di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 28 giugno 2025
Da 20 anni si riapre ciclicamente: accuse di eversione, soliti nomi, ma non si arriva mai a una verità giudiziaria definitiva. Finalmente, con l’esposto presentato dal generale Mori per rivelazione di segreti d’ufficio, qualcuno spezza il clima di omertà, politica e giornalistica, che da vent’anni avvolge le inchieste penali e politiche, e siamo alla quinta, sulle stragi del 1993. Sono le bombe della fase finale di vita dei corleonesi, che aggredirono luoghi artistici di Roma, Milano e Firenze. In quest’ultima città, che ha avuto il maggior numero di morti, dieci in totale, si è radicata l’inchiesta. Che ha preso l’impronta dell’antimafia, sotto la guida del procuratore aggiunto Luca Tescaroli, che pareva aver seguito un certo fascicolo processuale fin da Caltanissetta, dopo le fallimentari inchieste “Oceano” e “Sistemi criminali” che avevano sposato un’unica pista di indagine.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 28 giugno 2025
La Fondazione Its Academy Puglia Agribusiness School, d’intesa con il ministero della Giustizia, dal prossimo ottobre attiva percorsi della durata di due anni per formare tecnici superiori nel settore agribusiness. Destinatari le persone che stanno terminando di scontare la pena negli istituti pugliesi. Un progetto che coniuga formazione tecnica, responsabilizzazione individuale e contrasto alla recidiva. È realizzato dalla Fondazione Its Academy Puglia Agribusiness School che ha sottoscritto un protocollo d’intesa con le istituzioni del ministero della Giustizia.
Il Mattino, 28 giugno 2025
L’uomo stava per andare in pensione. Dramma nel carcere di Secondigliano, a Napoli, dove un agente della polizia penitenziaria di 59 anni si è tolto la vita sparandosi con la sua pistola di ordinanza nel parcheggio. Il poliziotto, che doveva entrare in servizio nell’istituto penitenziario alle 12, lascia la moglie e due figli.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 28 giugno 2025
Un detenuto settantenne della casa circondariale Pagliarelli di Palermo ha perso la vista a un occhio mentre attendeva un intervento di cataratta. A sollevare il caso è Pino Apprendi, garante dei detenuti del capoluogo siciliano, che definisce la situazione “intollerabile” e denuncia come “ogni patologia, qui, rischia di diventare irreversibile”. All’inizio del 2024, il settantenne detenuto di Pagliarelli viene visitato per la prima volta: un’oculista rivela una cataratta degenerata da tempo, che richiede un intervento tempestivo. Passano poi tre mesi: a metà maggio, il medico del carcere conferma la gravità della situazione e ribadisce l’urgenza dell’operazione.
di Umberto Zanichelli
Il Giorno, 28 giugno 2025
Un’altra denuncia sulle condizioni dei detenuti del carcere di Vigevano: una ventina di lettere destinate al magistrato di sorveglianza, ai Garante dei detenuti, al ministero della Giustizia, all’Ats e a diversi enti e associazioni che tutelano i diritti dei reclusi. Lo segnala la onlus “Quei Bravi Ragazzi Family”. “Dopo la prima lettera collettiva - fa sapere l’associazione - ci sono state iniziative di altri detenuti che ne hanno confermato individualmente i contenuti, evidenziando le molte criticità e invitando a un’accurata verifica della situazione. Dare voce a chi non ne ha è un atto di civiltà”.
giornaledibrescia.it, 28 giugno 2025
Professoressa in Diritto costituzionale all’UniBs, succede a Luisa Ravagnani: “Le auguro di ricevere lo stesso sostegno di cui ho potuto godere io”. Il Comune di Brescia ha una nuova Garante dei detenuti. Arianna Carminati, con l’elezione nel Consiglio di ieri, succede ufficialmente a Luisa Ravagnani.
di Beatrice Branca
Corriere di Verona, 28 giugno 2025
L’incontro sulla rieducazione. In carcere parte un’attività produttiva di asciugamani. Elastici per Calzedonia, un ordine da un’altra azienda di 20mila shopper bag, ovvero le borse giganti in stoffa, e altri prodotti di sartoria per Falconeri, Gucci e altre maison. Tutta quella merce passa per la casa circondariale di Montorio dove 25 detenuti (13 donne e 12 uomini) lavorano con le macchine da cucire. Ci sono poi altre sette donne impegnate nella produzione delle marmellate e per la loro preparazione viene utilizzate la frutta scartata dai grossisti, ma ancora in buone condizioni e di qualità.
di Massimo Schettino
laprovinciacr.it, 28 giugno 2025
Di cento detenuti che durante la pena hanno potuto beneficiare di un inserimento professionale solo 2 tornano a delinquere. Un tasso di recidiva che, viceversa, balza al 70% fra quanti non hanno avuto tale opportunità. I dati, raccolti a livello nazionale dal Cnel, “confermano lo strumento del lavoro come il più efficace per perseguire efficacemente l’obiettivo della sicurezza sociale”. Lo sottolinea l’assessora alle Politiche Sociali e Fragilità, Marina Della Giovanna, aggiungendo però che “sono troppo pochi i detenuti della Casa circondariale di Cremona che lavorano anche se è proprio attraverso il lavoro, dentro e fuori dal carcere, che possono cominciare un percorso che renda il tempo della pena non solo afflittivo ma anche un’occasione per percorrere una nuova strada lontana dalla delinquenza”.
di Marta Artico
La Nuova Venezia, 28 giugno 2025
Lo scorso anno il Patriarcato di Venezia aveva donato condizionatori ai detenuti. Nei giorni scorsi un altro sopralluogo del cappellano, don Massimo Cadamuro. Più ventilatori per il carcere. Se chi vive in città e non ha l’aria condizionata può rifugiarsi nei centri commerciali, sotto un albero o trovare un luogo fresco dove riuscire a respirare, la stessa cosa non vale per le persone che si trovano in carcere. Come ogni anno l’afa è arrivata puntuale, alla stessa stregua dell’umido e del caldo insopportabile, per i detenuti della casa circondariale di Santa Maria Maggiore. Nelle celle condivise, le temperature sono roventi, tanto che l’anno passato qualcuno le aveva definite “l’inferno dantesco”. E non tutti possono permettersi un ventilatore.
di Ylenia Cecchetti
La Nazione, 28 giugno 2025
Uno spettacolo corale, potente e attuale, capace di dare voce a un’emozione silenziosa ma diffusa del nostro tempo: la solitudine. Lunedì al Teatro del Popolo di Castelfiorentino andrà in scena “Solo me ne vo”, per la regia di Maria Teresa Delogu, atto conclusivo del laboratorio teatrale della stagione 2024/2025 curato da Delogu per conto di Giallo Mare Minimal Teatro. Un lavoro frutto di un percorso profondo e fuori dall’ordinario: sul palco, infatti, saliranno anche alcuni detenuti, protagonisti di un’esperienza artistica e umana che ha oltrepassato le sbarre per farsi parola, gesto, presenza scenica.
- Sondrio. “Uno sguardo da dentro”, la mostra fotografica che porta il carcere tra la gente
- Verona. “Musica è Libertà”: un laboratorio artistico e musicale nel carcere
- “No ai comizi perché turbano i turisti”. Ordinanza nel Salento, scoppia la bufera
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- Migranti. I corridoi umanitari sono pezzi di pace dentro la guerra











