Ristretti Orizzonti, 28 luglio 2025
Si terrà martedì 29 luglio 2025 alle ore 13:30 il workshop inerente alla valorizzazione di idee e di nuove opportunità con Resto al Sud 2.0, in coerenza con gli obiettivi strategici del progetto S.O.F.U. 2 in corso di attuazione. Si replica pertanto l’incontro di lunedì 28 luglio alle ore 18:00, in occasione di un workshop pubblico presso l’Hub della Creatività e della Comunicazione, in Viale Verdi ad Arbostella (Salerno) per consolidare collaborazioni e creare ponti tra a ambienti fragili e strutture innovative e creative.
di Roberto Oligeri
La Nazione, 28 luglio 2025
Giovedì a Rometta la serata conclusiva del concorso di testi. Canzoni scritte nei penitenziari e musicate dai cantanti. “Parole liberate 2025”: i testi dei detenuti diventano canzoni con i Jalisse, Nuovo Normale e Teresa Plantamura. Giovedì alle 21 in piazza dei Parchia a Rometta a Fivizzano serata musicale con il progetto ‘Parole liberate’. Si tratta del seguito di un bando dell’omonima Associazione emanato dal ministero della Giustizia, in cui si propone ai detenuti di scrivere un testo che diventa canzone. Le parole liberate dei detenuti sono state musicate ed interpretate da oltre 30 artisti e i brani realizzati sono stati inclusi in 2 album prodotti dall’etichetta Baracca & Burattini. Fra gli artisti Bandabardò, Morgan, Petra Magoni.
di Sara Scarafia
Robinson - La Repubblica, 28 luglio 2025
A Padova, nel penitenziario di Due Palazzi, ci sono tanti circoli, uno in arabo. Si vedono ogni settimana, condividendo anche l’Odissea ad alta voce. Carcere Due Palazzi, Padova, interno giorno. Nella biblioteca della casa circondariale Bruna sta leggendo a voce alta L’Odissea. Ad ascoltarla ci sono dieci detenuti. Uno di loro alza la mano. Vuole sapere di più su Telemaco e gli altri fanno sì con la testa: “Dicci di più”. In questo gruppo di lettura molto speciale, uno dei quattro attivi dentro il penitenziario, Itaca è la libertà.
di Maria Teresa Carbone
Alias - Il Manifesto, 28 luglio 2025
“Libri insieme. Viaggio nelle nuove comunità della conoscenza”, per Laterza un saggio di Chiara Faggiolani. Sulla diffusione dei reading parties, le feste dove i partecipanti leggono in silenzio i loro libri, tenendo per la fine chiacchiere e bevande, Ignacio Echevarría ha scritto su El Español: “Non posso fare a meno di vedervi un altro sintomo del lento ma inesorabile tramonto della cultura del libro”. Non c’è nulla di male in questa pratica, precisa il critico spagnolo, convinto però che si tratti di un esercizio “esibizionista”, dove “la presenza degli altri costituisce un fattore di controllo reciproco, funge da promemoria dell’imperativo culturale della lettura, e lo fa con modi e vincoli temporali” simili “all’obbligo che tanti sentono di andare in palestra”.
di Maria Teresa Carbone
Alias - Il Manifesto, 28 luglio 2025
Una intervista con la psicoanalista spagnola Lola López Mondéjar: “La letteratura, come il cinema, permette di abitare la mente dell’altro, superando stereotipi e pregiudizi”. In un’intervista a El País Lola López Mondéjar, psicoanalista e autrice di un saggio, Sin relato. Atrofia de la capacidad narrativa y crisis de la subjetividad, che ha vinto nel 2024 il Premio Anagrama per la saggistica, ha detto che “i gruppi di lettura sono spazi rivoluzionari”. In occasione di un ciclo di incontri da lei tenuti presso l’Instituto Cervantes di Roma le abbiamo chiesto di argomentare meglio questa posizione.
di Marco Quarantelli
Il Fatto Quotidiano, 28 luglio 2025
Luciana Delle Donne e Micol Ferrara raccontano come una onlus insegna a realizzare borse e accessori offrendo “una seconda chance a detenute e tessuti”, partendo da materiali di scarto. Esiste un “mondo scomodo”, un antro oscuro scavato nelle nostre coscienze nel quale raramente si ha voglia di affondare lo sguardo, quello dei penitenziari. In questo universo fatto di passati difficili e dolori difficilmente cancellabili che corre parallelo alle nostre vite, lavora una onlus chiamata “Made in Carcere” che prova a creare bellezza.
di Mirella Piccin
Il Gazzettino, 28 luglio 2025
“Sguardi - storie brevi scritte sulla pelle”. Ha operato nella Casa circondariale di Trieste con le donne. Nata a Taiedo e residente da alcuni anni a Trieste per motivi di lavoro, Carmen Gasparotto ha scritto un nuovo libro, intitolato “Sguardi - storie brevi scritte sulla pelle”, in cui racconta la sua esperienza come volontaria in carcere. Dietro le sbarre, ha scoperto le persone nella loro verità, nella loro essenza, ma anche nella loro parte peggiore, non lo nega. Ma sempre con la convinzione che “l’uomo non è il suo peccato né il suo reato: è figlio di Dio”.
di Iacopo Benevieri
giustiziaparole.wordpress.com, 28 luglio 2025
Appunti di Linguistica Giudiziaria. Sui muri di Roma è andato in scena, per qualche giorno, un piccolo dramma semantico a cielo aperto. Nessuna tragedia greca, nessuna epifania. Solo manifesti - rettangoli di plastica e veleno - incollati con la sicurezza di chi confida nell’inerzia cognitiva del prossimo. “Scippi in metro? Ora finisci in galera senza scuse”. E accanto, l’immagine di una persona dalle sembianze che ricorda un rom, generato dall’intelligenza artificiale ma con tutto il corredo simbolico del “colpevole ideale”. Ancora: “Occupi una casa? Ti buttiamo fuori in 24 ore”. E lì, un catalogo umano dell’ansia identitaria: migranti, rom, un “alternativo” sceso da un quadro di Otto Dix, con l’occhio stralunato di chi osa vivere ai margini.
di Massimo Cacciari
La Stampa, 28 luglio 2025
La rivoluzione richiede pensiero critico, l’istruzione non sia ossessionata dagli sbocchi occupazionali. Quale dovrebbe essere il compito fondamentale di uno Stato? La risposta che ci proviene dalle voci che stanno all’origine della nostra civiltà è una sola: nutrire, allevare ed educare i giovani. Nutrire e allevare il loro corpo, formare ed educare la loro anima. Nella loro indissolubile unità. Di che cosa infatti dovrebbe avere massima cura una città, una polis retta secondo ragione, se non della propria forza e della propria durata? E che cosa le garantisce se non nuove generazioni attrezzate in tutti i sensi ad affrontare anche l’imprevedibile?
di Cecilia Ferrara e Angela Gennaro
Il Domani, 28 luglio 2025
Storie dei minori arrivati da soli in Italia dal Mediterraneo e passati dai centri di prima accoglienza. Fuggono appena possono. Iniziano così un calvario tra sostanze pesanti, spaccio e asservimento ai clan. Barak non ne può più, picchiato e abusato dal padre in un villaggio in Tunisia. A 11 anni non ha amici, a scuola ci va poco o nulla: la sua vita sono lavoro e botte. Ha una rabbia dentro che non sa controllare. E allora scappa, va a Tunisi e lì per strada trova altri ragazzini, stessa rabbia e stessa fame. “Vieni in Italia che ti troviamo lavoro noi”, gli dice a un certo punto una voce. A 11 anni Barak (nome di fantasia a sua tutela) non ha già più niente da perdere: prende la barca insieme ad altri adulti e bambini e arriva in Sicilia nell’agosto del 2023, un mese prima di compiere 12 anni.
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