di Giovanna Beatrice Araniti e Alberto Schepis*
camerapenaledireggiocalabria.it, 27 luglio 2025
La Camera Penale di Reggio Calabria, nell’ambito dell’iniziativa “Ristretti in Agosto” promossa dall’Unione delle Camere Penali Italiane e dall’Osservatorio Nazionale Carcere, ha organizzato nella giornata del 24 luglio 2025 una visita alle carceri reggine di Arghillà e San Pietro, anticipando, in questo particolare momento emergenziale ed in seguito ai gravi fatti verificatisi nel plesso di Arghillà, il consueto appuntamento di agosto, con l’intento di aprire un ponte di dialogo effettivo e produttivo fra i reclusi e le Istituzioni, al tal fine, coinvolgendo nell’evento i Rappresentanti della Magistratura di Sorveglianza (Presidente del Tribunale di Sorveglianza, Dott.ssa Daniela Tortorella ed il Magistrato di Sorveglianza, Dott. Ilaria Montanaro) e della Politica (l’Europarlamentare, On. Giusi Princi), oltre i Rappresentanti Istituzionali delle due Case Circondariali (il Direttore, Dott. Rosario Tortorella, le due Vicedirettrici, Dott.sse Roberta Velletri e Marianna Stendardo, ed i Comandanti e Vicecomandanti di Reparto) e dell’Area Sanitaria (il Dirigente sanitario, Dott. Nicola Pangallo e lo staff medico ed infermieristico) ed i rappresentanti dell’Area pedagogico-trattamentale.
Corriere della Sera, 27 luglio 2025
“Persone ai margini, sovraffollamento carcerario come problema sociale urgente”. Rivolto a chi può scontare la pena, il progetto “E uscimmo a riveder le stelle” prevede un percorso di formazione e reinserimento. Fondazione Comunità Bergamasca e Opera Bonomelli. L’obiettivo, nel giro di un anno, è dare una seconda possibilità di vita e lavoro a 200 tra uomini e donne che scontano la condanna con misure alternative al carcere. Non a caso, il progetto si chiama “E uscimmo a riveder le stelle” ed è rivolto a persone segnalate dal carcere e dall’Ufficio di Esecuzione penale esterna (Uepe). È promosso dalla Fondazione della Comunità Bergamasca con la Fondazione Opera Bonomelli come ente capofila e coinvolge altri soggetti, tra associazioni e comuni. Prevede uno stanziamento di 235 mila euro.
di Natalia Distefano
Corriere della Sera, 27 luglio 2025
Il Campidoglio: “Contengono stereotipi etnici”. Il Campidoglio ha richiesto la rimozione dei manifesti perché “contro le norme sui contenuti etici” scatenando l’ira del partito di Salvini. “A seguito di segnalazioni ricevute da cittadini” il Comune di Roma ha chiesto alla società per la rimozione dei manifesti di intervenire su quelli affissi nella Capitale dalla Lega, relativi al decreto Sicurezza. I messaggi che hanno acceso il disappunto dei cittadini - e del Campidoglio - sono questi: “Scippi in metro? Ora finisci in galera senza scuse”, nel quale uno scippatore è rappresentato da una persona di etnia rom scortata da un agente di polizia all’interno di un vagone della metropolitana; “Occupi una casa? Ti buttiamo fuori in 24 ore”, nel quale gli occupanti sono individuati in una persona di colore, una di etnia rom e una persona “alternativa”.
di Gigliola Alfaro
agensir.it, 27 luglio 2025
I carcerati parlano del loro bisogno “di essere visti e accolti” e chiedono spazi per ricominciare, sia durante i permessi sia a fine pena. Mons. Tomasi li ringrazia della loro testimonianza. Uno scambio di lettere, tra la piccola, sconosciuta porzione di Chiesa formata da un gruppo di battezzati che vivono detenuti nella casa circondariale di Santa Bona, a Treviso, e la Chiesa diocesana. Nell’anno del Giubileo della speranza i detenuti hanno scritto alla diocesi una lettera aperta, a loro ha risposto il vescovo di Treviso, mons. Michele Tomasi, a nome della diocesi tutta.
di Sharon Di Carlo
tg24.sky.it, 27 luglio 2025
Maria e Amalia aprono le porte del laboratorio campano di Palingen. Per loro, oltre a un modo dignitoso di scontare la pena, la macchina da cucire è diventata in pochi anni la più grande opportunità di reinserimento sociale. Il reportage. Storie di riscatto. Maria e Amalia dopo lunghi anni trascorsi in carcere stanno concludendo la loro pena detentiva lavorando nel laboratorio sartoriale Palingen di Pozzuoli. Ad entrambe nel 2024 è stato concesso l’affidamento in prova ai servizi sociali, una misura alternativa al carcere.
di Raffaele Sardo
La Repubblica, 27 luglio 2025
Un’ampia distesa di girasoli colorati che sale verso il cielo. È il murale che accoglie da oggi chi varca la soglia del carcere “Pasquale Mandato” di Secondigliano e che ha come titolo “Non Invano hanno soffiato i venti”, ispirato ad una poesia di Sergej Aleksandrovic Esenin. Questi versi, intrisi di dolore e bellezza, hanno fatto da seme al progetto artistico e umano che oggi si fa visibile su uno dei padiglioni del carcere. Il murale, realizzato dal collettivo artistico Orticanoodles con il coordinamento di Inward - Osservatorio nazionale sulla creatività urbana, diretto da Luca Borriello, è realizzato su due facciate: Una visibile dall’esterno, rivolta alla città di Napoli, l’altra che si affaccia sul cortile interno e può essere contemplata dai detenuti. Una doppia prospettiva che unisce l’interno e l’esterno, chi è recluso e chi è libero, in un gesto di apertura, ascolto e riconciliazione.
di Michele Razzetti
vanityfair.it, 27 luglio 2025
Mentre Trump costruisce un immaginario basato su dolore ed esclusione, in Italia grazie alla famiglia Fo Alcatraz diventa sinonimo di inclusione, guarigione e un futuro migliore. Non è immediato pensare che oltre alla tristemente nota prigione statunitense, proprio in Italia possa esistere una Libera Università di Alcatraz. Un cortocircuito lessicale che merita qualche spiegazione, perché di fatto quella che sorge in una frazione del paese umbro di Gubbio non è neanche un’università.
di Beppe Severgnini
Corriere della Sera, 27 luglio 2025
L’ansia è un’industria, piena di risorse. La politica - non solo in Italia - specula sulle nostre paure. Spaventarci e fingere di rassicurarci: un meccanismo che porta voti. Al podcast “Radio Italians”, figlio di questa rubrica, è arrivato un vocale interessante. Lo ha inviato Filippo, giovane audiolettore di Lucca. Ha percorso un tratto della via Francigena: diciotto giorni di cammino fra Lucca e Roma. Dice di essersi ripulito la mente, e teme di ricominciare la dieta quotidiana di pessime notizie, ansie, minacce. Filippo chiude con una domanda: “È possibile essere, insieme, aggiornati e sereni?”. La mia risposta? Sì, è possibile. Ma non è facile.
di Luigi Manconi e Marica Fantauzzi
La Repubblica, 27 luglio 2025
Un profilo Facebook può essere rimosso, in modo provvisorio o permanente, generalmente in tre modi: dal proprietario del profilo stesso, dall’Autorità Giudiziaria e da Meta. È a proposito di quest’ultima ipotesi che si è detto e scritto molto. Si sa, infatti, che Facebook ha la facoltà di rimuovere un account quando si viola la policy (per esempio pubblicando post violenti o che incitano all’odio) e quando vengono violati gli standard della community (utilizzando falsi profili, nomi fittizi o pubblicando dello spam).
di Niccolo Nisivoccia
Corriere della Sera, 27 luglio 2025
La legge in discussione in Parlamento dovrebbe fornire ora al suicidio assistito, per la prima volta in Italia, una disciplina organica e completa. La sentenza della Corte anticipata venerdì interviene nuovamente sulla materia del fine vita, dopo le sentenze del 2019 e del 2024: ma quelle sentenze riguardavano la fattispecie del suicidio assistito, mentre la sentenza annunciata venerdì riguarda l’omicidio del consenziente, e cioè l’eutanasia. Nelle sentenze precedenti la Corte aveva stabilito il principio secondo cui l’agevolazione del suicidio nel nostro ordinamento non è possibile per regola generale, e tuttavia a certe condizioni può diventare lecita; ed è proprio nel rispetto di questo principio che la legge in discussione in Parlamento dovrebbe fornire ora al suicidio assistito, per la prima volta in Italia, una disciplina organica. Ma la legge in discussione parla solo di suicidio assistito, e non anche di eutanasia; né sull’eutanasia si era ancora mai espressa la Corte.
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