di Salvatore Lucente
Il Manifesto, 6 luglio 2025
Trattenuti all’interno dei Cpr, nonostante l’evidente impossibilità di essere rimpatriati in Palestina. Un’assurdità, anche dal punto di vista giuridico, eppure è il destino a cui vanno incontro diversi palestinesi su tutto il territorio italiano. Se per alcuni il trattenimento è una vera e propria forma persecutoria inflitta per motivazioni politiche, per altri rappresenta una ulteriore conseguenza del genocidio in atto a Gaza e dell’occupazione dei territori palestinesi in West Bank. Oltre che l’ennesima aberrazione del sistema di detenzione amministrativa per gli stranieri senza regolare titolo di soggiorno portato avanti dall’Italia.
di Paolo Lepri
Corriere della Sera, 6 luglio 2025
Dopo 80 anni dalla sua istituzione serve un cambiamento: le nazioni unite sono assenti nei grandi conflitti in corso nel mondo. L’Onu? “Dovrebbe celebrare il fatto di essere viva e non morta”, dice lo studioso di geopolitica Kishore Mahbubani, per due volte ambasciatore di Singapore al Palazzo di Vetro. Ma non è giusto accontentarsi di questo, anche se l’epoca in cui stiamo vivendo viene definita da molti, eufemisticamente, “meno internazionalista”. Con lo spirito che sembra quello dei naufraghi scampati al disastro è stata messa in mostra a New York la bozza della Carta firmata il 26 giugno 1945 a San Francisco dai rappresentanti di cinquanta Stati (oggi i Paesi membri delle Nazioni Unite sono 193), cioè il documento che vieta l’uso della forza nelle relazioni internazionali, riaffermando “la fede nei diritti fondamentali dell’uomo” e promuovendo “il progresso sociale”. Adesso, a ottanta anni di distanza, con le sue correzioni a penna e le sue piccole cancellature, il solenne preambolo fa lo stesso effetto di un messaggio trovato in una bottiglia affidata alla volubilità implacabile del mare.
di Daniel Peyronel
La Nazione, 6 luglio 2025
Per combattere il sovraffollamento carcerario, il ministro della Giustizia francese Gérald Darmanin ha presentato lunedì 30 giugno un piano per realizzare, entro il 2028, 17 strutture leggere. Lavau è un piccolo comune di circa 1.500 abitanti, nella periferia della città francese di Troyes. Un terzo della popolazione risiede in un centro penitenziario nuovo di zecca, costruito appena due anni fa. Ed è proprio qui che, entro ottobre 2026, dovrebbe sorgere anche la prima delle 17 prigioni prefabbricate volute da Gérald Darmanin, destinate ad ospitare detenuti condannati per reati minori o a fine pena.
di Stefano Montefiori
Corriere della Sera, 6 luglio 2025
Circa 6.500 condannati hanno beneficiato della clemenza presidenziale, ma tra loro non c’è Boualem Sansal, lo scrittore franco-algerino condannato in appello a cinque anni di carcere. Il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune ieri ha concesso la grazia a migliaia di detenuti, come vuole la tradizione, nel giorno della festa dell’indipendenza dalla Francia. Quest’anno circa 6.500 condannati hanno beneficiato della clemenza presidenziale, ma tra loro non c’è Boualem Sansal, lo scrittore franco-algerino condannato in appello, martedì scorso, a cinque anni di carcere. Il decreto di grazia esclude chi “ha minacciato l’unità territoriale della nazione”, e questo non si perdona a Sansal: l’avere sostenuto che alcuni territori dell’Ovest algerino dovrebbero appartenere in realtà al Marocco, ma sono stati attribuiti ad Algeri dall’ex potenza coloniale.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 5 luglio 2025
Nelle celle surriscaldate di Rebibbia entra per la prima volta il presidente della Camera. A un anno dal decreto legge di Nordio. Flop delle misure governative. E il ministro chiede aiuto al Patriarca di Venezia. Bisognava leggere la testimonianza del detenuto Gianni Alemanno riguardo al “momento più difficile” dell’anno - quello in cui il “caldo arroventa il sovraffollamento” giunto a sfiorare il 135%, nelle carceri italiane, e mette a repentaglio perfino le vite degli oltre 62 mila reclusi - per vedere il presidente della Camera Lorenzo Fontana varcare per la prima volta l’ingresso di una struttura penitenziaria in visita ufficiale. In questo caso Rebibbia, dove l’esponente leghista ha incontrato l’ex sindaco di Roma, recluso da 186 giorni in una cella da cui diffonde un utile “diario” che ha già sortito l’effetto di smuovere perfino l’intransigente Ignazio La Russa.
di Mauro Palma
La Stampa, 5 luglio 2025
Gentile sottosegretario Andrea Delmastro, riferiscono alcune agenzie di visite nelle carceri da parte sua e di altri esponenti del governo, in queste giornate difficili e torride. Iniziativa opportuna e da apprezzare perché quei luoghi hanno attualmente necessità di percepire la vicinanza di chi ha il compito istituzionale di garantire che la vita all’interno sia corrispondente, nella quotidianità e nella finalità del tempo che in essi si consuma, a quanto la civiltà del nostro Paese richiede e la nostra Carta prescrive. Un segno di vicinanza ha il valore dell’appartenenza al corpo sociale e del non abbandono in un mondo da esso separato.
di Cesare Burdese*
L’Unità, 5 luglio 2025
Sono ritornato alla Casa Circondariale di Como, in visita con una folta delegazione di Nessuno tocchi Caino e della Camera Penale di Como e Lecco. Nel recente passato ho frequentato quel luogo per qualche tempo perché incaricato di elaborare un progetto di riqualificazione spaziale. Un progetto molto ambizioso che per questo alla fine si è rivelato anche altrettanto velleitario. Era ambizioso perché pensato in maniera inedita con l’intento di portare la progettistica carceraria nazionale nel solco delle buone prassi internazionali, per il benessere materiale e psicologico dell’utenza tutta, attraverso le indicazioni delle neuroscienze applicate all’architettura, ancorché penitenziaria.
di Lana Milella
Il Fatto Quotidiano, 5 luglio 2025
Pronto il testo per un servizio segreto penitenziario. “Operazioni sotto copertura per la sicurezza degli istituti penitenziari”. Nasce con queste parole, e pure per Decreto, il nuovo Servizio segreto nelle carceri. Il testo è già pronto ed è nelle mani giuste in via Arenula. È previsto che approdi a Palazzo Chigi in un paio di settimane. Con una norma del genere, che di fatto potrebbe trasformare alcuni uomini della polizia penitenziaria in agenti segreti, non sarebbe anomalo trovarsi di fronte anche a un possibile “detenuto spia”, messo in cella apposta per raccogliere notizie, anche se ovviamente il decreto non entra, né può entrare, in questi dettagli.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 5 luglio 2025
L’esponente di Iv Roberto Giachetti insiste sulla propria proposta di liberazione anticipata speciale, sostenuta da La Russa, ma ignorata dal centrodestra: “Urge intervenire, la situazione può divenire esplosiva”. “Come parlamentare, sono stato in visita nel penitenziario Mammagialla di Viterbo. Sa cosa ho visto? Non avendo più posto, hanno trasformato in celle alcuni uffici, che non hanno finestre e neppure il bagno. Con 40 gradi, i detenuti stanno lì dentro. E quando gli scappa di urinare, debbono farla dentro bottiglie di plastica, che poi danno alla Polizia penitenziaria per farle svuotare. Ma ci rendiamo conto? Altro che attuare i precetti costituzionali, lì si sta violando la dignità umana”.
di Davide Damiano
ilsussidiario.net, 5 luglio 2025
Gli Usa, dove la detenzione è un business, propongono il carcere “crocodile”. Ma la soluzione più umana viene dall’Italia: le comunità carcerarie. A luglio fa caldo. Come scrive nella sua ultima lettera dal carcere l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, “se uno studente volesse sperimentare il significato del concetto fisico di gradiente termico, dovrebbe venire qui a Rebibbia e spostarsi dal piano terra fino al secondo e ultimo piano”.
- La mia odissea, poi il carcere ma credo ancora nell’Italia
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