triesteprima.it, 29 giugno 2025
Presentato un esposto per chiedere di fare chiarezza sul perché le sostanze erano riuscite ad entrare in carcere. Il giovane triestino detenuto nel carcere di Gorizia morto lo scorso primo maggio è deceduto a causa di una overdose di metadone e benzodiazepine. A darne notizia è Il Piccolo. Denis Battistuti Maganuco aveva 30 anni. In carcere c’era finito dopo il furto di farmaci avvenuto la sera del 28 aprile fuori da una farmacia di Staranzano.
di Nicola Bianchi
Il Resto del Carlino, 29 giugno 2025
La denuncia di una 40enne italiana: “Erano in quattro”. La struttura non ha una sezione dedicata. Oggi nelle carceri italiane sono circa 80 le persone transgender ristrette. La denuncia è terribile e, se confermata dalle indagini, spalancherebbe uno squarcio ancora più devastante sulle carceri italiane, sovraffollate, violente, pronte in ogni momento a esplodere. Ferrara, Arginone, carcere di massima sicurezza, quasi 400 detenuti stipati tra caldo torrido e cemento armato. C’è una denuncia, contro ignoti, che porta la firma di una detenuta transgender poco più che quarantenne di nazionalità italiana che racconta di essere stata stuprata da altri detenuti (“erano in quattro”) in una cella della quarta sezione, quella per ‘protetti’ dove sono ospitate oltre 40 persone.
di Ilaria Marinaci
Corriere del Mezzogiorno, 29 giugno 2025
La madre detenuta a Lecce, la piccola di tre anni è stata affidata agli zii. “Cerchiamo urgentemente una casa in affitto per Nina e la sua famiglia”. L’appello corre sui social. A lanciarlo l’associazione Fermenti Lattici, che da anni lavora nel carcere Borgo San Nicola di Lecce con progetti a sostegno delle famiglie dei detenuti. Qui, due anni fa, comincia questa storia: Antonietta Rosato, Cecilia Maffei e Marianna Caretto, le tre educatrici dell’associazione, conoscono Nina (un nome di fantasia), che aveva solo pochi mesi quando è entrata nella sezione femminile con la mamma. Secondo la legge, infatti, una madre detenuta può decidere di tenere con sé il proprio figlio fino al compimento dei tre anni di età in ambienti separati della sezione: stanze più ampie, curate, colorate, con culle e fasciatoio.
bresciatoday.it, 29 giugno 2025
Passaggio di testimone alla professoressa Arianna Carminati: sarà lei la nuova Garante per i diritti delle persone private della libertà. “Pare proprio che anche gli ultimi dieci anni siano trascorsi invano”. È un bilancio denso di preoccupazione e amarezza quello tracciato da Luisa Ravagnani, che dopo un decennio lascia l’incarico di Garante per i diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Brescia. Un ruolo ricoperto con dedizione e spirito critico, che ha permesso di tenere accesi i riflettori su un sistema penitenziario che, secondo Ravagnani, resta in gran parte “fermo ai problemi di sempre”.
di Tania Mauri
cibotoday.it, 29 giugno 2025
Si chiama Panatè Impresa Carceraria il progetto di inclusione professionale che porta pinsa e pane dentro le carceri italiane. L’obiettivo? Servire la ristorazione col minimo spreco. In Italia ci sono progetti che usano la produzione di pane come strumento di reinserimento lavorativo per i detenuti. Spesso gestiti da cooperative sociali, permettono loro di acquisire competenze nel campo della panificazione e di ottenere un contratto di lavoro, aiutandoli così a reintegrarsi nella società. Un esempio è Panatè srl società benefit, nata nel carcere di Cuneo, dove si produce pane artigianale con il nome “Panatè Impresa carceraria”, un gioco di parole che evidenzia l’intento di creare materie prime genuine con un modello di impresa sostenibile.
di Matteo Torrioli
romatoday.it, 29 giugno 2025
Attiva da 36 anni, dal 2001 gestisce un immobile confiscato alla criminalità su via Tuscolana. Trentasei anni di attività. Dalle carceri di Rebibbia fino alle fiere con uno scopo ben preciso: insegnare agli ex detenuti un lavoro. Made in Jail resiste nonostante il covid e la crisi economica. “La pandemia ci ha messo in ginocchio ma non molliamo” racconta a RomaToday Silvio Palermo, il fondatore di quella che, a tutti gli effetti, è una vera e propria casa di moda. Una onlus che si autofinanzia dalla vendita dei suoi prodotti, magliette e felpe disegnate da detenuti con slogan e claim sulla vita carceraria.
di Luigi Alfonso
vita.it, 29 giugno 2025
La Fondazione cagliaritana ha consegnato 250 torrette refrigeranti alla Casa circondariale “Ettore Scalas”, nell’ambito del progetto Alimentis sostenuto dalla Fondazione di Sardegna e dalla Regione Sardegna. L’anno scorso nelle celle furono registrate temperature sino ai 44 gradi centigradi. Duecentocinquanta torrette refrigeranti sono state consegnate dalla Fondazione Domus de Luna alla Casa circondariale “Ettore Scalas” di Cagliari-Uta, per offrire un po’ di sollievo ai detenuti nei mesi più caldi. L’iniziativa si inserisce nelle attività del progetto Alimentis, sostenuto dalla Fondazione di Sardegna e dalla Regione Sardegna, con il contributo dell’impresa Trony.
primapadova.it, 29 giugno 2025
Un fenomeno complesso, legato a disagio psicologico, povertà educativa e bisogno di appartenenza, al centro del convegno “Adolescenti e violenza: tra Psicologia e Giustizia”. Aumentano in Italia e in Veneto gli episodi di violenza tra adolescenti, spesso agiti in gruppo e rilanciati sui social. Un fenomeno complesso, legato a disagio psicologico, povertà educativa e bisogno di appartenenza, al centro del convegno “Adolescenti e violenza: tra Psicologia e Giustizia”, promosso dall’Ordine degli Psicologi del Veneto a Padova (foto di copertina da Facebook).
gruppoceis.it, 29 giugno 2025
Sono mesi intensi e significativi per il progetto “Crescere Nonostante”, promosso da CEIS A.R.T.E. finanziato nell’ambito del bando “Liberi di Crescere” e dedicato al sostegno dei minori con genitori detenuti attraverso percorsi educativi e di inclusione sociale. Le attività si sono progressivamente ampliate, dai seminari alla presa in carico territoriale, ai gruppi di sostegno per i genitori, fino ai laboratori di arte-terapia realizzati sia a Modena sia a Bologna.
di Eva Ricevuto
buonenotizie.it, 29 giugno 2025
A largo di Livorno, nell’isola-carcere della Gorgona, si accende una nuova luce: quella del teatro. Qui, detenuti e attori si ritrovano fianco a fianco nello stesso luogo, trasformando la reclusione in un’opportunità di espressione e riscatto umano. Dal 29 giugno al 1 luglio il carcere diventerà un palcoscenico e i detenuti si trasformeranno in attori: andrà in scena “Il Teatro del Mare”, un progetto ideato e diretto da Gianfranco Pedullà, regista teatrale che è sempre stato attivo nel portare il teatro dietro le sbarre.
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