tp24.it, 30 luglio 2025
Un grido di allarme si leva dalle carceri italiane, e in particolare dalla Sicilia, dove il suicidio di un giovane detenuto nel carcere di Trapani il 21 luglio ha riacceso i riflettori su una situazione drammatica. Il ragazzo, di 29 anni, si è tolto la vita impiccandosi con le lenzuola nella sua cella, nonostante fosse sottoposto a “sorveglianza a vista” dopo un precedente tentativo di suicidio. Un gesto disperato, che secondo Natale Salvo di Sinistra Libertaria, è stato inascoltato, denunciando il silenzio assordante dei media locali e della cittadinanza.
di Lucilla La Puma
Corriere della Sera, 30 luglio 2025
Le testimonianze delle donne uscite dal carcere romano: “Sovraffollamento, poca igiene, una volta fuori per noi la strada resta in salita”. La vita dietro le sbarre è spesso drammatica: sovraffollamento, precarie condizioni igieniche, assistenza medica e psicologica col contagocce. Se poi trovare un lavoro e reinserirsi nella società dopo avere scontato la pena diventano sogni irrealizzabili il quadro è devastante. Ecco i racconti di ex detenute di Rebibbia femminile. “Le celle sono piccole. Io stavo in una da 4 posti, senza doccia, ma eravamo in 6 con l’aggiunta di un letto a castello - dice Anna, 53 anni, ex detenuta. Ed è già una cosa buona, perché nelle stanze da due, piazzano un letto in più di quelli normali e non ci si muove più.
di Fabrizio Geremicca
Il Manifesto, 30 luglio 2025
Il Tar Campania ferma la deriva securitaria. I giudici amministrativi hanno annullato l’ordinanza di Michele Di Bari, prefetto di Napoli, che si ispirava a una direttiva dello scorso dicembre inviata ai prefetti dal Viminale. Tale ordinanza il 30 giugno aveva prorogato a Napoli per la seconda volta il divieto di stazionamento in diverse “zone rosse” della città, dal centro storico alla Stazione centrale fino a Chiaia, per soggetti che “assumano atteggiamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti” e risultino destinatari per alcuni reati indicati nel provvedimento “di segnalazione all’autorità giudiziaria”. I reati spaziano dal traffico e detenzione di stupefacenti alle lesioni e comprendono il furto, il danneggiamento, la rapina, il porto e la detenzione abusiva di armi, mazze, sfollagente.
filleaumbria.it, 30 luglio 2025
Si terrà domani, mercoledì 30 luglio alle ore 10, all’Istituto Penitenziario di Perugia Capanne, la cerimonia conclusiva dei percorsi formativi professionalizzanti promossi dal Cesf - Scuola Edile di Perugia, nell’ambito del Protocollo firmato nel maggio 2024 con il Nuovo Complesso Penitenziario di Perugia, l’Udepe e le Parti sociali del settore delle costruzioni, Ance Umbria, Cna Umbria, Confartigianato imprese Umbria, Lega Coop Produzione e Servizi, Fillea Cgil Umbria, Filca Cisl Umbria e Feneal Uil Umbria.
Avvenire, 30 luglio 2025
Al “Samaritano” di Firenze si è tenuto un laboratorio di art therapy per chi è a fine pena. Ne è uscito un racconto fatto di immagini e poesie. In cui c’entrano le migrazioni. Pennello e colori per liberare i sentimenti dei detenuti. È l’idea alla base del corso di art therapy organizzato negli spazi del Samaritano, la struttura della Fondazione Solidarietà Caritas Firenze dove chi è a fine pena sconta la misura alternativa al carcere. Durante il laboratorio, che si è articolato in 12 incontri (seguiti dallo psicologo del centro Lorenzo Lucidi e dalla collega Giada Lembo), gli 8 partecipanti hanno potuto raccontarsi attraverso l’arte, superando le barriere linguistiche, esprimendo una parte di sé, emozioni, idee, pensieri.
di Andrea Pugiotto
L’Unità, 30 luglio 2025
Il pronunciamento non è stato un rigetto, ma una decisione di inammissibilità per motivi procedurali. I giudici costituzionali avrebbero comunque avuto modo di accorciare i tempi, ma non l’hanno fatto. 1. Scarsa competenza giuridica, disonestà intellettuale, malizia politica, partito preso: scelga il lettore quale, tra queste ragioni, spieghi meglio l’errata modalità con cui per lo più - i media hanno dato notizia della sent. n.132/2025 in tema di “fine vita”, annunciata come un “no” all’eutanasia. Non è così. Basta leggerla o, per i più pigri, scorrere almeno il comunicato stampa che l’accompagna.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 30 luglio 2025
Il rapporto del Tavolo asilo e immigrazione. “La nuova fase è illogica, trasferiti individui già trattenuti nei Cpr italiani. L’accordo con Tirana va cancellato”, dice Filippo Miraglia. “Il modello Albania è un dispositivo di governo fondato sull’opacità e sullo svuotamento degli spazi di democrazia. Il Parlamento è stato marginalizzato, il ruolo della società civile ridotto, le informazioni rese inaccessibili anche ai soggetti istituzionali legittimati al controllo”. È questo il succo delle 52 pagine del rapporto presentato ieri alla Camera dal Tavolo asilo e immigrazione (Tai) con il titolo Ferite di frontiera.
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 30 luglio 2025
Niente liste di detenuti, mistero sulle nazionalità, silenzio sui trasferimenti. Balle e dati manipolati da parte del governo Meloni che ha un obiettivo imprescindibile: non chiuderlo. Tra aprile e luglio 2025 sono state effettuate sei visite di monitoraggio nel Cpr di Gjadër in Albania, alcune della durata di più giorni. Il quadro che emerge dal Rapporto è sconcertante innanzitutto in ragione degli enormi ostacoli che sono stati posti alla conoscenza dei fatti: le missioni parlamentari nella struttura di Gjader, in Albania “hanno ricevuto molteplici rifiuti nell’accesso alle informazioni: niente liste dei trattenuti, nessuna indicazione sulle nazionalità, silenzio sulle modalità dei trasferimenti. D’altra parte, la manipolazione selettiva dei dati da parte del governo costruisce un racconto di piena funzionalità che non ha nessuna attinenza con la realtà.” Il centro di Gjadër presenta le caratteristiche di un carcere essendo “composto da 9 sezioni da 16 persone: 4 celle da 4 persone, con due letti a castello e un tavolino al centro, con un “cortile” in comune per ogni blocco; il cortile è completamente circondato da rete metallica, anche verso il cielo. Le porte delle celle si aprono solo dall’esterno con un codice, e il cibo viene somministrato attraverso una feritoia nella porta”. Tutti i trasferimenti verso il centro di Gjadër avvengono senza alcun provvedimento motivato e notificato alla persona e al suo difensore. La mancanza di un motivato provvedimento adottato dall’autorità giudiziaria impedisce persino di impugnare l’atto stesso, che appunto non c’è, in violazione dunque del principio costituzionale di cui all’art. 113 Cost. che prevede il diritto di chiunque alla tutela giurisdizionale dei propri diritti e interessi legittimi contro gli atti della Pubblica Amministrazione, oltre che in violazione del diritto di difesa di cui all’art. 24 Cost.
di Raffaella Stacciarini
Il Manifesto, 30 luglio 2025
Il proibizionismo, si sa, fa sempre più danni di quelli che vorrebbe evitare. E la lotta senza quartiere, e senza ragione, del governo alla cannabis non fa eccezione, riuscendo peraltro nella straordinaria impresa di coniugare politiche repressive, danni economici e posizioni antiscientifiche. Nonché meramente ideologiche: il tono è sempre quello della crociata, della lotta all’ultimo sangue a una presunta piaga sociale ignorando dati, evidenze, resoconti, rapporti, anni e anni di studi.
di Errico Novi
Il Dubbio, 30 luglio 2025
Passano le ore e cresce la suspense per la decisione in arrivo dal Tribunale dei ministri sul caso Almasri. Sono in sospeso le posizioni di quattro figure centrali nel governo Meloni: la stessa presidente del Consiglio, il sottosegretario e titolare della delega sui Servizi Alfredo Mantovano, i ministri dell’Interno e della Giustizia Matteo Piantedosi e Carlo Nordio. Ma in attesa di sapere se, secondo il collegio di tre giudici costituito ad hoc, i componenti dell’Esecutivo debbano essere processati (e se vada chiesta l’autorizzazione alla Camera di appartenenza), il governo si difende in altra sede dalle accuse sul rimpatrio del militare libico: lo fa dinanzi alla Corte dell’Aia, che deve valutare se l’Esecutivo Meloni ha violato lo Statuto di Roma in materia di cooperazione nel perseguimento dei crimini internazionali.
- Ucraina. Bombardata una prigione a Zaporizhzhia: 17 morti
- Carceri, l’emergenza infinita che il Governo non vede
- Carceri abbandonate al caldo e nella puzza. Dal dl Nordio in poi il sovraffollamento è peggiorato
- Edilizia penitenziaria, una storia di ricorsi e propaganda
- Minori in carcere, il 50% in più in 3 anni: crescono i dati e crollano i diritti











