di Francesco Petrelli
Il Domani, 8 luglio 2025
La quarta Conferenza finanza per lo sviluppo che si è conclusa lo scorso 3 luglio a Siviglia è stata l’evento multilaterale più importante dell’anno per le Nazioni unite. L’appuntamento si è svolto nel momento peggiore per un sistema multilaterale. Per questo bisogna costituire nuove alleanze strategiche contro le disuguaglianze ed è prioritario ridurre il ruolo della finanza privata nel finanziamento per lo sviluppo. La quarta Conferenza sul finanziamento dello sviluppo conclusasi a Siviglia lo scorso 3 luglio è stata l’evento multilaterale più importante dell’anno per le Nazioni Unite, con 70 paesi partecipanti, decine di leader convenuti e le fondamentali questioni sul tavolo per il presente e il futuro prossimo di milioni di persone in tutto il mondo. Eppure rischia di passare inosservata per il succedersi frenetico e disordinato delle crisi degli ultimi mesi.
di Rosario Aitala
Avvenire, 8 luglio 2025
La Storia si vendica sempre dell’incoerenza e dell’abuso. L’alternativa alle regole è il ritorno alla forza come misura nei rapporti fra Stati, ha ammonito il presidente Mattarella. Il mito della “guerra giusta” sta rovesciando il mondo. L’egemone che si prepara a versare il sangue confeziona narrazioni per propagandare la propria causa. Le cuce con cura, su misura per il proprio pubblico. Le colma di appelli emotivi per eccitare odio, rabbia, paura, entusiasmo. Galvanizza i combattenti, mobilita le masse, demonizza il nemico, forgia alleanze politiche, falsifica, manomette, manipola.
di Mauro Del Corno
Il Fatto Quotidiano, 8 luglio 2025
E gli elettorati puniranno i governi che lo raggiungono. L’unico Paese che può dirsi relativamente tranquillo è la Germania. Tutti gli altri hanno messo il carro davanti ai buoi, accettando il piano Nato senza ancora sapere dove trovare il denaro. Si fa presto a dire 5%. Passare dalle promesse ai fatti, è un altro paio di maniche, non solo per l’Italia. L’impegno concordato a livello Nato dai paesi europei di alzare significativamente le spese per armi ed eserciti è stato assunto con superficialità e senza fare troppi conti. Del resto, per i capi di governo promettere qualcosa che, molto probabilmente, dovrà poi realizzare qualcun altro, ammesso che deciderà farlo, non è cosa insolita. L’impressione è che si siano sottoscritti impegni estremamente gravosi, con aumenti di spesa nell’ordine di centinaia di miliardi di euro l’anno, curandosi poco delle conseguenze. E ora i primi nodi stanno venendo al pettine.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 8 luglio 2025
La pace tra Ucraina e Russia passa attraverso lo scambio di prigionieri. Ne sono convinti alcuni dissidenti e oppositori politici russi in carcere, che hanno scritto una lettera diffusa dall’agenzia Reuters. Tra i firmatari l’avvocato Alexei Gorinov (si veda Il Dubbio del 15 febbraio 2024) e Alexander Shestun, ex amministratore pubblico finito in galera per essersi opposto al progetto di un impianto per lo smaltimento di rifiuti nel distretto di Serpukhov, non distante da Mosca (si veda Il Dubbio del 5 dicembre 2022). I dissidenti dietro le sbarre chiedono alla comunità internazionale, rivolgendosi a partire dai primi ministri e ai Capi di Stato dei Paesi europei, di effettuare immediatamente uno scambio di prigionieri di guerra e civili, secondo la formula “tutti per tutti”, compresi gli ostaggi civili ucraini.
di Gian Luigi Gatta
sistemapenale.it, 7 luglio 2025
Prendo in prestito il titolo di questo editoriale da quello di una meritoria iniziativa sul tema del caldo in carcere organizzata a Monza dalle Camere penali del distretto di Milano, il prossimo 17 luglio. E muovo da una prima considerazione: Francesco Petrelli (Presidente Ucpi), Cesare Parodi (Presidente Anm) ed io eravamo stati facili profeti. In un articolo pubblicato un mese fa su Repubblica e ripreso sulle pagine della nostra Rivista, avevamo sottolineato l’urgenza di un intervento per ridurre il numero dei detenuti nelle nostre carceri, sovraffollate e teatro di frequenti suicidi. Nel farlo, avevamo così chiosato: “l’estate, periodo critico, è ormai alle porte”.
di Stefano Milani
collettiva.it, 7 luglio 2025
E chi l’avrebbe mai detto: tocca ringraziare Gianni Alemanno, uno dei peggiori sindaci dai tempi di Nerone. E invece eccolo lì, recluso a Rebibbia, profeta del caldo assassino. Mentre 62mila corpi si dissolvono in celle-forno, lui annota la tragedia e, come per magia, i palazzi del potere si ricordano che dietro le sbarre c’è vita. Non bastavano i suicidi, i malori, i rapporti ignorati. Serviva un reduce da Campidoglio per fare audience. E per svegliare il torpore istituzionale. Così Fontana visita, La Russa si commuove, Nordio si agita. E agisce: va da MediaWorld e ordina mille congelatori a pozzetto. Uno ogni 62 condannati al disagio. Mentre il decreto “Carcere sicuro” resta ibernato, senza fondi, decreti attuativi né senso.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 7 luglio 2025
Crescono le denunce dei sindacati e dell’opposizione: Italia Viva e Azione accusano il governo di immobilismo e propaganda securitaria. Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, venerdì ha visitato Rebibbia e chiesto interventi contro sovraffollamento e carenze di organico. Un altro suicidio dietro le sbarre. Un uomo di circa 40 anni, di origine magrebina, si è tolto la vita nella sua cella nella casa di lavoro di Vasto, in Abruzzo. Era detenuto nell’articolazione per la Tutela della salute mentale. È stato trovato impiccato, senza vita.
di Francesco Lo Piccolo
vocididentro.it, 7 luglio 2025
Il suicidio nel carcere di Vasto (39mo dall’inizio dell’anno) è l’ennesima dimostrazione di un sistema che porta le persone alla disperazione. Un sistema che genera morte. Pur considerando che i suicidi sono fatti che attengono a problematiche personali, quando avvengono mentre la persona è nelle mani dello Stato, allora non si possono più definire suicidi. Troppo comodo deresponsabilizzarsi scaricando il problema alla “vittima”. Il carcere è invivibile, pura sofferenza. Oggi, non sentirsi addosso la responsabilità dei suicidi in carcere è la cosa più orribile che possa capitare a questa nostra umanità. Purtroppo oggi ci accompagna solo l’indifferenza.
di Marco Marelli
La Regione, 7 luglio 2025
Uccide di più il carcere che la criminalità organizzata. Calcolando solo i suicidi, e soltanto quelli dei detenuti (si tolgono la vita anche le guardie carcerarie), nel 2024 il carcere in Italia ne ha uccisi 91 (35 nei primi quattro mesi di quest’anno), mentre gli omicidi della criminalità organizzata nel 2024 sono stati 15. Negli ultimi dieci anni nelle carceri italiane si sono suicidati 661 detenuti, mentre gli omicidi firmati dalla mafia sono stati 331. Con il passare degli anni i primi sono cresciuti in modo verticale, i secondi sono crollati. Nei giorni scorsi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un forte richiamo alla politica affermando che siamo in presenza di “una vera e propria emergenza sociale, sulla quale occorre interrogarsi per porvi fine immediatamente”.
di Francesca Moriero
fanpage.it, 7 luglio 2025
Potrebbe essere alle porte la creazione di un servizio segreto penitenziario, con agenti sotto copertura e identità fittizie all’interno delle carceri. Un progetto riservato, che solleva interrogativi su diritti, trasparenza e giustizia. Potrebbe essere ormai pronto un decreto che, sotto il nome di “operazioni sotto copertura per la sicurezza degli istituti penitenziari”, darebbe vita a un nuovo e inedito servizio segreto interno alle carceri italiane. Il testo circolerebbe già negli uffici del ministero della Giustizia e sarebbe destinato ad approdare a Palazzo Chigi nelle prossime settimane. La misura, fortemente voluta dal sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove, esponente di Fratelli d’Italia, avrebbe l’obiettivo dichiarato di rafforzare la sicurezza interna alle carceri.
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