di Michele Carniani
Il Riformista, 25 luglio 2025
Esecutivo e magistratura. Un rapporto già incrinato, trasformatosi in uno scontro senza esclusione di colpi, in cui dalle parole si è passati ai fatti. Da una parte le indagini, avviate quasi consecutivamente, sul sindaco di Milano, Beppe Sala, per il complesso caso urbanistica e sul candidato del Pd per le regionali nelle Marche, Matteo Ricci, chiamato in causa per l’inchiesta “Affidopoli”. Dall’altra, la vittoria riportata dal governo in Senato sull’approvazione del testo in merito alla riforma della separazione delle carriere. Un grande passo in avanti per l’esecutivo e uno smacco alla magistratura che, però, promette ancora battaglia.
di Ruggiero Montenegro
Il Foglio, 25 luglio 2025
“Anche il ministro era contrario era contrario alla separazione delle carriere. Contro i magistrati spirito vendicativo. Un altro sciopero in vista del referendum? Non penso sia necessario, ma la fantasia non ci manca. Adotteremo altre forme di protesta”, dice Maruotti. L’Anm scalda i motori. “L’approvazione della riforma del Csm, perché di questo si tratta, anche in Senato era scontata. Ma il metodo utilizzato farà ricordare questa revisione della Costituzione come la più divisiva della storia repubblicana”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 25 luglio 2025
Finisce la protesta dei laici governativi, che non partecipano al dibattito ma poi votano (garantendo il numero legale). La notte ha portato consiglio ai laici di destra che siedono al Csm: dopo aver clamorosamente fermato i lavori per tutta la giornata di mercoledì, ieri mattina, alla riconvocazione del plenum, finalmente la situazione si è sbloccata e la pratica a tutela del giudice Raffaele Piccirillo - attaccato in pubblico da Nordio per una sua intervista a Repubblica sul caso Elmasry - è passata con il voto favorevole di tutti i togati (tranne Bernadette Nicotra di Magistratura indipendente, che si è astenuta) e dei laici dell’opposizione.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 25 luglio 2025
Don Russo: l’unico intervento è la sedazione. Dovrebbero uscire dal carcere e invece ci restano. Sono 524 i detenuti in Toscana che presentano patologie psichiatriche, metà dei quali italiani. Dovrebbero essere curati in strutture alternative ai penitenziari, soprattutto laddove questi ultimi non permettono percorsi clinici adeguati, ma restano in cella. E in molti casi le loro condizioni di salute peggiorano giorno dopo giorno. Secondo la relazione annuale del garante regionale dei detenuti, il carcere toscano con il più alto numero di reclusi psichiatrici è Sollicciano, dove ammontano a 138, più o meno un quinto del totale. Dopo Sollicciano, il carcere con più malati psichiatrici è Le Sughere di Livorno con 77 detenuti, quindi San Gimignano con 67, Massa con 47, il Don Bosco di Pisa con 46. In percentuale al totale dei reclusi, il carcere con il più alto tasso di malati psichiatrici è l’istituto minorile femminile di Pontremoli, dove su 17 detenute 8 presentano sintomatologie associate alla salute mentale.
di Teresa Cioffi
Corriere di Torino, 25 luglio 2025
Nove metri quadrati. È questa la dimensione di una cella in cui, mediamente, convivono due detenuti. Per venti ore al giorno. “Al netto degli arredi, la superficie calpestabile si riduce a tre metri quadri a persona. Questi tre metri quadri rappresenterebbero il parametro minimo per gli standard europei. Peccato che in nessun istituto piemontese venga rispettato”. A parlare è Daniela Ronco, membro del comitato scientifico e dell’osservatorio di Antigone, associazione che ieri ha presentato il XXI rapporto sulle carceri piemontesi. Nel 2024 i detenuti obbligati a condividere quella manciata di metri quadri sono aumentati, con un sovraffollamento che è passato dal 106,2% al 113,3%. Il carcere resta la misura cautelare più utilizzata (28,9%) e, negli istituti minorili, il decreto Caivano ha spinto gli accessi.
di Davide Ferrario
Corriere di Torino, 25 luglio 2025
Una premessa, per sgombrare il campo da pregiudizi ideologici. Per la mia esperienza decennale di volontario in carcere, ho sempre detto e scritto (anche qui) che se i detenuti sono i prigionieri, gli agenti di custodia di quel sistema sono gli ostaggi. Ne ho conosciuti tanti e ci ho anche costruito delle relazioni personali. Quindi, nessuna prevenzione contro persone che sono lavoratori sfruttati in modo bestiale indipendentemente da chi sta al Governo. Ciò detto, suona però strano che la nuova Garante dei diritti dei detenuti, Monica Formaiano, (scelta non senza polemiche dalla giunta regionale) così si esprima nella sua prima dichiarazione: “Sarei fiera se con il mio lavoro riuscissi a dare pari dignità a chi è detenuto e a chi lavora in carcere”.
di Valentina Marotta e Antonella Mollica
Corriere Fiorentino, 25 luglio 2025
Nel reparto dei detenuti affetti da disturbi psichiatrici la situazione è esplosiva: da una settimana chiusi in cella. Cinque centimetri d’acqua sul pavimento, piove da giorni dal tetto probabilmente per un tubo rotto. Da sabato è completamente allagato il reparto “Articolazione tutela salute mentale” (Atsm) del carcere di Sollicciano, e come se non bastasse, non funzionano le docce. Secchi nelle celle, nei corridoi e nelle stanze sanitarie in entrambi i piani del reparto, sia quello superiore dove ci sono le celle, sia quello inferiore dove si svolgono le attività riabilitative. Gli psichiatri sono costretti a portarsi da casa gli stivali di gomma per poter guadare quel lago di acqua putrida e arrivare a dare la terapia, attraverso la porta della cella, ai malati sempre più ingestibili visto che da quasi una settimana sono rinchiusi ventiquattr’ore su ventiquattro senza possibilità di uscire.
di Giorgio Bernardini
Corriere Fiorentino, 25 luglio 2025
Enrico Helmut Vincenzini è un avvocato lucchese che per Antigone si occupa delle carceri toscane. “Sollicciano - dice - è oramai una struttura irrecuperabile: è come una grotta che trasuda acqua dalle pareti. Una volta sono entrato con il direttore e anche lui si è sentito male in una stanza”. “A Sollicciano non c’è più niente da fare, ma a soffrire sono anche le altre carceri, con Livorno e Prato vicine al limite”. In Toscana ci sono 15 istituti penitenziari e poco più di 3.500 detenuti. L’avvocato lucchese Enrico Helmut Vincenzini, 31 anni, si occupa di osservare quotidianamente queste realtà per conto di Antigone.
di Paolo Ardovino
La Nuova Sardegna, 25 luglio 2025
In arrivo nel carcere, già strapieno, 92 detenuti sottoposti al 41-bis. Todde e i parlamentari sardi attaccano il ministro della Giustizia. Scoperta la circolare con cui il ministero della Giustizia ha informato le alte cariche dell’isola sull’arrivo di ben 92 detenuti sottoposti al regime del 41-bis nel carcere di Uta, la politica sarda fa muro. Per i parlamentari di centrosinistra è una decisione “gravissima” e “inaccettabile”: lo dicono Marco Meloni e Silvio Lai del Pd. Loro e la deputata Avs Francesca Ghirra hanno già presentato interrogazioni urgenti sulla scrivania del ministro Nordio, il gruppo regionale M5s dice che lo farà a breve. La comunicazione del governo allarma tutti, per prima la presidente della Regione Todde, intervenuta per chiedere un confronto, finora evitato, tra le parti.
corriereirpinia.it, 25 luglio 2025
Un invito a senatori, deputati ed europarlamentari a entrare nell’Istituto Penitenziario “Antimo Graziano” di Bellizzi Irpino. A lanciarlo il Garante dei detenuti per la provincia di Avellino Carlo Mele. Una visita, in programma il 30 luglio, preceduta, alle 12, da una conferenza stampa che si terrà presso la sede del Garante, presso l’ex Caserma Litto. Mele ricorda come il Presidente della Repubblica abbia espresso il 30 giugno scorso un richiamo forte al Governo e alla Politica, sottolineando che le carceri non possono calpestare i diritti dei detenuti e “non devono essere una fabbrica di criminalità”. Nella convinzione che un criminale recuperato nella società è una garanzia di sicurezza per tutti e, soprattutto, un obiettivo costituzionale.
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