la democrazia. Per quanto riguarda la riforma della giustizia e in modo particolare la separazione delle carriere, capisco l’intenzione ma alla fine il risultato è dannoso per la stessa politica oltre che per i cittadini. Tutto dipenderà dalle norme attuate successivamente”. A dirlo Luciano Violante, ex magistrato ed ex presidente della Camera.
di Annachiara Valle
Famiglia Cristiana, 21 settembre 2025
Il Pontefice, nel discorso per il Giubileo per gli operatori di Giustizia ricorda la realtà dei tanti Paesi e popoli le cui “condizioni di vita sono talmente inique e disumane da risultare inaccettabili”. E spinge ad applicare le parole di Sant’Agostino: “Senza la giustizia non si può amministrare lo Stato” per esercitare “la giustizia a servizio del popolo, con lo sguardo rivolto a Dio, così da rispettare pienamente la giustizia, il diritto e la dignità delle persone”.
- Cantone: “La fede spinge a vedere l’uomo anche nei fatti più efferati”
- “Federico Aldrovandi, vent’anni dopo”. Giustizia, verità, famiglia
- Chico Forti, ore decisive per la liberazione: perché potrebbe uscire dal carcere
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