primalavaltellina.it, 28 giugno 2025
Realizzata dai detenuti della Casa Circondariale di Sondrio, la mostra fotografica “Uno sguardo da dentro” verrà inaugurata il 1° luglio a Palazzo Pretorio: un progetto di formazione e reinserimento sociale promosso da Enaip con il sostegno di Fondazione Pro Valtellina. Il 1° luglio, alle ore 17.30, verrà inaugurata presso le sale espositive di Palazzo Pretorio la mostra fotografica dal titolo “Uno sguardo da dentro - il carcere raccontato attraverso gli scatti dei detenuti”. La mostra è il risultato finale di un laboratorio di fotografia finanziato da Fondazione Pro Valtellina e realizzato da Fondazione Enaip Lombardia - sede di Morbegno - in collaborazione con la Casa Circondariale di Sondrio e svoltosi all’interno dell’istituto penitenziario nell’anno 2024.
doceducational.it, 28 giugno 2025
Nel settembre 2024, un team di soci Doc Educational ha dato il via al progetto “Musica è Libertà” all’interno della casa circondariale di Montorio (Verona). Il gruppo, coordinato da Alberto Ferraro (attore e pedagogista teatrale), è formato da Walter Tiraboschi (direttore del Teatro Piroscafo di Bergamo e con oltre 15 anni di esperienza teatrale in ambito carcerario), Marino Vettoretti (esperto di scrittura musicale) e Tommy Kuti (rapper e socio Doc Music).
di Antonio Della Rocca
Corriere del Mezzogiorno, 28 giugno 2025
Niente comizi, volantinaggi e affissioni a carattere politico: a Specchia, uno dei borghi più belli d’Italia che si trova nel sud Salento, scoppia la bufera per l’ordinanza firmata dalla sindaca Anna Laura Remigi in vigore fino al 30 settembre. Secondo la sindaca potrebbero “ingenerare false informazioni o confusioni che potrebbero arrecare danno all’attività di fruizione turistica e all’immagine del paese”. L’ex sindaco Lia: “Come nel Ventennio”.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 28 giugno 2025
Nonostante il rinvio alla Corte di giustizia Ue, Meloni e Piantedosi proseguono i trasferimenti. Ma i centri rimangono semivuoti. Il governo ha intenzione di tirare dritto e non vuole far affondare il progetto Albania, benché barcollante, a costo di qualsiasi forzatura. Nel tardo pomeriggio di giovedì quindici nuove persone sono state trasferite nel centro di Gjader, nonostante la Cassazione con una sentenza dello scorso 29 maggio avesse sollevato nuovi dubbi di legittimità sulle operazioni, rinviando due cause alla Corte di giustizia europea.
di Marco Impagliazzo
Avvenire, 28 giugno 2025
L’esperienza dei canali attivati grazie all’impegno della Chiesa, delle associazioni e delle istituzioni nelle aree a rischio ci dice che una risposta degna a chi fugge dai conflitti è possibile. I volti dei 71 rifugiati giunti mercoledì a Fiumicino dalla Libia con i corridoi umanitari sono diversi da coloro arrivati in questi anni dal Libano, dall’Africa o dal Pakistan: pieni di gioia come tutti gli altri, ma segnati da un’acuta sofferenza in più. La Libia è un luogo atroce dove le vite dei profughi sono appese a un filo: alla volontà di un capo milizia o di uno qualunque dei loro aguzzini, come spesso documentato anche da Avvenire.
di Chiara Daina
Corriere della Sera, 28 giugno 2025
Dal Senegal all’odissea nel deserto, e ora chef in un casale marchigiano. Bamba Diop è arrivato in Italia a 16 anni su un barcone, solo. Oggi ne ha 24 e comanda come chef la cucina di un casale marchigiano, dopo essersi formato come pasticciere con lo stellato Enrico Mazzaroni. “Il mio sogno? Aprire una scuola in Senegal. Per evitare ad altri l’incubo che ho vissuto io”.
di Chiara Saraceno
La Stampa, 28 giugno 2025
L’asimmetria tra le vittime dei confitti in corso sta diventando sempre più insopportabile, aumentando, se possibile, l’insopportabilità di massacri che sembrano non avere fine. Riguarda le vittime non viste dei conflitti che stanno (ancora, fino a quando?) nelle periferie del mondo, di cui poco si vede e si racconta. Ma riguarda anche i conflitti, le guerre, che invece occupano i giornali, le televisioni, gli incontri internazionali, tutti i giorni. È speculare alla diversa legittimazione data alle parti in conflitto in base a criteri che ormai poco hanno a che fare con il diritto internazionale, per cui non solo l’aggressione a un paese, o gli atti terroristici, ma la stessa violazione dei diritti umani viene o meno riconosciuta e condannata a seconda di chi la compie. Si possono impunemente stanare i propri nemici dovunque si trovino, anche a costo di fare vittime innocenti, come è successo nei raid israeliani sul Libano e negli omicidi “mirati” di leader politici, generali, o scienziati che spesso hanno coinvolto le intere loro famiglie, inclusi i bambini, evidentemente considerati puro “bagaglio appresso” dei loro congiunti.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 28 giugno 2025
Parla il coordinatore della Commissione diritti umani e protezione internazionale del Cnf, che guiderà l’Oiad nel biennio 2025-2026. Leonardo Arnau, coordinatore della Commissione diritti umani e protezione internazionale del Consiglio nazionale forense, è il nuovo presidente dell’Oiad (Osservatorio internazionale degli avvocati in pericolo). L’elezione è avvenuta nel corso dell’ultima assemblea generale svoltasi a Madrid. Il Consiglio nazionale forense, con la presidenza Arnau, guiderà l’Oiad nel biennio 2025-2026. Come rappresentante dell’Italia, Leonardo Arnau succede a Francesco Caia, che ha contribuito a fondare l’Osservatorio. “Ringrazio l’avvocato Caia - dice Arnau - per il lavoro svolto con competenza.
Il Dubbio, 28 giugno 2025
La sentenza limita l’uso delle ingiunzioni contro i provvedimenti del presidente americano. Lui: “Vittoria monumentale: la cittadinanza per nascita è finita”. La Corte Suprema ha dato ragione a Donald Trump, autorizzando l’entrata in vigore in molte parti degli Stati Uniti dell’ordine esecutivo con il quale il presidente ha messo fine al “birtright citizenship”, la cittadinanza per diritto di nascita. La Corte ha votato 6-3, dividendosi tra giudici conservatori e progressisti, stabilendo che i giudici federali di grado inferiore non hanno il potere di bloccare a livello nazionale i provvedimenti esecutivi della Casa Bianca.
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 28 giugno 2025
Dopo il cessate il fuoco sono ripartite le purghe del regime contro le presunte spie La Cnn rivela: “Accordo segreto sul nucleare tra Donald Trump e gli ayatollah”. Terminata la guerra iniziano le purghe. Le autorità iraniane hanno arrestato più di 700 persone nel corso, e a seguito, della guerra dei dodici giorni, per la maggior parte dissidenti politici. Oltre agli arresti, Teheran ha giustiziato per impiccagione tre cittadini iraniani accusati di condurre attività di spionaggio a favore d’Israele. Altre tre persone sono state impiccate dopo l’annuncio della tregua, sempre per presunti legami con il Mossad. Nel frattempo, secondo indiscrezioni fornite dalla Cnn, gli Stati Uniti avrebbero offerto 30 miliardi di dollari all’Iran per abbandonare il programma nucleare militare.
- Iran. Scarafaggi, torture e silenzi: la vita nel carcere di Evin dopo l’assalto
- Medio Oriente. A Gaza, aiuti, calca e spari: cosa accade nella Striscia
- “Carceri piene per la guerra ai poveri. Non si combatte il business criminale”
- Boom di reclusi per reati di droga. L’Italia lascia il gruppo Pompidou
- La Conferenza dei Garanti denuncia: “Minori a rischio, carceri minorili sovraffollate”











