di Andrea Borasio
vercellinotizie.it, 7 luglio 2025
Il Sindaco e il Direttore Generale dell’Asl visitano la casa circondariale di Billiemme. Nella mattina di martedì 1 luglio, il Sindaco, Avv. Roberto Scheda, insieme al Direttore Generale dell’Asl, dott. Marco Ricci, ha visitato la Casa Circondariale di Vercelli. Accompagnati dalla Direttrice Sanitaria dell’ASL, dott. Tiziana Ferraris, e dal Garante Regionale dei detenuti, On. Bruno Mellano, i due rappresentanti hanno esaminato la critica situazione dell’Area Infermeria del carcere.
di Michele Andreucci
Il Giorno, 7 luglio 2025
Per la prima volta in quarant’anni l’associazione che si occupa di dar loro una seconda opportunità chiede aiuto per poter seguire nell’attività. Un carcere in sofferenza. È sempre più difficile la situazione della casa circondariale di Bergamo. Mentre l’istituto di pena vive il momento di peggior sovraffollamento della sua storia - si viaggia stabilmente vicini ai 600 reclusi contro i 319 posti disponibili -, soffre di una grave crisi economica Carcere e Territorio, l’associazione che da oltre 40 anni opera in via Gleno per costruire la seconda opportunità di chi sta pagando il proprio debito con la giustizia.
di Elisabetta Andreis
Corriere della Sera, 7 luglio 2025
“Meno muri, più ponti. Un aiuto per reinserire i detenuti”. Nuova figura nel carcere minorile. L’obiettivo è offrire ai ragazzi uno spazio per rileggere la frattura dentro una cornice spirituale che parli la loro lingua e riconosca ciò da cui provengono. Accanto a chi frequenta i laboratori, studia e costruisce il proprio recupero, al Beccaria ci sono gli altri. Quelli che si chiudono nel silenzio, hanno scatti d’ira, si tagliano, pregano sottovoce in cella. Per loro la solitudine non è un’assenza: è una lingua sconosciuta. Nelle ultime due settimane una nuova ondata di arresti, i detenuti sono risaliti a 77. Cinquanta sono musulmani, molti minori stranieri non accompagnati. Hanno attraversato deserti, mari, confini, e sono crollati qui: nel luogo in cui tutto doveva ricominciare.
di Cristina Pastore
La Stampa, 7 luglio 2025
Il biscottificio al momento produce circa 250 chili al giorno: “Qui la pena detentiva si trasforma davvero in rieducazione”. Si è ingrandito il biscottificio che dà un’opportunità di reinserimento sociale ai detenuti del carcere di Verbania. Il progetto “Banda biscotti”, nato nel 2006 grazie alla cooperativa “Divieto di sosta”, poi confluita nella coop Il Sogno, dal 2012 ha il laboratorio alla scuola di polizia penitenziaria “Salvatore Rap” di Pallanza.
di Rosella Formenti
Il Giorno, 7 luglio 2025
Aprirà giovedì, nella parrocchia di Sant’Anna, lo sportello di ascolto per i familiari dei detenuti nella casa circondariale di Busto Arsizio. Il progetto è sostenuto dalla cooperativa La Valle di Ezechiele, l’apertura arriva al termine di un percorso di formazione che ha preparato i volontari che si occuperanno del servizio. L’idea di uno sportello di ascolto nella parrocchia di Sant’Anna, a circa un km dal carcere, risale già al 2022, con l’allora parroco don Michele Gatti e Monsignor Luca Raimondi, da qui la nomina di don David Riboldi, cappellano del carcere, a guida della parrocchia di Sant’Anna. Da allora è stato creato ad hoc il locale che ospiterà lo sportello, quindi è stata attivata l’organizzazione di volontariato e sono stati realizzati i corsi di formazione.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 7 luglio 2025
Un nuovo periodico, titolo “Mabul”, pensato e realizzato dalle persone detenute nel carcere milanese di Opera. E, per presentarlo, una partita di calcio tra i suoi autori e un misto di giornalisti, volontari, studenti, operatori. Allenatori Gad Lerner e Luigi Pagano: “Un carcere aperto - hanno detto - è garanzia non solo di civiltà ma di maggiore sicurezza”. Due squadre, in apparenza, perché le maglie erano di due colori.
di Niccolo Nisivoccia
Corriere della Sera, 7 luglio 2025
Il dibattito e la norma in discussione in Parlamento su cure e fine vita. Sarebbe bello che, nel dibattito che accompagnerà l’esame parlamentare del testo sul “fine vita”, presentato in questi giorni, venisse fatta pulizia di questa finta contrapposizione, strumentalmente agitata, fra diritto alla vita da una parte e diritto alla morte dall’altra. Come se il punto fosse questo: stabilire se a dover prevalere sia, in assoluto, l’uno o l’altro di tali diritti. Come se fossero queste, semplicemente, le domande da rivolgere alla legge, da una parte o dall’altra: esiste, e va tutelato, un diritto a morire? Oppure: esiste, e va tutelato, un diritto alla vita? E come se, infine, fossero semplicemente queste le domande alle quali ha risposto la Corte costituzionale nelle due sentenze del 2019 e del 2024, cui ora la legge dovrebbe dare seguito.
di Marco Cappato*
Il Fatto Quotidiano, 7 luglio 2025
Le uniche consultazioni le ha fatte con i vescovi. “Il Governo porta in aula un testo espressione dell’accordo tra i partiti di maggioranza, su cui non ha condotto alcuna consultazione - a parte con la Cei”. Da sette anni sento ripetere che sul fine vita “ci vuole una legge! ci vuole una legge!”. Ho sempre sospettato che l’arrivo della legge non sarebbe stata una buona notizia. Sono infatti passati 7 anni da quando la Corte costituzionale, sul caso Dj Fabo, regalò all’Italia delle prime regole civili, depenalizzando “l’aiuto al suicidio”. Da allora, i capipartito hanno continuato a ripetere “ci vuole una legge!” senza mai volerla fare, contando sul boicottaggio della sentenza della Corte da parte del Servizio sanitario nazionale. Poi però la sentenza della Corte ha iniziato a essere applicata: otto persone hanno ottenuto legalmente l’aiuto a morire e la Regione Toscana ha approvato la nostra legge regionale di iniziativa popolare “Liberi subito”, che stabilisce procedure e tempi certi che il Servizio Sanitario deve rispettare nel dare risposta a chi soffre.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 7 luglio 2025
Il presidente del Cnf presenta l’indagine Ipsos: “Il 77% dei legali chiede una normativa chiara”. “La voce degli avvocati è chiara: serve una legge sul fine vita che tuteli la libertà e la dignità della persona, senza ambiguità né zone grigie. Ora che il Parlamento sta discutendo il testo, è il momento di decidere con coraggio e responsabilità”. È il presidente del Consiglio nazionale forense Francesco Greco a riassumere e tradurre in parole ciò che i numeri raccontano in maniera nitida: il 77 per cento degli avvocati italiani tra i 25 e i 44 anni si dichiara favorevole all’introduzione di una legge sul fine vita.
di Angelo Panebianco
Corriere della Sera, 7 luglio 2025
Negli schieramenti politici manca un vero piano per gestire la convivenza in un’Italia multietnica. Superando le barriere. L’Europa è a un tornante della sua storia e non siamo pronti ad affrontarlo. L’Europa è alle prese con una trasformazione epocale: quelle che erano un tempo società nazionali diventano con rapidità impressionante, o sono già diventate, società multietniche. Tra non molto, anche in Italia, saranno numerosi e sempre più visibili, nelle professioni e anche, a poco a poco, in ruoli dirigenziali, i figli di immigrati di origine extraeuropea.











