provincia.le.it, 16 luglio 2025
Un incontro di approfondimento e confronto a Lecce, con esperti impegnati ogni giorno sul campo e uno spettacolo teatrale tematico a Tiggiano, a cura di Stabile Assai, la più antica compagnia di teatro penitenziario in Italia. Sono i due eventi della giornata dedicata al mondo penitenziario, promossa dalla Commissione Pari opportunità provinciale, in collaborazione con la Provincia di Lecce e il Comitato provinciale di Lecce Aics (Associazione Italiana Cultura e Sport), in programma giovedì prossimo 17 luglio.
di Paolo Siani
scienzainrete.it, 16 luglio 2025
Il cortile d’onore di Montecitorio ospita da qualche settimana una scultura che rappresenta un bimbo in posizione fetale, a rappresentare la fragilità e l’abbandono, ma anche la promessa nel futuro se sapremo proteggere i bambini e le bambine. Non è quello che sta succedendo oggi, certamente nel mondo, e in Italia quando il decreto sicurezza porta in carcere le donne incinte o le madri con i figli. L’arte ha il potere di richiamare emozioni, è spesso collegata alla realtà ed è un potente mezzo di scoperta, di conoscenza e talvolta di denuncia.
di Michele Bocci
La Repubblica, 16 luglio 2025
Amato: “Non sia possibile solo nelle cliniche private”. I costituzionalisti criticano l’esclusione del Ssn. Domani gli emendamenti. Sono tanti i punti oggetto di scontro, o comunque da chiarire, sulla proposta di legge sul fine vita della destra. Ieri la commissione Affari costituzionali del Senato ha ascoltato quattro esperti di diritto costituzionale, indicati da maggioranza e opposizione, e i temi caldi sono rimasti sul tavolo. Primo tra tutti, il ruolo del sistema sanitario nel suicidio assistito, che al momento non è previsto nella bozza di ddl. Un altro aspetto affrontato riguarda il ruolo la commissione unica nazionale che dovrebbe valutare tutte le istanze dei pazienti. Ci vorranno giorni di lavoro delle commissioni Giustizia e Affari sociali per esaminare gli emendamenti.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 16 luglio 2025
Detenzione amministrativa In un anno le deportazioni dei migranti dalla struttura alle porte della capitale sono passate dal 23% al 15%. I garanti dei detenuti di Roma e Lazio annunciano un’ispezione nei centri di Gjader. Sei delle sette persone finite lo scorso anno nel Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) di Ponte Galeria sono state private della libertà senza alcun motivo. Perché, dicono i dati anticipati ieri dalla garante dei detenuti di Roma Valentina Calderone, il numero dei rimpatri effettuati su quello complessivo dei trattenuti è sceso sotto il 15%. In forte calo rispetto all’anno precedente, quando la percentuale si era assestata sul 23%. In cifre sono passati da 268 a 168.
di Susanna Ronconi
Il Manifesto, 16 luglio 2025
Molto è cambiato nello scenario europeo da quando, nel 2021, è stata varata la Strategia europea sulle droghe 2021-2025: diversi gli equilibri nel Parlamento europeo, con una crescita delle forze di destra, diversa la politica della Commissione, con un approccio sempre più law and order su fenomeni sociali epocali, aumentato il numero dei governi degli Stati membri orientati all’autoritarismo e al panpenalismo. L’emanazione della prossima Strategia sulle droghe 2026-2030 pertanto allarma le reti della società civile europea, che hanno cominciato a muoversi perché non vi siano passi indietro in una politica comunitaria che, sebbene non sufficientemente coraggiosa e adeguata, pure negli anni scorsi ha mantenuto l’Europa a livello globale in una posizione di ricerca di un miglior bilanciamento tra politiche della salute e dell’ordine, aperta alle alternative alla penalizzazione delle condotte minori, sostenitrice dei diritti umani e a favore della Riduzione del danno (RdD). Su quest’ultimo punto, soprattutto, la Strategia che è in scadenza aveva registrato un passo importante, fortemente voluto dalle associazioni, sollevando la RdD dalla tradizionale ancillarità alla ‘riduzione della domanda’ e facendone un asse strategico a sé.
di Paolo Baroni
La Stampa, 16 luglio 2025
L’indagine Censis: forte pacifismo e tanti pronti a disertare. Il 26% punterebbe sui mercenari stranieri al fronte. Russia e Paesi islamici considerati la prima minaccia. Il centro studi: “Prevalgono cinismo e spinta alla neutralità”. Nel momento in cui la conflittualità globale si intensifica, con la deflagrazione di scontri militari dispiegati su più fronti, la società italiana si scopre impreparata. “Una impreparazione culturale e psicologica, prim’ancora che nella dimensione specificamente bellica: in pratica non si riesce a concepire la guerra come un fatto possibile e attuale, ritenendo ancora di poterla aggirare con astuzie politico-diplomatiche” rivela una nuova indagine del Censis su “Gli italiani in guerra” che La Stampa è in grado di anticipare.
di Gianfranco Pasquino*
Il Domani, 16 luglio 2025
Il capo della Casa Bianca ha già perso molta credibilità, e i sondaggi Usa lo rilevano e rivelano senza eccezione alcuna. Un presidente non credibile con comportamenti erratici non ha nessuna possibilità di costruire un nuovo ordine globale. E l’Ue, per favore, batta un colpo. Troppi si sono già dimenticati, oppure, forse non hanno mai realizzato, che l’ordine mondiale del dopoguerra, che non fu mai del tutto “liberale”, è stato il prodotto di due fattori. Da un lato, il ruolo, questo sì effettivamente liberale, svolto dagli Stati Uniti da Bretton Woods in poi nelle grandi organizzazioni internazionali, in particolare quella per il commercio e nella Banca mondiale e nel Fondo monetario internazionale. Dall’altro, quel tanto di ordine internazionale che ha caratterizzato il dopoguerra fino al 1989 dipese - lo scrivo con l’enfasi degli studiosi che lo battezzarono, descrivendolo e monitorandolo - dall’equilibrio del terrore (nucleare) fra Usa e Urss.
di Massimo Nava
Corriere della Sera, 16 luglio 2025
Dopo tanti accorati richiami al diritto internazionale e condanne di massacri di civili, che in fin dei conti la vittoria resta nel campo dei “cattivi”, Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu. Più volte, i leader europei hanno annunciato l’ingresso dell’Ucraina nella Nato, salvo lasciare nel limbo percorsi e date possibili. Dall’inizio della guerra, hanno manifestato a Kiev una solidarietà a tutto campo, che comprendeva aiuti economici, accoglienza profughi e soprattutto armi, tuttavia manifestata a intermittenza e con il contagocce. L’impegno per la ricostruzione è importante, ma non sufficiente: un pacchetto di dieci miliardi, quando le stime dei danni di guerra ammontano a oltre cinquecento miliardi.
di Giusy Baioni
Il Fatto Quotidiano, 16 luglio 2025
Un documento di 87 pagine consegnato alla Corte Penale Internazionale rivela torture e massacri contro le popolazioni nomadi. In Mali è in corso una pulizia etnica: così documenta un dossier, che Ilfattoquotidiano.it ha potuto visionare in esclusiva, depositato alla Corte Penale Internazionale dove è già aperto un procedimento sul paese saheliano. Dopo la denuncia della rivista Jeune Afrique delle atrocità commesse dagli uomini di Wagner in Mali, emerge un dossier prodotto da una ricercatrice italiana che chiede l’anonimato per non mettere in pericolo le fonti. Insieme a loro, infatti, ha prodotto 87 pagine sulle gravi violazioni dei diritti umani depositate alla CPI il 5 aprile scorso: la dottoressa ha raccolto e strutturato testimonianze, documenti video e audio e rilievi forniti da esperti locali, confrontandoli con documenti d’archivio, testi storici, scientifici e studi militari. Ciò che ne emerge è la documentazione di una pulizia etnica in corso ai danni delle popolazioni nomadi, principalmente di etnia tuareg e (in misura minore) peul. Un dramma quasi sconosciuto, poiché accade in pieno deserto, lontano dagli sguardi. Solo alcuni gruppi Facebook legati alle milizie russe che contribuiscono a questa carneficina documentano l’accaduto: Ilfattoquotidiano.it ha deciso di non diffondere immagini e video perché troppo cruente.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 15 luglio 2025
Anche l’Associazione Nazionale Magistrati si schiera a favore della proposta di legge Giachetti sulla liberazione anticipata speciale: la sua approvazione sarebbe “un rilevante segnale di attenzione verso una popolazione detenuta che vive quotidiane condizioni di restrizione molto lontane dai valori di umanità e dignità richiesti dalla Costituzione e dalle Carte internazionali”, si legge in un documento approvato all’unanimità sabato dal Comitato direttivo centrale ed elaborato dalla commissione “diritto penitenziario”, presieduta da Andrea Vacca.











