di Ilaria Dioguardi
vita.it, 12 luglio 2025
Fumettista e insegnante di fumetto, Tonio Vinci ha passato mesi con i detenuti del carcere di Pescara e di Sulmona. Dopo quest’esperienza, ha scritto “Fumetti per l’evasione”, in cui racconta cosa succede quando un autore di fumetti tiene un corso all’interno di un carcere per insegnare ai detenuti a raccontare - e a raccontarsi - attraverso i disegni. “Utilizzo il fumetto per entrare in posti in cui sarebbe altrimenti impossibile entrare e per strappare un sorriso alle persone”. Uno di questi luoghi è il carcere. In Fumetti per l’evasione (Momo edizioni), Tonio Vinci racconta la sua esperienza con i detenuti, che sono i protagonisti del libro.
ansa.it, 12 luglio 2025
Il disegnatore in carcere a Regina Coeli per conclusione corso. I consigli su come dare vita ai personaggi, l’indicazione di quali matite scegliere per un lavoro ben fatto e, dopo i complimenti per il talento dimostrato, un ‘disegnetto’ per tutti: é stato Zerocalcare il protagonista dell’ultima giornata del corso di illustrazione e fumetto tenuto dall’artista Daniele De Sando. Una full-immersion particolare: si è infatti trattato di un corso per i giovani detenuti e si è tenuto nel carcere di Regina Coeli a Roma.
di Fabio Gianfilippi
sistemapenale.it, 12 luglio 2025
Recensione a Donatella Stasio, “L’amore in gabbia. La ricerca della libertà di un reduce dal carcere”, Castelvecchi, 2025. Donatella Stasio ha appena pubblicato per Castelvecchi “L’Amore in gabbia”. Nel sottotitolo leggiamo che si tratta della “ricerca della libertà di un reduce dal carcere”. È la storia, raccontata attraverso il fitto dialogo con l’autrice, di Gianluca, che ha conosciuto a lungo la detenzione nel nostro Paese e che, ora che ce l’ha alle spalle, come “uno che ce l’ha fatta”, può raccontarci non solo quello che ha provato vivendola, ma quello che ne è rimasto, quando a libertà riacquistata ha compreso che il cammino per ottenerla davvero cominciava, in un certo senso, soltanto allora.
di Ernesto Galli della Loggia
Corriere della Sera, 12 luglio 2025
Egemonia non vuol dire, infatti, avere una lista di posti a disposizione e cominciare a riempirli sostituendo gli amichetti degli altri con i propri, all’insegna del fatidico “levati tu che mi ci metto io”. Nessuno si aspettava dal governo di destra qualcosa come la messa in cantiere dell’Enciclopedia Italiana. Non solo perché i tempi non sono più quelli, non solo perché lo sconsigliava un’ovvia prudenza, e non solo perché di Giovanni Gentile non mi pare che in giro ce ne siano molti. Ma soprattutto per una ragione: perché anche Giorgia Meloni sa che nei regimi democratici non spetta ai governi di occuparsi troppo e troppo da vicino di cose della cultura così grandi e ideologicamente connotate come quella.
di Francesco Pallante
volerelaluna.it, 12 luglio 2025
La reclusione degli stranieri nei Centri di permanenza per il rimpatrio continua a sollevare gravi questioni di compatibilità con la Costituzione, da ultimo tornate all’attenzione della Corte costituzionale nella sentenza n. 96 del 2025 pubblicata nei giorni scorsi. Alla base di tutto - è bene evidenziarlo - vi è una deficienza dello Stato, consistente nell’incapacità di provvedere, in tempi ragionevoli, all’accompagnamento alla frontiera degli stranieri privi di regolare titolo di soggiorno. La reclusione nei Cpr viene di conseguenza, e dovrebbe avere minima durata: lo stretto tempo necessario a effettuare l’espulsione. Invece, può protrarsi sino a 18 mesi e, in più nella metà dei casi, si conclude con il rilascio in libertà dello straniero, contestualmente invitato a rientrare nello Stato di provenienza con i propri mezzi: vale a dire, a riuscire là dove lo Stato ha fallito.
di Valentina Marotta
Corriere Fiorentino, 12 luglio 2025
La presidente della Cassazione critica i Cpr e propone un portale per il lavoro. “Nei Cpr i migranti, senza prospettive, diventano manovalanza del crimine”. Non ha mai avuto dubbi la presidente della Corte di Cassazione Margherita Cassano. E ieri, ancora una volta, ha ribadito il principio nel corso del convegno intitolato “Carcere, inclusione sociale, comunità: il sistema delle politiche regionali per la giustizia penale in Toscana”, organizzato dalla Regione insieme ad Anci Toscana. Immediato tuttavia l’attacco al vertice istituzionale della capogruppo della Lega in Consiglio regionale Elena Meini: “Siamo allibiti dalle parole del presidente della Cassazione. In questi Centri ci sono persone che hanno compiuto reati”. Peccato che qualche giorno fa la Corte Costituzionale abbia ancora una volta affermato con sentenza che i Cpr siano luoghi di “detenzione amministrativa” a cui deve “restare estranea a ogni connotazione di carattere sanzionatorio”.
di Simone Libutti
Il Manifesto, 12 luglio 2025
Manifestazione fuori dal Cpr di Palazzo San Gervasio a Potenza: “Dentro le temperature possono arrivare anche a 45 gradi”. Gli attivisti rilanciano la mobilitazione per l’autunno in Albania. “Non voglio morire qua” urla un ragazzo nel pomeriggio di giovedì 10 luglio scavalcando con la voce il muro che divide i moduli 14 e 15 del Cpr di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza, dalla strada in cui si tiene il presidio contro la detenzione amministrativa, indetto dall’Assemblea lucana No Cpr dalla rete transnazionale Network against migrant detention. “Era dal 2011 che non si teneva una manifestazione di questa rilevanza” dice Maurizio Trittio, residente nel comune di Palazzo San Gervasio che già aveva denunciato, con due esposti in Procura e uno sciopero della fame, la situazione inumana del Cpr: “Qui, purtroppo, c’è accondiscendenza. Il centro è diventato un business economico per tutto il paese”.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 12 luglio 2025
Ci provò anche l’Italia, Corte Ue disse no. Fu il governo Berlusconi IV a tentare la stessa strada: la Corte di giustizia europea dichiarò la violazione della direttiva Ue 2008/115. Al Parlamento di Atene la Camera dei deputati ha approvato con ampia maggioranza (177 voti a favore, 74 contrari e 42 astenuti) l’emendamento che sospende l’esame delle domande di asilo di chi arriva via mare dal Nord Africa, annunciato mercoledì dal governo di centrodestra dopo il boom di arrivi sull’isola di Creta per un aumento delle partenze dalla Libia che sta riguardando anche l’Italia.
di Rosella Postorino
La Stampa, 12 luglio 2025
A trent’anni dal genocidio di Srebrenica, nel giorno della commemorazione, io penso al tradimento. Penso ai bosniaci musulmani che in quella cittadina tra le montagne avevano cercato rifugio, perché era stata definita “zona sicura”, e rimasero invece intrappolati in una gabbia a cielo aperto, sotto il tiro dell’artiglieria serba, nel freddo invernale senza elettricità, falò di pneumatici accesi su strade innevate, per pranzo zucca e mais, per cena paglia e ghiande, le riserve d’acqua distrutte; penso a chi è morto di stenti, senza assistenza medica; a quello che una delegazione del Consiglio di Sicurezza inviata nell’aprile del 1995 chiamò “genocidio al rallentatore”, usando la parola che non si poteva pronunciare.
di Francesco Strazzari
Il Manifesto, 12 luglio 2025
Oggi il governo israeliano dichiara che gli abitanti di Gaza dovrebbero poter partire se lo desiderano, e che collabora con gli Stati Uniti per trovare paesi disposti a offrire ai palestinesi un futuro, garantendo libertà di scelta. Che piaccia o no, queste dichiarazioni riecheggiano in modo inquietante le parole di Mladić, quando affermava che gli abitanti di Srebrenica potevano restare o andarsene. Non lo permetteremo mai più, ma continua ad accadere. Le fosse comuni hanno restituito 8.372 corpi, di centinaia manca ancora la ricomposizione. Questo fu Srebrenica: una sacca ingestibile, gonfiata all’inverosimile da disperazione e resistenza, nelle complesse vicende della pulizia etnica lungo il fronte bosniaco.
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