di Andrea Colombo
Il Manifesto, 12 luglio 2025
La maggioranza si scaglia contro la fuga di notizie sul caso del torturatore libico. Per il governo Matteo Renzi avrebbe diffuso informazioni coperte da segreto. Il Tribunale dei ministri deciderà solo la settimana prossima se procedere con la richiesta di autorizzazione a procedere contro la premier, i ministri Nordio e Piantedosi e il sottosegretario Mantovano. Ieri ha autorizzato la visione degli atti da parte della difesa di tutti e quattro gli esponenti del governo, l’avvocata e senatrice Giulia Bongiorno. L’intera opposizione reclama le dimissioni del guardasigilli per aver mentito al parlamento sulla tempistica con la quale avrebbe ricevuto il fascicolo da firmare per convalidare l’arresto di Almasri, tra il 19 e il 20 gennaio scorsi accusando la premier di complicità ove non reclamasse il passo indietro del ministro.
di Errico Novi
Il Dubbio, 12 luglio 2025
Il Tribunale dei ministri denuncia la fuga di notizie. Bongiorno, legale del governo, potrà visionare gli atti. È un po’ come la radiazione interstellare dopo il big bang: più ci si allontana dal botto palingenetico, più l’effetto svanisce. Così procede il furibondo attacco a Carlo Nordio, il processo mediatico imbastito nel giro di pochi giorni (prima le anticipazioni di Matteo Renzi, poi l’onda lunga dei giornali) nei confronti del guardasigilli. Accusato, solo dai media e non dal Tribunale dei ministri che lo indaga davvero, di aver mentito sul caso Almasri.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 12 luglio 2025
Il vicepresidente del Csm: “Toghe nel mirino? Sorpreso da certe frasi del ministro, anacronistico evocare ancora Palamara”. Il caso Almasri? Non sarebbe opportuno alcun commento, e non ho conoscenza diretta degli elementi”. E poi guarda su, come a dire: ci sono già troppi fuochi accesi sulla giustizia. Eppure Fabio Pinelli, 59 anni, l’avvocato lucchese che dal gennaio 2023 è vicepresidente del Csm (area Lega, con profilo di “indipendente”) qualche sassolino dalla scarpa lo fa volare. Anche contro la destra. “Sulle carceri non abbiamo elaborato, come società e anche come comunità di giuristi, un pensiero: su come vincere l’utopia repressiva e mettere la rieducazione al centro”. E poi un’altra cosa gli sta a cuore “a costo di essere noioso: testimoniare il lavoro tanto efficiente quanto silenzioso portato avanti da tutto questo Consiglio superiore, che purtroppo quando funziona non fa notizia”.
di Pietro Dubolino*
La Verità, 12 luglio 2025
Il disegno di legge, nella sua nuova formulazione, è addirittura peggiorato. Di male in peggio. Non trovo altre parole per commentare la nuova formulazione, approvata all’unanimità il 9 luglio dalla commissione Giustizia del Senato, del reato di “femminicidio” che si vorrebbe introdurre, in aggiunta all’ordinario omicidio, nel codice penale. La formulazione originaria, contenuta nel disegno di legge a suo tempo presentato dal governo, era la seguente: “Chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di discriminazione o di odio verso la persona offesa in quanto donna o per reprimere l’esercizio dei suoi diritti o delle sue libertà o, comunque, l’espressione della sua personalità è punito con l’ergastolo. Fuori dei casi di cui al primo periodo, si applica l’articolo 575”.
di Giuliano Ferrara
Il Foglio, 12 luglio 2025
La sua opinione sul caso Calabresi è stata secondo lui stesso avvalorata da una testimonianza a lui resa, che resta riservata nonostante la richiesta di chiarezza, per motivi di lealtà personale. Un intenibile paradosso. Luciano Violante ha fatto l’elogio della riservatezza, sollecitato da Sofri su Repubblica a svelare la “fonte non ostensibile” di cui aveva parlato all’epoca del processo per l’assassinio del commissario Calabresi, una fonte rimasta segreta ma capace di convincerlo della colpevolezza dell’imputato. La cosa è paradossale.
firenzetoday.it, 12 luglio 2025
In Toscana sono oltre 2.100 le persone detenute o in uscita dal carcere coinvolte in percorsi di inclusione sociale, lavorativa e giustizia riparativa ma nell’ultimo anno si registrano anche molti tentativi di suicidio tra detenuti. Luci e ombre della situazione carceraria toscana sono state trattate nel corso del convegno “Carcere inclusione sociale, comunità: il sistema delle politiche regionali per la giustizia penale in Toscana” organizzato dalla Regione Toscana e Anci Toscana. A concludere la tre-giorni, una lectio magistralis della prima presidente della Corte di Cassazione Margherita Cassano.
di Giulia Ghirardi
fanpage.it, 12 luglio 2025
Un ex detenuto del carcere del Canton Mombello di Brescia ha deciso di raccontare a Fanpage.it le “condizioni disumane” che ha vissuto all’interno dell’Istituto, un luogo dove “la mentalità è quella di buttate via la chiave, dove le persone si uccidono e, se escono, lo fanno senza più un’anima”. “Si vive come scarafaggi, costretti a nascondersi dal sole. Viene il vomito all’interno di quella sezione, di quei corridoi pieni di polvere, dove si fatica anche a respirare. Ma di tutto questo a nessuno importa nulla”. A parlare è Walter M., ex detenuto del carcere del Canton Mombello di Brescia, che ha deciso di raccontare a Fanpage.it le “condizioni disumane” che ha vissuto all’interno dell’Istituto, un luogo dove “la mentalità è quella di buttate via la chiave, dove le persone si uccidono e, se escono, lo fanno senza più un’anima”.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 12 luglio 2025
L’istituto a custodia attenuata per madri con bambini al seguito a Lauro, nella provincia di Avellino, sembrava apprestarsi a chiudere, a fine febbraio, con il trasferimento negli istituti del Nord, delle donne presenti con i figli. “Per tre mesi non ci sono state detenute. Poi hanno ricominciato ad arrivare”. Cosa è successo? Lo abbiamo chiesto al garante delle persone private della libertà personale della Campania Samuele Ciambriello.
di Vincenzo Falci
seguonews.com, 12 luglio 2025
Sei agenti penitenziari del “Malaspina” indagati. Due perché accusati di avere malmenato un detenuto durante una traduzione, gli altri - tra loro anche il comandante del nucleo traduzioni e piantonamenti di Caltanissetta - perché li avrebbero favoriti nascondendo la verità. Due di loro sono stati pure sospesi dal servizio. Un sovrintendente per un mese e un ispettore per quattro mesi. Misure cautelari interdittive che già pure il tribunale del riesame ha confermato. Ai sei indagati sono state contestate le ipotesi, a vario titolo, di lesioni personali aggravate, favoreggiamento personale, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale.
comune.ragusa.it, 12 luglio 2025
Si è svolto presso la Casa Circondariale di Ragusa il terzo seminario rivolto ai detenuti e al personale penitenziario. Nell’ambito del progetto “Educare alla salute: Incontri sulla prevenzione delle malattie infettive”, si è svolto presso la Casa Circondariale di Ragusa il terzo seminario rivolto ai detenuti e al personale penitenziario. L’iniziativa, ideata da AJS Connection Srl con il contributo non condizionante di Gilead Sciences, gode del patrocinio non oneroso del Dasoe - Dipartimento per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico dell’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana, di Federsanità Anci Sicilia e dell’Arnas Garibaldi di Catania.
- Pescara. “In carcere insegno ai detenuti a raccontarsi attraverso i disegni”
- Roma. I disegni di Zerocalcare per i detenuti-fumettisti
- L’amore in gabbia, intorno all’affettività e alle sue prigioni
- Cultura, lo scatto della destra non c’è
- Migranti. La detenzione nei Cpr: la Corte costituzionale colpisce ma non affonda











