di Vito Cimiotta*
L’Unità, 28 giugno 2025
Due baci sulla guancia. È bastato questo gesto, antico quanto il linguaggio umano, per generare un caso che ha dell’incredibile. Nel carcere di Bancali, a Sassari, l’avvocato Flavio Rossi Albertini - noto per la sua rigorosa attività di difesa dei diritti fondamentali, anche nei contesti più spinosi - ha salutato il proprio assistito Alfredo Cospito con un semplice, sobrio gesto di affetto. Non in segreto. Non di nascosto. Alla luce del giorno, in presenza della polizia penitenziaria. Eppure, quel gesto è stato ritenuto così sconveniente da meritare una segnalazione al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati da parte del direttore del carcere. Non una denuncia. Non un illecito penale. Ma una sanzione morale travestita da atto disciplinare. Come se riconoscere, anche solo per un istante, la dignità residua di un detenuto sottoposto al 41-bis fosse, di per sé, un atto sospetto.
di Simona Ciaramitaro
collettiva.it, 28 giugno 2025
Il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha dichiarato che “serve circoscrivere il reato di tortura”. Ci si potrebbe chiedere se, a nostra insaputa, gli sia stato attribuito anche il dicastero dell’Interno, ma, nonostante ritornare al Viminale sia sempre stato il suo desiderio, non è così. Motivo per il quale in molti obiettano che, visto lo stato disastroso del trasporto pubblico italiano, Salvini farebbe meglio a occuparsi della materia alla quale è stato preposto, anziché occuparsi di altro.
di Lucrezia Agliani
ultimavoce.it, 28 giugno 2025
Alla vigilia della Giornata Internazionale per le Vittime di Tortura, che si celebra proprio il 26 giugno, la Lega ha presentato, con un agghiacciante tempismo, un pacchetto di proposte sulle carceri che ha scatenato un’immediata tempesta politica per il pericoloso obiettivo. Matteo Salvini ha infatti rivendicato di circoscrivere il reato di tortura. Ciò significa aprire la procedura per la modifica del reato di tortura, l’introduzione del taser per gli agenti della polizia penitenziaria e la garanzia del patrocinio legale gratuito per coloro che si trovano sotto inchiesta. Un progetto definito da Matteo Salvini come una necessaria azione di tutela verso chi lavora nelle carceri “in condizioni delicatissime”, ma che per le opposizioni rappresenta un pericoloso attacco ai diritti fondamentali.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 28 giugno 2025
Caso “unico” nel suo genere per l’abuso della decretazione d’urgenza, il pacchetto Sicurezza del governo Meloni - trasferito tal quale dal ddl al decreto legge - è a rischio di incostituzionalità, nel metodo e nel merito. A sottoscriverlo, questa volta, è addirittura la Corte di Cassazione che dedica a questa specifica novità normativa - non proprio as usual - un apposito report. “La prassi parlamentare annovera due soli precedenti di trasposizione dei contenuti di un progetto di legge in discussione in Parlamento in un decreto-legge, a suo tempo in effetti censurati dalla dottrina costituzionalistica e, in ogni caso, nessuno dei due riguardava la materia penale”, scrive il Servizio penale dell’Ufficio del Massimario e del ruolo della Corte Suprema nella relazione 33 pubblicata il 23 giugno 2025.
di Alessandra Arachi
Corriere della Sera, 28 giugno 2025
La Suprema Corte: non c’era l’urgenza, dubbi di costituzionalità nel merito e nel metodo. In 129 pagine di relazione l’ufficio del Massimario della Cassazione ha sollevato critiche al decreto sicurezza del governo approvato il 4 giugno. Tante critiche, che colpiscono al cuore il provvedimento e sollevano i dubbi di costituzionalità. Si punta il dito, in particolare, contro “la decretazione di urgenza”, “le norme troppe eterogenee” e le “sanzioni sproporzionate”.
di Gaetano Azzariti
La Stampa, 28 giugno 2025
Una morte annunciata quella del decreto sicurezza (ora convertito nella legge n. 80 del 2025). Dovremmo aspettare i giudizi della Consulta, ma è sin d’ora evidente che la caparbia volontà della maggioranza politica in materia di politiche di ordine pubblico cadrà di fronte alle palesi incostituzionalità delle norme che si sono volute introdurre a forza e contro ogni evidenza nel nostro ordinamento. Già durante la discussione parlamentare gli esperti auditi avevano avvisato delle numerose criticità costituzionali di molte delle misure che si volevano adottare, poi i magistrati e il CSM, ora la Corte di Cassazione. Persino il Capo dello Stato ha segnalato palesi incostituzionalità della prima versione del testo in discussione.
di Lina Palmerini
Il Sole 24 Ore, 28 giugno 2025
L’agenda internazionale da sola non basta. Per quanto Meloni abbia puntato molto sul palcoscenico dei grandi summit con o senza Trump, sa che in autunno dovrà mettere carne al fuoco nell’agenda nazionale. Finora, infatti, il bilancio lascia spazi in bianco. Di misure concrete c’è stato il taglio strutturale del cuneo fiscale che però non ha aiutato a recuperare del tutto i salari reali, per il resto il lavoro fatto fin qui si inserisce soprattutto nel filone dei temi identitari.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 28 giugno 2025
La strada è segnata, il decreto sicurezza non potrà che approdare davanti alla Corte costituzionale, con ottime possibilità di essere bocciato. Ma basterà? Il cittadino somalo che l’altra notte è stato arrestato perché aveva disegnato Gesù e la Madonna sul muro della Cassazione probabilmente non lo saprà mai. Ma quando la polizia lo ha portato via, anche perché il decreto sicurezza prevede adesso un’aggravante a carico di chi imbratta un immobile pubblico “con la finalità di ledere l’onore, il prestigio o il decoro dell’istituzione” (un accusatore zelante potrebbe sostenere che quell’uomo volesse offendere i giudici terreni, insinuando che l’unica giustizia è quella divina), proprio i magistrati della Cassazione, dentro il romano “palazzaccio” imbrattato, avevano già demolito da cima a fondo il decreto sicurezza.
di Fiorella Giusberti
Il Riformista, 28 giugno 2025
Nel processo penale, il giudizio deve fondarsi su una convinzione “oltre ogni ragionevole dubbio”. È una formula nota, perfino solenne. Eppure, il suo significato resta sorprendentemente vago. Cosa distingue un dubbio qualunque da un dubbio ragionevole? E perché questa distinzione è così centrale per la giustizia? Il ragionevole dubbio rappresenta una soglia. Non si tratta di eliminare ogni incertezza, ma di valutare se, sulla base delle prove disponibili, una persona razionale possa ritenere fondata l’ipotesi della colpevolezza. È una soglia logica e conoscitiva, non un criterio matematico: non si calcola, si giustifica.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 28 giugno 2025
Tempi troppo stretti per integrare la riforma con le norme attuative: il futuro Csm può restare in mano alle correnti. C’è il rischio che la modifica costituzionale per la separazione delle carriere si trasformi in una riforma inutile? La domanda non sembra oziosa, se si parte dal presupposto che uno degli obiettivi principali del legislatore è rinnovare il Csm con il metodo del sorteggio e se, contemporaneamente, si analizzano nel dettaglio le tempistiche di approvazione della riforma.
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