di Valentina Stella
Il Dubbio, 10 luglio 2025
L’Anm pubblica i numeri di Youtrend: “Il 58% degli italiani ha molta o abbastanza fiducia nella magistratura”. Una bella iniezione di ottimismo in vista del referendum. La battaglia mediatica sulla riforma costituzionale della separazione delle carriere si sposta sul piano dei sondaggi. Oggi infatti l’Anm ha reso nota una propria indagine commissionata a Youtrend in cui si fanno emergere tre elementi in particolare. Primo: “Il 58% degli italiani ha molta o abbastanza fiducia nella magistratura. Un dato nettamente superiore a quello destinato al Parlamento (35%) e al Governo (34%)”. Secondo: “La possibilità di passare da giudici a pm e viceversa viene ritenuto il principale problema della giustizia solo per l’1% dei cittadini”. Terzo: “solo per il 9% degli intervistati la politicizzazione dei giudizi è un problema”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 10 luglio 2025
Nel suo ultimo rapporto, la Commissione europea conferma la lentezza dei processi in Italia, ma rivela anche come la spesa per il sistema giudiziario sia in linea con altri paesi avanzati e come le retribuzioni dei magistrati finiscano per essere le più alte d’Europa. La Commissione europea ha pubblicato nei giorni scorsi il suo rapporto annuale sullo stato della giustizia nei ventisette paesi membri dell’Unione europea. Nonostante lievi miglioramenti rispetto al passato, anche stavolta il rapporto evidenzia la lentezza e l’inefficienza del sistema giudiziario italiano, tanto da collocare il nostro paese addirittura all’ultimo posto della classifica che riguarda il tempo stimato per risolvere una causa civile e commerciale in tutti i gradi di giudizio: occorrono 511 giorni per una sentenza di primo grado, 703 giorni per una sentenza d’appello e persino 1.003 giorni per la pronuncia in Cassazione (i dati si riferiscono al 2023).
di Enzo Augusto
Gazzetta del Mezzogiorno, 10 luglio 2025
Louis Ferdinand Céline diceva a un amico Giudice “Sii giusto, ma sii almeno arbitrario”. Gli studiosi si sono ovviamente interrogati sulla effettiva paternità e sul significato della frase. Qualche dubbio che sia effettivamente sua, resta, ma comunque i critici ne ritengono verosimile l’attribuzione perché il concetto rientrerebbe nel pensiero dell’Autore, il suo nichilismo, e quindi sfiducia e diffidenza nella Giustizia come in tutte le istituzioni.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 10 luglio 2025
Maggioranza e opposizioni trovano un accordo in commissione Giustizia del Senato. In Aula il 17 luglio. Dopo “molte rielaborazioni” e “duri confronti”, ieri al Senato maggioranza e opposizioni hanno raggiunto un accordo sul ddl Femminicidio con un testo che riformula la fattispecie e accoglie diversi emendamenti proposti dalla minoranza. La commissione Giustizia ha dato così il primo via libera unanime al provvedimento che introduce nel codice penale il nuovo reato punito con l’ergastolo. Rimane infatti la pena a vita sicura - il vero obiettivo delle destre di governo - nel testo che approderà in Aula il 17 luglio, giorno in cui era atteso il ddl sul Fine vita, slittato per lasciare spazio ad un ciclo di audizioni e anche in attesa del pronunciamento della Consulta sull’eutanasia.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 10 luglio 2025
Scrivere un nuovo reato aumenterà in concreto la sicurezza delle donne? Ben più lo farebbero pochi mirati aggiustamenti al sistema dei braccialetti elettronici antistalking. Fare una legge per introdurre un nuovo reato è comodo per la politica: costa niente, e rende molto. Di recente il ministro della Giustizia ha ad esempio concordato che, anche con l’introduzione del nuovo reato di femminicidio con annesso ergastolo, “non cambierà tantissimo”, visto che già l’omicidio aggravato è punito dall’ergastolo, ma sarà “un segnale culturale” per “far capire che la donna è protetta in quanto tale”.
di Carmelo Gallico
L’Unità, 10 luglio 2025
Era inizio giugno del 2010. A Brescia l’estate sembrava essere precipitata sulla città direttamente dall’inverno. Le scuole si apprestavano a chiudere, ma all’università era tempo di esami. Ci ero andato appena qualche giorno prima a ritirare il diploma di laurea in Giurisprudenza e ora sulla targhetta del citofono campeggiava la scritta “dottore” davanti al mio nome. Dietro quella semplice parola c’era molto di più del raggiungimento di un traguardo: c’erano tutti i sogni di un ragazzino che per tragedie più grandi di lui si era visto costretto a lasciare il liceo. C’era tutto il dolore dell’adolescenza e della giovinezza perdute. C’erano le tante rinunce che erano altrettanti furti di vita. C’era la caparbietà di un uomo che non si era voluto piegare ad un destino che altri pensavano di poter scrivere per lui. C’erano il riscatto, la speranza, l’orgoglio e la dignità conservata nonostante ogni violenza subita.
anteprima24.it, 10 luglio 2025
Il Garante regionale campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Samuele Ciambriello, ha inviato nei giorni scorsi una lettera al Direttore Generale dell’Asl Napoli 1 Centro, dott. Ciro Verdoliva, per ringraziarlo della nomina di una responsabile dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale (Uosd) di salute mentale per gli istituti penitenziari di Poggioreale, Secondigliano e Nisida. Nel manifestare la propria gratitudine per aver istituito questa unità operativa, il Garante ha però ribadito la necessità di attuare quanto previsto dal Decreto n. 6 del 25 gennaio 2018, punto 33, comma 3, emanato dalla Direzione Generale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario della Regione Campania.
novaradio.info, 10 luglio 2025
Nelle carceri toscane non c’è spazio per l’affettività dei detenuti, nonostante che una sentenza della Consulta (la 10/2024) abbia sancito con chiarezza il diritto all’affettività e ai colloqui intimi per i detenuti, inclusi quelli di natura sessuale, con il coniuge o il convivente non detenuto, a meno di comprovate ragioni di sicurezza. Sono infatti state infatti tutte negative le sei risposte finora prevenute al garante dei diritti dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, che il 26 giugno scorso aveva scritto una lettera in merito a tutte le carceri della Regione.
di Gianni Alemanno*
Il Dubbio, 10 luglio 2025
A Rebibbia un recluso tenta di togliersi la vita. A salvarlo, la prontezza e il coraggio dei suoi compagni, di un’infermeria e di alcuni agenti. Un gesto collettivo che vale più dei discorsi sull’emergenza carceraria. Lunedì 30 giugno, ore 10: 30, Palazzo del Quirinale. Il Presidente Mattarella incontra i nuovi vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e approfitta dell’occasione per richiamare l’attenzione sulle drammatiche condizioni delle carceri italiane, ricordando in particolare la lunga serie di suicidi di persone detenute (e anche di agenti della penitenziaria). Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, gli risponde a stretto giro sfogliando il solito libro dei sogni (fatti mentre dormiva con l’aria condizionata) con nuove carceri, penitenziari prefabbricati e luoghi di detenzione riservati ai tossicodipendenti.
di Rita Rapisardi
Il Manifesto, 10 luglio 2025
Contestato a nove ragazzi il reato di “devastazione” per i disordini avvenuti nell’agosto del 2024. In totale sono stati inflitti oltre 35 anni di reclusione ai nove ragazzi accusati della rivolta dei primi di agosto 2024 al carcere minorile di Torino. La sentenza con rito abbreviato è stata pronunciata martedì 8 luglio poco prima della mezzanotte, dopo un’udienza iniziata alle nove del mattino. I disordini al Ferrante Aporti, secondo le ricostruzioni di un anno fa, avevano coinvolto decine di detenuti che avevano appiccato un incendio nel primo padiglione della struttura e distrutto alcuni uffici. I motivi della rivolta sarebbero state le condizioni difficili e il sovraffollamento del penitenziario, all’epoca 52 detenuti a fronte di 40 posti disponibili.
- Salerno. Detenuto morto dopo visita e diagnosi, condannati 3 medici
- Bolzano. “Mancano docce e wc nelle celle, questo è il peggiore carcere d’Italia”
- Aosta. Due detenuti impiegati al McDonald’s: parte il progetto di reinserimento sociale
- Brindisi. Carceri minorili, “messa alla prova” e detenzione: priorità educative da tutelare
- Pavia. Raccolta straordinaria di beni di prima necessità per i detenuti











