di Umberto De Giovannangeli
L’Unità, 9 luglio 2025
Intervista a Paolo Ciani, vicepresidente Pd-Idp alla Camera: “È nata Rete Civica Solidale, un progetto che vuole affrontare le sfide di oggi: astensionismo, sfiducia nella politica, guerre, tagli alla spesa sociale. No al meloniano si vis pacem, para bellum: la pace va costruita. Il sistema penitenziario? Abbandona e non rieduca”
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 9 luglio 2025
Singolare incidente diplomatico, in Libia, per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Il titolare del Viminale è stato infatti respinto all’aeroporto di Bengasi, in Libia, dove era giunto insieme ai colleghi di Grecia e Malta e al commissario Ue alla Migrazione Magnus Brunner nell’ambito di una missione del “Team Europe”. Le autorità del governo della Cirenaica, fedele al generale Khalifa Haftar, hanno annullato la visita all’arrivo della delegazione, contestando la presenza di una “persona non grata” e intimando a tutti di lasciare immediatamente il Paese. In una nota ufficiale, il governo di Bengasi ha parlato di un “palese superamento dei protocolli” e di “comportamenti in violazione della sovranità nazionale libica”, senza fornire dettagli.
di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 9 luglio 2025
Una delegazione Ue di cui faceva parte il ministro dell’Interno, dopo aver fatto visita al governo libico internazionalmente riconosciuto di Tripoli, è stata bloccata e respinta dal governo parallelo di Bengasi, che fa capo al generale Haftar. Ecco le ragioni dell’incidente diplomatico - e i suoi significati. Uno “sgarbo”, come viene considerato dalle autorità libiche della parte di Bengasi, dalle conseguenze difficilmente prevedibili. Con lo spettro di un’altra impennata di immigrazione clandestina verso l’Italia che aleggia attorno al pasticcio di ieri pomeriggio all’aeroporto di Benata. Il Viminale rimane cauto rispetto a quanto accaduto dall’altra parte del Mediterraneo, che ha visto suo malgrado fra i protagonisti anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ma la discussione che ha coinvolto l’ambasciatore dell’Unione europea in Libia Nicola Orlando e la delegazione libica che aveva accolto la missione Ue - con i ministri di Malta e Grecia, insieme con il Commissario europeo per le Migrazioni Magnus Brunner - rischia di compromettere i risultati ottenuti fino a oggi dal governo proprio nella gestione dei flussi migratori dalle coste libiche, adesso in un momento delicato, visto che prima sono diminuiti e quindi di nuovo aumentati. Con la prospettiva che l’estate, in condizioni meteo ottimali, possa ulteriormente peggiorare le cose.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 9 luglio 2025
Il tribunale dei ministri di Roma ha concluso l’indagine sul caso della mancata consegna del generale libico Almasri alla Corte penale internazionale: la capo di gabinetto di Nordio era al corrente da subito di quanto stava avvenendo, e diede indicazioni di non lasciare tracce: “Niente mail né documenti protocollati”. Il Tribunale dei ministri della Capitale ha concluso l’indagine sulla mancata consegna del generale libico Najeem Osama Almasri alla Corte penale internazionale da parte del governo italiano, e sta per consegnare le sue decisioni: archiviazione o richiesta di rinvio a giudizio per uno o più membri del governo finiti sotto inchiesta, che sono la premier Giorgia Meloni, il sottosegretario a Palazzo Chigi Alfredo Mantovano, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e quello dell’Interno Matteo Piantedosi, inquisiti per favoreggiamento, peculato, e - il solo Guardasigilli - omissione d’atti d’ufficio.
di Domenico Quirico
La Stampa, 9 luglio 2025
Così l’Italia cerca accordi tra visite semi ufficiali e molti occhi chiusi. Trafficare con i criminali, aver con loro dimestichezza, impone sempre, prima o poi, di calarsi nelle paludi oscure della incertezza, della complicità, della umiliazione. Da anni, da quando abbiamo scelto questa via politica nei rapporti con l’ex quarta sponda dei tempi dell’orbace e dei polli truccati da aquile la povera Italietta va avanti così, alle prese con uomini feroci, sornionerie, smacchi, doppi fondi e manovre che ci illudiamo di gestire con le astuzie sopraffine della mostra cosiddetta “intelligence”, e qualche bustarella travestita da proficui accordi per lo sviluppo. Ossessionati dai migranti e proni alla vera politica estera che è firmata dall’Eni continuiamo a dondolare in realtà tra velleitarismi malinconici e ambizioni vaneggianti di diplomazia mediterranea.
di Angela Stella
L’Unità, 8 luglio 2025
In 100 tra legali, giuristi e toghe hanno già aderito all’appello, tra loro Nello Rossi. L’obiettivo è convincere il Parlamento a riesaminare il ddl Giachetti. Sovraffollamento che sfiora il 130 per cento e trentasette suicidi in carcere dall’inizio dell’anno, ossia in poco più di sei mesi. L’ultimo, in ordine di tempo, domenica scorsa: un detenuto di origine magrebina, di circa 40 anni, con problemi di natura psichica e per questo da qualche giorno allocato presso l’Articolazione per la Tutela della Salute Mentale, è stato ritrovato impiccato nella sua cella della casa di lavoro di Vasto (Abruzzo), come reso noto da Gennarino De Fazio, segretario Generale della Uil-Pa Polizia Penitenziaria.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 8 luglio 2025
Il presidente del Senato sarebbe pronto a sostenere la proposta di Roberto Giachetti. La premier sarebbe avvisata: non ostacola né aiuta. La soluzione per l’emergenza carceri sarebbe tutta nelle mani del presidente del Senato Ignazio La Russa. Com’è noto, la seconda carica dello Stato negli ultimi mesi ha aperto favorevolmente alla proposta di legge di Roberto Giachetti sulla liberazione anticipata speciale. “Di questo problema del sovraffollamento ci dobbiamo assolutamente occupare. Ne ho parlato con Giorgia Meloni, so che è un tema che lei avverte in maniera importante. C’è una proposta Giachetti che non so se possa essere considerata accoglibile in toto, ma è un argomento su cui farò moral suasion perché se ne discuta”: aveva detto a metà maggio durante un convegno sulle carceri, promosso dalla comunità “La Valle di Ezechiele”, guidata da don Davide Riboldi.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 8 luglio 2025
Carceri affollate e condizioni di detenzione insostenibili. Con il problema più grande: dimenticarsi di chi è ospitato negli istituti penitenziari. A questi temi è dedicata la giornata di studi organizzata dall’Organismo congressuale forense. Appuntamento il 10 luglio a Roma, nella sede del Cnel di viale Lubin. La scelta dell’Ocf di organizzare un convegno presso il Cnel, per affrontare in modo strutturato l’emergenza carceraria italiana, nasce dalle considerazioni emerse in numerosi incontri pubblici e dalla necessità di dare risposte concrete a una situazione che si aggrava quotidianamente.
di Gianpaolo Catanzariti
Il Dubbio, 8 luglio 2025
Da alcuni mesi sul muro del silenzio, calato sulle disumane condizioni di vita dei detenuti e che impedisce la fuoriuscita di una qualsivoglia voce in grado di raggiungere un pezzo di opinione pubblica distratta e senza più passione civile, si è, finalmente, aperta qualche crepa. Grazie alla infaticabile opera di due detenuti del carcere di Rebibbia, Fabio Falbo e Gianni Alemanno. Il primo, il classico detenuto ignoto, figlio sfortunato di una terra bistrattata e violentata da forme di potere criminale, ma anche istituzionale e non solo politico, la Calabria, laureatosi in legge in carcere dove sta scontando una lunga pena.
di Massimo Pandolfi
Il Resto del Carlino, 8 luglio 2025
Caccia all’uomo. Caccia a un uomo. Un ragazzo, più che un uomo. Un bulletto di 26 anni, capobanda, manipolatore - come lo hanno definito in tanti - che quasi sette anni fa ha compiuto la sciocchezza più grande della sua vita. In una discoteca strapiena - troppo strapiena - a Corinaldo, in provincia di Ancona, ha spruzzato dello spray al peperoncino, creando il panico e provocando una fuga di massa. Fu una tragedia. Persero la vita sei persone: cinque ragazzi e una mamma. Morti schiacciati. Il peggio del peggio.
- La giustizia riparativa deve diventare parte integrante dei percorsi trattamentali in carcere
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