di Francesco Bechis
Il Messaggero, 24 luglio 2025
Atto primo: il piano carceri. Atto secondo: la riforma delle impugnazioni delle sentenze di assoluzione, poi la revisione della custodia cautelare. La giustizia torna ad essere un fronte politicamente caldissimo del del governo. Insieme alle tensioni fra governo e toghe che montano sullo sfondo. È il giorno della grande festa del centrodestra per il via libera al Senato della separazione delle carriere di giudici e pm. In una conferenza stampa fiume a margine del Consiglio dei ministri Carlo Nordio lancia il piano contro il sovraffollamento carcerario. Fino a quindicimila posti in più da qui al 2027 grazie alla costruzione di nuovi penitenziari da Roma a Milano e alla riqualificazione degli spazi all’interno degli istituti. E poi un disegno di legge, cesellato dal sottosegretario Alfredo Mantovano, per permettere ai tossicodipendenti in carcere di scontare la pena all’interno di comunità.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 24 luglio 2025
Scardinare gli ingranaggi che intossicano la giustizia provando a riportare il processo più vicino alle aule di un tribunale che ai talk-show. Conta la luna, non il dito. Perché la riforma Nordio è meglio dello status quo. O di qua o di là. La riforma della giustizia approvata martedì in prima lettura al Senato ha generato una moltitudine di commenti di segno uguale e contrario.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 24 luglio 2025
Via libera al Senato al testo che introduce l’ergastolo per chi uccide una donna. L’opposizione vota sì ma critica: “Cultura da cambiare”. Un altro decreto spot approvato con il giubilo della destra e, per una volta, anche dal centrosinistra, seppure con toni diversi. Il Senato ieri ha votato all’unanimità il dl Femminicidio (che prevede l’ergastolo per chi uccide una donna), adesso il testo dovrà passare all’altro ramo del parlamento per l’approvazione definitiva.
di Davide Vari
Il Dubbio, 24 luglio 2025
Una via libera diverso dagli altri, accolto con l’applauso bipartisan di tutta l’Aula del Senato. Che con 161 voti favorevoli ha approvato all’unanimità il dl sul femminicidio. Il testo passa ora alla Camera per l’approvazione definitiva. “Sono estremamente lieto di questo risultato che testimonia come sui temi importanti il Senato sappia esprimersi senza distinzioni di appartenenza. Grazie a tutti i senatori e le senatrici”, ha commentato il presidente del Senato, Ignazio La Russa. “Accolgo con particolare soddisfazione l’approvazione all’unanimità, in Senato, del disegno di legge di iniziativa governativa che punta ad introdurre il delitto di femminicidio come reato autonomo nel nostro ordinamento.
di Giulia Merlo
Il Domani, 24 luglio 2025
Nell’inchiesta milanese e in quella su Ricci i giudici ipotizzano la corruzione. Serve una legge sul conflitto d’interessi che indirizzi sia i politici sia le procure. Leggendo gli atti, ormai pubblici, dell’inchiesta di Milano, una parola viene ripetuta e grassettata dalla procura: conflitto di interessi. Il concetto è sia giuridico sia politico, anche se non è di moda né in un settore né nell’altro. Nel primo caso perché una norma che ne definisca i contorni criminosi non c’è, nel secondo perché l’interprete che lo ha incarnato in modo più appariscente è uscito di scena. Secondo i pm è in conflitto di interessi l’ex presidente della commissione per il Paesaggio, Giuseppe Marinoni, che avrebbe agito come “procacciatore di affari” coinvolgendo grandi imprese nei progetti di rigenerazione urbana. Lo è anche l’ex componente della commissione e architetto, Alessandro Scandurra, che insieme ad altri avrebbero ricevuto incarichi di progettazione o consulenze da parte degli stessi costruttori i cui progetti poi passavano al vaglio della commissione.
di Simona Musco
Il Dubbio, 24 luglio 2025
La pratica a tutela del magistrato Raffaele Piccirillo sarebbe un tentativo di polemizzare con il governo proprio dopo il voto in Senato sulla separazione delle carriere. Ed è per questo che i consiglieri di centrodestra hanno bloccato i lavori del Csm, col rischio di costringere il vicepresidente Fabio Pinelli a sciogliere il Consiglio. Il muro contro muro è andato in scena dopo la pausa pranzo, quando il plenum si è trovato davanti la pratica sul sostituto procuratore generale in Cassazione, per il quale il ministro Carlo Nordio aveva evocato un possibile procedimento disciplinare dopo le critiche espresse dalla toga sulla gestione del caso Almasri da parte del ministero. La pratica era stata richiesta da tutti i togati - tranne Maria Luisa Mazzola, Bernadette Nicotra e Maria Vittoria Marchianò, tutte di Magistratura indipendente - e dai laici Roberto Romboli, Michele Papa e Ernesto Carbone. Al rientro in aula, i laici Enrico Aimi, Isabella Bertolini, Daniela Bianchini, Claudia Eccher e Felice Giuffrè hanno letto un documento, per poi abbandonare la seduta, “prerogativa democratica di dialettica assembleare”.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 24 luglio 2025
La mediazione del vicepresidente Pinelli per evitare la paralisi innescata dalle mosse dei membri laici di centrodestra del Csm. Forse si sono mossi consapevoli della potenziale “bomba” che stavano innescando, o forse no. In ogni caso, anche se qualcuno gliel’ha spiegato dopo, lo scontro avviato al Consiglio superiore della magistratura dai laici di centrodestra rischia di avere conseguenze molto più gravi delle abituali scaramucce tra la pattuglia filogovernativa nel Csm e le toghe. Che in maniera indiretta (ma non troppo) coinvolge anche il Quirinale, giacché il capo dello Stato è anche presidente dell’organo di autogoverno e in quella veste approva gli ordini del giorno del plenum. Compreso quello contestato e boicottato dai consiglieri scelti da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, per via di una pratica a tutela approdata al voto “con un iter incredibilmente rapido di cui non si ricordano precedenti”, dal contenuto “esclusivamente politico che non giova al prestigio e alla credibilità del Consiglio”, e contestata perché “è difficile non pensare” che sia la reazione scomposta all’approvazione della riforma della magistratura appena approvata dal Senato.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 24 luglio 2025
Carriere separate, parla il professore Giorgio Spangher: “Con la riforma avremo un giudice più forte e in una posizione di terzietà e imparzialità rispetto al pm e anche all’avvocato”. Approvata due giorni fa in Senato la riforma costituzionale della separazione delle carriere. Ne parliamo con il professore Giorgio Spangher, emerito di procedura penale alla Sapienza di Roma e già membro laico del Csm
di Piero Bottino
La Stampa, 24 luglio 2025
“Per ora posso soltanto garantire tutto il mio impegno” dice Monica Formaiano che ha ottenuto l’incarico in Piemonte. Alla fine la scelta sembra aver premiato l’appartenenza a una filiera politica più che l’esperienza sul campo. Lo conferma, suo malgrado, la diretta interessata: “Per ora posso soltanto garantire tutto il mio impegno in un mondo che conosco parzialmente e che quindi devo approfondire, poiché ovviamente non ho dimestichezza con le realtà carcerarie piemontesi. Ma sono abituata ad affrontare le situazioni di petto, cercando di dare il meglio”. Così parlò, ieri, l’avvocato Monica Formaiano, fresca di nomina a garante regionale dei detenuti del Piemonte.
bolognatoday.it, 24 luglio 2025
Realizzato dall’agenzia creativa Ad Store e dal Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria dell’Emilia-Romagna e Marche in collaborazione con il Garante regionale dei detenuti dell’Emilia-Romagna, ha avviato la distribuzione di 1800 locandine nei dieci istituti penitenziari della regione. Favorire la riabilitazione dei detenuti e promuovere una cultura dell’integrazione: è questo l’obiettivo di “Lascia un segno”, il progetto di comunicazione sociale ideato dall’agenzia creativa Ad Store e rivolto alla comunità penitenziaria dell’Emilia-Romagna, presentato lo scorso 2 luglio presso la sede di Parma di Ad Store.
- Prato. Detenuto trovato morto mentre era in isolamento, “buchi” nelle riprese video
- Prato. L’ultima grana del carcere della Dogaia: le celle sono troppo piccole
- Bergamo. “Il Governo ha varato il piano carceri, ma per via Gleno non cambierà molto”
- Cagliari. Il Ministero: “Nel carcere di Uta arrivano 92 detenuti al 41 bis, preparatevi”
- Taranto. Detenuti, avvocati e magistrati in digiuno: “Il carcere non sia condanna alla sofferenza”











