di Paolo Lambruschi
Avvenire, 28 luglio 2025
Allargare lo sguardo delle comunità, guardare a chi arriva nei nostri Paesi come a una risorsa, partendo dalla fede spesso in comune che abbiamo: il messaggio di Prevost è un invito alle coscienze. I migranti sono una benedizione divina in un mondo in cui sono necessarie la condivisione e la cooperazione contro ogni forma di chiusura e di nazionalismo. E le nazioni devono accoglierli come messaggeri di speranza. La forza del discorso di papa Leone XIV, diramato per la 111° Giornata mondiale del migrante e del rifugiato del 4 e 5 ottobre, è quella di ribaltare in modo spiazzante la nostra prospettiva prendendo come esempio la speranza fortissima che anima il cammino dei migranti e che deve animare il Giubileo.
di Anna Lombardi
La Repubblica, 28 luglio 2025
A giugno gli irregolari finiti in prigione erano 60.254, il 20 per cento in più rispetto a gennaio. Ma altro che criminali: il 71 per cento non ha precedenti penali. Il pugno duro sull’immigrazione promosso da Donald Trump ha portato un numero record di migranti irregolari nelle carceri americane. Soprattutto in quelle private, facendo volare i profitti. Lo dice un’analisi dell’Afp basata sui dati ufficiali. A giugno, ad affollare i penitenziari statunitensi erano ben 60.254 detenuti: un numero impressionante, salito del 20 per cento rispetto ai 40.500 di gennaio, quando Trump era appena entrato alla Casa Bianca.
di Giuliano Foschini
La Repubblica, 28 luglio 2025
Il cooperante, in carcere da 254 giorni a Caracas, ha parlato con i familiari. Il vice ministro degli Esteri Cirielli: “Speriamo che si giunga presto alla scarcerazione”. “Ciao mamma, sono Alberto, sono vivo. Papà, sta bene?”. È cominciata così la telefonata a casa di Alberto Trentini, il cooperante italiano arrestato in Venezuela il 15 novembre scorso senza alcuna reale ragione, e che da allora è detenuto a El Rodeo, una prigione dei servizi di Caracas. Trentini aveva chiamato casa in questi quasi nove mesi, soltanto una volta, nel maggio scorso. Da allora il silenzio totale, tanto che si temeva per la sua vita e il suo stato di salute. La telefonata di ieri, seppur di pochi minuti, è stata quindi una grande sorpresa e boccata d’ossigeno per la famiglia, seppur nella disperazione di una lontananza forzata: Trentini è usato, di fatto, come merce di scambio politico tra il governo venezuelano e quello italiano. Che, non a caso, in questi mesi, sta cercando di compiere alcuni sforzi nel riconoscere l’esecutivo guidato da Maduro. “A nome del governo italiano, esprimo sollievo per la telefonata di Alberto ai suoi familiari” ha detto ieri il vice ministro degli Esteri, Edmondo Cirielli. “Speriamo però che si giunga preso alla scarcerazione”.
di Giuliano Foschini
La Repubblica, 28 luglio 2025
L’incarico a Luigi Vignali. Il ministro degli Esteri: “Ci sono una quindicina di italiani che sono detenuti nelle carceri venezuelane”. Il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, d’intesa con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha nominato il nuovo direttore generale per gli Italiani nel mondo, Luigi Vignali, inviato speciale della Farnesina per i detenuti italiani in Venezuela. A renderlo noto in una nota, la Farnesina. Sempre in Venezuela è detenuto ormai da 253 giorni il cooperante italiano Alberto Trentini. Il ministro Tajani ha dichiarato: “Ci sono una quindicina di italiani che sono detenuti nelle carceri venezuelane. Fra questi c’è anche il cooperante Trentini, che poi ha avuto la possibilità anche ieri di parlare con la mamma, questo è un fatto positivo. L’inviato speciale dovrà dialogare per vedere come potere ottenere la liberazione di prigionieri politici che non hanno commesso a nostro parere reati. Stiamo lavorando per fare in modo che possano essere liberati e possano tornare a casa”.
di Rula Jebreal
La Stampa, 28 luglio 2025
Il Governo israeliano lascerà entrare la stampa internazionale solo quando sarà terminato il massacro. Nel conflitto sono stati uccisi più cronisti di quanti ne siano morti in tutte le principali guerre del Novecento e dei primi anni Duemila. Difendere la libertà di espressione, documentare e raccontare le verità scomode, significa riconoscere il valore e la dignità di ogni vita umana. In 22 mesi di genocidio a Gaza Israele ha ucciso centinaia di giornalisti palestinesi. A Gaza sono stati uccisi più giornalisti di quanti ne siano morti durante tutte le principali guerre del Novecento e dei primi anni Duemila messe insieme. Questi guardiani e guardiane della verità sono stati e sono i testimoni scomodi dello sterminio in corso a Gaza. Operatori dell’informazione che hanno documentato in modo sistematico i massacri e gli atti terroristici israeliani. Hanno raccontato le storie delle vittime innocenti e fatto vedere al mondo le verità che Israele credeva di poter seppellire sotto centinaia di tonnellate di missili e bombe, in quello che le Nazioni Unite hanno chiamato un cimitero a cielo aperto. Questo è diventata oggi Gaza, dopo che per anni è stata un carcere a cielo aperto.
di Domenico Quirico
La Stampa, 28 luglio 2025
Dal Senegal al Mali, la Francia rimuove gli eserciti e termina i suoi due secoli di influenza. Via libera ai nuovi padroni: la Cina, la Russia e la Jihad. A forza di non morire c’è sempre qualcosa da raccontare. Per esempio la ritirata, la fuga dei francesi dall’Africa. Dopo due secoli di soperchierie, saccheggi e massacri fisici e culturali era ora che la FranceAfrique sparisse come merita, senza patetica cerchia di piangenti e senza nessuna benedizione. Ricordate De Gaulle: la Francia senza l’Africa è un paesuccio, una potenza di terzo ordine? Bene. Adesso è certificato, la profezia è, finalmente una realtà! Il Generale aveva inventato una geniale, finta decolonizzazione, finte indipendenze accovacciate sotto il consueto tran tran: Parigi comanda gli altri obbediscono. Finito. Defunto. Anche i trinceristi patetici ma tignosi (e pericolosi) dei rimasugli di Grandeur dovranno rassegnarsi.
di Gianluca Filice
terzultimafermata.blog, 27 luglio 2025
Nell’autunno del 2023, ad un anno dall’insediamento del Governo Meloni, il Ministero della Giustizia promuoveva, di concerto con il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel), il progetto “Recidiva Zero”, un’iniziativa avviata con l’obiettivo di ridurre il tasso di recidiva tra le persone detenute tramite percorsi strutturati di studio, formazione e lavoro all’interno e all’esterno degli istituti penitenziari. L’ambizioso progetto punta all’ampliamento delle opportunità di lavoro per i detenuti nelle carceri italiane in ossequio all’articolo 27 della Costituzione, nella parte in cui attribuisce alla pena una tensione funzionale alla rieducazione del reo.
di Alessandra Servidori
ilsussidiario.net, 27 luglio 2025
Per gli italiani la pena carceraria è diventata sinonimo di protezione e sicurezza, ma non è questa la sua funzione originaria. In questi giorni si sta parlando molto di giustizia, a seguito del via libera del Senato al ddl costituzionale Meloni-Nordio che riforma la magistratura, sancendo la separazione delle carriere tra giudici e Pm. Tuttavia, in settimana è stato approvato dal Consiglio dei ministri un importante decreto in materia di carceri. Diventa allora molto interessante sapere cosa pensano gli italiani della funzione della pena, dell’indulto e di come la politica dovrebbe affrontare il tema. Ne abbiamo parlato che Arnaldo Ferrari Nasi, sociologo e analista, che con la sua Analisi Politica ha da poco realizzato un sondaggio su questi argomenti, con interessanti paragoni storici.
di Giuseppe Ariola
L’Identità, 27 luglio 2025
Nel cuore di un’estate segnata da caldo estremo e carceri allo stremo, il ministero della Giustizia ha provato a rompere l’impasse con un primo, forse timido, ma significativo passo. Secondo una ricognizione interna, ben 10.105 detenuti definitivi potrebbero accedere a misure alternative alla detenzione. Si tratta di una platea precisa: persone con una pena residua sotto i due anni, non condannate per reati ostativi (quelli più gravi, come mafia e terrorismo), e che non hanno riportato sanzioni disciplinari gravi negli ultimi 12 mesi. Non servono nuove leggi. È il dato più politico di tutti: la deflazione carceraria potrebbe cominciare subito, sfruttando le maglie dell’ordinamento attuale.
di Sara Occhipinti
altalex.com, 27 luglio 2025
Diffuse linee guida nazionali per garantire i diritti dei detenuti e favorire il loro reinserimento. Il 14 luglio 2025 si è tenuto il primo incontro operativo promosso dalla Commissione del CNF per le persone private della libertà personale. Per affrontare l’emergenza dovuta al sovraffollamento carcerario e al trend crescente di suicidi, il Consiglio nazionale Forense intende rilanciare l’azione dell’avvocatura nel sistema penitenziario, diffondendo linee guida nazionali per un’azione capillare a garanzia dei diritti dei detenuti e presentando proposte operative per il loro reinserimento sociale. “Tutti gli avvocati devono essere in prima linea per garantire tutela della salute, socialità, trattamento ed affettività in carcere”.
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