di Roberto Cavalieri*
bologna2000.it, 8 luglio 2025
Il caso di Andrea Cavallari, il 26enne condannato per la strage di Corinaldo che ha ottenuto un permesso per discutere la tesi di laurea e non è più rientrato in carcere, ha sollevato polemiche. L’opinione pubblica condanna l’assenza di controllo durante il permesso e contesta la possibilità di concedere benefici a chi si è reso responsabile di reati tanto gravi. A essere più ferite, però, sono le famiglie delle vittime, che ancora una volta sentono le loro istanze trascurate e non riconosciute. L’aspetto su cui dovremmo riflettere non è l’esistenza di strumenti come i permessi premio o il lavoro esterno, che non vanno assolutamente demonizzati, bensì la totale assenza di percorsi dedicati alle vittime, capaci di riconoscerle pienamente e di stimolare negli autori dei reati una reale assunzione di responsabilità.
di Federico Zanon*
quotidianosanita.it, 8 luglio 2025
In questi giorni fioriscono gli appelli accorati sul problema del carcere. Si parla di caldo, suicidi, sovraffollamento, carenza di personale. E si invocano le solite soluzioni di compromesso: più personale, più strutture, più sanitari. Parrebbe quasi, leggendo certi commenti, che installando un paio di condizionatori, mettendo qualche psicologo in più, diminuendo i suicidi, il sovraffollamento e le carenze di personale, il carcere potesse magicamente diventare quel trattamento “non contrario al senso di umanità e tendente alla rieducazione del condannato” riservato a chi è colpevole perché giunto ad una “condanna definitiva”, di cui parla la nostra ignorata Costituzione.
di Valter Vecellio
huffingtonpost.it, 8 luglio 2025
Ragionamenti attorno alle dichiarazioni più o meno chiare del prof. Mario Serio, componente del collegio nazionale, intervistato dal Manifesto. È una di quelle benemerite istituzioni con le quali ci si augura di non dover mai avere a che fare: il Garante dei detenuti. Le funzioni e le prerogative, i compiti e i ruoli del Garante sono importanti e delicati.
di Michele Bellame
anteprima24.it, 8 luglio 2025
L’Osservatorio Regionale campano sulle condizioni delle persone private della libertà personale ha lanciato un appello accorato, unendosi alle numerose voci che hanno già manifestato inquietudine per la situazione critica che sta attraversando l’Ufficio del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Il timore è legato alle dimissioni a catena di figure chiave dell’organismo: un’emorragia di competenze che rischia di compromettere la capacità del Garante di svolgere con efficacia il proprio delicato ruolo di vigilanza e tutela.
di Davide Vari
Il Dubbio, 8 luglio 2025
“Separazione delle carriere necessaria ma non sufficiente. Il sistema delle indagini va rivisto”. Il referendum sulla riforma della giustizia si terrà “nei primi mesi del 2026”. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nel corso della trasmissione Quarta Repubblica su Rete4, assicurando che il disegno di legge sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri è “in dirittura d’arrivo per l’approvazione in prima lettura al Senato” e che “la seconda lettura sarà più semplice e rapida”. Nordio ha rivendicato il percorso riformatore, definendo la separazione delle carriere e la previsione di due distinti Consigli superiori della magistratura come un intervento “necessario, ma non sufficiente”. Per migliorare l’efficienza della giustizia, ha aggiunto, “saranno necessarie anche altre riforme”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 8 luglio 2025
La senatrice del Pd vittima degli hater dopo le critiche all’iniziativa di FdI nel VI Municipio di Roma. La solidarietà delle associazioni antiviolenza. La notizia dell’apertura di uno sportello per uomini maltrattati nel VI Municipio di Roma, unico guidato dal centrodestra, ha scatenato la bufera sulla senatrice dem Valeria Valente. Valente ha criticato su Facebook l’iniziativa, approvata da una delibera della Giunta municipale guidata da Nicola Franco (Fratelli d’Italia), che descrive le donne come autrici di violenza psicologica sugli uomini, capaci di isolarli dai figli e perseguitarli con uno stalking “emotivo e silenzioso, ma logorante”. In sostanza, si legittima la teoria dell’alienazione parentale, considerata antiscientifica da Cassazione, Parlamento europeo, Onu e persino dal governo Meloni, che nel “Libro Bianco sulla violenza maschile contro le donne” l’ha definita “inaccettabile come argomentazione processuale” e “dannosa per i diritti di donne e minori”.
di Erica Manna
La Repubblica, 8 luglio 2025
Per riuscire a sopravvivere, dentro, è necessario attutire. Smorzare il volume, affievolire le sensazioni: per sopportare meglio il tempo che non scorre, le attese per telefonare a casa o all’avvocato che possono dilatarsi anche per settimane. E quel rumore costante, che non smette mai. Nemmeno di notte. Nel linguaggio del carcere si chiama “la terapia”. Un termine che si traduce in pillole: benzodiazepine, per lo più. Ansiolitici: come Xanax, Valium. A farne uso, a Marassi, sono il 95 per cento dei detenuti: praticamente tutti. Il Lyrica, invece, lo hanno vietato. Perché i detenuti usavano il farmaco - prescritto per il dolore neuropatico e l’ansia - come crack: lo fumavano. La tossicodipendenza dentro è un’altra malattia endemica.
novaradio.info, 8 luglio 2025
Su Sollicciano serve un tavolo permanente di confronto tra istituzioni e privato sociale, una sorta di “unità di crisi” per affrontare quella che ormai può essere definita la situazione di emergenza del carcere fiorentino. È la richiesta contenuta nella lettera che il Garante dei detenuti di Firenze, Giancarlo Parissi, ha deciso di inviare all’assessore al welfare del Comune di Firenze Stefano Paulesu per chiedergli di dare seguito a una idea lanciata dalla stessa amministrazione, dopo il decesso di un detenuto con problemi psichiatrici venerdì scorso nella sezione accoglienza, che ha fatto salire a cinque il totale delle morti tra le mura del penitenziario fiorentino negli ultimi 6 mesi.
di Andrea, Maurizio, Qani, Perri, Sanfilippo, Stefano, Yohan*
Corriere della Sera, 8 luglio 2025
“Anche l’ora d’aria è un inferno. I ventilatori? Li comprano i volontari”. Il racconto in diretta di un gruppo di detenuti che si trovano alla sezione La Nave della casa circondariale, nel caldo torrido dell’estate milanese, circondati dal cemento, che rende un inferno anche l’ora d’aria. I ventilatori li comprano i volontari. Che bello: arriva l’estate e quasi tutta la popolazione si prepara per andare in vacanza al mare. Inoltre, visto il caldo, il governo sta prendendo misure per non far lavorare la gente sotto il sole nelle ore più torride. Ottima cosa.
di Massimiliano Melley
milanotoday.it, 8 luglio 2025
Un Imam arriverà al carcere minorile Beccaria di Milano, e affiancherà il cappellano cattolico (don Claudio Burgio, che è anche direttore della comunità Kayros). È il frutto di un protocollo d’intesa siglato lunedì 7 luglio, presso il Tribunale dei Minorenni da diverse istituzioni: il Tribunale stesso (con la presidente Maria Carla Gatto), il procuratore dei minorenni Luca Villa, il direttore del Centro per la giustizia minorile regionale Paolo Gabriele Boni, la reggente del Beccaria Teresa Mazzotta, l’Arcidiocesi di Milano (con monsignor Luca Bressan) e l’Imam Dahmane Abdullah Tchina, in rappresentanza della comunità islamica, attivo a Sesto San Giovanni.
- Milano. “Ai detenuti islamici parlerò di responsabilità e comunità”
- Bologna. Come sta procedendo la sezione per i giovani adulti alla Dozza?
- Firenze. A spasso con Fatima, speranza oltre le sbarre
- Monza. Incubo caldo in carcere, presidio all’Arengario
- Firenze. Carcere e inclusione sociale, convegno nella sede della Regione dal 9 all’11 luglio











