di Anna Grazia Stammati*
tecnicadellascuola.it, 30 giugno 2025
Nel decimo anniversario della partecipazione del CESP- Rete delle scuole ristrette al Festival dei Due Mondi di Spoleto, il 2 e 3 luglio si svolgerà, presso la Casa di Reclusione di Maiano-Spoleto e presso Palazzo Mauri-Biblioteca Comunale “Giosuè Carducci” della città, la X Giornata Nazionale del Mondo che non c’è. Lo storico appuntamento (inserito nel prestigioso Programma del Festival dei Due Mondi- Progetti Speciali) si aprirà, il 2 luglio, con la partecipazione dei/delle docenti della Rete allo spettacolo “Senza Titolo. Manifesto del carcere Futurista”, per la regia di Giorgio Flamini, con i detenuti attori, cantanti, danzatori, drammaturghi, scenografi, costumisti della Compagnia #SIneNOmine, presso la Casa di reclusione di Maiano-Spoleto.
di Anna Grazia Stammati*
tecnicadellascuola.it, 30 giugno 2025
Nel decimo anniversario della partecipazione del CESP- Rete delle scuole ristrette al Festival dei Due Mondi di Spoleto, il 2 e 3 luglio si svolgerà, presso la Casa di Reclusione di Maiano-Spoleto e presso Palazzo Mauri-Biblioteca Comunale “Giosuè Carducci” della città, la X Giornata Nazionale del Mondo che non c’è. Lo storico appuntamento (inserito nel prestigioso Programma del Festival dei Due Mondi- Progetti Speciali) si aprirà, il 2 luglio, con la partecipazione dei/delle docenti della Rete allo spettacolo “Senza Titolo. Manifesto del carcere Futurista”, per la regia di Giorgio Flamini, con i detenuti attori, cantanti, danzatori, drammaturghi, scenografi, costumisti della Compagnia #SIneNOmine, presso la Casa di reclusione di Maiano-Spoleto.
di Francesco Sellari
Il Dubbio, 30 giugno 2025
Dall’indagine Acli-Iref sulla sostenibilità tra le famiglie emerge che i giovani guidano il cambiamento ovunque ma i nuclei in difficoltà sono quelli più sensibili. Il monito degli esperti: “È la lotta a un sistema che crea disparità: la vita sana non sia un lusso per ricchi”. L’ambiente è la questione cruciale del futuro. Le famiglie italiane lo hanno capito e provano a tradurre questa consapevolezza in comportamenti conseguenti. E tra i più convinti e attivi, ci sono, sorprendentemente, i nuclei più poveri.
di Stefano Iannaccone
Il Domani, 30 giugno 2025
Il gelo, nei confronti dei Pride prima quello di Roma e poi l’altro di Budapest, è la fotografia del pensiero governo italiano nei confronti dei diritti Lgbtiqa+. Giorgia Meloni, solitamente loquace, ha seguito in silenzio la decisione dell’omologo ungherese, Viktor Orbán, di vietare il Pride. Un’imposizione che non è passata inosservata, a più livelli, poi travolta dall’onda arcobaleno nella capitale dell’Ungheria. La destra italiana vive la mobilitazione arcobaleno con un certo fastidio. Basti pensare alle uscite di Roberto Vannacci, vicesegretario della Lega.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 30 giugno 2025
Uno studio indica che l’accordo Ue-Turchia non ha ridotto gli arrivi irregolari, ma li ha solo dirottati. Dati e testimonianze di violenza delegata. Uno studio rivela come le politiche migratorie europee, in particolare l’accordo del 2016 tra l’Ue e la Turchia, abbiano contribuito a un aumento dei decessi nel Mediterraneo, spingendo i flussi migratori su rotte più pericolose e aggravando la vulnerabilità dei migranti a torture e violenze sistematiche, come quelle raccontate nei recenti report si Sos Humanity e Medici Senza Frontiere.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 30 giugno 2025
Possibile contrasto con l’articolo 3 della Costituzione: parlare generalmente di “migranti”, ingenera “una complessiva disparità di trattamento tra gli stranieri da condurre in Italia e i migranti da trasferire in Albania”. Ancora guai per il governo sulla legittimità del protocollo Italia-Albania. A sollevare dubbi sull’operazione di deportazione dei migranti irregolari in suolo albanese è la Corte di Cassazione che in una lunga relazione, di 48 pagine, raccoglie i principali pareri sul tema e parla di possibili incompatibilità non solo con il diritto internazionale, e in particolare con la direttiva europea in materia di rimpatri, ma anche con la Costituzione italiana.
Il Dubbio, 30 giugno 2025
La relazione del Massimario della Cassazione solleva rilievi sui due provvedimenti. La maggioranza attacca la magistratura, mentre le opposizioni denunciano l’ennesimo attacco allo Stato di diritto. Non si placa il conflitto tra governo e magistratura. Dopo le critiche dell’Ufficio del Massimario della Cassazione al decreto Sicurezza, è ora il protocollo Italia-Albania sui migranti a finire sotto la lente dei giudici. E la reazione della maggioranza è immediata, compatta e durissima.
di Maurizio Maggiani
La Stampa, 30 giugno 2025
Gli orrori del nostro tempo esigono una presa di coscienza collettiva. Provo vergogna, questo è il sentimento che mi domina, provo vergogna per me, per quello che sono. Provo vergogna alzandomi ogni mattino di buon’ora e scoprendomi ancora vivo, in discreta salute, pronto a nutrirmi con abbondanza il corpo e lo spirito di buoni cibi e buone intenzioni intanto che il primo notiziario del mattino mi comunica che nulla di quello che sono, che faccio, che penso, che progetto ha nel frattempo spostato di un solo millimetro il bilancio dell’orrore quotidiano in favore della vita, di una sola vita.
di Elsa Fornero
La Stampa, 30 giugno 2025
L’accordo Nato ha l’aria di una scappatoia. E anche il debito comune va restituito. Uno degli aspetti più irritanti di questo periodo travagliato e caotico è una narrazione delle tragedie naturali e umane che le trasforma magicamente in grandi opportunità. È successo con il Covid che doveva farci diventare tutti più buoni e ci ha resi invece più bellicosi; con la crisi energetica che ci ha fatto “scoprire” le energie alternative ma anche sottovalutare i costi della transizione, portandoci così a mettere in dubbio l’utilità del Green Deal. Sta succedendo con il moltiplicarsi delle guerre che ci svela i “benefici del riarmo” e il “bello” dell’investimento in sicurezza per difendere la nostra prosperità occidentale, peraltro in periodo in cui, paradossalmente, essa è messa in crisi forse più dai cambiamenti interni, come l’assottigliarsi delle giovani generazioni, che non dalle minacce di nemici veri o presunti. E gli esempi potrebbero continuare.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 30 giugno 2025
Sono passati sei mesi dalla caduta di Assad, ma ce ne vorrà un numero infinitamente superiore perché queste persone possano riprendersi. Venerdì scorso, in occasione della Giornata internazionale per le vittime della tortura, Amnesty International ha ricordato la sofferenza immane di migliaia di persone sopravvissute alle violenze nei centri di detenzione in Siria, soprattutto la prigione militare di Saydnaya. Sono passati sei mesi dalla caduta del governo di Bashar al-Assad, ma ce ne vorrà un numero infinitamente superiore perché queste persone possano riprendersi dalle conseguenze fisiche e psicologiche, soprattutto se verranno meno le cure e il sostegno alla loro lotta per la giustizia: obblighi giuridici per le autorità di Damasco ma anche morali per i governi, cui Amnesty International chiede di finanziare i programmi dedicati alle persone sopravvissute alla tortura, in particolare quelli di salute mentale e psicologica.
- Carcere, quando il volontariato è una vocazione. Incontri con i protagonisti
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