di Mario Rusciano
Corriere del Mezzogiorno, 6 luglio 2025
A chi giova sfiduciare la Magistratura per ragioni politicoideologiche? Forse al Governo che non esita a farlo? Eppure, se qualche sfiducia nella Giustizia esiste già tra gl’italiani, è dovuta anzitutto alla lentezza dei processi, non sempre imputabile ai soli Magistrati. Da molto tempo il più grave problema della Giustizia è la “organizzazione”, che tocca al Governo risolvere adeguandola secondo l’esigenza mutevole degli uffici giudiziari: quantità di magistrati, impiegati amministrativi e strutture.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 6 luglio 2025
Al girone di andata, la separazione delle carriere ha già in tasca il proprio primo traguardo. Con l’approvazione del nuovo articolo 102 della Costituzione al Senato si è arrivati al cuore della riforma, che introduce il concetto di “distinte carriere di magistrati requirenti e giudicanti”. Saranno sempre magistrati, sia quelli che accusano che gli altri che dovranno giudicare, ma le loro strade non potranno mai intersecarsi. Così, se dovesse capitare, a riforma compiuta, che un certo procuratore, magari un calabrese di stanza a Napoli, andrà in tv a tenere “lezioni sulle mafie”, il cittadino saprà che quello non è e non sarà mai un giudice.
di Andrea Joly
La Stampa, 6 luglio 2025
“Persino il paladino della lotta alla mafia era convinto che dopo il processo accusatorio il giudice non potesse essere “parente” del pubblico ministero”. La riforma della giustizia è al centro di un convegno stamane a Palazzo Civico con il ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, il magistrato Edmondo Bruti Liberati e il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, che è stato molto esplicito: “Porteremo a casa la riforma a ogni costo. Per noi è una priorità”.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 6 luglio 2025
Parla Michele Vietti, già vicepresidente del Csm: “Le carceri? serve una riforma organica, ma intanto non serve a nulla inventare reati o inasprire le pene”. Michele Vietti, già vicepresidente del Csm e professore di Diritto dell’Economia alla Lumsa, sulla separazione delle carriere spiega che “non è possibile che controllore e controllato condividano lo stesso percorso di carriera, lo stesso sistema di reclutamento, lo stesso organo disciplinare e appartengano alla stessa corporazione”, e aggiunge che “l’Anm ritiene che questa riforma sia un tentativo di erodere l’autonomia giudiziaria, ma così non è”.
di Luca Fazzo
Il Giornale, 6 luglio 2025
“Ho sempre pensato che di fronte a riforme discutibili della giustizia il silenzio fosse complicità”, dice Gratteri per spiegare cosa lo ha spinto a tuffarsi nell’agone. Verrebbe da dire: meno male che arriva Gratteri. Perché il ciclo di trasmissioni su La7 che dal prossimo autunno avrà per protagonista il procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri non costituiranno solo la novità assoluta di un magistrato tuttora in servizio promosso a conduttore televisivo, con buona pace dei doveri di riservatezza che si immaginavano connessi alla funzione giudiziaria. No, le “Lezioni di mafia” programmate sulla rete di Urbano Cairo si prefiggono un obiettivo ben più alto: rimediare al silenzio con cui la magistratura italiana ha risposto alla riforma della Giustizia voluta dal governo Meloni. Lo spiega ieri lo stesso Gratteri, in un’ampia intervista al Corriere della sera, ovvero al quotidiano dello stesso Cairo. “Ho sempre pensato che di fronte a riforme discutibili della giustizia il silenzio fosse complicità”, dice Gratteri per spiegare cosa lo ha spinto a tuffarsi nell’agone.
di Emiliano Benedetti
firenzetoday.it, 6 luglio 2025
Aveva gravi problemi psichiatrici e dietro le sbarre “non doveva stare”. Ancora un morto nel carcere fiorentino di Sollicciano. Eric Michael Rasbornig, 57 anni, di nazionalità austriaca. Era stato arrestato mercoledì 25 giugno nei pressi della stazione di Santa Maria Novella. Aveva passato la notte dentro un negozio della galleria commerciale e alcune commesse ce lo avevano trovato all’apertura, mezzo nascosto e mezzo nudo. Attimi di panico e paura, dopo che l’uomo aveva impugnato delle forbici trovate sul bancone e gliele aveva rivolte contro, per poi darsi alla fuga. Quindi l’arresto, l’udienza di convalida due giorni dopo, venerdì 27, ed il trasferimento nel penitenziario.
di Mario Lancisi
Corriere Fiorentino, 6 luglio 2025
Scrive Il Post, “i detenuti vivono in celle fatiscenti e sovraffollate, in molti reparti c’è un problema di cimici dei letti, nella struttura ci sono anche infiltrazioni, perdite d’acqua, umidità, topi e sporcizia”. D’inverno poi si “muore” di freddo e d’estate di caldo. “In questi giorni di grande caldo pensiamo che sia necessario tenere alta l’attenzione sui temi dell’invivibilità del carcere, sia per i detenuti che per chi ci lavora”, è il timido commento dell’assessore di Palazzo Vecchio Nicola Paulesu. E sarebbe davvero un’occasione perduta se ci limitassimo all’acquisto di qualche ventilatore. Ci aveva già pensato nel 2017 l’allora assessora alla sanità Stefania Saccardi che dotò Sollicciano di 90 ventilatori (26 euro il costo singolo).
di Sara Agostinelli
bergamonews.it, 6 luglio 2025
L’Associazione Carcere e territorio: “Casa e lavoro sono i presupposti necessari per tornare a vivere in società dopo aver scontato la pena ma non abbiamo più i fondi per attivare i tirocini, dare le borse lavoro e gestire gli 11 appartamenti su cui possiamo contare. Ogni anno supportiamo un centinaio di persone nell’inserimento lavorativo e oltre 30 nella ricerca di alloggio”.
di Alessandro Salemi
Il Giorno, 6 luglio 2025
L’iniziativa portata avanti dal consigliere Piffer e dal gruppo Geniattori. La campagna sulla piattaforma GoFundMe: “Restituiamo dignità ai detenuti”. Un ventilatore in ogni cella per affrontare l’estate rovente e restituire dignità ai detenuti del carcere di Monza. È questo l’obiettivo della raccolta fondi lanciata dal consigliere comunale Paolo Piffer (Civicamente) e dall’associazione culturale Geniattori, da anni attiva all’interno dell’istituto con laboratori teatrali. La campagna è stata attivata nei giorni scorsi sulla piattaforma GoFundMe, con un messaggio chiaro e diretto: “Aiutiamo i detenuti a superare il caldo estivo”.
La Sentinella del Canavese, 6 luglio 2025
Chiedono il “rispetto della libertà di espressione, autorizzazione all’uso di tecnologie, tempi rapidi nelle risposte, adeguata considerazione dell’attività svolta dai volontari operatori della comunicazione”, volontari e giornalisti che operano in 21 giornali carcerari, redatti dai detenuti. Perché se la libertà di stampa è un problema nella società civile, figurarsi tra le mura delle carceri italiane. La lettera è firmata anche da Federico Bona, direttore di quello che è rimasto l’ultimo giornale del carcere di Ivrea: l’Alba.











