di Valentina Stella
Il Dubbio, 11 luglio 2025
Accusato del “reato” di abbraccio, l’avvocato scrive al consiglio di disciplina dell’Ordine di Roma per archiviare il caso: “Il mio cliente è un essere umano prima ancora che un detenuto”. Rivendicando “il ruolo e la missione più elevata che un avvocato possa recitare nella sua funzione difensiva, non limitando la stessa al solo rigore professionale ma innervandola di senso di umanità e empatia per le sorti dei propri assistiti” e rifiutando “il ruolo di concorrente nell’opera di deumanizzazione del proprio assistito in special modo quando proposta in aperto contrasto con i dettami costituzionali e con le basilari regole che devono e dovrebbero essere comuni ad ogni essere umano come insegnateci nei libri di Primo Levi” l’avvocato Flavio Rossi Albertini ha chiesto al Consiglio distrettuale di disciplina del Coa di Roma di archiviare la segnalazione a suo carico per aver compiuto un gesto di generosità verso Alfredo Cospito.
di Elisa Chiari
Famiglia Cristiana, 11 luglio 2025
Il caso di Impagnatiello, che si è visto respingere dalla Corte d’Appello di Milano l’accesso a un programma di giustizia riparativa, porta alla ribalta della cronaca un istituto che la riforma Cartabia ha formalizzato. Cerchiamo di capire che cos’è, come nasce, a che cosa mira. Traduzione dall’inglese “restorative justice” la cosiddetta giustizia riparativa è un percorso parallelo ma non alternativo al processo penale che mira a “riparare” la frattura che il reato determina tra reo vittima e società.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 11 luglio 2025
Al question time il ministro smentisce le indiscrezioni sulle sue bugie ma non entra nel merito: “Segreto istruttorio”. E sulle carceri il guardasigilli sostiene non esista relazione causale tra suicidi e sovraffollamento. Dopo che tutte le forze di opposizione, dai renziani ai rossoverdi, ne hanno chiesto le dimissioni per il pasticcio del rimpatrio di Elmasry e le rivelazioni che smentiscono buona parte della ricostruzione che lui stesso aveva fornito davanti al parlamento, Carlo Nordio rigetta ogni accusa. Fin dal mattino, quando si affaccia alla conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina all’Eur e nelle ore successive, quando si presenta in aula Palazzo Madama per sessanta minuti di question time, durante il quale il ministro della giustizia sciorina il latinorum e le frasi ad effetto pur di distogliere l’attenzione dalle troppe zone d’ombra circa la vicenda del generale libico ricercato dalla Corte penale internazionale.
di Errico Novi
Il Dubbio, 11 luglio 2025
È l’allora capo del “Dag” Birritteri, a scrivere, il 19 gennaio, che le carte dell’Aia sarebbero arrivate a via Arenula solo il giorno dopo. Come il ministro ripete da mesi. Lo hanno proclamato “teste chiave”, uomo della verità. Ma Luigi Birritteri, capo del “Dag” a via Arenula nei giorni in cui Almasri veniva rimpatriato in Libia, deluderà i suoi fan. Lascerà spiazzata l’opposizione anti-Nordio, insolitamente capeggiata da Renzi. È una mail di Birritteri a smontare drammaticamente, inesorabilmente le ricostruzioni trasferite ai giornali negli ultimi giorni. Frana la teoria secondo cui il guardasigilli avrebbe avuto già domenica 19 gennaio gli atti necessari ad autorizzare l’arresto del poliziotto libico accusato di torture. E si sbriciola così il “wishful thinking” degli avversari, come lo definisce proprio Nordio nel question time di ieri al Senato: “Sperano quello che desiderano”, una fuga del ministro appunto.
di Carlo Rimini
Corriere della Sera, 11 luglio 2025
Il giudice è costretto ad avvalersi di assistenti sociali sempre diversi con i quali non ha un rapporto diretto. I Comuni più piccoli non hanno risorse sufficienti e sono costretti a consorziarsi. Una parte del lavoro viene appaltato a cooperative esterne. La notizia che la maggior parte degli imputati sono stati assolti nel “caso Bibbiano” fa tirare un sospiro di sollievo. Il polverone sollevato dalla polemica politica si è finalmente posato a terra. Tuttavia, un problema esiste. I giudici che si occupano della tutela dei bambini effettuano gli accertamenti necessari attraverso gli assistenti sociali.
di Mariano Croce*
Il Domani, 11 luglio 2025
Nel 1630 come nel 2019 si diffuse la convinzione che un reato di straordinarie proporzioni fosse stato commesso da alcuni amministratori assieme a conniventi tecnici e civili. Poco importa se a sei anni di distanza, quei supposti untori si sono rivelati innocenti: la capitalizzazione dell’infamia ha comunque permesso agli accusatori d’allora di raggranellare una manciata di voti. Per un paese come il nostro, che nella propria araldica custodisce l’emblema della Colonna Infame, il caso Bibbiano dovrebbe essere visto, né più né meno, come il coerente sviluppo di una storia illustre.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 11 luglio 2025
Con un’assoluzione definitiva la Cassazione mette la parola fine alla vicenda del penalista calabrese nonché fondatore dell’Unione camere penali. Insigne penalista, decano degli avvocati calabresi, fondatore dell’Unione Camere penali italiane, deputato ed europarlamentare. E per alcuni anni stretto nella morsa di un’accusa infamante. Per Armando Veneto si è chiusa nel migliore dei modi una pagina dolorosa - personale e professionale - con l’assoluzione definitiva dall’accusa di corruzione in atti giudiziari e concorso esterno in associazione di stampo mafioso. A mettere la parola fine sulla vicenda processuale dell’avvocato Veneto è stata la Prima sezione penale della Corte di Cassazione, che ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura generale presso la Corte di appello di Catanzaro.
genovatoday.it, 11 luglio 2025
Il provveditore per l’amministrazione penitenziaria ha individuato la struttura di Marassi per ospitare una delle prime stanze per consentire ai detenuti di incontrare i partner in condizioni di sicurezza, ma ci sono problemi di spazi. Selena Candia, capogruppo di Avs in consiglio regionale, traccia un quadro drammatico della situazione carceraria dopo la visita al penitenziario di Marassi, allo stesso tempo però annuncia una possibile novità per i detenuti, la creazione di una stanza dell’affettività per incontri sicuri con i partner, resa però complicata dalla mancanza di spazi.
La Provincia Pavese, 11 luglio 2025
Nella sala conferenze di palazzo Broletto si è svolto l’incontro pubblico, promosso da Azione, “Liberi di ricominciare”, un confronto sul sistema penitenziario italiano, le condizioni di detenuti e agenti penitenziari, e soprattutto lo sviluppo della dimensione rieducativa. Sono intervenute le educatrici Marta Struzzi e Daniela Bagarotti, trattando il loro lavoro nell’istituto penitenziario, reso ancor più arduo visto il sovraffollamento (circa 140%), Angela Scariato ha parlato del progetto “Sport in carcere”, che rappresenta non solo una valvola di sfogo per i detenuti, ma un percorso di crescita e apprendimento di valori come il rispetto del prossimo e il lavoro di squadra.
bologna2000.com, 11 luglio 2025
Ombreggianti e nebulizzatori da posizionare presso i cortili e il campo sportivo, così da alleviare dal caldo la popolazione detenuta al Sant’Anna di Modena. È questo il dono che, a nome dell’Amministrazione comunale, l’assessora alla Sicurezza integrata e alla Polizia locale, Alessandra Camporota, ha consegnato questa mattina, giovedì 10 luglio, alla direttrice in missione della casa circondariale di Modena, Austelia Oliviero.
- Piacenza. Carcere delle Novate, donati 115 ventilatori ai detenuti
- Salerno. Formazione e orientamento nel penitenziario: c’è S.O.F.U. 2
- Milano. Mattia, detenuto all’ergastolo a Bollate, sul palco al Castello
- Torino. Cardinale Repole, battesimi in carcere
- Pnrr e Terzo settore: “Interventi sociali urgenti ma erogazioni a rilento”











