di Viola Mancuso
gnewsonline.it, 29 giugno 2025
Ogni sabato incontriamo persone rilevanti del terzo settore, donne e uomini che hanno creato lavoro e formazione per i detenuti, promosso la cultura come esercizio di libertà, sfidato ostacoli burocratici, combattuto pregiudizi e stereotipi. Tra passato e presente, attraverso queste figure, è possibile riscrivere la storia del mondo penitenziario dalla Riforma Gozzini a oggi. Una nuova iniziativa per il carcere, mutuata da zone di guerra e di emergenze umanitarie, è quella proposta da Chiara Cacciani che, insieme alla figlia quindicenne Anna Federici, merita un posto tra i nuovi protagonisti dell’impegno in carcere, per creatività e per la scelta di affrontare con il gioco temi ostici, come stereotipi, solitudine e disagio.
di Vladimiro Zagrebelsky
La Stampa, 29 giugno 2025
Come è naturale, la Corte di Cassazione dispone di un proprio ufficio studi. Quando intervengono novità normative o emergono problemi o divergenze nella giurisprudenza, esso approfondisce in modo sistematico il tema, così fornendo materiale per le decisioni dei giudici della Cassazione. La Corte di Cassazione è istituita con il grave compito di assicurare “l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione della legge, l’unità del diritto oggettivo nazionale”.
di Lorenzo Stasi
L’Espresso, 29 giugno 2025
La nota del Carroccio: “Rafforzare ancora di più la sicurezza”. Il centrodestra critica la relazione degli ermellini. Nordio: “Incredulo”. Alla Lega non basta il decreto Sicurezza. E poco importa che la Cassazione ieri - 27 giugno - abbia bocciato nel metodo e nel merito, con un parere non vincolante, il pacchetto securitario voluto dal governo Meloni. Ora il Carroccio rilancia e, in una nota, scrive che “è fortemente auspicabile un nuovo provvedimento per rafforzare ancora di più la sicurezza, con particolare riferimento alla tutela delle Forze dell’Ordine. Difendere le divise significa difendere gli italiani”.
di Lodovica Bulian
Il Giornale, 29 giugno 2025
Il Carroccio rilancia dopo l’intervento della Cassazione e sollecita più tutele per le forze dell’ordine. Lo strumento: un altro decreto entro la fine dell’estate. Dopo la bocciatura del decreto Sicurezza da parte dell’ufficio del Massimario della Cassazione che in una relazione di 129 pagine ha criticato il provvedimento sia nel “metodo” che nel “merito”, la maggioranza rilancia. Non solo ribadisce la blindatura del decreto, considerato un pilastro del programma di governo, ma accelera. “È fortemente auspicabile un nuovo provvedimento per rafforzare ancora di più la sicurezza, con riferimento alla tutela delle forze dell’ordine. Difendere le divise significa difendere gli italiani”, si legge in una nota del Carroccio.
di Alessandra Algostino
Il Manifesto, 29 giugno 2025
Nel parere ormai noto sul decreto legge “sicurezza” si tratta delle norme costituzionali in materia di fonti del diritto, dei parametri costituzionali in tema di diritto penale, dei diritti costituzionali che connotano la forma di stato. Dopo il parere sul decreto legge “sicurezza”, di fronte ad un potere esecutivo che continua con protervia a ignorare la Costituzione, come il diritto dell’Unione europea e il diritto internazionale, la Corte di Cassazione ricorda i fondamentali, ricostruisce il quadro di limiti che presidiano la democrazia costituzionale e la garanzia dei diritti.
di Francesco Malfetano
La Stampa, 29 giugno 2025
Il ministro dell’Interno: “Mi sfugge quali principi costituzionali siano violati. Circoscrivere il reato di tortura come vuole Salvini? Sì, in un quadro di legalità”. “Mi sembra un esercizio connotato da una forte impostazione ideologica”. Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno ed ex prefetto, difende a spada tratta il “suo” dl Sicurezza, attaccato dalla Cassazione con un collage di interventi pubblicati all’interno del massimario della Corte. “Mi sfugge quali principi della Costituzione violerebbe” spiega rispondendo alle “diverse criticità” segnalate, prima di non dirsi contrario (“In una cornice di legalità”) all’idea di circoscrivere il reato di tortura avanzata dal vicepremier Matteo Salvini.
di Paola Di Caro
Corriere della Sera, 29 giugno 2025
Il ministro per i Rapporti con il Parlamento (FdI): premierato, sì ad alcune modifiche. Luca Ciriani, di Fratelli d’Italia, ministro per i Rapporti con il Parlamento: gli italiani fanno spesso fatica ad arrivare a fine mese e voi proponete la settimana corta - dal lunedì al giovedì - per i parlamentari a stipendio invariato. Una mossa harakiri? “Ma assolutamente no, non è nemmeno una mossa”.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 29 giugno 2025
Il segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati: “Le forze dell’ordine vanno tutelate nello svolgimento dei loro compiti, ma non deve essere una tutela demagogica”. “Ormai anche la Suprema Corte è stabilmente nel loro mirino”. Scuote la testa Rocco Maruotti, segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati. Esponente di Area, pm a Rieti, è la toga progressista al fianco di Cesare Parodi, di Magistratura indipendente, il torinese e moderato presidente dell’Anm. Non di rado, i due parlano lingue diverse, nelle stesse battaglie. “Ma questo - sorride Maruotti - è invece uno di quei casi in cui siamo molto compatti e consapevoli dei rischi”.
di Giorgio Bernardini e Antonella Mollica
Corriere Fiorentino, 29 giugno 2025
Operazione della Procura con 300 uomini delle forze dell’ordine. Tescaroli: “Illegalità diffusa”. Perquisiti 127 detenuti, poliziotti accusati di corruzione: chiudevano un occhio dietro compenso: “Qua i poliziotti sono a libro paga”. Telefoni cellulari di ultima generazione, microtelefoni, smartwatch e persino un router per collegarsi a internet. E poi dosi di cocaina e hashish che viaggiavano nascoste nelle parti intime dei familiari che andavano ai colloqui, all’interno di cibo e indumenti. È bastato un anno di indagini coordinate dalla Procura di Prato, guidata da meno di un anno da Luca Tescaroli, per aprire il vaso di Pandora del carcere.
di Massimiliano Nerozzi
Corriere di Torino, 29 giugno 2025
Studenti di Giurisprudenza e Psicologia (con l’associazione Strali) “scrivono” il reclamo alla Sorveglianza. Dalle parole (e dallo studio) ai fatti, ovvero un reclamo davanti al magistrato di Sorveglianza a favore di un detenuto: la casa circondariale che lo ospita risulterebbe - questa la contestazione - “non aver mai affrontato la sua problematica psichiatrica”, ma di aver “ritenuto di “risolvere il problema” della gestione umana e sanitaria del ricorrente attraverso lunghi periodi di isolamento disciplinare”.
- Gorizia. Il triestino morto in carcere è deceduto per overdose di benzodiazepina e metadone
- Ferrara. Orrore in carcere, stuprata una detenuta trans
- Lecce. Nata in carcere, ha bisogno di una casa. “Aiutatela a non finire in Comunità”
- Brescia. Carcere, il bilancio amaro della Garante Ravagnani: “In dieci anni nulla è cambiato”
- Cuneo. C’è un panificio nato nel carcere che vuole diventare un modello in tutta Italia











