di Imran Faisal*
La Stampa, 5 luglio 2025
Faccio parte di una famiglia pakistana numerosa. Sono il terz’ultimo di sette figli. Ho quattro sorelle e due fratelli. Il più grande dei miei fratelli aiutava mio padre ad accudire il pascolo. I terreni non erano di proprietà di mio padre, ma venivano presi in affitto. Verso la fine del 1999 Tasadiq, il mio fratello maggiore, lascia il Pakistan, rimane per tre anni in Grecia, e poi raggiunge l’Italia, dove ancora vive. Così decido di aiutare mio padre nei campi, quindi studio e lavoro, fino a quando, dopo il 2004, mio padre si ammala a causa dell’uso di prodotti chimici e di fertilizzanti che gli rovinano gli occhi. Sono quindi costretto a lasciare la scuola per dedicarmi totalmente al lavoro nei campi e con gli animali. Ma dopo pochi anni i proprietari delle terre iniziano a far costruire case e a ridurre le terre da destinare a pascolo.
di Alex Frongia
bandieragialla.it, 5 luglio 2025
Durante la mia carcerazione ho avuto l’onere e l’onore di frequentare la scuola superiore. In questi anni ho avuto la possibilità di confrontarmi con numerosi insegnanti, con molti compagni e ho avuto l’occasione di apprendere nuove nozioni. L’iscrizione a scuola è stata del tutto volontaria, in quanto nessuno ti obbliga a frequentarla. Nel percorso di trattamento sono poche le attività a disposizione del detenuto ed è ben noto che la cultura non sempre paga. Infatti in carcere la popolazione detenuta preferisce fare dei corsi o delle attività lavorative remunerative, piuttosto che dedicarsi all’istruzione che non ti offre un compenso mensile. Però ti arricchisce come persona e accresce il tuo livello culturale con titoli spendibili un domani nella società.
di Simona Musco
Il Dubbio, 5 luglio 2025
Raffreddare gli animi dopo l’incidente sullo ius scholae. Il segretario di Forza Italia, nonché vicepremier, Antonio Tajani lo sa, e non a caso ad Ancona, rispondendo alle domande dei cronisti nel giorno dell’apertura della campagna elettorale per le Regionali, rilancia con parole misurate ma chiarissime: “Oggi la priorità numero uno è la riforma della giustizia, perché per noi questa è la riforma delle riforme, trattandosi anche di una modifica costituzionale”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 5 luglio 2025
“A differenza della riforma Meloni-Nordio, quella spagnola mira a rafforzare l’autonomia dei pm e a ridurre i rischi di influenza della politica. Questo forse spiega perché lì ha suscitato la reazione di una parte della magistratura e non di tutta, come è successo qui”, afferma Rocco Maruotti. Cosa ci dice sull’Italia l’attivismo dei magistrati in Spagna.
di Simona Musco
Il Dubbio, 5 luglio 2025
Professore avvocato Vittorio Manes, ordinario di diritto penale presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna, la Corte Costituzionale ha ritenuto legittima l’abolizione dell’abuso d’ufficio. Quali sono, a suo avviso, le motivazioni costituzionali più rilevanti dietro questa decisione?
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 5 luglio 2025
L’uomo di 57 anni aveva problemi di salute Il cappellano Casamassima: il caldo un fattore. Un uomo di 57 anni, affetto da problemi psichiatrici e detenuto in una delle stanze di Sollicciano in cui non è presente neppure un ventilatore, è morto ieri nel carcere fiorentino a causa di un malore. Il cappellano Stefano Casamassima: “Lì fa davvero molto caldo, l’afa può aver influito”.
di Ciro Cuozzo
Il Riformista, 5 luglio 2025
Un detenuto di 39 anni è morto nel carcere di Poggioreale a Napoli in circostanze da chiarire. Il decesso, stando a quanto appreso dal Riformista, è avvenuto nei giorni scorsi, probabilmente martedì 1° luglio, all’interno della Casa circondariale partenopea ed è stato confermato dal garante regionale dei diritti dei detenuti Samuele Ciambriello. Ufficialmente l’uomo, napoletano, sarebbe morto in seguito ad un malore ma sarà l’autopsia, disposta dalla Procura, a cristallizzare le cause. La vittima avrebbe finito di scontare la pena nelle prossime settimane. La famiglia è stata informata e chiede chiarezza. Al vaglio anche le testimonianze dei compagni di cella della vittima per ricostruire gli ultimi giorni dell’uomo ed eventuali tensioni con altre persone recluse nel carcere napoletano.
di Barbara Morra
La Stampa, 5 luglio 2025
Le presunte vittime si sono costituite parte civile. L’episodio più grave è la “spedizione punitiva del 2023”. Il gup di Cuneo ha rinviato a giudizio i 14 indagati per le presunte violenze al carcere Cerialdo. In 10 andranno a dibattimento con prima udienza il 28 gennaio 2026 e quattro, tra cui l’ispettore G.V., saranno processati con il rito abbreviato. Sei persone sono accusate del reato di tortura mentre gli altri, tra cui un medico (anche lui ha scelto l’abbreviato), devono rispondere a vario titolo di altri reati tra cui falso e lesioni.
di Giovanna Loccatelli
La Stampa, 5 luglio 2025
La situazione esplosiva nel carcere di Sanremo è stata confermata. Ma nuovi e preoccupanti dettagli sono emersi dopo la visita della delegazione. Uno di questi riguarda la salute dei detenuti e la gestione dell’infermeria: “È evidente che è un luogo molto appetibile soprattutto per chi ha dipendenza da droga o farmaci: pensano di andare lì e se non ottengono quello che cercano, spesso minacciano il personale o vanno in escandescenza” spiega Sergio D’Elia, di Nessuno Tocchi Caino. Il problema, in questo caso, non è il numero esiguo dei medici e infermieri presenti: “Il numero dei dottori è sufficiente ma l’organizzazione è assolutamente da rivedere”.
di Andrea Carullo
Corriere della Sera, 5 luglio 2025
Per i progetti del 2025 mancano 50 mila euro: lanciata la raccolta fondi. “Non ho mai visto una situazione come quella che c’è oggi in carcere”. A parlare è Valentina Lanfranchi, presidente onoraria e garante dei detenuti dell’associazione Carcere e Territorio di Bergamo: “Ogni giorno è peggio - racconta -: sovraffollamento, risse, aggressioni, fenomeni di autolesionismo, e adesso rischiamo di perdere anche gli unici strumenti alternativi alla reclusione che abbiamo come i tirocini curriculari. Noi cerchiamo di aiutare, ma a causa di mille vincoli e modalità gestionali non ci stiamo riuscendo”.
- Venezia. Carcere, dialogo Moraglia-Nordio: “In arrivo dieci agenti”
- Foggia. Per i detenuti due progetti sociali lanciati dalla Caritas Diocesana
- Biella. “Più cure per i detenuti, saranno consegnate anche lenti e protesi”
- Padova. Carcere, dagli avvocati 100 ventilatori
- Milano. “Emergenza caldo, servono ventilatori nelle celle”. Appello degli avvocati per le carceri











