di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 30 giugno 2025
Le teorie complottiste che deformano la lettura di alcuni episodi chiave della storia italiana nascono a destra, in particolare nel clima ideologico del fascismo e del nazismo. Il primo a subire gli effetti di quest’arma politica fu Antonio Gramsci, durante un intervento in Parlamento contro la legge fascista che metteva al bando la massoneria. Nel corso del dibattito, Mussolini lo attaccò direttamente, accusando lui e giornali come L’Unità di essere finanziati da grandi gruppi capitalisti: i “poteri forti” che, nell’ombra, avrebbero cercato di sabotare la “rivoluzione fascista”. Oggi il quadro si è ribaltato. Dopo le destre, è da oltre venticinque anni che la sinistra non solo non riesce a contrastare certi deliri complottisti, ma finisce per legittimarli e sostenerli. Lo fa soprattutto alimentando tesi dietrologiche sulle stragi di Capaci e via D’Amelio.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 30 giugno 2025
Il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro fanno parte della storia a vario titolo. Dovrebbero però essere assunti come oggetto di studio anche da un altro punto di vista: la trasformazione di un evento tragico ma sostanzialmente limpido e facilmente spiegabile in un mistero. La torsione che porta la stragrande maggioranza delle persone a non credere in ciò che è squadernato di fronte ai loro occhi e a reputare invece credibili trame surreali, complicatissime, smentite da fatti e indagini, negate da chi su quel delitto ha lavorato seriamente: investigatori, magistrati, giudici.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 30 giugno 2025
Verità nascoste, come ombre ostinate attraversano la Storia, parallele alle “versioni ufficiali” insinuano sospetti e paranoie. La forza del complottismo sta nella sua capacità ossessiva di trasformare ogni frammento della realtà in un indizio, ogni deviazione in una prova, ogni assenza in una traccia. Il successo delle narrazioni alternative non dipende da quanto siano verosimili, ma dalla capacità di influenzare l’immaginario collettivo. Nell’antica Roma, il complotto era parte integrante della vita politica. Le congiure strumenti di lotta per conquistare il potere, e la paranoia era considerata una forma di saggezza. Le accuse contro Catilina, gli intrighi di corte sotto Nerone, le purghe senatoriali testimoniano una cultura in cui il sospetto era non solo giustificato, ma necessario alla propria sopravvivenza.
di Maristella Carbonin
La Nazione, 30 giugno 2025
L’analisi di Santoro (L’altro Diritto): “Sovraffollamento, poco personal. Bravo Tescaroli a metterci la lente, ma immagino altri casi come Prato”. “Quello che ha fatto il procuratore Tescaroli è importante: ha messo una lente sulla Dogaia e ne è emerso un caso eclatante. Ma credo che se altre procure lo seguissero in quest’azione, anche in altre carceri emergerebbero scenari simili”. Emilio Santoro, filosofo del Diritto e professore ordinario all’Università di Firenze, dipartimento di Scienze giuridiche, è presidente del comitato scientifico de L’Altro diritto, associazione di volontariato che si occupa di diritti delle persone “socialmente abbandonate”, in primo luogo detenuti e migranti.
di Diana Ligorio
Il Domani, 30 giugno 2025
Aveva espresso più volte timori per la sua incolumità. Ilaria Cucchi: “Ci sono diritti che, per alcune persone, sembrano valere meno”. Una detenuta trans ha denunciato di essere stata violentata da quattro uomini all’interno del carcere di Ferrara. La denuncia è stata formalizzata il 24 giugno, quando la detenuta si è presentata in infermeria raccontando quanto subito. Subito dopo è stata trasferita all’ospedale Sant’Anna, dove è stato attivato il protocollo del “codice rosa”, riservato a vittime di violenza sessuale.
di Andrea Gianni
Il Giorno, 30 giugno 2025
Angelo Aparo, psicologo con 45 anni di lavoro tra San Vittore, Bollate e Opera: investire tempo e soldi sul recupero. “Il mio approccio? Frontale e schietto, pure aggressivo. Chiedo come hanno fatto a diventare uomini così”. Lo psicologo Angelo Aparo è entrato per la prima volta in un carcere, prendendo servizio a San Vittore fresco di studi, quando correva l’anno 1979. Quasi mezzo secolo di vita professionale trascorsa anche a Bollate e Opera, nel carcere minorile Beccaria di Milano, incontrando migliaia di detenuti: ragazzi finiti in cella per reati minori, tossicodipendenti, “colletti bianchi” degli anni di Tangentopoli, ergastolani con diversi omicidi alle spalle, persone condannate per associazione mafiosa.
agrigentonotizie.it, 30 giugno 2025
A comporlo, fra gli altri, su iniziativa della camera penale, l’Ordine degli avvocati, la Procura e il tribunale. Un osservatorio permanente sui problemi del carcere: sarà istituito il 4 luglio a margine di un seminario in cui si discuterà del decreto sicurezza. L’iniziativa è della camera penale di Agrigento, presieduta dall’avvocato Ignazio Valenza. A firmare l’atto istitutivo anche l’Ordine degli avvocati, il presidente del tribunale, il procuratore della Repubblica, il magistrato dell’ufficio di sorveglianza, i presidenti dell’ufficio gip e dell’Associazione nazionale magistrati e i direttori del carcere e dell’ufficio esecuzione penale esterna.
perugiatomorrow.it, 30 giugno 2025
Dure contestazioni da parte di giuristi, attivisti e garante dei detenuti: in Umbria preoccupano le ricadute sulle carceri e sui diritti civili: “Pene spropositate, renderanno le situazioni ancora più ingestibili”. Il nuovo decreto sicurezza approvato ad aprile dal Parlamento continua a suscitare forti polemiche, soprattutto per le sue ricadute penali e sociali. Ad alzare la voce è stato il garante regionale per i detenuti dell’Umbria, Giuseppe Caforio, intervenuto a Perugia nel corso di un incontro organizzato dalla Caritas e dall’associazione Antigone Umbria. “Il Parlamento ha cavalcato la questione sicurezza, reale e concreta, ma andando molto oltre”, ha dichiarato Caforio, criticando duramente il contenuto del provvedimento.
La Sesia, 30 giugno 2025
Dal 1° luglio i detenuti saranno coinvolti in incontri con scrittori e conversazioni. “Lib(e)ri dentro-Licenza di leggere” è la consueta rassegna realizzata dal Comune di Vercelli e la casa circondariale per impiegare i detenuti durante la stagione estiva. Da tempo c’è infatti l’accesso in carcere di scrittori per la presentazione dei loro testi. Quest’anno si aggiunge un’interessante novità: “Conversazioni filosofiche”. Dal 1° luglio, a cadenza settimanale, Paolo Pulcina sarà affiancato da due docenti esperte in argomento, Daniela Vommaro e Alice Tomasso.
La Provincia Pavese, 30 giugno 2025
Nuovi spazi per i detenuti a Torre del Gallo con macchinari ginnici per favorirne la salute mentale. Un progetto del Rotary Club Distretto 2050 con il gruppo Longobardo e club proponente Ticinum in collaborazione con il Club Terre Viscontee. Per i prossimi due anni, i club si faranno carico di appoggiare la struttura penitenziaria per la tutela della salute di quei detenuti Atsm acronimo che indica la necessità di tutela della salute mentale. Detenuti presenti anche a Pavia nel reparto protetti. La direzione del carcere ha identificato all’interno della struttura uno spazio per accogliere questa tipologia di detenuti.
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