agensir.it, 27 luglio 2025
“Ricorrono oggi i 50 anni dall’approvazione dell’Ordinamento penitenziario (legge 354 del 26 luglio 1975), una riforma di portata storica che ha posto le basi per un sistema penale ispirato ai principi costituzionali di umanità della pena, risocializzazione del condannato e tutela dei diritti fondamentali delle persone private della libertà”. Lo ricorda in una nota il Coordinamento enti e associazioni di volontariato penitenziario - Seac Odv.
di Carlo Nordio
Il Messaggero, 27 luglio 2025
Il dibattito politico sulla separazione delle carriere ha riproposto l’antico quesito sull’opportunità o meno di cambiare idea dopo che l’Associazione Magistrati ha ricordato al Guardasigilli Carlo Nordio che anche lui, molti anni fa, era contrario al provvedimento che ora lo vede tra i principali sostenitori. In questo articolo, redatto nel marzo 2017 per le pagine culturali de Il Messaggero, proprio Carlo Nordio rivendicava il diritto di poter cambiare idea ed elencava una serie di precedenti illustri. Ve lo riproponiamo come contributo al dibattito in corso.
di Giulio Lolli
bandieragialla.it, 27 luglio 2025
Da circa trent’anni, con l’avvento di Mani pulite, la verità giudiziaria è stata sostituita da processi sommari condotti da giornalisti e opinionisti i quali, amando suonare il piffero di pubblici ministeri con l’incanto della manetta facile, hanno distrutto centinaia di vite e carriere. Il Governo Meloni sembrava voler porre rimedio agli eccessi mediatico-giudiziari del passato, attraverso l’approvazione di una legge che limita la pubblicazione delle intercettazioni e delle ordinanze cautelari. In realtà la poderosa macchina mediatica di cui dispone l’attuale esecutivo (Rai, Mediaset, Gruppo Angelucci, Mondadori ecc.) continua oggi a condannare e assolvere, facendolo non più per simpatia, antipatia o guadagnare share, ma univocamente in base all’appartenenza politica dell’imputato di turno.
di Luca Puerari
La Provincia di Cremona, 27 luglio 2025
Il rischio concreto è che si stia utilizzando una questione simbolica, ideologica, per mascherare l’incapacità - o forse la mancata volontà - di affrontare i veri problemi del sistema giudiziario italiano. Mentre il governo e la sua maggioranza parlamentare proseguono con determinazione - qualcuno direbbe ostinazione - l’iter verso l’approvazione della riforma sulla separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante, non si placano le critiche da parte dell’Associazione Nazionale Magistrati e di una significativa parte dell’opposizione.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 27 luglio 2025
Il ministro si fa intervistare pure dal Secolo. Ne ha per tutti, dalle toghe a Franceschini. La promessa di “imbarazzare” l’Anm. E la paura che il Pd prepari colpi bassi. Il documento ripescato dall’Anm nei suoi archivi, quello del 1994 in cui l’allora pm di Venezia Carlo Nordio firmava contro la separazione delle carriere dei magistrati, sarebbe stata solo una notiziola divertente e niente più, ma a quanto pare il guardasigilli ha deciso di farla diventare la storia dell’estate. Prova ne sia il fatto che da quando le toghe hanno riesumato la vicenda, il ministro non fa che rilasciare interviste per smentire, spiegare, circostanziare il suo cambio di opinione.
di Dalila Di Dio
Secolo d’Italia, 27 luglio 2025
“Ecco perché la separazione delle carriere è un passo decisivo verso la giustizia giusta”. La conduttrice e volto di La7, figlia del grande Enzo Tortora, affida al Secolo d’Italia le sue riflessioni sulla riforma della giustizia: “Capisco la resistenza al cambiamento di una parte della magistratura: però questa continua resistenza su tutto rischia di alimentare quella sfiducia che oggi abbiamo tra i cittadini, perché la resistenza della magistratura è su tutto”.
Quotidiano di Sicilia, 27 luglio 2025
Il Dipartimento Sicurezza dell’associazione ha quindi inviato una lettera formale al Ministro della Giustizia, sollecitando ispezioni immediate. Il Codacons, tramite il proprio Dipartimento Nazionale Sicurezza, lancia l’allarme sulle gravissime criticità rilevate in diverse carceri siciliane, in particolare a Brucoli e Trapani, dove si sono verificati episodi che mettono in luce condizioni al limite della sopravvivenza e della dignità umana. Nella casa di reclusione di Brucoli, i detenuti vivrebbero da giorni senza acqua corrente né energia elettrica. Celle al buio, infermeria non funzionante, servizi igienici fuori uso: secondo quanto riportato da “La Repubblica”, ai reclusi non resterebbe altra scelta se non acquistare acqua potabile a proprie spese. Un quadro desolante che compromette ogni tutela sanitaria e igienica di base.
studio93.it, 27 luglio 2025
420mila euro di fondi per migliorare le condizioni di vita dei detenuti della nostra regionale. La Giunta regionale del Lazio ha stanziato la somma per interventi ed azioni a sostegno della popolazione detenuta. Le risorse saranno erogate attraverso un avviso pubblico, “Costruire Futuro 2025”, rivolto ad associazioni del terzo settore, previa presentazione di una progettualità. Nello specifico, 250mila euro sono destinati ad interventi di natura trattamentale volti a migliorare la qualità della vita intramuraria, 120mila euro sono destinati ad interventi assistenziali extra LEA nel campo odontoiatrico, anche attraverso l’utilizzo di odontoambulanza e 50mila euro a interventi di supporto previdenziale e socioassistenziale per i detenuti nel Lazio.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 27 luglio 2025
In Consiglio comunale la relazione della commissione. Più di 100 celle inagibili, con fino a sette detenuti per cella, alcuni dei quali costretti a dormire su materassi posati per terra. Lo dice la relazione della commissione delle Politiche sociali del Comune su Sollicciano: un carcere che, dice quel dossier, cade a pezzi. Nelle celle di Sollicciano “spesso si trovano a convivere sei o sette persone in spazi pensati e progettati per quattro, con meno di quattro metri quadrati a disposizione per ciascun individuo, anche con materassi a terra, in violazione degli standard europei”.
Giornale di Sicilia, 27 luglio 2025
- Reggio Calabria. La nostra denuncia sullo stato di profonda sofferenza della popolazione detenuta
- Bergamo. Casa e lavoro: una seconda possibilità per 200 detenuti
- Roma. La Lega attacca il Comune di Roma: “Censurati i nostri manifesti sulla Sicurezza”
- Treviso. I detenuti di Santa Bona scrivono alla diocesi e il vescovo risponde
- Napoli. Dal carcere alla sartoria: il riscatto delle lavoratrici di Pozzuoli











