di Valentina Stella
Il Dubbio, 12 novembre 2025
L’Esecutivo potrebbe accelerare l’iter per evitare l’Election Day con le amministrative. Nell’attesa che tutti i comitati referendari scaldino i motori per entrare nel vivo della campagna, ci si chiede sempre con più interesse quando si terrà il voto popolare che deciderà se il nostro sistema dovrà accogliere o meno la separazione delle carriere tra giudici e pm. Due giorni fa proprio la premier Giorgia Meloni, rivolta alla sinistra, ha detto: “Loro sanno che sono norme di buon senso e infatti che dicono? “Votate no al referendum per mandare a casa la Meloni”. Ma mettetevi l’anima in pace, la Meloni a casa ce la possono mandare solo gli italiani. Arriverà a fine legislatura e poi chiederà agli italiani di essere giudicata sul complesso di ciò che ha fatto. È una cosa alla quale la sinistra non è abituata: la democrazia”.
di Luciano Capone
Il Foglio, 12 novembre 2025
Congetture e citazioni inventate. La campagna di Gratteri per il no al referendum sulla giustizia è un vero pericolo per la magistratura. Immaginate se in un processo un pm chiedesse la condanna per un reato diverso da quello del capo d’imputazione. E immaginate che quel pm porti a supporto della sua richiesta di condanna una prova testimoniale o documentale che è palesemente falsa o contraffatta. Che idea si farebbe un cittadino della giustizia italiana? Questo è più o meno ciò che sta facendo il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, nella campagna elettorale referendaria sulla separazione delle carriere. Da un lato Gratteri afferma che bisogna votare No alla riforma per qualcosa che la riforma non prevede, dall’altro porta a suo supporto una falsa citazione di Giovanni Falcone.
di Riccardo Arena
La Stampa, 12 novembre 2025
Il fratello del giudice ucciso nel 1992: “C’è un filo nero che unisce tutte le stragi impunite del nostro Paese”. Salvatore Borsellino ha 83 anni e una solida, inossidabile convinzione: “L’agenda rossa di mio fratello è alla base della strage di via D’Amelio e della eliminazione di Paolo; sono certo che l’hanno presa i Servizi segreti; il generale Mario Mori è stato ai vertici degli apparati di sicurezza e non può non sapere, ne conosce il contenuto, lo ha pure usato. Mi assumo la responsabilità di quello che dico”.
diocesitv.it, 12 novembre 2025
I Vescovi del Triveneto hanno incontrato una folta rappresentanza dei cappellani e delle cappellanie (equipe pastorali) delle carceri del Nordest italiano (sacerdoti, religiosi/e, diaconi, fedeli laici uomini e donne) per fare il punto della situazione in questo ambito. Dopo l’introduzione del Vescovo delegato mons. Carlo Roberto Maria Redaelli (Arcivescovo di Gorizia) e del coordinatore triveneto don Mariano Dal Ponte (cappellano del Carcere circondariale di Padova), sono stati presentati i seguenti dati ufficiali:
di Cappellani delle carceri di Lombardia
chiesadimilano.it, 12 novembre 2025
Verso il Giubileo dei carcerati (14 dicembre) pubblichiamo una serie di riflessioni a cura dei Cappellani delle carceri lombarde. Nella prima l’invito a guardare ai detenuti con gli stessi occhi di Gesù, compassionevoli e senza condanna, pur senza dimenticare i reati commessi e le loro vittime. Così si potrà guardare al carcere come una Chiesa, una comunità consapevole degli errori e desiderosa di perdono.
aostaoggi.it, 12 novembre 2025
Morti un italiano di 40 anni e un egiziano di 38 detenuti nel carcere romano di Rebibbia Nuovo Complesso. È il sindacato Osapp a raccontare quanto accaduto: martedì 4 novembre è morto un detenuto italiano di 40 anni, appena trasferito da Regina Coeli dopo lo sfollamento conseguente al crollo del tetto. Il 9 novembre, un secondo decesso: un uomo egiziano di 38 anni. “Le cause sono al vaglio della Magistratura per entrambi i casi”. “L’eco che resta è la stessa: un sistema allo stremo, dove il disagio non fa rumore finché diventa irreparabile - dice il sindacato di polizia penitenziaria.
di Federico Malavasi
Il Resto del Carlino, 12 novembre 2025
Era accusato di non aver vigilato adeguatamente il detenuto a rischio. La difesa: “Ce lo aspettavamo”. Il legale dei familiari della vittima: “Rispettiamo il verdetto, ma non finisce qui”. Le lacrime della madre. Si chiude senza responsabili il processo per il suicidio di un 29enne trovato impiccato nella sua cella all’Arginone il primo settembre del 2021, a poche ore dall’arresto. Al termine di una lunga mattinata di discussione, il giudice dell’udienza preliminare Andrea Migliorelli non ha ravvisato colpe a carico dell’agente di polizia penitenziaria G.P., unico rimasto sotto accusa dopo che altre posizioni (la comandante della Penitenziaria, una ispettrice e un medico) erano state archiviate nelle fasi precedenti. Alle 13, il gup ha letto la sentenza di assoluzione piena, perché il fatto non sussiste.
Corriere della Sera, 12 novembre 2025
I legali dei reclusi vittime dei pestaggi contestano la mancata proroga a Roberto Donatiello, destinato alla Corte d’Appello di Napoli. Domani tavolo tecnico tribunale, procura, camera penale. Dopo quasi tre anni di dibattimento e con la strada verso la conclusione ormai imboccata, cambia il presidente del collegio al maxiprocesso per le violenze ai danni dei detenuti avvenute nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) il 6 aprile del 2020. Il processo è in corso all’aula bunker del carcere sammaritano, visto l’alto numero di imputati: sono infatti 105, tra poliziotti penitenziari, funzionari del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) e medici dell’Asl di Caserta in servizio nell’istituto di pena all’epoca dei fatti.
di Salvatore Saggiomo
artestv.it, 12 novembre 2025
Il grido d’allarme lanciato dal Garante dei detenuti si leva con una forza che non può essere ignorata: definire “barbaro” e “disumano” il fatto che bambini vivano dentro le sezioni detentive non è retorica ma constatazione di una situazione concreta e numericamente documentata, oggi in Italia con decine di minori costretti a crescere in un contesto che ne compromette sviluppo, salute e diritti fondamentali.
comune.fi.it, 12 novembre 2025
Da mercoledì 12 a sabato 15 novembre 2025, si terrà fra Firenze, Livorno e l’Isola della Gorgona, l’undicesima edizione della rassegna nazionale di teatro in carcere “Destini Incrociati”, dedicata quest’anno a Le Città Visibili, con la commissione artistica composta da Ivana Conte, Grazia Isoardi, Vito Minoia, Valeria Ottolenghi, Gianfranco Pedullà, Michalis Traitsis. La rassegna è promossa dal Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere, in collaborazione con il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità in accordo con le finalità del protocollo d’Intesa per la Promozione del Teatro in Carcere in Italia sottoscritto il 3 maggio 2022 a Roma tra il Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere, il DAP, il DGMC e l’università di RomaTre. L’iniziativa rientra all’interno del programma di eventi del Progetto speciale dal titolo “Le città visibili” sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione Toscana.
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