di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 9 luglio 2025
Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza n. 18559 depositata ieri. La Corte ha anche affermato (n. 18586 sempre di ieri) l’incandidabilità per i delitti colposi con pene superiori a 6 mesi commessi con abuso di poteri. Con due sentenze depositate oggi, la Cassazione stringe le maglie dell’elettorato passivo per gli amministratori dei comuni sciolti per mafia e per i condannati a una pena superiore a sei mesi per reati, anche colposi, commessi con abuso dei poteri o violazione dei doveri.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 9 luglio 2025
Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 18427/2025, affermando un principio di diritto. Ai fini della revoca dello status di rifugiato non è necessario che il soggetto costituisca un pericolo “reale ed attuale” per lo Stato italiano essendo sufficiente che integri un pericolo solo “potenziale”. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 18427/2025, affermando un principio di diritto. Il caso era quello di un cittadino algerino a cui la Commissione nazionale per il Diritto d’Asilo (CNA) aveva revocato lo status di rifugiato, con divieto di reingresso per 10 anni. La qualifica di rifugiato gli era stata riconosciuta dalla Commissione territoriale di Milano in quanto vittima di persecuzione per appartenenza al gruppo sociale LGBTI.
kalaritanamedia.it
La nuova denuncia dell’associazione Socialismo Diritti e Riforme guidata da Maria Grazia Calligaris. Sono ancora una volta impietosi i numeri delle carceri isolane. Con il problema del sovraffollamento che è ormai una realtà assodata anche in Sardegna. A denunciarlo è l’associazione Socialismo Diritti e Riforme, guidata da Maria Grazia Calligaris. Nelle case circondariali di Uta e Bancali il numero dei detenuti eccede quello dei posti disponibili, con spazi che risultano invivibili per chi sconta già la propria pena. E con le problematiche che si riversano così anche sui lavoratori, a partire dagli agenti di polizia penitenziaria. “A rendere ancora più difficile la situazione - spiega Calligaris in un comunicato - è il caldo torrido che sta mettendo a dura prova, oltre alle persone private della libertà, tutti gli operatori, nonostante il forte senso di abnegazione. A Cagliari per 561 posti sono ristrette 689 persone (122,8%), a Sassari-Bancali 533 detenuti per 454 posti (117,3%) a cui occorre aggiungere i 90 41bis. A Lanusei, nell’antico ex convento francescano di “San Daniele” a fronte di 33 posti sono presenti 41 detenuti (13 stranieri). A Oristano invece sono recluse 218 persone per 264 posti, la prima volta di numeri così bassi negli ultimi anni”.
di Enea Lombardozzi, Samuele Moccia, Giovanni Oteri
Ristretti Orizzonti, 9 luglio 2025
Al Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, ai consiglieri regionali del Piemonte. Necessità ed urgenza della nomina del “Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale” (L. R. n. 28/2009). L’Associazione radicale Adelaide Aglietta ha condotto un’iniziativa politica lunga dieci anni prima per il varo di una legge regionale che istituisse il garante regionale delle carceri e poi per l’effettiva nomina di tale Garante. Con legge regionale n. 28 del 2 dicembre 2009 la Regione Piemonte ha istituito il “Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale” (d’ora in poi “Garante”); solo il 12 maggio 2014 il Consiglio Regionale nominò per la prima volta il Garante, scegliendo Bruno Mellano, esponente radicale piemontese che dieci anni prima, come consigliere regionale, aveva presentato la prima PDL per l’istituzione del Garante.
di Giorgio Bernardini
Corriere Fiorentino, 9 luglio 2025
Nuove perquisizioni dentro la Dogaia. Furfaro e Serracchiani (Pd) portano il caso in Parlamento. Stupri, rivolte, telefoni clandestini e perfino video su TikTok direttamente dalle celle. È il ritratto drammatico del carcere La Dogaia di Prato, al centro di un’inchiesta che continua a far emergere dettagli inquietanti. Il quadro emerge nell’approfondimento portato avanti dal procuratore capo Luca Tescaroli: nella zona di alta sicurezza un detenuto ha persino postato su TikTok un video della sua brandina, ottenendo decine di commenti dagli utenti. E non è un caso isolato: nell’ultimo anno in carcere sono stati sequestrati 41 telefoni, tre sim e un router; eppure nuovi dispositivi sono emersi anche dopo la maxi-ispezione del 28 giugno scorso.
di Lirio Abbate
La Repubblica, 9 luglio 2025
Nel carcere di Prato lo Stato non c’è. Il cancello che lo annuncia si chiude lasciandosi alle spalle la legalità che pure dovrebbe abitare questo luogo. Consegnando a un silenzio che sa di complicità, di ritiro, di resa. Un luogo dove non è l’istituzione a parlare. Ma le voci che arrivano dalle celle, dove si impartiscono ordini, si pianificano traffici, si coordina il crimine. Si stupra. Dove certamente si governa, ma non in nome della legge. A “La Dogaia”, che ospita oltre 600 detenuti, tra cui più di cento nella sezione “alta sicurezza”, lo Stato si è dissolto. E ciò che resta è un potere parallelo, invisibile solo a chi non vuole vedere. Quello dei detenuti che, con telefoni occultati nei televisori, router nascosti nei muri, micro sim intestate a sconosciuti, gestiscono affari, minacciano, decidono. È il potere di chi corrompe, controlla, comanda.
di Alessandra Cannetiello
Gazzetta del Mezzogiorno, 9 luglio 2025
Sono stati condannati a 2 anni con pena sospesa i due agenti di polizia penitenziaria coinvolti nell’inchiesta nata dopo il tentato suicidio di un detenuto all’interno dell’ospedale Santissima Annunziata. A emettere il verdetto è stato il collegio presieduto dal giudice Loredana Galasso che ha inflitto una pena più bassa dei 3 anni e 6 mesi formulati dalla pubblica accusa. I magistrati hanno infine stabilito che il danno dovrà essere quantificato in sede civile. I fatti risalgono a marzo 2018 quando il detenuto, ancora oggi in coma, era stato trasferito per problemi di salute dall’istituto “Carmelo Magli” nella cella sanitaria all’interno del nosocomio ionico.
di Andrea Bucci
La Stampa, 9 luglio 2025
La notte del primo agosto scorso l’istituto è stato messo a ferro e fuoco dai detenuti: la protesta è durata quasi fino all’alba. Trentasette anni: è questa la somma delle nove condanne - in rito abbreviato - inflitte dal Tribunale per i Minorenni ai responsabili della rivolta che, nell’agosto dello scorso anno, devastò il carcere minorile Ferrante Aporti. Un totale superiore ai 32 anni e 4 mesi richiesti dal pubblico ministero Davide Fratta.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 9 luglio 2025
Detenuto per 15 anni, Maksim rientra ogni giorno nella struttura di Siracusa per lavorare all’Arcolaio: un laboratorio di dolci (che ha conquistato gli imprenditori). Dopo tanto tempo passato in galera, era arrivato finalmente il giorno del fine pena. Eppure, proprio mentre stava gustando il sapore della libertà, aveva deciso di tornare “dentro”. Perché “dentro” aveva incontrato qualcosa di così potente da cambiare direzione alla sua esistenza, e voleva restituire ai suoi compagni almeno un po’ del bene ricevuto. Sembra un paradosso ma è la storia di Maksim, che ogni mattina rientra come lavoratore in carcere dopo averci passato quindici anni come detenuto.
di Federica Nannetti
Corriere di Bologna, 9 luglio 2025
Il presidente dell’Ordine, Flavio Peccenini: “In carcere condizioni indegne di un Paese civile, e in estate la situazione peggiora”. A Bologna sovraffollamento al 130%. Le condizioni dei detenuti, compresi quelli ristretti al carcere della Dozza, sono molto spesso “intollerabili”, aggravate nei mesi estivi dalle temperature insopportabili all’interno delle celle; condizioni “non degne di un Paese civile”, di costante sovraffollamento (circa del 130%) e di carenza di personale, sul quale tutto questo ricade. È a partire da questa constatazione, e dalla concomitante richiesta di interventi urgenti per garantire il rispetto dei principi costituzionali di umanità e rieducazione, che il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Bologna ha deciso di donare nuovi ventilatori ai detenuti in situazioni più difficili e meno abbienti, oltre a un’offerta per sostenere i costi dell’energia per la loro accensione: altrimenti, i costi sarebbero a carico dei detenuti.
- Verona. Saldatura solidale e lavoro in carcere
- Genova. Nel carcere di Marassi c’è la stanza dei figli: uno spazio per incontrare i padri detenuti
- Turi (Ba). “L’albero del riccio”, il libro tattile realizzato dai detenuti
- Milano. Magistrati e teatro: l’esperienza in carcere a Bollate
- “Nella colonia penale”, quattro storie di carcere











