di Sara Panarelli
castedduonline.it, 1 luglio 2025
Colori e bellezza per i figli minori dei detenuti. All’interno del progetto “Liberi dentro per crescere fuori” per migliorare l’esperienza della visita, rendendola meno ansiogena e più positiva per i bambini: con i piccoli c’è Manu Invisible. L’arte che cura, la bellezza che è terapia, i colori che rendono più bella la vita. Anche nella sala d’attesa di un carcere, soprattutto per i figli minori dei detenuti, che proprio grazie all’arte e alla bellezza possono superare più facilmente l’ansia per un appuntamento così emotivamente coinvolgente. E dunque, la sala d’attesa destinata ai visitatori della Casa circondariale di Uta si trasforma in uno spazio accogliente e a misura di bambino grazie a un innovativo progetto di riqualificazione.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 1 luglio 2025
Il Dpcm amplia le quote per i lavoratori stranieri ma è uguale al precedente che aveva funzionato solo per il 10% dei migranti. Lea propaganda del governo sulle migrazioni, vessillo identitario delle destre nazionaliste, oltre all’impianto securitario del progetto albanese, alla retorica degli scafisti da “inseguire nel globo terraqueo” (come da celebre frase di Giorgia Meloni) prevede anche la riorganizzazione degli ingressi per lavoro. Già all’indomani dell’insediamento dell’esecutivo, il ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti e le associazioni datoriali avevano fatto capire che le frasi da campagna elettorale (“Basta ingressi nel nostro paese”) erano inadeguate davanti alla presa d’atto che serve forza lavoro per mandare avanti la produzione italiana. Ed ecco che il governo arriva al suo secondo decreto flussi, approvato ieri dal consiglio dei Ministri, ampliando il numero dei lavoratori stranieri ammessi: 500 mila lavoratori stranieri nel triennio 2026/2028.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 1 luglio 2025
Per la retorica del governo, il pugno di ferro contro i migranti che sbarcano dal mare e i decreti flussi record per farli arrivare in aereo sono parte di uno stesso piano. “Decidiamo noi chi entra in Italia”, ripete Giorgia Meloni. In quest’ottica il sostegno ai regimi che torturano i rifugiati, la persecuzione delle navi ong, i centri in Albania contrari alle norme sovraordinate sarebbero coerenti con l’apertura ad altri 500mila ingressi regolari di lavoratori stranieri.
di Massimo Cacciari
La Stampa, 1 luglio 2025
Lo stato delle cose è segnato dal crollo di ogni diritto internazionale, anche nelle sue versioni retoriche. La Terra è gravida - questo soltanto è certo. Su che cosa si accinga a partorire gli oracoli, al solito, hanno parole doppie, ambigue, enigmatiche. L’interprete ha il compito di discernere in esse il possibile dal semplicemente impossibile, in base all’analisi realistica dello stato delle cose. Poi, può sempre irrompere l’imprevedibile Fortuna a far fallire ciò che è atteso e a compiere l’inatteso. Tuttavia, osservare, vigilare, tracciare un nostro cammino dovrebbero aiutarci ad affrontarla evitando di risolvere le nostre contese attraverso il bellum nefandum.
di Domenico Quirico
La Stampa, 1 luglio 2025
Non c’è il conflitto “corretto”, l’unica regola è vincere con qualsiasi mezzo. Per capire bisogna raccontare. Era un ragazzo siriano, uno studente credo. Un ribelle dell’armata siriana libera. Erano i tempi in cui della guerra santa ancora non parlava nessuno. Non sapeva come era accaduto. Ricordava solo che in quella mattinata combattuta tra intenzioni di sole e sospetti di una strana nebbia stava camminando, il primo della fila, ecco il suo errore, su un sentiero: una zona contesa tra rivolta ed esercito del regime, zona di agguati e rappresaglie. Ma in Siria quale luogo non era così in quella fine del 2012, tempi di crudeltà e di rapina? Le avevano nascoste bene le mine i soldati di Assad, tiravano con i mortai sui lati del sentiero per farti camminare dritti verso la morte. Era roba russa: semplice rustica e micidiale.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 1 luglio 2025
Delle manifestazioni di Belgrado si coglie il peso inaudito del contesto in cui avvengono. Tra 10 giorni si celebrerà il trentennale del massacro di Srebrenica: allora bastò poco per capire che si era perpetrata la carneficina più terribile dopo la Shoah. Oggi le stragi vengono messe nel conto della “guerra”. La manifestazione, molto grande, di Belgrado, colpisce per la tenuta di un movimento che dura da otto mesi, e non ha fatto che estendere la sua capacità di persuasione dagli studenti e i giovani al resto della società. Ci sono delle novità. Una è la netta rivendicazione delle dimissioni del presidente Aleksandar Vucicć e delle elezioni politiche anticipate (la scadenza è tra due anni). Un’altra è lo scontro fra i manifestanti e le forze antisommossa.
di Gianpaolo Contestabile e Simone Ferrari
Il Manifesto, 1 luglio 2025
Sul caso del cooperante italiano il tribunale sposa la versione delle autorità colombiane. Per i genitori “decisione oltraggiosa”. Ieri, giovedì 30 giugno, il Tribunale di Roma si è espresso rispetto al caso giudiziario della morte di Mario Paciolla chiedendo l’archiviazione dell’inchiesta per omicidio contro ignoti. Secondo il giudice non ci sarebbero elementi concreti che porterebbero a mettere in discussione la versione delle autorità colombiane, secondo cui il cooperante italiano si sarebbe tolto la vita il 15 luglio 2020, morendo per asfissia nella sua casa a San Vicente del Caguán.
di Alberto Gaino
gliasinirivista.org, 30 giugno 2025
Il “decreto Caivano”, emanato a fine estate 2023 dall’attuale governo e successivamente convertito in legge come azione di “contrasto al disagio giovanile”, ha avuto l’effetto di un’impennata di arresti e detenzione in carcere: a febbraio 2024 (fonte Antigone) erano 426 i minorenni dietro le sbarre in Italia, quattordici mesi dopo sono diventati 611, di cui quasi la metà stranieri. Fra quest’ultimi numerosi sono i ragazzi giunti soli nel nostro paese e che, dopo il venir meno di tanti servizi di accoglienza e il loro inserimento nei centri per gli adulti, hanno sovente pagato le conseguenze della promiscuità.
di Andrea Pira
Il Messaggero, 30 giugno 2025
Parte il monitoraggio e la verifica della riduzione dei costi richiesta ai vari dicasteri. Le amministrazioni si mettono in linea: trasporti, mezzi e pasti tra i principali target. Più telecamere installate nelle carceri per avere meno turni di sorveglianza. Nelle tabelle dell’ultimo allegato alla Documenti di finanza pubblica l’intervento del ministero della Giustizia passa sotto la dicitura “Riorganizzazione dei servizi penitenziari per effetto della transizione tecnologica e digitale”.
di Davide Varì
Il Dubbio, 30 giugno 2025
Il ministro della Giustizia contesta la relazione tecnica che critica il decreto Sicurezza e chiede chiarimenti sulla sua diffusione. L’Associazione nazionale magistrati replica duramente: “Increduli di fronte a un attacco a un lavoro giuridico pubblico e tecnico”. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio si dice “incredulo” e chiede spiegazioni alla Corte di Cassazione. L’oggetto del contendere è una relazione dell’Ufficio del Massimario che demolisce il decreto Sicurezza voluto dal governo e già convertito in legge. Il documento, di natura tecnica, solleva una lunga serie di dubbi sul piano costituzionale e sostanziale. Ma per il guardasigilli, il problema è un altro: la diffusione del testo.
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