di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 15 luglio 2025
Anche se l’ordinamento penitenziario limita i colloqui visivi ai familiari, incontrare una donna rientra nel diritto all’affettività. Non può essere vietato, in nome del diritto all’affettività, il colloquio visivo del boss di mafia detenuto al 41-bis, con una donna con la quale, dopo uno scambio epistolare, durato circa 17 anni, si è instaurata una relazione sentimentale. E questo malgrado l’ordinamento penitenziario, per quanto riguarda il regime speciale differenziato, vieti espressamente (comma 2, articolo 41-bis) i colloqui del detenuto sottoposto al cosiddetto carcere duro, con persone diverse dai familiari, salvo casi eccezionale individuati di volta in volta dal direttore dell’istituto di pena. La Cassazione ha così respinto il ricorso del ministero della Giustizia contro l’ordinanza con la quale il Tribunale di sorveglianza aveva accolto il reclamo presentato da un boss della mafia - ristretto al 41-bis da oltre 25 anni e in carcere dal 1993 - per cancellare il no del direttore a un colloquio in presenza con una donna amica di “penna” dal 2008: una relazione epistolare che si era trasformata in una liaison sentimentale.
di Erica Manna
La Repubblica, 15 luglio 2025
La ditta che si è aggiudicata l’appalto in Liguria fornisce colazione, pranzo e cena per 3,93 euro. Così i detenuti, se hanno il permesso, preferiscono cucinare in cella. Fare colazione, pranzo e cena con 3,93 euro. Cosa si potrebbe mangiare, fuori? Eppure, è quello che accade dentro: perché è questo il valore della diaria giornaliera a persona proposto dalla ditta che si è aggiudicata il servizio per le carceri liguri, a Chiavari, Spezia, Imperia, Sanremo, Marassi e Pontedecimo. Un ribasso del 30,97 per cento, per un lotto stimato 9 milioni e 550 mila euro. Tre euro e 93, Iva esclusa. “Ma con una diaria inferiore ai 4 euro giornalieri - incalza il garante regionale dei detenuti, Doriano Saracino - i problemi legati alla qualità del vitto, se non addirittura alla quantità, sono difficilmente eliminabili”.
di Adamo Chiesa
lapiazzaweb.it, 15 luglio 2025
Grazie alla collaborazione con la Regione Veneto, il progetto promuove percorsi di orientamento, formazione e housing sociale per persone sottoposte a misure penali esterne o in uscita dal carcere. Un importante passo avanti nel reinserimento sociale e lavorativo delle persone coinvolte nel sistema penale arriva dal Ministero della Giustizia. Il Ministro Carlo Nordio ha infatti stanziato oltre due milioni di euro destinati al Veneto per l’attivazione di percorsi di orientamento, formazione e housing sociale rivolti a chi è sottoposto a misure penali esterne o in uscita dagli istituti penitenziari.
di Natascia Grbic
fanpage.it, 15 luglio 2025
Il garante Anastasia: “La solitudine uccide, in carcere più che fuori”. Un detenuto è morto dopo che venerdì scorso ha tentato il suicidio nel carcere di Frosinone. Subito soccorso e portato in ospedale, è stato immediatamente preso in carico dai medici che hanno provato di tutto per salvargli la vita. Purtroppo tutti i tentativi non sono andati a buon fine, il cuore del ragazzo non ha retto. Le lesioni riportate nel tentativo di togliersi la vita si sono verificate gravi e irreversibili. Oggi, purtroppo, il decesso. A dare notizia della morte del ragazzo è stato il Garante dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasia. “Non ce l’ha fatta il ragazzo che ha tentato il suicidio venerdì scorso nel carcere di Frosinone - le parole di Anastasia -.
bergamotomorrow.it, 15 luglio 2025
Il gesto estremo di un detenuto pachistano riaccende l’allarme sulle condizioni nella casa circondariale di via Gleno. Sovraffollamento, carenze di personale e disagio psichico al centro della denuncia. Un detenuto pachistano di 32 anni ha perso la vita a seguito di un gesto estremo compiuto a metà giugno nel carcere di via Gleno, a Bergamo. L’uomo è deceduto dopo alcuni giorni di ricovero in ospedale, nonostante gli sforzi tempestivi per tentare di salvargli la vita. Un episodio che getta nuova luce sulle condizioni di disagio psichico e sociale che affliggono le carceri italiane, con la struttura bergamasca tra le più critiche a livello nazionale.
di Nicola Bianchi
Il Resto del Carlino, 15 luglio 2025
Gli ispettori mandati da Roma dopo la denuncia dello stupro in una cella. La denuncia del presunto stupro ai danni di una detenuta trans in una cella dell’Arginone - “mi hanno attirata con l’inganno e mi hanno violentata in tre” - un’inchiesta in Procura, due interrogazioni al ministro Nordio, l’arrivo della senatrice Cucchi per un’ispezione a sorpresa e ora l’arrivo degli ispettori mandati da Roma. Tutto racchiuso in un fazzoletto di giorni.
di Andrea Bucci
La Stampa, 15 luglio 2025
In manette era finito un ragazzo che aveva filmato un controllo: era rimasto una notte in commissariato senza accuse concrete. Riconosciuta una provvisionale di 5.000 euro. Due poliziotti del reparto prevenzione crimine sono stati condannati, ieri mattina, 14 luglio 2025, per aver illegalmente detenuto una notte in commissariato un ragazzo fermato durante un controllo in un esercizio commerciale La giudice ha anche riconosciuto alla parte civile, il ragazzo trattenuto in Commissariato, il pagamento in solido di una provvisionale di 5 mila euro.
friulioggi.it, 15 luglio 2025
Nuovo protocollo a favore dei detenuti del carcere di Udine. Firmato un nuovo protocollo d’intesa che rafforza il ponte tra il carcere e la città di Udine, portando dentro le mura cultura, lettura, socialità e occasioni di riscatto. Il Comune di Udine, la Casa Circondariale, l’Associazione Icaro Volontariato Giustizia Odv, il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale e il Cpia (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti) hanno siglato un accordo che rinnova e potenzia un’esperienza già avviata, mettendo al centro l’accesso alla cultura come strumento di crescita personale e collettiva per le persone detenute.
di Riccardo Lazzari
udinetoday.it, 15 luglio 2025
Entro fine anno le “love room” per le visite intime. Il nuovo progetto culturale instrada gruppi di lettura e cineforum, aggiunge testi di grammatica italiana, ma per l’ex garante dei detenuti “Tutto questo può funzionare se non c’è il sovraffollamento”. Nuovi libri, riviste e multimedia, anche in lingua straniera, nella biblioteca del carcere; prestiti interbibliotecari, gruppi di lettura, cineforum. E poi testi per imparare l’italiano, laboratori creativi, percorsi ludico-educativi, di scrittura e di educazione all’immagine, oltre a - potenzialmente - incontri con gli autori.
di Viola Mancuso
gnewsonline.it, 15 luglio 2025
Venerdì pomeriggio, il teatro del carcere di Rebibbia ha ospitato un evento d’eccezione: lo spettacolo “La Rivoluzione alla Sudamericana”, messo in scena dai detenuti della compagnia Teatro libero di Rebibbia, con la partecipazione dell’attore Alessandro Marverti. Curato dalla regista Laura Andreini, lo spettacolo è stato presentato in occasione del modulo “Cultura e carcere” a cura di Fabio Cavalli, nell’ambito della 12esima edizione del master di 2° livello in “Diritto penitenziario e Costituzione” diretto da Marco Ruotolo, professore ordinario di diritto costituzionale dell’Università degli studi di Roma Tre, e dalla direttrice vicaria Silvia Talini, ricercatrice di diritto costituzionale presso il medesimo ateneo.
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