di Sabato Angieri
Il Manifesto, 30 luglio 2025
La Russia ha “preso atto” del nuovo ultimatum di Trump e intanto continua a bombardare le città ucraine. Il bilancio della giornata di ieri è stato particolarmente pesante, con almeno 27 morti e 90 feriti, la maggior parte dei quali nel carcere di Bilenkiv, a poca distanza da Zaporizhzhia. Intorno alle 23.30 italiane di lunedì 4 bombe aeree teleguidate hanno colpito in pieno la struttura, distruggendo la mensa, parte degli uffici amministrativi e il reparto di isolamento, riferiscono fonti ucraine. Almeno 17 i detenuti rimasti uccisi e oltre 50 quelli che hanno avuto bisogno di cure mediche. Per Volodymyr Zelensky “si è trattato di un attacco deliberato e intenzionale”, mentre per il suo capo di gabinetto, Andriy Yermak, di “un altro crimine di guerra russo”. Si registrano altri 5 morti e tre feriti a Novoplatonivka, nella regione di Kharkiv e 4 vittime a Kamianske, nel Dnipro. Tutti civili secondo Kiev.
di Enrico Cicchetti
Il Foglio, 29 luglio 2025
Affollamento record, caldo insopportabile e suicidi in aumento. La vera emergenza è ora, e riguarda lo stato di diritto. Il rapporto di Antigone. C’è un’Italia che continua a restare fuori dal dibattito politico, eppure racconta meglio di altre l’idea che lo stato ha di sé: le carceri. L’ultimo rapporto di Antigone - presentato con un titolo che è già una dichiarazione d’intenti: “L’emergenza è adesso” - restituisce l’immagine di un sistema penitenziario al collasso. I numeri sono implacabili: 62.728 detenuti a fronte di 51.276 posti regolamentari. Ma di quei posti, più di 4.500 sono indisponibili. Significa che in realtà il tasso di affollamento sfiora il 134 per cento e, in alcuni istituti, tocca picchi che sfidano la decenza: 190 per cento a San Vittore, Foggia, Lodi e Regina Coeli.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 29 luglio 2025
Un anno fa il ministro Nordio aveva presentato il Decreto Carceri: “Un passo molto importante, un rimedio al sovraffollamento carcerario”. Oggi abbiamo 1.248 detenuti in più. È stato reso pubblico stamattina il consueto rapporto di metà anno sulle carceri dell’associazione Antigone, frutto delle visite effettuate con il nostro Osservatorio sulle condizioni di detenzione nei primi sei mesi dell’anno. Quello che abbiamo visto con i nostri occhi fatica a emergere dai numeri. Celle minuscole dove vivono sei persone nel caldo più rovente, puzza di spazzatura in putrefazione che toglie il respiro, acqua corrente che manca.
di Patrizio Gonnella*
Il Manifesto, 29 luglio 2025
Sull’edilizia penitenziaria con un buon fact-checking sarebbe facile smontare la propaganda estiva che lo circonda. “Non si respira e la situazione sta diventando insostenibile. Dovreste venire a vedere in che condizioni viviamo”. È una delle testimonianze presenti nell’ultimo rapporto di Antigone. Il sovraffollamento non è una calamità naturale. È l’esito di politiche penali e penitenziarie stratificatesi nel tempo. Politiche securitarie, per certi versi classiste (si pensi alle norme che puniscono il vagabondaggio). Le statistiche criminali non giustificano la crescita della popolazione detenuta. Detto questo in premessa, la storia dell’edilizia penitenziaria italiana è in un quadrilatero di inefficienze, ricorsi, propaganda, corruzione, a partire dalle carceri d’oro degli anni 80 del secolo scorso.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 29 luglio 2025
Il decreto Caivano ha fatto saltare un sistema, considerato un modello. Il rapporto di Antigone fotografa un sistema al collasso: sovraffollamento al 134%, 45 suicidi in 7 mesi, celle con temperatura fino a 37 gradi e fallimenti dei decreti carcere. Detenuti in aumento, carceri minorili più affollate, condizioni di vita peggiorate. Crescono proteste, suicidi e denunce per trattamenti inumani. A raccontarlo è il nuovo rapporto di metà anno di Antigone, “L’emergenza è adesso”, che si apre con la voce di una madre: “Mio figlio è in carcere da tre settimane, ha disturba psichici. Può uscire in cortile solo due ore a settimana e la sua salute peggiora. Ha solo 22 anni”. È una delle tante testimonianze raccolte durante le 86 visite compiute nell’ultimo anno. Il titolo parla chiaro: il sistema penitenziario è al collasso, tra sovraffollamento, degrado crescente e un numero di suicidi che resta altissimo.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 29 luglio 2025
Il tasso di affollamento nazionale è al 134,3 per cento, ma in 62 istituti supera il 150 per cento e in otto strutture il 190 per cento. La ricerca raccoglie i risultati di 86 visite in 12 mesi. Negli istituti per minorenni dall’insediamento dell’esecutivo le presenze sono aumentate del 50 per cento, complice il decreto Caivano: “Negli Ipm ragazzi in stato di abbandono” e “condizioni di vita degradate”. Venite a vedere le condizioni in cui viviamo. È la richiesta di una persona a colloquio con lo sportello di Antigone, che racconta di una quotidianità “insostenibile” in carcere, in “celle da sei con uno o due ventilatori”, dove “non si respira”. Le testimonianze raccolte dall’associazione restituiscono un sistema penitenziario arrivato al collasso, “fuori controllo”, in cui “aumentano le persone detenute, peggiorano le condizioni di vita, si moltiplicano le proteste, i suicidi e le segnalazioni di trattamenti inumani”.
di Luca Sofri
ilpost.it, 29 luglio 2025
La giustizia minorile italiana è stata a lungo considerata un’eccellenza: dopo il decreto Caivano le cose stanno cambiando. Dal 2022 a oggi, cioè da quando si è insediato il governo di Giorgia Meloni, il numero di giovani detenuti nelle carceri minorili in Italia è aumentato del 50 per cento: secondo dati aggiornati al 15 giugno dell’associazione Antigone, che si occupa di diritti delle persone detenute, sono 586 (quasi tutti uomini: solo 23 sono donne). Prima dell’insediamento del governo di Meloni erano 392. Anche se tecnicamente si chiamano “Istituti penali per minorenni” (IPM), nelle carceri minorili italiane non ci sono solo minorenni: al momento quelli che hanno meno di 18 anni sono 355, circa il 60 per cento del totale.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 29 luglio 2025
“Non è pigiando persone nei container, privandole degli spazi di socialità, che si fa reinserimento sociale. La destra idolatra la certezza della pena senza la certezza del diritto”. “Ci troviamo davanti alla bancarotta dello Stato di diritto e della democrazia”. Riccardo Magi, leader di Più Europa, giusto venerdì ha presentato una proposta di legge per il numero chiuso nelle carceri, in netta controtendenza rispetto alle politiche penitenziarie adottate dal governo Meloni.
di Gigliola Alfaro
agensir.it, 29 luglio 2025
Il presidente della Fict Luciano Squillaci spiega cosa cambierebbe per i detenuti con tossicodipendenza nel sistema attuale se diventasse legge il ddl approvato in Cdm. Il 30 luglio il Dipartimento per le politiche antidroga ha convocato le 5 reti delle comunità terapeutiche per illustrare nel dettaglio la parte del Piano che le riguarda. Una detenzione differenziata per i tossicodipendenti e alcoldipendenti: è al centro del disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri il 22 luglio, tra le misure del “Piano carceri”.
di Giulia Melani
L’Unità, 29 luglio 2025
Nove anni fa, il 29 luglio 2016, ci lasciava Alessandro Margara: giurista e magistrato di sorveglianza fiorentino, un vero maestro per molte e molti suoi colleghi più giovani. Per una stagione purtroppo troppo breve, ma comunque significativa, basti pensare al nuovo Regolamento dell’Ordinamento penitenziario, è stato Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Successivamente, Presidente della Fondazione Michelucci e, infine, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della regione Toscana.
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