di Luca Rondi
altreconomia.it, 14 luglio 2025
Il prefetto della città, Donato Cafagna, ha firmato in prima persona il diniego all’accesso civico con cui si chiedeva di poter ottenere copia aggiornata del registro degli eventi critici nel “Brunelleschi”. Nel giro di un mese un atto prima “ostensibile” è diventato pericoloso da diffondere per ordine pubblico e sicurezza. Tra le motivazioni anche un mai visto giudizio sulla completezza e oggettività del lavoro di Altreconomia. Cala il buio sul Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Torino.
brindisireport.it, 14 luglio 2025
Si costituisce il gruppo No Cpr Brindisi, 37 associazioni scrivono una lettera ai comuni della provincia di Brindisi. Tutti i Comuni della Provincia di Brindisi hanno ricevuto una lettera sottoscritta da 37 associazioni per la chiusura dei Cpr e l’abolizione della detenzione amministrativa per le persone migranti. Dopo la morte di Abel Okubor nel Cpr di Restinco si è costituito il Gruppo No Cpr Brindisi per continuare l’impegno che da anni le associazioni e i movimenti del territorio hanno assunto per la chiusura del Cpr di Restinco e di tutti i Cpr.
di Massimo Cacciari
La Stampa, 14 luglio 2025
Siamo ormai indifferenti a ogni ingiustizia, pronti a digerire ogni fake news di Musk e compagnia. L’Europa sta avvelenando i suoi pozzi. Come è possibile non vederlo oltre gli orrori della cronaca quotidiana? Le guerre si stanno conducendo in modo tale da rendere impossibile ogni pace che sia qualcosa di più di un armistizio, della continuazione della guerra in forme nascoste. Le guerre si stanno conducendo e vengono così narrate perché l’odio continui oltre ogni trattato. Se conduco la guerra contro il Nemico assoluto, questi resterà per forza tale anche se sarò costretto dalle circostanze a firmare con lui un patto o a fingere di stringergli la mano.
di Elena Granata
Avvenire, 14 luglio 2025
Trump rilanciato l’idea di trasformare Gaza in una Riviera del Medio Oriente. Il ministro israeliano Israel Katz vuole una “città umanitaria” sulle macerie di Rafah. Come si guadagna sull’urbanistica. Da urbanista sono abituata a riconoscere nelle immagini satellitari la forma degli edifici, la trama delle strade, la densità dell’urbanizzato. Ma a Gaza è la devastazione a prevalere, un vuoto che non richiama più nulla di ciò che, fino a pochi mesi fa, era un tessuto urbano vivo. Qualcuno parla di urbicidio o di ecocidio, perché anche la natura è stata annientata, ma forse queste parole non dicono abbastanza. La scrittrice palestinese Zena Agha parla di “disinvenzione”: la volontà sistematica di cancellare l’esistenza stessa di un luogo dalla memoria collettiva. Come se quel luogo non fosse mai esistito.
di Lucrezia Agliani
ultimavoce.it, 14 luglio 2025
Negli Stati Uniti, la questione dell’immigrazione e delle pratiche di gestione dell’Amministrazione Trump è tornata al centro dello scontro politico e giudiziario, questa volta con una sentenza. Una giudice federale ha emesso un provvedimento temporaneo che limita l’azione dell’ICE a Los Angeles. L’agenzia per il controllo dell’immigrazione si vede infatti privata della propria discrezionalità, in particolare nella contea di Los Angeles e in altre aree della California, con l’obiettivo di fermare tutti gli arresti e le violenze perpetrate dal reparto istituzionale. L’ordinanza si propone di fermare arresti considerati discriminatori e condotti senza mandato, evidenziando presunte violazioni dei diritti costituzionali degli individui fermati.
di Giampiero Gramaglia*
Il Fatto Quotidiano, 14 luglio 2025
“Trent’anni dopo, sta accadendo ancora”, osserva Amnesty International. Intaccate da Srebrenica e dagli scandali, la reputazione dei Caschi Blu e la fiducia nell’Onu sono logorate. 1945-2025, 80 anni di Nazioni Unite: la carta, firmata a San Francisco il 24 giugno, entrò in vigore il 24 ottobre, dopo la ratifica da parte dei Paesi membri - allora, 51; oggi, 193. 1995-2025, 30 anni dalla strage di Srebrenica: l’11 luglio, ricorre la Giornata internazionale istituita solo l’anno scorso dall’Onu, momento di riflessione e commemorazione del genocidio svoltosi nella località bosniaca: oltre 8000 uomini e ragazzi musulmani bosniaci vi furono trucidati.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 14 luglio 2025
Il numero di 345 esecuzioni nel 2024 è il più alto mai registrato da Amnesty International in 30 anni. Un dato in netto contrasto con le dichiarazioni del principe Mohamed bin Salman. In un recente rapporto, Amnesty International ha denunciato l’allarmante aumento delle condanne a morte eseguite in Arabia Saudita, soprattutto per reati di droga e in particolare nei confronti di cittadini stranieri. Tra gennaio 2014 e giugno 2025, secondo fonti di stampa ufficiali, sono state messe a morte 1816 persone, quasi una su tre per reati di droga che secondo le norme e gli standard internazionali non possono essere puniti con la pena capitale. Delle 597 esecuzioni per reati di droga del decennio, quasi tre quarti hanno riguardato cittadini stranieri.
di Chiara Sgreccia
La Repubblica, 14 luglio 2025
Un approccio che preoccupa le organizzazioni per i diritti dei detenuti. Dovuto non solo all’ondata di criminalità ma anche alla trasformazione del sistema penitenziario a causa delle politiche punitive dell’estrema destra. Dal modello scandinavo, basato sulla riabilitazione, a uno punitivo, che punta a recludere i detenuti. Così la Svezia negli ultimi dieci anni è passato dall’essere il Paese delle carceri vuote, in cui gli istituti penitenziari chiudevano perché non c’erano abbastanza persone da mettere in cella, a quello del sovraffollamento delle prigioni. Che, per uscire da “una situazione di crisi” a causa delle galere troppo piene, come l’ha definita il capo del personale penitenziario, Joakim Righammar, si organizza per trasferire i suoi detenuti all’estero, in modo da liberare posti nelle carceri nazionali.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 13 luglio 2025
L’Ordine dei giornalisti difende i giornali scritti dai detenuti. Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha approvato un ordine del giorno firmato dai consiglieri Pallotta e De Robert per “tutelare i giornali dove collaborano i detenuti”. Un atto di richiamo all’articolo 21 della Costituzione e all’articolo 18 dell’Ordinamento penitenziario, che chiedono il rispetto del diritto di libera informazione anche dietro le sbarre. In Italia le carceri restano luoghi isolati, dove la trasparenza fa fatica a farsi strada. Il tasso di sovraffollamento è giunto a sfiorare il il 135%, nelle carceri italiane, e mette a repentaglio perfino le vite degli oltre 62 mila reclusi. Numeri che spiegano perché un laboratorio di scrittura in carcere non sia mai solo un esercizio creativo, ma un presidio di democrazia e di umanità. Eppure, in più strutture sono stati imposti controlli preventivi sui testi o bloccati persino gli acquisti di libri: è successo con “Un’altra storia inizia qui” dell’ex ministra della giustizia Marta Cartabia.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 13 luglio 2025
Detenuti e parlamentari uniti per la liberazione anticipata speciale. Nel carcere romano confronto tra detenuti e politici di ogni schieramento. Appello corale al Parlamento: “Serve un intervento urgente contro il sovraffollamento”. L’associazione Nessuno tocchi Caino ha da poco concluso il suo laboratorio “Spes contra spem” nel carcere romano di Rebibbia che ha visto la partecipazione, con i dirigenti della associazione Sergio D’Elia, Segretario, Rita Bernardini, Presidente ed Elisabetta Zamparutti, Tesoriere e propri militanti, di parlamentari di tutti gli schieramenti politici iscritti a Nessuno tocchi Caino.
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