di Nicola Sorrentino
Il Mattino, 10 luglio 2025
Aniello Bruno, 50 anni, di Angri, morì in carcere il 1 aprile del 2018. Il Tribunale ha emesso sentenza per i tre imputati di omicidio colposo. Diagnosi errata, detenuto muore dopo visita in ospedale. Per quei fatti, tre medici sono stati condannati al termine del processo di primo grado, celebrato presso il Tribunale di Salerno. Sullo sfondo c’è la morte di Aniello Bruno, 50enne di Angri, avvenuta il 1 aprile del 2018 all’ospedale ospedale di Aragona. La causa della morte era legata ad uno choc settico, risultato di una peritonite stercoracea che andò complicandosi, a causa di una ischemia intestinale.
di Vittorio Savio
Corriere dell’Alto Adige, 10 luglio 2025
Non usa mezze misure il segretario nazionale generale Uil-Pa della polizia penitenziaria Gennarino De Fazio dopo aver visitato la struttura di via Dante, insieme a una delegazione composta dal segretario regionale Antonio Cifelli, al consigliere nazionale, Nicolino Budano, e ad altri dirigenti territoriali del sindacato. Struttura fatiscente quella di via Dante, nonostante gli interventi di ristrutturazione in corso d’opera, ma unico carcere italiano ad avere ancora nelle celle in uso le turche al posto del water.
aostanews24.it, 10 luglio 2025
Da circa due settimane due detenuti della casa circondariale di Brissogne, ammessi al lavoro esterno, sono regolarmente impiegati presso il McDonald’s di Aosta. A comunicarlo è la Direttrice dell’istituto penitenziario, Velia Nobile Mattei, che ha definito l’iniziativa “una concreta risposta alla sfida del reinserimento” e parte di un piano di collaborazione con l’associazione ‘Seconda Chance’ e la società Finoallafine s.r.l.
brindisitime.it, 10 luglio 2025
L’intervento della Garante dei detenuti. Le carceri minorili italiane sono state a lungo considerate un’eccellenza a livello europeo per la loro capacità di coniugare finalità rieducativa, inclusione sociale e tutela dei diritti dei minori. Questo paradigma si è tradotto in strumenti concreti come la messa alla prova (art. 28 DPR 448/1988), il collocamento in comunità e il coinvolgimento dei servizi territoriali. Tuttavia, negli ultimi anni, il sistema ha subito una preoccupante torsione repressiva con una tendenza alla detenzione anche in presenza di reati minori. Con il Decreto Caivano (DL 123/2023, L. 159/2023) si è abbassata la soglia per la custodia cautelare minorile, a discapito di misure alternative.
diocesi.pavia.it, 10 luglio 2025
L’ondata di caldo che sta colpendo duramente tutta la popolazione in Italia e in Europa rende ancora più dura la vita in carcere, soprattutto per i detenuti privi di reti familiari. Per rispondere a questa emergenza, la Diocesi di Pavia, insieme alla Caritas Diocesana e alla Cappellania della Casa Circondariale, lancia una raccolta straordinaria di beni di prima necessità: shampoo, bagnoschiuma, saponette, dentifrici, spazzolini, deodoranti (no spray), abiti estivi (magliette, t-shirt, polo, pantaloni corti; taglie S, M, L, XL), ciabatte da doccia e scarpe da tennis o leggere (taglie 41-44).
edunews24.it, 10 luglio 2025
La X Giornata Nazionale del Cesp a Spoleto apre il dibattito su recupero, reinserimento ed emergenza umanitaria nello scenario carcerario italiano. Il 3 luglio 2025 si è svolta presso la suggestiva cornice di Spoleto la decima edizione della Giornata Nazionale del “Mondo che non c’è”, un evento organizzato dal Cesp (Centro Studi per la Scuola Pubblica) che, ormai da anni, punta l’attenzione sull’emergenza carceraria italiana proponendo una riflessione profonda sui temi del recupero dei detenuti, della risocializzazione e del ruolo centrale della cultura all’interno delle mura penitenziarie.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 10 luglio 2025
Slitta il termine per gli emendamenti, martedì le audizioni di quattro giuristi. Nessuno ha fretta di approvare una legge sul fine vita bruciando i tempi. Ma bisogna chiarirsi sull’obiettivo: se si fa slittare l’Aula è per favorire il dialogo tra le forze politiche, non per “insabbiare” il testo. Più o meno così si ragiona dalle parti del Pd, che insieme al Movimento 5 Stelle ha chiesto un mini- ciclo di audizioni in commissione Affari costituzionali del Senato per verificare la costituzionalità del ddl presentato dai relatori Pierantonio Zanettin (Forza Italia) e Ignazio Zullo (Fratelli d’Italia) e adottato come testo base dalle commissioni Giustizia e Affari sociali di Palazzo Madama.
di Alessandra Algostino
Il Manifesto, 10 luglio 2025
Preoccupa l’abdicazione della Corte nella garanzia della Costituzione. Lascia sopravvivere la norma anche e se incostituzionale: gli stranieri sono esseri umani un po’ meno umani? Trattenere, alias detenere, uno straniero in un centro di permanenza per il rimpatrio determina un “assoggettamento fisico all’altrui potere”, con conseguente mortificazione della dignità umana: comprime la libertà personale. La Corte costituzionale è limpida nell’affermarlo, come nel sostenere che ne consegue la necessità di rispettare le garanzie dell’articolo 13 della Costituzione: riserva di giurisdizione e riserva assoluta di legge. Sono garanzie che non subiscono attenuazioni riguardo agli stranieri e concernono sia i casi sia i modi del trattenimento (come chiarito anche dalle corti di Lussemburgo e Strasburgo).
di Simone Libutti
Il Manifesto, 10 luglio 2025
Frontiere Tra oggi e domani in Basilicata - a Palazzo San Gervasio e Potenza - si terrà una due giorni di mobilitazione contro la detenzione amministrativa dei migranti e per la chiusura dei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr). Tra oggi e domani in Basilicata - a Palazzo San Gervasio e Potenza - si terrà una due giorni di mobilitazione contro la detenzione amministrativa dei migranti e per la chiusura dei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr). La manifestazione - organizzata dall’Assemblea lucana NoCpr e dal Network Against Migrant Detention - avrà luogo davanti al Cpr di Palazzo San Gervasio, simbolo del fallimento del sistema di trattenimento amministrativo.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 10 luglio 2025
Doveva essere una vacanza in famiglia, una pausa d’estate tra le spiagge della Sardegna. Ma per Mahdi Rahimian, cittadino olandese di origine iraniana e rifugiato politico riconosciuto nei Paesi Bassi, si è trasformata in un incubo: manette ai polsi, arresto su mandato della Repubblica Islamica e il rischio concreto di finire consegnato a chi lo perseguita da anni. Martedì scorso, Irene Testa, garante regionale per le persone private della libertà, ha scritto al ministero dell’Interno per mettere in luce l’incongruenza tra lo status di rifugiato politico e cittadino Ue di Rahimian e il suo arresto in Italia.
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