di Maria Tornielli
Il Domani, 13 luglio 2025
La risposta del ministro Giuseppe Valditara di fronte ai ragazzi che “boicottano” l’esame di maturità mostra che a dare fastidio è solo l’idea che i maturandi possano scegliere liberamente di protestare, sfruttando la struttura stessa dell’esame. Cosa dà veramente fastidio della scelta di tre studenti di non sostenere l’orale di maturità perché erano già matematicamente promossi? Magari l’argomentazione contro il loro gesto è che il colloquio è fondamentale per valutare pienamente la preparazione dei ragazzi. Che è un momento formativo imprescindibile, un’esperienza per qualche motivo insostituibile. Se è così, però, non si spiega allora perché il sistema stesso dell’esame permetta di arrivare alla sufficienza (sui cento punti del voto massimo della maturità 40 sono assegnati con il sistema dei crediti che valuta l’esperienza degli anni passati, 20 per la prima prova e altri 20 per la seconda) anche senza sostenerlo. Se è una prova così irrinunciabile, come sono tante prove orali in altri contesti, perché è così semplice rinunciarvi?
Sbarchi di migranti dalla Libia: +87% nel 2025. I dati di Frontex e il “calo” che non è mai esistito
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 13 luglio 2025
Il 91% di tutti gli sbarcati nel 2025 è partito dalla Libia, mentre nei primi sei mesi del 2024 erano il 56%. Nello stesso periodo, la Tunisia è scesa dal 39% del 2024 al 6% di quest’anno. I dati di Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, evidenziano una diminuzione complessiva del 20 per cento degli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’Ue nella prima metà del 2025. Ma nonostante il calo, scrive l’Agenzia, “la rotta del Mediterraneo centrale ha registrato oltre 29.300 attraversamenti irregolari, il 12% in più rispetto allo stesso periodo del 2024”. E in particolare, “la Libia continua a essere il principale Paese di partenza per questi viaggi pericolosi, con circa 20.800 migranti arrivati in Italia, con un aumento dell’80% rispetto all’anno scorso”.
di Beppe Severgnini
Corriere della Sera, 13 luglio 2025
Inutile elencare le decisioni strane o aggressive prese dall’amministrazione Trump in sei mesi. Non è solo la sostanza, ma anche la forma, a sconcertare La lettera con cui Donald Trump comunica all’Unione europea l’imposizione di dazi al 30%, a partire dal 1° agosto, sembra opera di un ragazzino delle scuole medie, non molto versato per la scrittura. Leggetela, vale la pena. Concetti ripetuti, vocabolario ridotto, blandizie e velate minacce. Se aggiungiamo che il mittente è appena comparso sull’account X della Casa Bianca vestito da Superman (“Simbolo di supremazia!”) occorre decidere: dobbiamo ridere o preoccuparci? Temo dobbiamo preoccuparci. Quando ho detto a “Otto e mezzo” (La7) che Donald Trump avrebbe bisogno di un buon psicoterapeuta, sono stato insultato sui social. Vorrei che i miei critici mi spiegassero dove sbaglio. Quello del Presidente americano vi sembra un atteggiamento normale? E non, invece, il comportamento erratico di un anziano collerico, narcisista e impulsivo?
di Gennaro Tortorellli
L’Espresso, 13 luglio 2025
“Sto davvero mettendo in gioco tutto quello che ho. Se ci riesco io, allora tutti possiamo resistere a questa pressione. E insieme possiamo davvero uscire da questo genocidio con la speranza di un mondo migliore”. Intervenuta a una conferenza stampa a Lubiana, la Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i Diritti Umani nei Territori Palestinesi Occupati, Francesca Albanese, ha reagito alle sanzioni individuali impostele dall’amministrazione Trump. Tali misure - che includono il divieto di ingresso negli Usa e il congelamento dei beni - solitamente sono riservate a leader di Paesi considerati ostili, non a funzionari delle Nazioni Unite o giudici internazionali. “È un record”, ha commentato ironica, “sono la prima persona dell’Onu a cui è successo. Per cosa? Per aver denunciato un genocidio? Per aver documentato un sistema? Mi sanzionano, ma non mi hanno mai contestato i fatti”.
di Cesare Burdese*
L’Unità, 12 luglio 2025
Recentemente, ho visitato insieme a Nessuno tocchi Caino e alle Camere penali liguri le carceri di Genova-Pontedecimo, Sanremo e Genova-Marassi. Al di là di compiere un’opera di misericordia corporale laica, entro in carcere per constatare le condizioni delle strutture detentive e della vita al loro interno, da molti decenni oggetto del mio impegno di architetto. Quello che ogni volta mi appare è il risultato plastico di azioni che hanno nel tempo contribuito a configurare uno scenario materiale detentivo contraddittorio e negativo, fuori dal dettato costituzionale.
di Osservatorio Regionale Campano sulle condizioni delle persone private della libertà personale
Ristretti Orizzonti, 12 luglio 2025
L’Osservatorio Regionale campano sulle condizioni delle persone private della libertà personale chiede al Parlamento e al Governo di ascoltare e comprendere le parole del Presidente della Repubblica che ha definito il sistema carcerario “contrassegnato da una grave e ormai insostenibile condizione di sovraffollamento nonché’ dalle condizioni strutturali inadeguate di molti istituti”. Il sovraffollamento medio ha, infatti, raggiunto il 130%, ma in moltissimi Istituti penitenziari, tra cui il carcere di Poggioreale, in cui i detenuti sono 2.164, il sovraffollamento reale supera il 160% e le parole del Presidente Mattarella sono inequivocabili: occorre intervenire immediatamente su questa condizione insostenibile.
di Fabio Falbo*
L’Unità, 12 luglio 2025
In un silenzio totale e senza difesa alcuna, quello che accade nelle carceri e di rispecchio nella società libera, non ha niente di ordine o sicurezza. Stiamo assistendo a quella censura velata che ostacola la libertà d’espressione non solo delle persone detenute. La nonviolenza è condannata in nome di una legge fatta a proprio piacimento. Più che mai deve essere vero che il fine giustifichi i mezzi e che la violenza sia levatrice della storia. Una storia scritta dal più forte che non ha letto il saggio di Lev Nikolaevic Tolstoj “Il regno di Dio è in voi”, che espone la dottrina della “non-resistenza al male per mezzo del male”.
Il Dubbio, 12 luglio 2025
Il vicepresidente del Csm lancia un appello per una riforma strutturale del sistema penitenziario: “Il diritto penale è una extrema ratio”. Il carcere, se lasciato a sé stesso, rischia di diventare “un’avanzata scuola del crimine, anziché luogo di rieducazione”. A lanciare l’allarme è Fabio Pinelli, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, che in un’intervista a Repubblica sollecita una riflessione urgente e strutturata sul sistema penitenziario italiano. “Dobbiamo raccogliere una grande sfida - afferma Pinelli - aprendo con lucidità, cautela ma anche coraggio una riflessione per evitare che il carcere perda la sua funzione costituzionale”. L’intervento arriva in un momento di crescente attenzione sulla crisi delle carceri italiane, segnate da sovraffollamento cronico e da una persistente difficoltà nel garantire percorsi concreti di reinserimento.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 12 luglio 2025
L’avvocato Irma Conti, componente del collegio che vigila sui diritti delle persone recluse, segnala situazioni critiche in molte carceri e auspica pene alternative per almeno 19mila reclusi. “Il presidente della Repubblica ha pienamente ragione quando afferma che la situazione nelle carceri è insostenibile. E non da oggi: è una condizione strutturalmente critica, in cui alla privazione della libertà personale si somma quella della dignità umana. Non è questione di gestione amministrativa, ma di tenuta dei diritti fondamentali”.
di Christian Campigli
Il Tempo, 12 luglio 2025
Il sottosegretario alla Giustizia: “I detenuti dei circuiti di Alta e Media Sicurezza non potranno più circolare liberamente, così diminuiscono aggressioni e soprusi”. “La pena serve se rieduca. Tenere in cella per anni una persona che poi esce e torna a delinquere non ha senso”. Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia, spiega così la necessità di ritornare un settore, quello carcerario, troppo spesso dimenticato.
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