di Elisabetta Andreis
Corriere della Sera, 8 luglio 2025
Abdullah Tchina è il primo imam nominato ufficialmente in un carcere minorile e ieri ha fatto il suo ingresso tra i giovani detenuti: “Accompagnerò senza indottrinare”. Ha quattro figli, una laurea in Teologia islamica e Diritto alla Cattolica, partecipa come attore di primo piano al Forum delle Religioni ed è attivo sui social network. Ma la sua forza è altrove: nello sguardo diretto, nella parola semplice. Abdullah Tchina, algerino, arrivato a Milano da ragazzo 35 anni fa, è il primo imam nominato ufficialmente in un istituto di pena italiano. Entra al Beccaria - dove sette su dieci sono musulmani - come guida spirituale stabile, autorizzato dal ministero dell’Interno e dal ministero della Giustizia. Al fianco del cappellano cattolico.
bolognatoday.it, 8 luglio 2025
“Meglio”, dice l’assessora al Welfare Matilde Madrid, mentre al Pratello “la situazione è più grave”. Dallo scorso marzo diversi uomini sotto i 25 anni sono stati trasferiti al carcere della Dozza dai penitenziari minorili dove erano rinchiusi. Di norma, fino al compimento dei 25 anni, un detenuto dovrebbe rimanere all’interno del sistema penitenziario minorile. A febbraio, invece, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha firmato un provvedimento per lo spostamento di alcune decine di detenuti nel carcere bolognese.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 8 luglio 2025
La presidente di “Pantagruel” accudisce i detenuti di Sollicciano in permesso. Fatima Ben Hijji, origini marocchine, è la salvezza per molti detenuti del carcere di Sollicciano, uno dei penitenziari più problematici d’Italia: l’ultimo decesso è di pochi giorni fa. Non solo entra in carcere ogni settimana per parlare coi reclusi, dare loro una speranza per continuare a vivere, scongiurare gli atti di autolesionismo e i tentati suicidi. Il suo volontariato estremo è un altro, e consiste nel fare compagnia ai reclusi che, per la prima volta dopo molti anni, escono per un permesso premio.
di Stefania Totaro
Il Giorno, 8 luglio 2025
“R-Estate in cella: il tema caldo del carcere”. Per denunciare l’insostenibile situazione delle carceri italiane, in particolare di quelle della Lombardia, gli avvocati delle Camere penali del Distretto di Corte di Appello di Milano-Lombardia Occidentale (Camere penali di Busto Arsizio, Como-Lecco, Milano, Monza, Pavia, Sondrio, Varese) hanno organizzato per la mattina del 17 luglio a partire dalle 10 una manifestazione sotto i portici dell’Arengario di Monza.
firenzedintorni.it, 8 luglio 2025
Un confronto a 360 gradi sui temi del carcere, esecuzione penale e giustizia con tutte le questioni che vi sono correlate: questo il programma del convegno ospitato a Firenze, a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Regione, dal 9 all’11 luglio. Tre giorni di interventi, dibattiti, testimonianze che culmineranno nella lectio magistralis di Margherita Cassano, prima presidente della Corte di cassazione, in programma venerdì prossimo.
sassaritoday.it, 8 luglio 2025
Venerdì 4 luglio 2025 a Sassari presso la sede dell’Ersu si è tenuto un incontro tra il Presidente dell’Ersu di Sassari Daniele Maoddi, delegato nazionale Andisu per l’Inclusione, e la Garante Regionale per i detenuti Irene Testa. La riunione è servita per fare il punto sullo stato del diritto allo studio negli istituti penitenziari sardi e per rafforzare la collaborazione tra istituzioni anche attraverso iniziative e progetti comuni.
gnewsonline.it, 8 luglio 2025
Una sala colloqui, che si è riempita di colori, giochi, musica e risate. Le ultime le portano i bambini che là dentro arrivano per incontrare i papà detenuti nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere. E ancora, pareti con Lego da costruire, lavagne su cui disegnare, scaffali per album colorati e fiabe, una tv per guardare i film tutti assieme, musica e persino fornetti per preparare biscotti. Insomma qualcosa che si avvicina molto a una dimensione domestica che consente di ricucire i rapporti tra genitori e figli e mitigare il trauma che le famiglie, ma soprattutto i più piccoli, vivono quando devono affrontare il carcere.
di Rosa Maria Di Natale
La Repubblica, 8 luglio 2025
“Mi ha insegnato a riflettere”. È recluso nel carcere di Bicocca a Catania, uscirà a ottobre. La presidente della commissione: “Ha capito che tutto era iniziato il giorno in cui ha lasciato la scuola”. Ha scelto la traccia su Paolo Borsellino, l’ha intitolata “Io e la mia legalità” e ha raccontato, senza filtri, il suo passato criminale, la povertà da cui tutto è iniziato e la svolta arrivata in carcere. Ieri un detenuto di 36 anni del carcere di massima sicurezza di Bicocca (Catania), condannato nel 2018 a oltre nove anni per associazione mafiosa, traffico di droga, armi e rapine, ha ottenuto 100 su 100 alla maturità. Diplomato all’alberghiero Karol Wojtyla, è stato l’unico frequentante del suo corso. Tra i pochi a credere nella scuola dietro le sbarre. E uno dei pochissimi a portare a termine l’intero ciclo.
di Elisa Garatti
lavocedelpopolo.it, 8 luglio 2025
“Non sono il mio reato”: la scrittura in carcere ridà voce alla speranza. Le parole del Presidente Sergio Mattarella sul carcere diventano occasione di riflessione. La Società di San Vincenzo De Paoli propone il Premio letterario Carlo Castelli e un convegno con Gherardo Colombo. “Lo spazio non può essere concepito unicamente come luogo di custodia, ma deve includere ambienti destinati alla socialità, all’affettività e alla progettualità del trattamento”. Sono parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, pronunciate durante un incontro istituzionale con i vertici dell’Amministrazione Penitenziaria. Parole che risuonano con forza nell’attività quotidiana della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV, che da anni affianca detenuti e famiglie nel difficile cammino del riscatto umano e sociale.
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 8 luglio 2025
Nel carcere di Sulmona per esempio da anni i carcerati leggono i libri in palio del Premio Croce, li discutono collegialmente e per chi è costretto all’inattività risulta un sollievo che aiuta a sopravvivere in situazioni di gravissimo disagio. Molti si chiedono perché in Italia spuntino ogni anno tanti premi, come funghi in un terreno fertile. Io credo che la risposta stia nel fatto che gli italiani leggono poco, sempre meno e i premi hanno il compito di invogliare alla lettura. In effetti, il momento aggregativo, la conoscenza dell’autore, la spiegazione del libro, spesso invogliano il lettore distratto. Quindi evviva i premi!
- “Vite minori”, il libro di Raffaella Di Rosa che raccoglie testimonianze all’interno degli Ipm
- L’etica ha un costo quantificabile e produce valore
- Fine vita col codice Rocco
- Eutanasia: un’immobilità totale può toglierci la libertà di scegliere di non vivere?
- La battaglia di Libera che non riesce a morire da sola. La Consulta decide sull’eutanasia











