di Roberto Disma
L’Unità, 26 luglio 2025
Sono trascorsi oltre dieci anni da quando il giornalismo locale ha scoperchiato un esercizio arbitrario e prepotente di sequestri e confische nella Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo: beni sequestrati col pretesto dell’antimafia e trasformati in un vero e proprio bancomat per giudici, amministratori giudiziari, coadiutori e affini. L’eco delle testate nazionali, necessario per le proporzioni dello scandalo, ha consentito che la pericolosa inchiesta non si riducesse a delle urla nel deserto - con relativa vicenda giudiziaria durata nove anni sulle spalle del giornalista Pino Maniaci, prima di un’assoluzione con formula piena riconfermata in Appello dall’infamante accusa di estorsione - e la Procura di Caltanissetta si è attivata per smantellare in sede giudiziaria il cosiddetto “cerchio magico” di Silvana Saguto.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 26 luglio 2025
L’aggravante in caso di atti persecutori è prevista solo se il reato è commesso in danno di persona minorenne. Inoltre la circostanza contestabile perché ha assistito all’illecito un minore riguarda solo i delitti colposi. In caso di stalking - che è reato contro la libertà morale - non è applicabile la circostanza aggravante comune prevista per tutti i reati colposi contro la vita, l’incolumità individuale e la libertà personale di aver commesso il fatto alla presenza di minori.
di Erica Manna
La Repubblica, 26 luglio 2025
Il garante Doriano Saracino: “A Marassi è tutto oscuro, altrove i garanti sono stati interessati nell’ideazione di questi spazi. Qui non siamo stati coinvolti”. Il progetto di una stanza dell’affettività nel carcere di Marassi esiste. Una struttura prefabbricata, non lontano dall’area in cui è presente il teatro dell’Arca: un luogo - dotato di bagno - a cui sarebbe possibile accedere dall’ingresso laterale, per garantire una maggiore privacy. Il costo è intorno ai 20 mila euro. Eppure, nonostante siano state finalmente pubblicate ad aprile le linee guida del Dap, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, (l’ente del Ministero della Giustizia che si occupa di carceri) che prevedono che nelle singole carceri gli spazi siano individuati dai provveditorati regionali, in Liguria non ne esiste ancora nessuno.
La Sicilia, 26 luglio 2025
“È successo al carcere Pietro Cerulli di Trapani che un giovane tunisino questa notte ha deciso di togliersi la vita”. Lo rende noto Pino Apprendi, Garante dei detenuti di Palermo, spiegando che “il giovane aveva già dato segni di fragilità con altri tentativi e atti di autolesionismo”. L’uomo, di 29 anni, era accusato di reati connessi alla detenzione e allo spaccio di stupefacenti: si è impiccato ieri sera nella sua cella e a nulla sono valsi i soccorsi della Polizia penitenziaria e dei sanitari.
di Rino Giacalone
liberainformazione.org, 26 luglio 2025
Trapani, suicida un tunisino detenuto nella casa circondariale “Pietro Cerulli”, dove regnano condizioni disumane per i carcerati e gli agenti che vi lavorano, mentre il ministero della Giustizia resta “latitante”. Aveva trent’anni, era tunisino, si trovava in cella per reati di spaccio, ma le sue condizioni avrebbero voluto che fosse magari ricoverato in una struttura sanitaria o in una comunità protetta. Aveva tentato il suicidio, era stato in ospedale, tornato in cella ha insistito nel suo volere di farla finita, stavolta riuscendoci. Era affetto da patologie psichiche, ma non si capisce come mai restava in carcere.
di Paola Pottino
La Repubblica, 26 luglio 2025
Un giovane tunisino, detenuto nel carcere Pietro Cerulli di Trapani ieri notte si è tolto la vita: “Aveva già dato segni di fragilità con altri tentativi e atti di autolesionismo”, racconta Pino Apprendi, garante dei detenuti di Palermo. Nello stesso giorno, un altro giovane, detenuto nel carcere di Brucoli, con un laccio delle scarpe tra le mani ha minacciato di stringerlo al collo. Giovanni Villari, garante dei detenuti del carcere Cavadonna di Siracusa e della casa di reclusione di Brucoli, lancia un appello accorato per le condizioni dei detenuti nelle carceri dell’Isola. Nella casa di reclusione di Brucoli da lunedì sono senza luce e acqua. I detenuti che per gli spazi consentiti dovrebbero essere 330, sono invece circa 600.
di Stefano Fabbri
Corriere Fiorentino, 26 luglio 2025
Le due pagine dedicate ieri dal Corriere Fiorentino alla situazione delle carceri in Toscana, in primo luogo a Sollicciano ma non solo, sono la guida ad un viaggio nel dolore e spesso nella vergogna, nel quale gli unici ad avere il diritto di non provare quest’ultima sensazione sono chi vi è recluso e chi ci lavora. Ma rappresentano anche un utile promemoria per la politica. In primo luogo per il governo, che ha allo studio un piano per sveltire la concessione di misure alternative per circa 10 mila detenuti a fine pena, ma che sul tema pare soprattutto affaccendato attorno all’ipotesi di costruire migliaia di “moduli” aggiuntivi per la detenzione entro il 2027.
di Valentina Marotta
Corriere Fiorentino, 26 luglio 2025
L’Asl: presto un incontro per trovare la nuova sede, nel penitenziario o altrove. Dopo sei giorni passati con l’acqua alle caviglie, 5 detenuti psichiatrici di Sollicciano sono stati trasferiti provvisoriamente in un’altra sezione. Ma presto si dovrà deciderne la destinazione: rimettendo a posto la sezione danneggiata o in una diversa struttura. Per sei giorni costretti a vivere in celle allagate, senza avere la possibilità di uscire nel reparto “Articolazione tutela salute mentale”. Segregati, senza la possibilità di fruire di un’ora d’aria, a causa di cinque centimetri di acqua sul pavimento e una pioggia costante dal soffitto, probabilmente per un tubo rotto.
di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 26 luglio 2025
A Torino ci sono due penitenziari: quello per gli adulti, il “Lorusso e Cutugno” nel quartiere Vallette e l’Istituto penale minorile “Ferrante Aporti” a Mirafiori. Ma chi conosce la situazione del Cpr, Centro di permanenza per il rimpatrio in corso Brunelleschi, non esita ad affermare che in città i luoghi di reclusione siano tre. Come la “Rete torinese contro tutti i Cpr” a cui aderiscono 30 realtà cittadine, istituzioni, sindacati enti del Terzo settore, tra cui Circoscrizione 3, Cgil, Pastorale migranti della diocesi, Gruppo Abele, Acli, Agesci, Gioc, Associazione famiglie accoglienti.
di Mauro Zola
La Stampa, 26 luglio 2025
La visita della vicepresidente Pd del Senato. Nel mirino anche assistenza sanitaria e lavoro interno. Sono stati i Giovani Democratici a organizzare la visita nella casa circondariale di Biella a cui hanno partecipato la vicepresidente del Senato Anna Rossomando, il senatore Andrea Giorgis, la consigliera regionale Emanuela Verzella e la segretaria provinciale Pd Elisa Francese. Il quadro generale della struttura ha evidenziato più di un problema, molti dei quali comuni a tutti gli istituti di pena piemontesi. “Il padiglione più datato ha bisogno di seri interventi strutturali - ha spiegato all’uscita Giorgis - e come in praticamente tutte le strutture carcerarie del Paese si soffre per il sovraffollamento. La capienza sarebbe di 395 detenuti ma ce ne sono 474”.
- Ferrara. Dal teatro alla pulizia dei giardini: “Obiettivo, inserimento lavorativo”
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