di Giovanni Maria Flick
Il Foglio, 28 luglio 2025
L’informazione, da valore fondamentale quale era, è diventata un prodotto commerciale e uno strumento politico. L’informazione acquisita in sede giudiziaria e investigativa non può diventare uno strumento etico di controllo generale della “moralità” di una persona per quanto “pubblica”. Le intercettazioni e il sequestro di corrispondenza devono essere indispensabili con riferimento all’investigazione su uno specifico reato. Lo strumento penale serve per accertare e se del caso punire fatti criminali, non per risolvere fenomeni sociali. Gli interventi del legislatore sono stati caotici e contraddittori.
di Domenico Gallo
volerelaluna.it, 28 luglio 2025
Con la scontata approvazione, il 22 luglio, da parte del Senato si è conclusa la prima parte del percorso parlamentare del disegno di riforma costituzionale “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” proposto dal Governo Meloni e divulgato all’opinione pubblica come “riforma della Giustizia” o separazione delle carriere”. A questo punto, a meno di improbabili ripensamenti o di crisi di governo, dobbiamo considerare consolidato il testo approvato dal Senato e prevedere che il secondo passaggio alla Camera e al Senato concluderà l’iter della riforma nel giro di qualche mese.
di Lorenzo Castellani
Il Domani, 28 luglio 2025
Se una parte consistente della popolazione italiana è insoddisfatta dell’operato del potere giudiziario e una fazione politica propone una riforma e l’altra non propone nulla, aumentano le probabilità che questa riforma in futuro veda la luce. È il “paradosso di Tocqueville”, applicato alla magistratura. L’accelerazione verso l’approvazione finale della riforma costituzionale della giustizia scoperchia un vaso di Pandora per tutta la politica italiana. La riforma della giustizia, che va avanti più spedita rispetto al premierato e che è potenzialmente più incisiva della scatola vuota dell’autonomia regionale, mostra che nel centrodestra una reale unità di intenti sulle riforme istituzionali c’è soltanto in questo ambito.
di Carlo Rimini
Corriere della Sera, 28 luglio 2025
Le statistiche mostrano una significativa riduzione dei femminicidi in Spagna. Con una capillare e costosa rete di attenzione ai “reati sentinella”. Introdurre un reato invece non costa niente. Il Senato ha approvato il disegno di legge che introduce il delitto di femminicidio e lo punisce con l’ergastolo. La nuova legge porterà ad una diminuzione dei femminicidi? No. Da anni in Italia si susseguono leggi volte a contrastare la violenza di genere, senza significativi miglioramenti. Il nuovo reato non cambierà le cose. Il problema non è solo italiano, ma ha una estensione mondiale.
di Lirio Abbate
La Repubblica, 28 luglio 2025
Un uomo condannato a oltre tre anni per reati gravi (rapina aggravata, resistenza a pubblico ufficiale) non sconterà nemmeno un giorno di pena che gli era stata inflitta e non pagherà nemmeno la multa di 600 mila euro che gli era stata imposta come pena accessoria. Non perché ha beneficiato di amnistia o indulto. Non per un errore giudiziario. Ma perché la sua sentenza, emessa nel 2012 e divenuta definitiva pochi mesi dopo, è stata notificata solo nel giugno 2025. Tredici anni dopo. Quando ormai tutto è prescritto. Accade a Prato. E purtroppo non è un caso isolato.
di Francesco Zizi
La Nuova Sardegna, 28 luglio 2025
Trattative tra governo e Regione per distribuire i detenuti al 41-bis destinati a Uta. Un piano ancora in via di definizione, ma le indiscrezioni sono chiare: i 92 detenuti al 41-bis destinati alla Sardegna non resteranno tutti nel carcere di Uta. Il ministero della Giustizia, insieme alla regione Sardegna, stanno lavorando a una rimodulazione degli arrivi, che prevede la distribuzione dei boss mafiosi in altre strutture detentive italiane. Fonti del ministero e della regione confermano che il confronto è aperto e che la strada della collaborazione istituzionale è stata imboccata per spegnere le polemiche esplose appena trapelata la notizia del trasferimento massiccio de detenuti sottoposti a carcere duro. Il piano iniziale, che prevedeva l’arrivo di 92 detenuti nel carcere di Uta, aveva sollevato proteste di politici locali e deputati, sindacati, cittadini e associazioni, preoccupati per le conseguenze in termini di sicurezza, sovraffollamento e pressione sul sistema carcerario sardo.
di Aurora Bottino
primocanale.it, 28 luglio 2025
Nelle lettere stati d’animo, segnalazioni, denunce e richieste di aiuto. Dal carcere arrivano sulla scrivania del garante delle persone sottoposte a misure restrittive della Liguria Doriano Saracino. “Siamo rinchiusi come bestie, nella saletta il tavolo è rotto e non ci sono neanche le sedie. Nessuno sa cosa farsene di noi”. È solo una riga della lunga lettera firmata da un detenuto del carcere di Marassi spedita a Doriano Saracino, garante delle persone sottoposte a misure restrittive della Liguria. Non è la prima e non sarà sicuramente l’ultima: dall’inizio dell’anno sono state 53, alcune scritte dalla stessa persona.
di Giuseppe Baldessarro
La Repubblica, 28 luglio 2025
La sfida del Garante: “Riaprono due carceri minorili, quindi si può chiudere la sezione alla Dozza”. Roberto Cavalieri: “Lavori conclusi a L’Aquila e Lecce, ora basta con la soluzione ponte a Bologna. Che si è rivelata fallimentare”. Per il garante dei detenuti dell’Emilia-Romagna, Roberto Cavalieri, la riapertura delle carceri minorili di Lecce e L’Aquila, l’1 e il 15 settembre, “è una buona notizia per Bologna”. Anzi “eccellente”, visto che adesso “potrà essere chiusa la sezione per giovani detenuti della Dozza”.
di Stefano Ciervo
La Nuova Ferrara, 28 luglio 2025
Ampliato il progetto di Comune e associazioni: una trentina di aree in “cura”. I reclusi escono in bici in autonomia, lavorano e pranzano all’esterno. Escono dal carcere di via Arginone in bici, raggiungono in gruppo l’area verde dove sono impegnati, si mettono a lavorare di buona lena per l’intera mattinata: poi pranzo alla mensa di Viale K e rientro in carcere, sempre in autonomia. È la routine trisettimanale di un gruppo di detenuti della casa circondariale ferrarese, che sono coinvolti nel progetto “Verde libero” con un nutrito gruppo di associazioni, la direzione del carcere e lo stesso Comune di Ferrara per un fattivo percorso che può fare tanto per il loro reinserimento.
larampa.news, 28 luglio 2025
Mercoledì 30 luglio, a partire dalle ore 10:30, la Casa circondariale di Aversa sarà teatro di un’importante iniziativa di ascolto, confronto e impegno promossa dal Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Provincia di Caserta, Don Salvatore Saggiomo. L’evento si inserisce nel quadro della mobilitazione nazionale organizzata dalla Conferenza dei Garanti territoriali per richiamare l’attenzione sullo stato del sistema penitenziario italiano.











